VASCO ROSSI, IL TITOLO “NON L’HAI MICA CAPITO”? COLPA DI UMBERTO TOZZI

In origine si chiamava “Ti voglio bene” ma doveva distinguersi da “Ti amo”26-11-2020

 Scheda artista

Vasco Rossi svela su Instagram che Non l’hai mica capito in origine si chiamava Ti voglio bene: il titolo è cambiato per distinguere il brano da Ti amo di Umberto Tozzi. La canzone compie 40 anni con l’album Colpa d’Alfredo.

Il rocker di Zocca affida una curiosità storica ai social, parlando del suo famoso pezzo del 1980 Non l’hai mica capito, il cui ritornello inizia con il verso “Ti voglio bene…”: “Non potevo chiamarla Ti voglio bene: dovevo differenziarmi da titoli simili già esistenti, come Ti amo di Umberto Tozzi, e allora l’ho intitolata Non l’hai mica capito, anche se in origine era proprio Ti voglio bene”.

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Quel brano, uscito come singolo nel gennaio del 1980 insieme ad Asilo Republic, è nato con una certa intenzione: “È un esperimento di canzone più orecchiabile, per vedere se riuscivo a conquistare il pubblico femminile (scherzo). Le ragazze sono sempre state la mia ispirazione più profonda, a volte personaggi generici, una categoria di persone, a volte vere”.

Non l’hai mica capito fa parte dell’album Colpa d’Alfredoin uscita in una nuova speciale versione per celebrare i suoi 40 anni.

Intanto cresce l’attesa per la nuova canzone di Vasco Rossi, che verrà presentata “ballando” con Roberto Bolle e sarà accompagnata da un video girato a Bologna in una Piazza Maggiore deserta.

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 Autore: Francesco Carrubba

26-11-2020 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Mina e Celentano: il successo senza fine – Mina and Celentano: endless success

26 Novembre 2020

Gianni Pezzano

Gianni Pezzano

Mina e Celentano: il successo senza fine

In ordine sono primo e seconda nella classifica delle vendite dei dischi italiani in assoluto con oltre 150 milioni di dischi venduti ciascuno

Un semplice fatto conferma la grandezza e l’importanza di Adriano Celentano e Mina per la musica leggera italiana. In ordine sono primo e seconda nella classifica delle vendite dei dischi italiani in assoluto con oltre 150 milioni di dischi venduti ciascuno. La terza è Patty Pravo con 110 milioni seguita da Umberto Tozzi, Luciano Pavarotti ed I Pooh con circa 100 milioni di vendite. Altri cantanti italiani importanti come Vasco Rossi, Eros Ramazzotti, Zucchero, Renato Zero, Laura Pausini, Ligabue e Gianni Morandi che hanno avuto successi regolarmente, si assestano tra i 40 e 70 milioni di dischi venduti.

Visti i primi anni delle loro carriere che abbiamo trattato nei primi articoli di questa trilogia, era inevitabile che siano apparsi insieme nei programmi televisivi presentati da Mina come Studio Uno e Mille Luci. Infatti, queste apparizioni vengono riproposte durante “Techetechete”, il programma estivo della RAI che ogni anno presenta al pubblico moderno artisti, canzoni e sketch televisivi del passato per dimostrare l’enorme varietà di talento apparsa sulla televisione di Stato nel corso dei quasi settant’anni dalla sua nascita.

In parole povere, in questi decenni Mina e Celentano hanno avuto ruoli fondamentali nello sviluppo della musica italiana come pochi altri. Alcuni cantautori hanno dato voce ai sentimenti e temi sociali durante questi anni, come Lucio Dalla, Francesco Guccini, Ivano Fossati, Giorgio Gaber e in modo molto particolare Fabrizio de André, ma nessuno di loro ha avuto l’impatto con il pubblico così longevo quanto questa coppia d’oro.

Per questo motivo una notizia del 1998 ha avuto un effetto enorme sul pubblico italiano.

Album congiunto

La decisione di incidere un album insieme è stata senza dubbio la notizia più importante della musica leggera italiana di quell’anno. Con l’album “Mina Celentano” la coppia d’oro ha dimostrato d’essere sempre capace non solo di fare passi innovativi, ma di attirare l’attenzione del pubblico italiano in un modo straordinario.

