1996.05.27 Milano

Teatro Smeraldo

Il grido di Tozzi scuote Milano

Bel concerto quello proposto da Umberto Tozzi del tour “Il grido” che l’ altra sera e ieri ha toccato il Teatro Smeraldo di Milano. Anche gli aspetti piu’ enigmatici e apparentemente deboli del nuovo album “Il grido” assumono nello show connotati particolarmente suggestivi grazie alla commistione intelligente fra vecchio e nuovo repertorio e il look scelto dall’ artista. Tozzi infatti, senza barba e con i capelli a spazzola, con il volto abbastanza sofferto, sembra un cantante “maudit” piu’ che un artista pop commerciale. Vien quasi il dubbio che per decenni la gente abbia ballato spensierata su motivi nati in realta’ per far riflettere. Tozzi comincia a cantare a sipario chiuso e offre, con la sola chitarra acustica, alcuni successi intramontabili del suo repertorio come “Io camminero’ “, “Donna amante mia”, “Qualcosa qualcuno”, “Lei”, “Ti amo”. Cade il sipario e irrompe la band al centro di una scenografia abbastanza sofisticata. E’ il momento delle canzoni nuove a cominciare da “Il grido” seguita da “Da che parte stai” che nascono, come spiega l’ artista, “dal desiderio di interpretare i sentimenti di chi non ha voce per farsi sentire.” Dopo “Monotonia rap”, discutibile attacco ai nuovi ritmi di moda fra i giovani, un classico “Io muoio di te”, e altre novita’ come “No keys, no doors”, “E ti voglio”, “Miracolo d’ amore” che conclude il primo tempo. Umberto Tozzi e’ , fin dagli anni ‘ 70, un campione della musica popolare italiana, quella che viene chiamata volgarmente canzonetta. E giustamente, nel secondo tempo, cavalca questo repertorio, popolarissimo anche all’ estero. Si ascoltano cosi’ “Eva”, “Si puo’ dare di piu’ ” (che, cantata con Ruggeri e Morandi, vinse a Sanremo), “Gente di mare” lanciata all’ Eurofestival in duetto con Raf, “Ciao Lulu’ “, un altro successo sanremese “Gli altri siamo noi” che, con versi quali “i muri vanno giu’ al soffio di un’ idea, Allah come Gesu’ in chiesa o dentro una Moschea” apre quel filone “sociale” che Tozzi ha ampliato negli anni successivi. Poi tre canzoni da manuale: “Notte rosa”, “Stella stai” e “Dimmi di no”. Soprattutto queste due sono ancora oggi di straordinario impatto perche’ orecchiabili, facili, con un equilibrio magico fra costrutto, arrangiamenti e parole, pur stravolgendo i tradizionali canoni strofa ritornello. Ottima la band di cinque elementi. Grande successo e molti bis. Prossime date: 31 maggio Zurigo, 1 giugno Losanna, 3 Charleroi, 4 Bruxelles, 6 Roma, 10 Firenze, 12 Novara. (Mario Luzzatto Fegiz)

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