Arriva “Il Baco da Festival”, un focus quotidiano da Sanremo con racconti, pagelle, segreti dietro le quinte e commenti

Di Massimo Bolzonella -26 Febbraio 2021

Carissimi amici, è con sano e vivace entusiasmo che vi annunciamo che è in arrivo un nuovo e originale spazio creato dal nostro è sempre più vostro magazine “Il Baco da Seta”

Si chiama “Il Baco da Festival” ed è una rubrica che prevede un focus assolutamente inedito e originale sulla settantunesima Edizione del Festival di Sanremo, grazie alla presenza quotidiana e costante dell’inviato a Sanremo, il sottoscritto Massimo Bolzonella.

A partire da lunedì primo marzo, giorno di vigilia della kermesse canora più famosa d’Italia, fino a domenica 7 marzo, giorno successivo al termine del Festival, potrete leggere un articolo ogni giorno con racconti, pagelle delle canzoni, segreti dietro le quinte, commenti, e tutto ciò che riguarda la grande festa della musica italiana.

Il “Baco”, dunque, parte dalle dolci colline sonesi per arrivare al mite clima marino della Liguria, viaggiando tra le note delle canzoni che diventeranno colonne sonore delle nostre giornate.

Vale la pena di ricordare che il conduttore e direttore artistico Amadeus, al secolo Amedeo Sebastiani ha vissuto parte della sua giovinezza quando risiedeva proprio a Sona, dove era giunto dalla nativa Ravenna per le esigenze lavorative di papà Corrado che aveva un maneggio.

Amadeus ha lavorato in radio proprio a Verona, sino al 1986, quando ebbe la fortuna di essere ascoltato da Claudio Cecchetto, notissimo talent scout, che trovandosi a Verona per il Festivalbar lo senti in radio e lo scelse per il suo staff. Vedevo Amedeo spesso la domenica allo Stadio, quando lui era a Radio Blu e io a Radio Adige a far spalla a Roberto Puliero.

Ricordo che in radio canzonava Umberto Tozzi chiamandolo “pel di carota” facendo riferimento alla sua chioma rossa di allora. Qualche anno più tardi, incontrai “Ama” a Marostica: era il 1994, anno in cui presentava proprio Amadeus e il Festivalbar fu costretto ad espatriare a causa di una mai più ripetuta azione di difesa delle pietre dell’Arena, con conseguente cancellazione di quasi tutto il cartellone estivo

Come dicevo, lo incontrai al pranzo post conferenza stampa. Lui venne a salutare, mentre stavo chiacchierando con Umberto Tozzi che vinse quell’anno con Io muoio di te, e Laura Pausini anch’essa premiata insieme a un taciturno Miguel Bosè che, indisposto, se ne stava in disparte a mangiare riso in bianco.

Ricordo che con scherzosa leggerezza, feci notare a Umberto che quando Ama trasmetteva a Verona lo prendeva in giro: il caro Amedeo con una faccia di bronzo che più bronzo non si può, negò spudoratamente. Diavolo di un Amadeus!

Tornando al Festival, Sanremo non è solo musica e canzoni, ma un vero e proprio fenomeno di costume che entra nelle case degli Italiani, risultando ogni anno uno degli eventi più attesi, visti e chiacchierati di quanto accade nell’arco di tutti i 365 giorni nella nostra penisola.

Sarà una bella edizione? Chi vincerà? Quali saranno gli ospiti più attesi? A queste e altre tantissime curiose domande cercherà di rispondere “Il Baco da Festival” che si configuerà come una sorta di imbarcazione giornalistica pronta a portare a bordo ogni notizia proveniente da Sanremo allo scopo di dare modo ai nostri lettori di vivere con entusiasmo e partecipazione il Festival.

Venite con noi a Sanremo, salite a bordo de “Il Baco da Festival”! Cercheremo di darci serenità ogni giorno per un momento di divertimento e partecipazione attiva. Commentate nostri post dicendo la vostra, potrete dire di essere stati tra i veri protagonisti attivi del solo, unico e inimitabile “Baco da Festival”. Vi aspettiamo.