Inoltre, sia in questa collaborazione che nei lavori che ne sono seguiti, hanno anche dimostrato un livello altissimo di autoironia, in modo particolare nel brano che chiuderà questo articolo. Difatti, già la copertina del primo album insieme, che li mostra come papere da cartoni animati, fa capire che l’album sarà molto divertente, a prescindere dal tipo di musica che contiene.

Naturalmente qualsiasi loro lavoro non poteva non riferirsi al loro passato e lo vediamo benissimo sotto nel video ufficiale del single, “Acqua e sale”, tratto dall’album.

Il filmato mostra l’apparizione di Mina censurata dalla RAI nel 1974 che ha portato alla sua decisione di non apparire più in pubblico (con l’eccezione di un’apparizione straordinaria, in ogni senso della parola, nel 1978 a “La Bussola” per un pubblico ristretto che si può vedere su YouTube), una scena del film “Il Bisbetico Domato” di Celentano e un loro duetto buffo, una parodia del grande successo di Mina “Parole, parole, parole” del 1972 con Alberto Lupo, durante una puntata di “Teatro 10” presentata da lei, dove si vede l’affiatamento naturale tra di loro.

Tale è stato il successo di questo album che è stato ripresentato in altre versioni nel corso degli anni che ne sono seguiti. Ovviamente un album di grandissimo successo non poteva che avere un seguito, ma il pubblico italiano ha dovuto aspettare 19 anni per sentirlo e vederne i filmati.

Le migliori

Il titolo del loro secondo album insieme, “Le Migliori”  nel  2017 fa capire che questa opera non sarebbe stata solo un album di inediti, ma contiene anche canzoni del loro passato, sia nella versione originale che nelle due nuove versioni, “Tutte le migliori”, pubblicata  l’anno dopo che ha presentato un secondo cd con brani inediti e classici del loro repertorio.

Nell’album c’è una versione nuova del brano innovativo del 1972 di Celentano, “Prisencolinensinainciusol” e nel filmato ufficiale girato nella celebre Galleria Vittorio Emanuele II di Milano, che si può vedere su YouTube, non vediamo Raffaella Carrà, bensì un ballerino classico molto popolare in Italia, Roberto Bolle.

E nel filmato ufficiale del brano sotto “Amami, amami” chi segue la musica leggera italiana da tanto tempo non può non riconoscere il pezzo suonato dal fisarmonicista che fa parte integrale della canzone “Storia d’amore” di Celentano del 1963.

Ma il filmato è affascinante anche per altri motivi, il primo è il modo nuovo di incorporare il testo nelle immagini, come anche l’appello a un pubblico non solo giovane, ma anche multiculturale. Inoltre, vediamo i cantanti in un modo impensabile all’inizio della loro carriera, sullo schermo di un cellulare.

Con l’uscita dell’album la stampa italiana è stata invasa da immagini dei due cantanti come vediamo nella foto in testa all’articolo, dove non si riconosce subito che le due donne a sinistra sono proprio Adriano Celentano che ovviamente si diverte nel ruolo. E questo deve farci capire un fatto non indifferente di questi due cantanti in quell’anno.

Nel 2017 Mina aveva 77 anni e Celentano 79, ed è davvero incredibile che non solo continuano a comportarsi in quel modo, ma che sono ancora capaci di cantare con la gioia della gioventù come si sente nei brani in questi album.

Omaggio

E questa capacità di divertirsi si sente chiaramente nella canzone e si vede ancora di più nel filmato ufficiale di un brano del primo album.

Il filmato di “Che t’aggia dì” è un cartono animato che fa omaggio a molti aspetti non solo della vita di Adriano Celentano e Mina, ma anche a un aspetto specifico del cinema italiano che è riconosciuto da tutto il mondo.

Il titolo della canzone ci da già un indizio del contenuto che viene confermato dalle immagini iniziali del villaggio dove le papere abitano. Benché Celentano fosse nato a Milano, la sua famiglia era di origine pugliese, cosa che viene rievocata perfettamente dal villaggio e confermata anche dalle parole in dialetto e gli accenti dei due cantanti.

