Andrea Agresti è Afric Simone/ Video, altra prova difficile dopo Umberto Tozzi (Tale e Quale Show)

Andrea Agresti è Afric Simone, l’ex Iena si presenta nei panni di un altro avversario complicato dopo aver interpretato Umberto Tozzi la settimana scorsa. (Tale e Quale Show)

Andrea Agresti (Tale e Quale Show)Andrea Agresti (Tale e Quale Show)

Andrea Agresti è un nuovo concorrente del talent e programma Rai Tale e quale show. Agresti si è messo sin dalle prime puntata in evidenza con esibizioni uniche e di gran classe. Il personaggio televisivo ha dato prova del proprio talento riuscendo ad affascinare sia i giudici della giuria, sia il pubblico da casa oppure in studio. Occorre analizzare quindi, qual è stata la performance di Andrea Agresti nell’ultima puntata dello show, per poi vedere commenti e giudizi sulla sua prestazione!

Andrea Agresti, successo a metà con Umberto Tozzi

Andrea Agresti possiede un carattere forte e combattivo e lo ha dimostrato sin dalle prime fasi dello show. Il concorrente ha scelto di stupire la giuria di questa edizione, composta da Vincenzo Salemme, Giorgio Panariello e Loretta Goggi. Infatti, nella prima puntata del programma, Agresti ha interpretato il noto cantante italiano Umberto Tozzi. Andrea si è precipitato con molto entusiasmo nella parte e ha cercato di rispecchiare qualsiasi caratteristica lo potesse rendere simile al maestro della musica classica italiana. Tuttavia, il risultato non ha per niente convinto i giudici. Tutti sono stati impressionati, è vero, ma in modo assolutamente negativo! Panariello e Goggi gli hanno assegnato un misero 6, appena la sufficienza, mentre Salemme è stato più clemente, assegnandogli un buon 10. Tuttavia, con tali voti disastrosi Agresti si è qualificato al penultimo posto in classifica.

I giudici non del tutto soddisfatti

Che dire, la prestazione di Agresti è stata terrificante. Nonostante la gran voglia di fare e lo spirito combattivo, il concorrente è totalmente fuori strada. Forse non si è reso conto che deve cercare di somigliare in tutto e per tutto al personaggio che gli viene assegnato. Invece è sembrato che Andrea Agresti volesse solo divertire pubblico e giuria in una recitazione pacchiana e sfocata del grande mito della musica italiana Tozzi.

Dunque, occorre dire che se vuole davvero competere per la prima posizione in classifica, Agresti deve migliorare assolutamente le proprie performance a partire già dalla prossima puntata dove interpreterà Afric Simone.

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Da Vanity Fair: Destino Caterina

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Anastacia compie 50 anni: il successo mondiale e la lotta contro il cancro

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La voce ‘nera’ del pop dagli esordi come ballerina alla lunga lotta contro il cancro.

Anastacia: da ballerina a cantante di successo

Anastacia Lyn Newkirk, nata a Chicago il 17 settembre 1968, voleva diventare un’archeologa. Invece, ha iniziato la sua carriera nel 1983 come ballerina per poi diventare una cantante. L’esordio da solista è avvenuto nel 1998, quando Anastacia ha deciso di partecipare al programma The Cut con il brano Not That Kind. Da quel momento è iniziata l’ascesa. La sua voce potente ha conquistato star del calibro di Elton John e Michael Jackson e in poco tempo è diventata famosa in tutto il mondo.

Sono famosi i suoi brani Left Outside Alone, I’m Outta LovePaid my DuesSick and Tired e sono note le sue collaborazioni con artisti internazionali e italiani. Ricordiamo tra queste Luciano PavarottiEros Ramazzotti e Umberto Tozzi, con il quale ha realizzato recentemente una versione inedita di “Ti amo“. Il suo ultimo album, Evolution, è uscito nel 2017.