Un viaggio stupefacente (2018)

Boundaries (original title)R | 1h 44min | ComedyDrama | 13 September 2018 (Brazil)

Un viaggio stupefacente Poster

Laura, insieme al figlio di quattordici anni Henry, è costretta ad occuparsi del padre Jack, un uomo spensierato che fa fatica a riconoscere. Jack è stato cacciato per l’ennesima volta da una casa di cura, la figlia lo coinvolgerà quindi in un viaggio in macchina che si rivelerà utile per conoscersi a vicenda.

Director:

Shana Feste

Writer:

Shana Feste

Stars:

Vera FarmigaChristopher PlummerLewis MacDougall |

Soundtracks (tra gli altri)

Gloria
Written by Giancarlo BigazziUmberto TozziTrevor Veitch (as Trevor Stanley Veitch)
Performed by Laura Branigan
Published by Sugar Song Publications Inc.
Courtesy of Atlantic Recording Corp
By arrangement with Warner Music Group Film & TV Licensing

https://www.imdb.com/title/tt5686062/soundtrack?ref_=tt_trv_snd

https://www.mymovies.it/film/2018/boundaries/

Het concert van Umberto Tozzi in Ethias Theater Hasselt voorzien op 13 februari 2021 wordt uigesteld naar een latere, nog te bepalen datum.

Over Umberto Tozzi, 45 Years of Umberto Tozzi

Het concert van Umberto Tozzi in Ethias Theater Hasselt voorzien op 13 februari 2021 wordt uigesteld naar een latere, nog te bepalen datum.

Update 08.02.2021

Italiaanse Ster viert 45 jaar carrière.

Met hits als Gloria, Ti Amo en Gente di Mare heeft Umberto Tozzi een aantal onvergetelijke klassiekers in zijn repertoire.

‘Ti Amo’ stond maar liefst zeven maanden op nummer één in de Italiaanse hitparade en met ‘Gloria’ scoorde Tozzi een wereldhit.
‘Gente di Mare’, het lied waarmee Umberto Tozzi en Raf deelnamen aan het Eurovisiesongfestival in Brussel in 1987, groeide uit tot een evergreen.

Tozzi viert 45 jaar carrière en wil dit ook graag vieren in Vlaanderen.


Tickets 39,50, 49,50 en 59,50 euro.

Opgelet! Voor tickets die aan de kassa worden gekocht wordt een extra servicekost van 2 euro per ticket aangerekend.

https://www.teleticketservice.com/nl/event/umberto-tozzi-45-years-of-umberto-tozzi-a00c249b

Umberto Tozzi live in het Kursaal Oostende op 14 februari 2021, wordt verplaatst naar 05/02/2022.

WORDT VERPLAATST!

Vanwege de maatregelen die de Belgische overheid heeft genomen om het COVID-19 virus aan te pakken kunnen tal van evenementen niet op de geplande datum plaatsvinden. Maar we hebben goed nieuws: het concert van Umberto Tozzi, dat oorspronkelijk zou plaatsvinden op 14/02/2021 in Kursaal Oostende, wordt verplaatst naar 05/02/2022.

Je tickets voor Umberto Tozzi blijven gewoon geldig voor de nieuwe datum.

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Italiaanse ster viert 45 jaar carrière

Umberto Tozzi live in het Kursaal Oostende op 14 februari 2021

Met hits als ‘Gloria’, ‘Ti Amo’ en ‘Gente di Mare’ heeft Umberto Tozzi een aantal onvergetelijke klassiekers in zijn repertoire. ‘Ti Amo’ stond maar liefst zeven maanden op nummer één in de Italiaanse hitparade en met ‘Gloria’ scoorde Tozzi een wereldhit. ‘Gente di Mare’, het lied waarmee Umberto Tozzi en Raf deelnamen aan het Eurovisie Songfestival in Brussel in 1987, groeide uit tot een evergreen.