Inoltre, la scena della stanza da letto è, allo stesso tempo, una parodia e un omaggio a una delle scene più famose tra la coppia d’oro del cinema italiano, Sophia Loren e Marcello Mastroianni, nel film “Ieri Oggi Domani” del 1962 del regista Vittorio de Sica che è indubbiamente una delle immagini più importanti dell’Italia del ventesimo secolo.

Come la prima collaborazione, questo album ha avuto più versioni e in tutti questi casi le vendite sono state altissime e già questo poteva far pensare che fosse un epilogo degno dei loro lavori, ma non è stato così.

Primato

In questo periodo il pubblico italiano aspetto l’uscita del nuovo album di Mina “Italian Songbook”  che sarà la prima parte di un’antologia importante. Si aspettano con molto interesse due brani inediti di lei di cantautori classici, ”Tempo piccolo” di  Franco Califano e “Nel cielo dei bars” di Fred Buscaglione.

E non abbiamo dubbio che anche Adriano Celentano è al lavoro per un nuovo album e sarà interessante vedere che sorprese ci farà nel futuro.

E nel parlare di questo nuovo album di Mina dobbiamo ricordarci che lei e Celentano hanno avuto i loro primi grandi successi nel 1960, cioè questo album segna la fine del sesto decennio di successi della cantante.

Una settimana fa in Inghilterra la cantante australiana Kylie Minogue ha stabilito il primato britannico di successi in cinque decenni e Mina sta per entrare nel settimo decennio, come anche Celentano con il prossimo album. Abbiamo pochi dubbi che il primato di questa coppia d’oro sarà difficile, se non impossibile, da battere.

La loro vita meriterebbe molto più di questi tre articoli e ci auguriamo d’aver dato ai nostri lettori internazionali un’idea dell’importanza della loro vita per l’Italia, ma vogliamo finire questa breve sintesi delle vite di Mina e Adriano Celentano con una riflessione.

Quando in Italia parliamo di “Cultura” abbiamo fin troppo spesso il vizio di pensare solo alla cosiddetta “Alta Cultura” e quindi quando trattiamo la musica pensiamo alla lirica e la musica sinfonica, chiamata anche “classica”.

Ma quando vediamo l’impatto di personaggi come Mina e Celentano, e aggiungiamo anche altri come Fabrizio de André, Domenico Modugno e Renato Carosone, per nominarne solo tre, come possiamo fare finta che anche la musica leggera non faccia parte della nostra Cultura?

La risposta è semplice, fa parte del nostro Patrimonio Culturale nazionale e per questo motivo dobbiamo finalmente riconoscere l’importanza della musica leggere nella vita degli italiani, perché senza i cantanti nominati in questa trilogia di articoli la nostra esistenza negli ultimi decenni sarebbe stata molto più povera, in ogni senso.

Pietruccio Montalbetti (Dik Dik)..racconta…

DIK DIK al Festival di VIGNA DEL MAR in CILE: (1980)

Prima di raccontarvi altre mie esperienze di viaggi avventurosi. Vorrei condividere il mio pensiero da persona normale : sono sempre stato anticonformista, e anti consumista, non mi vesto con capi firmati ma la moda da sempre l’ho fatta a modo mio, nonostante il successo continuo a comportarmi come una persona normale, con tutte le eventuali problematiche comuni, i mie viaggi mi hanno insegnato ad essere modesto e gentile cosa rara in questa società, non ho mai fatto uso di sostanze stupefacenti, ne fumato e neppure fatto uso di superalcolici, da ragazzo ho praticato e continuo a farlo dello sport Karatè Jiudo, Scii e palestra Per quanto riguarda l’alimentazione il mio concetto è “ Io mangio per vivere e Non vivo per mangiare” se così non fosse non avrei mai potuto affrontare viaggi fra popolazioni indigene, Ma ciò nonostante essendo contro il conformismo l’ho esasperato durante un mega concerto in Cile a Vigna del mar C’eravamo noi Dik Dik che suonavamo le nostre canzoni insieme a Umberto Tozzi con una platea al festival di Vigna del Mar davanti a più di cinquecento mila persone In quel caso mi sono presentato con lo stupore dei giornalisti con una maglietta rosa strappata un paio di pantaloni di alluminio e sandali di gomma uno azzurro e l’altro rosso Il che mi è avvalso di essere su tutte le copertine dei settimanali cileni coma “ L’uomo più folle del complesso italiano vedi foto ciao

