Gianni Morandi sempre in campo: “Ma oggi vedo tanti giovani forti”

A Torino con la Nazionale cantanti che ha fondato più di trent’anni fa. “Nella solidarietà come nella musica la nuova generazione è protagonista”

Gianni Morandi con la Nazionale italiana cantanti negli Anni Ottanta

Pubblicato il08/05/2017
Ultima modifica il 08/05/2017 alle ore 07:34
nadia ferrigo
torino

«Un giorno mi chiamò Mogol. Speravo volesse propormi una canzone, invece mi parlò solo di calcio, la sua nuova passione dopo la fine della collaborazione con Battisti. Mettemmo su una squadretta con Oscar Prudente, Umberto Tozzi, Andrea Mingardi. Giocavamo nei campi parrocchiali, ma lui pensava in grande, vedeva lontano: “Andremo negli stadi di serie A, atterreremo in elicottero”».

Da quella telefonata dei primi Anni Ottanta ne è passato del tempo, ma il fiato c’è ancora («Corro tra i 40 e i 45 chilometri ogni settimana», assicura) e Gianni Morandi sarà ancora una volta in campo con la Nazionale Cantanti il 30 maggio allo Juventus Stadium di Torino. Lui che c’era già nel 1975, quando la squadra che avrebbe generato l’idea della Nazionale cantanti, nata da un’invenzione di Mogol, schierò all’Arena Civica di Milano per la prima e unica volta Lucio Battisti: «Giulio (è il nome di Mogol, ndr) aveva radunato la musica italiana. E non solo: aspettavamo Pier Paolo Pasolini, ma il suo aereo fu bloccato dalla nebbia. Sarebbe morto poche settimane dopo».

 

Da fantasia a tradizione

La fantasia di Mogol si trasformò in fortunata tradizione nel 1987, quando fu fondata l’associazione che tuttora sostiene l’attività della squadra, e nel 1992, con la prima Partita del cuore: all’Olimpico di Roma, in diretta su Rai 1 con nove milioni di telespettatori e un tutto esaurito che valse oltre 300 milioni di lire alla ricerca sulle leucemie. Ora, con un bilancio di oltre 50 milioni di euro in beneficenza e un record da battere – 2.111.000 di euro nella Partita torinese del 2015 – l’appuntamento si ripete allo Juventus Stadium (e su Rai 1), contro i Campioni per la Ricerca: i ferraristi Vettel e Raikkonen, Andrea Agnelli difensore, Max Allegri centrocampista, sulle fasce Boban e Nedved.

«Dei fondatori siamo rimasti in pochi, ma abbiamo un sacco di giovani forti. Ermal Meta, Boosta, che è fortissimo. Appassionato. Moreno, troppo bravo. È bello giocare a calcio, ma se sai che puoi anche fare qualche cosa di buono diventa straordinario». Di giovani c’è bisogno nel calcio, come nella musica. «C’è una nuova generazione di cantautori italiani che mi piacciono, sono bravi. Levante. Francesco Motta, TheGiornalisti, Brunori Sas. Una generazione che non vuole rompere, ma anzi fa riferimento alla musica italiana. E questo è il bello. Potrei fare qualcosa con qualcuno di loro? Certo, però io ho settant’anni, Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti trenta. Insomma, staremo a vedere».

Ritorno alla fiction

Una chiacchierata con Morandi resta sempre sospesa tra i ricordi, belli e brutti, e il futuro. Va da Nino Taranto e Gino Bramieri («Grandi che si prestavano a recitare nei nostri musicarelli»), alla giovanissima Alma Noce, che ha approfittato della sua giornata torinese per un saluto. Ha lavorato con lui sul set de L’Isola di Pietro, mini fiction per Canale 5 in onda a novembre, lui dice che è bravissima («Grande energia, intensità»).

Dopo 18 anni Morandi torna a fare l’attore per la tv. Tra musica, fiction e campi da calcio, c’è anche spazio per qualche No. «Quasi tutti i talent show mi hanno invitato, non ho mai accettato. Come si fa a giudicare così, su due piedi – racconta -. Non che i talent ai miei tempi non esistessero, anche Sanremo in un certo senso lo era, però non mi attrae farne parte». Così, scappa per il prossimo appuntamento. Al Museo del cinema c’è l’anteprima di Sognando Gianni Morandi , docu-film che racconta la passione di un gruppo di ragazzi con sindrome di Down per la sua musica e in particolare per la canzone Uno su mille . «Alla fine del film la cantiamo insieme. Mi hanno detto: però la cantiamo con tutta la voce che abbiamo! Fantastico, no?».

http://www.lastampa.it/2017/05/08/spettacoli/showbiz/gianni-morandi-sempre-in-campo-ma-oggi-vedo-tanti-giovani-forti-ZUEebmPq8eWW5nxmVVe1vO/pagina.html

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