Un abbraccio vostro Umberto
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Tag: Umberto Tozzi
Il «Bello dell’Italia» e della ricerca a Torino
Sabato 6 maggio il «Corriere della Sera» ha preso casa a Torino, all’interno del grattacielo di Intesa Sanpaolo, per una nuova tappa de «Il Bello dell’Italia». Trentotto i relatori che si sono alternati sul palco per raccontare «La ricerca dell’eccellenza, l’eccellenza della ricerca». Dall’incontro con gli studenti :— moderato da Giusi Fasano — per riportare il bello a scuola e fermare il cyberbullismo con Paolo Picchio (il papà di Carolina, la ragazza di 14 anni che nel gennaio del 2013 si suicidò dopo che venne diffuso in Rete un video a sfondo sessuale che aveva lei come protagonista) alla sindaca della città Chiara Appendino, intervistata dal direttore Luciano Fontana. (Fotoservizio Fotogramma/Giulio Lapone)
Tra gli ospiti che hanno intrattenuto il pubblico anche il cantante Umberto Tozzi, impegnato in una «conversazione in musica» dal titolo «La bellezza di un anniversario in musica»
Dallo scorso 22 aprile, «Il Bello dell’Italia» prevede incontri, dibattiti, spettacoli, concerti, visite guidate e show in sei città simbolo. Le prossime tappe sono quelle del 13 maggio a Palermo («Crocevia delle culture. L’arte e l’integrazione nel segno del riscatto»), del 20 a Ravenna («Altri mondi. Energia: dal micro al mega, dalle particelle alla partitura») e del 27 a Brescia («La forza dolce»). Queste giornate verteranno sull’accezione più ampia del concetto di bellezza: dai tesori artistici e paesaggistici dell’Italia alle tradizioni gastronomiche, dalla sfida della biodiversità alla cura del territorio, dai centri di ricerca alle risorse del futuro e alle storie di sviluppo economico che danno al Paese forza propulsiva e spinta alla crescita (nella foto Tozzi con il giornalista del Corriere della Sera, Enrico Caiano)
Quarant’anni che “ti amo” a Roma.
Mancano ancora pochi posti.
Affrettatevi prima che diventi sold-out come a Milano, Torino e Bologna!
UMBERTO TOZZI

Dopo aver venduto 80 milioni di copie in tutto il mondo Umberto Tozzi ritorna dal vivo con il tour “40 anni che ‘TI AMO’” che, partendo venerdì 14 aprile dal Teatro Dal Verme a Milano, lo porterà ad esibirsi sui palchi dei maggiori teatri delle città italiane.
Umberto Tozzi sarà accompagnato sul palco da Raffaele Chiatto (chitarre), Gianni D’Addese (tastiere) Marco Dirani (basso), Gianni Vanni (sax) e Riccardo Roma (batteria).
Una donna che stira cantando
Sabato 13 maggio al Circolo Arci Carlo Signorini di Cremona
Umberto Tozzi et Victoria Silvstedt pour les10 ans des Anges Gardiens de Monaco avec Bruna Maule.
Umberto Tozzi et Victoria Silvstedt pour les10 ans des Anges Gardiens de Monaco avec Bruna Maule. En présence de Mr et Madame Pastorelli, Simone Pastor, la Baronne Gloria Köllbrunner, Ljuba Rizzoli, Monica Tozzi, Marki, Manuela Ligato pour Giovanni Raspini, photos par Studio Bazile. Robes Elsie Rose Haute Couture. Avec Angela Raico, Rita Mosca, Ezzio Gregio, Claudia Velte For Claudia Couture,Vlad Scala, Alan Landry, Ilenia Bentrovato, les ténors de l’Opéra de Monaco, Tony Reale, Lena Blu, Julie et Sebastien pour “Dalida mon amour”
Gianni Morandi sempre in campo: “Ma oggi vedo tanti giovani forti”
A Torino con la Nazionale cantanti che ha fondato più di trent’anni fa. “Nella solidarietà come nella musica la nuova generazione è protagonista”

Gianni Morandi con la Nazionale italiana cantanti negli Anni Ottanta
«Un giorno mi chiamò Mogol. Speravo volesse propormi una canzone, invece mi parlò solo di calcio, la sua nuova passione dopo la fine della collaborazione con Battisti. Mettemmo su una squadretta con Oscar Prudente, Umberto Tozzi, Andrea Mingardi. Giocavamo nei campi parrocchiali, ma lui pensava in grande, vedeva lontano: “Andremo negli stadi di serie A, atterreremo in elicottero”».