Pubblicato da Emmeavideopoetry

25 novembre2020

DIEGO ARMANDO MARADONA, IL RICORDO DI ULTIMO, LIGABUE, EMMA…

Non si fermano i messaggi dopo la morte del Pibe de Oro26-11-2020

 Scheda artista

Nel giorno dopo la sua scomparsa, il ricordo di Diego Armando Maradona è vivissimo e continua a viaggiare in rete. Sui social si moltiplicano, minuto dopo minuto, i messaggi per celebrare El Pibe de Oro, considerato il miglior calciatore di tutti i tempi. Non fanno eccezione tanti artisti italiani che, a freddo, hanno voluto dedicare un pensiero all’ex campione argentino: da Alessandra Amoroso a Ultimo, da Emma Luciano Ligabue, fino a Claudio BaglioniDiodatoFedezRocco Hunt

Ultimo ha atteso qualche ora prima di formulare il suo omaggio a Maradona: “Quando dite che ‘il calcio è solo uno sport’ tecnicamente avete ragione ma in realtà in quei posti dove non c’è abbastanza luce per vedere un domani, hanno superato l’impresa del ‘solo uno sport’ e conquistato il cuore delle persone”, ha scritto su Instagram. “Maradona è stato l’esempio che il calcio non è solo uno sport. E se un bambino cresciuto solo con un pallone può sentirsi meno solo è grazie a quelli come lui”. Il toccante messaggio del cantante si conclude con un semplice Ciao Diego”.

Anche Ligabue ha voluto salutare Maradona e ha aggiunto: “Mai visto uno come te!”.

Questo, invece, è l’omaggio di Elisa.

Cesare Cremonini è tornato con la mente all’estate del 1987, quando ricevette in regalo da suo padre la prima audiocassetta, che vedeva proprio un sorridente Diego Armando Maradona in copertina: “Iniziai a correre per la casa in cerca del mangianastri con cui mio padre ascoltava le registrazioni dei suoi convegni medici. Misi le cuffie alle orecchie e con meraviglia mi ritrovai ad ascoltare la sigla di ‘Tutto il calcio minuto per minuto’. Poi i cori dei tifosi che cantavano ‘Ho visto Maradona…’ e la voce di Paolo Valenti”, ha scritto. Proprio ricordando le radiocronache dell’epoca, ricche di “sussulti d’amore” che annunciavano i gol del fenomeno argentino, Cesare ha aggiunto: “Da quei giorni sono passati molti anni ma imparai presto che dopo quello scudetto, in tutti i campetti in cui giocano i bambini, quando qualcuno cerca di fare da solo, qualcun’altro da lontano grida: ‘e chi sei, Maradona?’. Vinceva e perdeva da solo. Solo come un uomo, solo come un Dio. Ciao Diego”.

Emma ha ripreso un vecchio scatto della leggenda del calcio e ha commentato: “Quelli come te non muoiono mai. Buon viaggio”.

Il talento di un Dio, le fragilità di un uomo. Addio campione”, sono invece le parole scelte da Alessandra Amoroso.

Il Volo, invece, ha ricordato il magico momento dell’incontro con Maradona, nel 2016, in occasione dei Globe Soccer Awards a Dubai.

Anche Paola Turci lo aveva incontrato un paio di anni fa: oggi, ha ripreso il loro scatto per dargli il suo “arrivederci”.

Umberto Tozzi, che anni fa ha avuto il privilegio di scambiare qualche passaggio con Maradona, ha invece detto: “Ciao Diego, sei e sarai per sempre la più grande Rockstar del calcio! EÌ€ stato un onore poter palleggiare con te. Riposa in pace”. Ecco il video della scena.

Claudio Baglioni, invece, non se l’è sentita di dire niente: sul suo profilo Instagram, ha lasciato parlare una semplice immagine dell’ex campione con la maglia del Napoli.