Tozzi viert 45 jaar carrière en wil dit graag vieren met 2 shows in Vlaanderen. Op 13 februari in het ethias theater van Hasselt en op 14 februari in Kursaal Oostende.  

Koop tickets Opgelet, koop enkel tickets via de officiële verkoopskanalen.

https://www.kursaaloostende.be/nl/umberto-tozzi

All my friends are dead – Recensione della nuova dark comedy di Netflix

Primo dell’anno, un giovane detective al suo primo caso aspetta in trepidazione il suo cinico e navigato collega. Dietro di lui la casa dove, qualche ora prima, si è consumato un autentico massacro. Disponibile su Netflix a partire dal 3 febbraio 2021, le premesse di all my friends are dead sono buone, e lo spettatore si trova catapultato in una tragicomica carneficina da ricostruire. La partenza è frizzanteaccattivante: la violenza viene subito messa in scena ma non disturba, poiché volutamente paradossale e saggiamente smorzata da un puntuale cinismo. Purtroppo, dopo il buon inizio, il film cambia repentinamente di registro, confezionando un pacchetto insipido, dal sapore inespresso. Vediamo perché.

Foto generiche

All my friends are dead, qualcosa è andato storto

Entrati nell’abitazione, si staglia di fronte agli occhi degli agenti uno scenario bizzarro, inverosimile ma altrettanto convincente: una banale festa nella sera di San Silvestro, divenuta un teatro di guerra. Cadaveri di ragazzi ovunque, morti nella maniera più disparata. C’è chi è stato freddato, chi è morto per asfissia, chi è sul pavimento fulminato, chi viene ritrovato impiccato con le luminarie di natale. Il tutto condito da pareti imbrattate di sangue, porte sfondate a colpi d’accetta e interiora che bisogna stare attenti a non calpestare. Una serata tranquilla, insomma.

Foto generiche

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“Qualcosa è andato storto”È la frase con cui il detective anziano cassa in modo approssimativo le indagini davanti a questo scempio; e va bene così. Si capisce subito che il motore del film non sarà l’analitica ricostruzione dell’accaduto, ma la curiosità divertita di vedere come tutto questo sia potuto accadere, a prescindere da qualsiasi colpevole o movente. Questo approccio ironico e disilluso funziona molto, ed è un peccato constatare come le dinamiche tra gli agenti non siano state sfruttate maggiormente.https://www.youtube.com/embed/wbLEZBDJdak?feature=oembed

Una comicità stereotipata che non convince

Comincia il flashback e cominciano i guai, in tutti i sensi. Torniamo a 24 ore prima dell’accaduto, dove il padrone della villa sta facendo gli onori di casa con due invitati,  presentandoci con questo espediente tutti i protagonisti di questa commedia corale. Ogni macchietta è presente: ci sono i due amici nerd, ossessionati dal sesso che non riescono a fare; la milf di turno, accompagnata dal suo toy-boy illuso e innamorato; l’insospettabile (ma non troppo) ragazzo omosessuale; la coppia in crisi per problemi sotto le lenzuola; il playboy che dispensa consigli non richiesti; il giovane religioso in crisi mistica davanti ai bollori della pubertà.

L’unica figura veramente degna di nota, e questo proprio perché riesce a sganciarsi dal rigido stereotipo, è quella del giovane fattorino delle pizze. Un comprimario interessante, brillante studente universitario schiacciato dalla povertà e dal senso di responsabilità verso la madre malata di Alzheimer. Purtroppo i cliché non si limitano alla caratterizzazione dei personaggi, ma proseguono ed imperversano anche nei dialoghi, che risultano piatti e non divertono.