Da quella telefonata dei primi Anni Ottanta ne è passato del tempo, ma il fiato c’è ancora («Corro tra i 40 e i 45 chilometri ogni settimana», assicura) e Gianni Morandi sarà ancora una volta in campo con la Nazionale Cantanti il 30 maggio allo Juventus Stadium di Torino. Lui che c’era già nel 1975, quando la squadra che avrebbe generato l’idea della Nazionale cantanti, nata da un’invenzione di Mogol, schierò all’Arena Civica di Milano per la prima e unica volta Lucio Battisti: «Giulio (è il nome di Mogol, ndr) aveva radunato la musica italiana. E non solo: aspettavamo Pier Paolo Pasolini, ma il suo aereo fu bloccato dalla nebbia. Sarebbe morto poche settimane dopo».
Da fantasia a tradizione
La fantasia di Mogol si trasformò in fortunata tradizione nel 1987, quando fu fondata l’associazione che tuttora sostiene l’attività della squadra, e nel 1992, con la prima Partita del cuore: all’Olimpico di Roma, in diretta su Rai 1 con nove milioni di telespettatori e un tutto esaurito che valse oltre 300 milioni di lire alla ricerca sulle leucemie. Ora, con un bilancio di oltre 50 milioni di euro in beneficenza e un record da battere – 2.111.000 di euro nella Partita torinese del 2015 – l’appuntamento si ripete allo Juventus Stadium (e su Rai 1), contro i Campioni per la Ricerca: i ferraristi Vettel e Raikkonen, Andrea Agnelli difensore, Max Allegri centrocampista, sulle fasce Boban e Nedved.
«Dei fondatori siamo rimasti in pochi, ma abbiamo un sacco di giovani forti. Ermal Meta, Boosta, che è fortissimo. Appassionato. Moreno, troppo bravo. È bello giocare a calcio, ma se sai che puoi anche fare qualche cosa di buono diventa straordinario». Di giovani c’è bisogno nel calcio, come nella musica. «C’è una nuova generazione di cantautori italiani che mi piacciono, sono bravi. Levante. Francesco Motta, TheGiornalisti, Brunori Sas. Una generazione che non vuole rompere, ma anzi fa riferimento alla musica italiana. E questo è il bello. Potrei fare qualcosa con qualcuno di loro? Certo, però io ho settant’anni, Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti trenta. Insomma, staremo a vedere».
Ritorno alla fiction
Una chiacchierata con Morandi resta sempre sospesa tra i ricordi, belli e brutti, e il futuro. Va da Nino Taranto e Gino Bramieri («Grandi che si prestavano a recitare nei nostri musicarelli»), alla giovanissima Alma Noce, che ha approfittato della sua giornata torinese per un saluto. Ha lavorato con lui sul set de L’Isola di Pietro, mini fiction per Canale 5 in onda a novembre, lui dice che è bravissima («Grande energia, intensità»).
Dopo 18 anni Morandi torna a fare l’attore per la tv. Tra musica, fiction e campi da calcio, c’è anche spazio per qualche No. «Quasi tutti i talent show mi hanno invitato, non ho mai accettato. Come si fa a giudicare così, su due piedi – racconta -. Non che i talent ai miei tempi non esistessero, anche Sanremo in un certo senso lo era, però non mi attrae farne parte». Così, scappa per il prossimo appuntamento. Al Museo del cinema c’è l’anteprima di Sognando Gianni Morandi , docu-film che racconta la passione di un gruppo di ragazzi con sindrome di Down per la sua musica e in particolare per la canzone Uno su mille . «Alla fine del film la cantiamo insieme. Mi hanno detto: però la cantiamo con tutta la voce che abbiamo! Fantastico, no?».