Anastacia: l’esperienza dolorosa del cancro

Anastacia è stata colpita ben due volte dal cancro al seno. Nel 2003, a ridosso di un tour mondiale, la cantante ha scoperto di avere un tumore al seno sinistro per il quale è stata operata d’urgenza. Nel 2014 il tumore si è ripresentato nel seno destro e l’artista ha dovuto subire un’operazione di dieci ore. Questa volta la riabilitazione è stata lunga e dolorosa, tanto da far precipitare la pop star in uno stato di depressione importante.

Alla fine, però, la “bianca dalla voce nera“, che ha venduto più di 30 milioni di dischi in tutto il mondo, ha vinto la battaglia e ha celebrato la vittoria con un nuovo album, Resurrection. A seguito di questa esperienza, si è fatta portavoce delle donne che devono affrontare questo difficile percorso e per questo ha ricevuto importanti premi e riconoscimenti per l’attività della sua fondazione The Anastacia Fund.

https://www.kontrokultura.it/93781/anastacia-compie-50-anni-il-successo-mondiale-e-la-lotta-contro-il-cancro/

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‘Gloria’ voor koningin Mathilde

Koningin Elisabeth Instituut en Ter Helme krijgen hoog bezoek

‘Gloria’ voor koningin Mathilde
Het enthousiasme bij patiënten van het koningin Elisabeth Instituut en de koningin was groot.FOTO: MMA

KOKSIJDE / OOSTDUINKERKE –Honderddertig vakantiegangers met een beperking begonnen enthousiast Gloria van Umberto Tozzi te zingen toen koningin Mathilde in het vakantiedomein Ter Helme arriveerde. Dat was meteen ook het hoogtepunt van haar bezoek aan Oostduinkerke.

Koningin Mathilde ging eerst op visite in het Koningin Elisabeth Instituut (KEI) dat in de loop der jaren evolueerde van een sanatorium naar een revalidatieziekenhuis met 165 bedden en ambulante begeleiding …

 

traduzione:

Centotrenta vacanzieri con disabilità hanno iniziato con entusiasmo a cantare Gloria di Umberto Tozzi quando la regina Mathilde è arrivata nella tenuta di Ter Helme. Questo è stato anche il momento saliente della sua visita a Oostduinkerke.

La regina Mathilde andò per la prima volta a visitare il Queen Elisabeth Institute (KEI) che si sviluppò nel corso degli anni da un sanatorio a un ospedale per la riabilitazione con 165 posti letto e una consulenza ambulatoriale …

https://www.nieuwsblad.be/cnt/dmf20180904_03702041

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C’E’ VITA DOPO LA TRAP – Parte III

C’è vita dopo la trap? – PUNTATA 3

Viaggio all’interno di un mondo diventato ormai una solida realtà dello scenario musicale italiano

Caro diario, sono alla terza settimana di ascolto compulsivo della trap e mi manca pure la musica neomelodica, ma la mia determinazione è più forte di ogni qualsiasi spicciola tentazione. Tra un pezzo e l’altro, rapito dai testi e dell’ascolto, ad un certo punto mi sono posto il seguente quesito: come si chiamano realmente i trapper italiani e perché hanno scelto questo determinato nome? Partiamo naturalmente da Gionata Boschetti, all’anagrafe Sfera Ebbasta, stando alle sue dichiarazioni: «Sfera è il nome che usavo da ragazzino. Quando mi sono iscritto a Facebook la pagina mi chiedeva obbligatoriamente un cognome, ma non avevo intenzione di inserire le mie reali generalità, allora ho scritto Ebbasta».

“Storia interessante” anche per Mario Molinari, che prima sceglie il nome d’arte di Incubo, successivamente s’inventa Duate, per poi adottare definitivamente lo pseudonimo di Tedua, che tradotto in italiano dall’albanese significa “Ti amo”. Non omaggia Umberto Tozzi, invece, Izi (alias Diego Germini), già conosciuto in precedenza come Eazyrhymes e Izi Erre, il suo nome richiama il termine inglese “easy”, ossia “facile”, come la vita che è costretto a condurre a causa dei suoi problemi di salute e della sua lotta contro il diabete. Finalmente qualcosa con un minimo di senso, un po’ come per Ghali, che ha scelto di conservare il suo nome reale, ossia Ghali Amdouni. Direi di terminare qui questo viaggio, andiamo oltre e cerchiamo di leggere un po’ di commenti presi dal web, per capire cosa pensano i “gggiovani” di questo fenomeno più sociale che musicale.