Foto generiche

Come nel più classico degli American pie, la vis comica ruota interamente intorno al sesso, ma lo fa in maniera scialba e prevedibile. Si passa da un luogo comune all’altro, dalla banale derisione dell’omosessualità a stucchevoli doppi sensi, con un risultato complessivo incolore e inespressivo. Quello che tiene a galla la pellicola nella parte centrale rimane unicamente il suo motore: il desiderio di scoprire la catena di sfortunati eventi che abbia portato al massacro finale, e con esso all’inizio promettente del film.

Una realizzazione tecnica degna di nota

Sebbene la scrittura di Jan Belcl sia tutt’altro che memorabile, un plauso deve essere fatto per quanto concerne la realizzazione tecnica. La regia è scorrevole, ritmata, cadenzata sapientemente con stacchi precisi e funzionali. La fotografia non osa, ma si ripara cautamente nel porto sicuro del teal & orange, ovvero nelle tonalità di arancio e blu che danno risalto ai volti dei protagonisti. È un’espediente moderno e vincente, e tale contemporaneità si ritrova nelle diverse influenze di cui il film è intriso. Il giovane regista strizza ripetutamente l’occhio a Tarantino,  e lo fa con garbo, rispettosamente. Basti pensare ai titoli di testa, dal taglio fumettistico e seducente, o alla rappresentazione comica della violenza, estrosa e mai disturbante. Molte inoltre le citazioni, più o meno esplicite, e di conseguenza meno o più riuscite.

Foto generiche

In ogni caso, la palma del migliore la guadagnano musica ed effetti sonori. Dalle atmosfere western dell’introduzione, alla cover di Gloria del nostro Umberto Tozzi durante i festeggiamenti, ai toni classici della Carmen per enfatizzare l’escalation di violenza. Le musiche sono sempre molto azzeccate e permettono allo spettatore di immedesimarsi. Come dicevamo, molto bene anche l’effettistica, in grado di regalare i più sinceri momenti di comicità. Un esempio? L’imponente motivo di organo e campane volto a sottolineare la caduta in tentazione del devoto protagonista, impotente davanti allo strapotere dei piaceri della carne.

Un finale interessante

Negli ultimi minuti ci viene proposto un finale alternativo, alla Sliding doors. Senza cedere ad alcuno spoiler, questa sequenza ha il pregio di dimostrare come la penna del regista abbia una profondità diversa, che può e deve essere coltivata, oltre a risollevare parzialmente le prestazioni attoriali, fino ad allora perlopiù dimenticabili. Interessante anche la scelta di aprire ad una ciclicità ed ineluttabilità dell’ evento, che ci lascia un sapore diverso in chiusura.

All my friends are dead è una commedia noir dai presupposti promettenti, ma che crolla a causa di una scrittura acerba e di una comicità stereotipata che non diverte. Le manca la delicatezza dei fratelli Coen (Lady Killers Burn after reading su tutti) o la spontaneità effervescente di Funeral party, tutti elementi necessari per compiere il salto di qualità in questo genere. Rimane una realizzazione tecnica encomiabile, specie per le musiche, e un po’ di amaro in bocca per non aver sfruttato a dovere diversi spunti che sarebbero stati vincenti. Peccato.

Potete trovare questo e altri film sfogliando l’ampio catalogo presente su Netflix

All my friends are dead – Recensione della nuova dark comedy di Netflix

San Valentino: video-dediche personalizzate per gli innamorati dal Museo Villa Bernasconi

villa bernasconi san valentino

San Valentino sta per arrivare e molti innamorati sono alla ricerca dell’idea giusta per un regalo originale. Che ne dite di una romatica serenata?  Anche quest’anno, Villa Bernasconi fa un regalo agli innamorati, donando a 10 coppie un inedito e personalizzato video musicale con una canzone suonata dal M° Sergio Guatterini al pianoforte Pleyel di Villa Bernasconi.

Per riceverlo nel giorno di San Valentino, basterà inviare entro il 10 febbraio 2021 l’apposito form di richiesta disponibile sul sito www.villabernasconi.eu indicando la propria dedica e i riferimenti di contatto, dopo aver scelto una canzone dalla playlist di San Valentino, con le più belle canzoni d’amore selezionate da Villa Bernasconi:

  1. MY FUNNY VALENTINE” (Richards Rodgers – dal Musical “Babes in Arms” 1937)
  2. “LOVE STORY” (Francis Lai – colonna sonora dell’omonimo film del 1970)
  3. “TI AMO” (Umberto Tozzi – 1977)
  4. “FEELINGS” (Morris Albert – 1974)
  5. “L’AMORE È UNA COSA MERAVIGLIOSA” (Alfred Newman – colonna sonora dell’omonimo film del 1955)
  6. “C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA” (Ennio Morricone – colonna sonora dell’omonimo film del 1984)
  7. “LOVE” (John Lennon – 1970)
  8. “HYMNE À L’AMOUR (Edith Piaf – 1950)
  9. “CAN’T HELP FALLING LOVE” (Elvis Presley – 1961)
  10. “A TIME FOR US” (Nino Rota – colonna sonora del film “Romeo e Giulietta” – 1968)
  11. “AMOR MIO” (Lucio Battisti – 1971)
  12. ALL OF ME (John Legend – 2013)
  13. MY HEART WILL GO ON (Céline Dion – colonna sonora del film “Titanic” 1997)
  14. I WILL ALWAYS LOVE YOU (Dolly Parton – colonna sonora del film “Guardia del corpo” – 1992)

Il museo di Villa Bernasconi riaprirà, in ottemperanza delle norme emanate per contenere l’emergenza epidemiologica da COVID-19, il 15 febbraio 2021 con il nuovo orario feriale, dal lunedì al venerdì, dalle ore 14 alle ore 18, con prenotazione obbligatoria al link https://www.villabernasconi.eu/acquisto-biglietti-ingresso/ e biglietto unico di Euro 5,00 (gratuito under 15, over 75, Cernobbiesi, Abbonamento Musei Lombardia).

IL MUSEO DI VILLA BERNASCONI

Inaugurato nel 2017, il Museo di Villa Bernasconi è un’originale realtà museale ospitata nell’omonima splendida villa liberty a Cernobbio, sul Lago di Como. La villa venne edificata tra il 1905 e il 1906 su progetto dell’architetto Alfredo Campanini come “casa alla moda” per l’ingegnere Davide Bernasconi che, di origine milanese, fondò le omonime Tessiture Seriche a Cernobbio sul finire del XIX secolo.

Concepita non come un museo nel senso tradizionale del termine, bensì come un’esperienza fatta di suggestioni e connessioni guidate dalle #vocidivilla, offre ai visitatori un percorso innovativo e interattivo tra contenuti multimediali, oggetti e documenti storici in prestito da collezioni museali e private, ma anche attraverso esperienze multisensoriali.

Il museo è il fulcro di “Liberty Tutti”, progetto sviluppato dal Comune di Cernobbio in partenariato con la Cooperativa Sociale Mondovisione per creare un modello di gestione sostenibile di Villa Bernasconi che valorizzi il coinvolgimento dei giovani, sia in termini di creatività che di professionalità, avvalendosi anche delle nuove tecnologie. Per questo motivo le installazioni interattive sono state realizzate da Sfelab, Olo Creative Farm, Rataplan, Antiorario Video.

“Liberty tutti” è cofinanziato da Fondazione Cariplo (Bando Patrimonio Culturale per lo sviluppo. Anno 2015). L’iniziativa è stata inoltre realizzata con il contributo di Regione Lombardia (Bando Territori Creativi, finalizzato alla promozione dei temi moda e design attraverso le nuove tecnologie) e prevede il coinvolgimento, a vario titolo, di numerose e importanti istituzioni museali e culturali del territorio e non solo, come la Pinacoteca Civica di Como, il Museo della Seta, il Teatro Sociale di Como, l’Associazione Arte&Arte, Como Città dei Balocchi, Fondazione Alessandro Volta, Fondazione Arte Nova.