COSA RAPPRESENTA LA TRAP PER I RAGAZZI DI OGGI?

Giovane 1: “L’ascolto perché mi provoca sentimenti che altri generi musicali non mi tramandano”
(Addirittura! Chissà a quali generi ti riferisci, forse alle suonerie polifoniche dei primi anni ’00?)

Giovane 2: “La trap per me è una cosa molto commerciale, ma strumentalizzata bene”
(Oh, ecco un commento che sposa parzialmente il mio consenso)

Giovane 3: “Perché secondo me è un’arte, un modo per esprimersi e se qualcuno esce bene in quella maniera non vedo il motivo per cui non lo debba fare”
(Arte parliamone, anche se il commento parte troppo sulla difensiva, incarna un po’ il concetto di molti: conta più il parere generale di quello personale)

Giovane 4: “Io non riesco a capire perchè la gente sente il bisogno di giudicare male la trap, anche perché ci si concentra sul modo di vestire esagerato, sullo stile di vita più che sul resto”
(Ah, perché c’è un resto?)

Giovane 5: “Chi ancora non riesce ad accettare la trap in Italia deve rassegnarsi, perché è un movimento che ha cambiato per sempre le regole del rap, anche perché finiscono in classifica”
(Fammi capire, a prescindere dal genere, se un brano entra in classifica è bello o altrimenti è una ciofeca? Non credo funzioni proprio così, comunque hai azzeccato il termine “rassegnarsi”)

Giovane 6: “Mi piace perché è basata sul sound e non sugli argomenti, sulle immagini e non sulle parole”
(Hai dimenticato di dire che si basa “sul viaggio e non sulla destinazione”…)

Giovane 7: “La trap è figa perché ascoltarla è una figata”
(Un po’ come questa opinione molto opinabile)

Giovane 8: “C’è chi la definisce retorica e priva di contenuti, io ci vedo tanta profondità a livello di tematiche”
(Tipo lo slogan ricorrente del “prima ero povero e adesso sono ricco”? Mmmh, molto interessante)

Giovane 9: “Se hai dai dodici ai sedici anni non puoi non ascoltarla”
(E, dimmi un po’, quando sarebbe entrato in vigore questo decreto-legge?)

Giovane 10: “La trap è la versione ignorante del rap”
(Ok, ti stimo)

Leggi l’intero articolo cliccando qui sotto:

https://recensiamomusica.com/ce-vita-dopo-la-trap-puntata-3/

 

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Volley, Mondiali 2018: il canto degli undicimila del Foro Italico (con Mattarella) che ha spinto la Nazionale azzurra

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Vent’anni senza Lucio Battisti. Il ricordo commosso di Umberto Tozzi

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Immancabili gli omaggi da parte di personaggi del mondo della musica. Mogol ha rilasciato svariate interviste su di lui, nel corso degli anni e in occasione del ventennale dalla morte. Restando in ambito social però, Umberto Tozzi ha voluto omaggiarlo con un messaggio e un particolare filmato, nel quale lo si vede interpretare una sentita cover: “20 anni fa ci lasciava l’immenso Lucio. Che anno è, che giorno è? Questo è il tempo di vivere con te”.

https://dilei.it/vip/fotonotizia/lucio-battisti-ricordo-vip/561318/attachment/ventanni-senza-lucio-battisti-il-ricordo-commosso-di-umberto-tozzi/

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Oggi alle 21 al foyer del Teatro Nuovo di Mirandola

Gianni Vancini in duo con il M. Alessandro Pivetti per il  nuovo progetto DOUBLE EXPOSURE:
CLASSICA E JAZZ STASERA SI FONDONO IN UN UNICO CONCETTO MUSICALE.
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TECHETECHETE’/ ‘Cantavamo così’: gli anni Novanta da Raf a Ligabue

Techetechete’ chiude con Cantavamo così: è l’ultima puntata prima della stagione invernale. I protagonisti sono numerosi, e vanno dagli anni Sessanta al 1999.