www.villabernasconi.eu

„I 5 cantanti nati a Torino più famosi nel mondo (e le loro canzoni più celebri)“

Classici brani d’amore ma anche musica da ballare: ecco le hit di artisti torinesi che hanno avuto grande successo all’estero

Claudio Pizzigallo 01 febbraio 2021 14:36

Se pensiamo ai cantanti italiani famosi all’estero, probabilmente tra i primi nomi che ci vengono in mente ci sono Eros Ramazzotti, Laura Pausini, Andrea Bocelli, un tempo sicuramente Domenico Modugno, qualche anno fa Pupo e Toto Cutugno. 

Eppure ci sono anche artisti nati a Torino che hanno avuto grande successo oltre i confini nazionali, con canzoni tradotte, album e brani in altre lingue che molti stranieri conoscono. 

Vediamo quindi quali sono le cinque canzoni, e i relativi cantanti, “made in Torino” più celebri nel resto del mondo. Con una premessa: in questa rassegna mancano mostri sacri della musica torinese, come Fred Buscaglione, i Subsonica, i Linea 77 e molti altri, ma ci siamo concentrati sugli artisti e i brani che hanno riscosso grande successo fuori dall’Italia. 

Umberto Tozzi – Gloria

Gloria è, insieme a Ti amo, tra le più famose canzoni di Umberto Tozzi, cantautore nato a Torino nel 1952. Il padre Nicola Tozzi era un agente di polizia originario della provincia di Foggia, che emigrò con la moglie Immacolata a Torino nel 1945. Umberto è cresciuto nellza zona tra Borgo San Paolo e Cenisia, e ha iniziato la carriera di musicista nella parrocchia di Gesù Adolescente, in via Luserna di Rorà. 

La canzone del 1979 è tornata d’attualità recentemente, quando è circolato un video in cui Donald Trump, in occasione del suo comizio precedente all’invasione del Congresso USA da parte di centinaia di persone, la ballava nel backstage insieme alla sua famiglia.

Ma quella ballata da Trump non era la versione originaria, bensì la cover in inglese incisa da Laura Branigan nel 1982. La versione tradotta di Gloria divenne estremamente popolare in molti Paesi, arrivando ai vertici delle classifiche in USA, Regno Unito, Irlanda, Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa e Canada.

Ecco il video di Gloria cantata da Laura Branigan

Rita Pavone – Bonjour la France

In pochi conoscono la storia torinese di Rita Ori Filomena Pavone, per tutti semplicemente Rita Pavone. Nata nel 1945 in via Malta 43, i suoi genitori erano Giovanni, operaio della Fiat di origini siciliane, e la madre Maria, casalinga originaria di Ferrara. Poco dopo essersi iscritta al liceo Santorre di Santarosa, la sua famiglia si trasferì nelle case operaie di via Chiala 19, a Mirafiori Sud.

Rita iniziò a esibirsi da giovanissima al teatro Alfieri e in locali della città come La Perla, l’Hollywood Dance e La Serenella, mentre dovette abbandonare gli studi per aiutare economicamente la famiglia lavorando in una camiceria. Poi nel 1962 partecipa e vince al Festival degli sconosciuti di Ariccia, dove conosce Teddy Reno, che sei anni dopo diventò suo marito.

Le canzoni più celebri in Italia di Rita Pavone, oltre a quelle cantate nello sceneggiato “Il giornalino di Gianburrasca”, come W la pappa col pomodoro, sono La partita di pallone e Sul cucuzzolo, ma forse in pochi sanno che la cantante torinese è stata molto popolare anche all’estero. Partecipò più volte al celebre The Ed Sullivan Show tra artisti come Duke Ellington ed Ella Fitzgerald, collaborò con i Beach Boys e Orson Welles, ma soprattutto ha inciso per diverse etichette in Gran Bretagna, Germania, Francia, Stati Uniti e Sudamerica.

Il suo brano più famoso all’estero è forse Bonjour la France, scritto da Claudio Baglioni e registrato nel 1972, con cui vendette 650.000 copie in Francia quell’anno, esibendosi per un mese intero all’Olimpia di Parigi.

Gabry Ponte – Blue

Anche il nome di Gabry Ponte è tornato recentemente nella cronaca, perché l’artista nato a Torino nel 1973 si è dovuto sottoporre a un intervento chirurgico al cuore, andato benissimo

Ma non è per questo problema cardiologico che Gabry Ponte è famoso in tutto il mondo: la sua fama, infatti, risale al 1999, quando con Maurizio Lobina e Jeffrey Jey (Gianfranco Randone) fonda gli Eiffel 65. Il brano Blue (Da Ba Dee) ebbe un successo stratosferico: arrivò in vetta alle classifiche in 24 Paesi, vendendo oltre 10 milioni di CD. Gli Eiffel 65 fecero una tournée promozionale di oltre due anni, più di 500 concerti in giro per tutto il mondo; l’album vinse un triplice disco di platino per più di tre milioni di dischi venduti, il gruppo ottenne una nomina per il Grammy Awards come “migliori artisti dance dell’anno” e inoltre vinsero a Monte Carlo il premio come “il miglior artista italiano nel mondo”.

Ecco il brano prodotto dalla Bliss, che su YouTube può vantare, solo in questa versione, qualcosa come 238 milioni di visualizzazioni.

Gigi D’Agostino – L’amour toujours

Le Palace, Ultimo Impero, Naxos, Woodstock: chi tra gli anni ’80 e i ’90 ha frequentato almeno una di queste discoteche torinesi di culto non può aver dimenticato quanto era divertente e liberatorio dimenarsi al ritmo delle canzoni prodotte dal dj Gigi D’Agostino, o Gigi Dag.

Nato nel 1967 a Torino da genitori di origini salernitane, Luigi Celestino Di Agostino (questo il suo vero nome) iniziò la sua carriera artistica nel 1986, dopo aver lavorato come muratore. 

Dopo anni dietro la consolle di alcune delle discoteche più importanti di Torino prima e d’Italia poi, Gigi Dag divenne famoso anche all’estero con una serie di hit di grande successo. Giusto per citare alcuni titoli: Bla Bla BlaLa Passion, Super (1, 2, 3), L’amour toujours – I’ll fly with you.

Vi proponiamo il video di quest’ultimo brano, risalente al 2000 (300 milioni di visualizzazioni solo per questa versione).

Renato Rascel – Arrivederci Roma

Concludiamo con il brano più vecchio per un semplice motivo: è vero che Renato Ranucci – il vero cognome di Rascel – nacque a Torino il 27 aprile del 1912, ma i suoi natali torinesi sono poco più che un caso: sua madre Paola Massa, ballerina classica, e suo padre Cesare Ranucci, cantante di operetta, erano in città per una tappa della tournée della compagnia d’arte in cui lavoravano, ma Renato era di pure origini romane, tanto che fu battezzato nella basilica di San Pietro per esplicito desiderio del padre. 

E anche la canzone del “torinese per caso” Rascel è legata alla Città Eterna fin dal titolo. Composta nel 1954 insieme a Garinei e Giovannini, Arrivederci Roma è tra i brani italiani che possono vantare il maggior numero di interpretazioni. Solo per citare qualche nome straniero (escludendo quindi Rita Pavone, che la cantava nei succitati locali torinesi da giovanissima, e Claudio Villa): Bing Crosby, Dean Martin, Nat King Cole, Perry Como. 

Tra le tante, ecco la versione del 1962 cantata da Dean Martin

https://www.torinotoday.it/attualita/cantanti-torinesi-famosi-mondo.html?fbclid=IwAR2m1hhQC15S-SbU06qsjXLfTgcoyEpUrU6Lyuh5Cn7ADE_towVukHtqoQ0