Sylvie Vartan a Techetechete'Sylvie Vartan a Techetechete’

“Qual era la canzone più cantata e gettonata nei Juke Box del 1969? E quale quella più passata dalle radio nel 1979?”. Ultimo appuntamento con Cantavamo così, il capitolo musicale di Techetechete’ dedicato alle canzoni dello scorso millennio. Di seguito alcuni titoli: si parte dal Buonasera di Sylvie Vartan, per chiudere, retoricamente cantando, con Cosa resterà degli anni 80. Di mezzo ci sono esattamente due decenni di musica. E in particolare: Lisa dagli occhi blu di Mario Tessuto, Quella carezza della sera dei New Trolls, Pensami di Julio Iglesias, Ti lascerò di Anna Oxa e Fausto Leali. Si chiude con le hit del ’99 di Alex Britti, Jovanotti e Ligabue. Senza dimenticare i Lunapop di 50 special, la più iconica delle canzoni di fine anni Novanta.

RAF E I “SUOI” ANNI 80

Se i Lunapop e Cremonini hanno segnato un’epoca, lo stesso di può dire di Raffaele “Raf” Riefoli. È suo il brano più rappresentativo di quegli anni, un titolo che dà il nome a un intero album. Per non parlare di Self Control, che con Cosa resterà segna il punto più alto della sua carriera. A dire il vero, il suo primo successo risale a qualche anno prima. Era l”83 quando Raf debuttava con la cover di Laura Branigan, in un album interamente in inglese. Sempre in quell’anno, scrisse insieme a Bigazzi Il principe di Claudia Mori, utilizzata come sigla di chiusura di Hit Parade. Nell”87 fu l’autore di Si può dare di più, canzone vincitrice del Sanremo di quell’anno. Allora partecipò all’Eurovision con Gente di mare, classificandosi terzo in coppia con Umberto Tozzi.

http://www.ilsussidiario.net/News/Cinema-Televisione-e-Media/2018/9/6/TECHETECHETE-Cantavamo-cosi-gli-anni-Novanta-da-Raf-a-Ligabue/837698/

 

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Una parata di stelle sul palco L’Accademia e gli atleti speciali

Appuntamento il 22 settembre alle 20.30 al Teatro Creberg

Il concerto, condotto dagli speaker di Radio Italia Manola Moslehi e Mauro Marino, sarà poi trasmesso su Radio Italia, Radio Italia Tv e in streaming sul sito radioitalia.it sabato 29 settembre alle 21.

Oltre al concerto, sono in programma altri due eventi sul tema sport e disabilità intellettiva: lunedì 17, alle 15, all’aula magna dell’Accademia della Guardia di finanza, si terrà un seminario a cui parteciperanno, insieme agli esperti, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, il vescovo Francesco Beschi, il sottosegretario con delega ai grandi eventi di Regione Lombardia Antonio Rossi, il Presidente di Special Olympics Italia, Maurizio Romiti, e il vice presidente del Comitato Italiano Paralimpico Marco Borzacchini.

Domenica 23 settembre, infine, nell’ambito della StraBergamo si terrà il Trofeo «Bergamo conCORRE per la legalità…e per Special Olympics» ovvero una staffetta di quattro frazioni di 5 chilometri ciascuna che sarà corsa in squadre composte da tre atleti dell’Accademia della Gdf e da un atleta di Special Olympics.

«Con queste iniziative — dice Virgilio Pomponi, comandante dell’Accademia — vogliamo dare sostegno alle associazioni di volontariato del territorio e metterci in gioco attivamente: anche per questo abbiamo denominato il concerto “delle stelle”, che sono sì gli artisti scesi in campo per l’iniziativa, ma sono anche i gradi che riceveranno i nostri allievi ufficiali alla nomina durante la serata».

https://bergamo.corriere.it/notizie/cultura-e-spettacoli/18_settembre_06/parata-stelle-palco-l-accademia-atleti-speciali-3d731358-b1a7-11e8-b837-d3ad6d664b0d.shtml?refresh_ce-cp
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