Allo stesso modo, sono moltissimi i cantanti che stanno inondando i social di vecchie foto di Diego Armando Maradona: da Mahmood Giorgia, da Marco Masini a Noemi, fino ad ArisaTiromancinoGhaliPatty Pravo

Fedez ha ripreso l’immagine del murale dedicato al numero 10 argentino a Napoli, mentre Diodato ha scritto: “Ho avuto la fortuna di vedere Maradona”.

Rocco Hunt, che ha un forte legame con la città di Napoli, è tornato a parlare dopo il primissimo commento di ieri pomeriggio: “Oggi è un giorno triste. Mi sento come se ci avesse lasciato una persona di famiglia, perché Maradona era di tutti. Anche se io e quelli della mia generazione non abbiamo potuto vederlo giocare, siamo cresciuti con il suo mito. Almeno una volta nella mia vita tutti abbiamo esclamato: ‘Uà ‘e chi sei Maradona?’ per sottolineare una giocata spettacolare fatta anche semplicemente tra amici”, ha scritto il cantante sui social. “È stato sempre nel nostro immaginario. Svegliandomi stamattina ho rivisto tante immagini e video di Diego, oltre che il numero 1 con la Palla, lui è stato simbolo di ribellione. Ha rappresentato un popolo che non ha mai avuto voce prima di lui”, ha poi aggiunto. “Grazie Diego perché hai insegnato a tutto il mondo che anche un chico del barrio può diventare leggenda”, è la conclusione del messaggio di Rocco, accompagnato dalla musica di un vero napoletano come Pino Daniele.

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Infine, gli Stadio hanno scelto questa simbolica immagine per salutare Maradona e hanno scritto: “Doma il Mare… Il Mare Doma”.


Autore: Andrea Basso

26-11-2020 © RIPRODUZIONE RISERVATA https://www.radioitalia.it/news/ultimo/sport/22428_diego_armando_maradona_il_ricordo_di_ultimo_ligabue_emma….php#

La Nazionale Cantanti: 40 anni di sport e spettacolo per la solidarietà

Di Tobia Brunello -Mer 25 Novembre

storia nazionale cantanti

Il calcio è uno sport, ma prima di tutto un gioco che unisce in maniera praticamente trasversale tutta la popolazione italiana, un passatempo nazional-popolare come poche altre cose sanno essere, ad esempio la canzone.

E se le performance canore dei calciatori, da quanto possiamo ascoltare dall’esecuzione dell’inno prima delle partite degli Azzurri o dai video trapelati dai vari ritiri, non sono esattamente memorabili, le performance calcistiche dei cantanti hanno ben altro spessore, tanto che sono alla base di una delle più efficaci e note macchine di beneficienza del paese: la Nazionale Cantanti.

La nascita della Nazionale Cantanti

Incontri di calcio e altre esibizioni sportive finalizzate alla solidarietà sono pratiche comune da decenni, e le prime partite giocate da una selezione di cantanti risalgono a due sporadiche iniziative tenutesi nel 1969 e nel 1975. Alcuni dei protagonisti di quelle due partite, in particolare Mogol, che trova l’appoggio di personalità come Paolo MengoliGianni MorandiFausto LealiRiccardo FogliUmberto Tozzi e molti alti, decidono di dare un’organizzazione permanente alla cosa, e nel 1981 nasce così la Nazionale Cantanti.

Strutturata in tutto e per tutto come un club di calcio con finalità esclusivamente benefiche, possiede un organigramma che prevede presidente, direttore tecnico, medico sportivo e via dicendo fino agli addetti agli spogliatoi e al magazzino. La Nazionale Cantanti si struttura dapprima nel 1987 come Associazione Nazionale Italiana Cantanti per aiutare i bambini che soffrono, ricevendo il riconoscimento della Presidenza del Consiglio nel 1996 e configurandosi come ONLUS a partire dal 2000.

I record della Partita del Cuore

Sono innumerevoli le attività svolte con la finalità di raccogliere fondi per cause solidali, che culminano nella Partita del Cuore, evento che ogni anno dal 1992 riempie gli spalti di uno stadio italiano e viene trasmessa su Rai Uno e che vede contrapposti la Nazionale Cantanti ad avversari variabili. Nel 1996, in occasione della sfida alla selezione denominata Nazionale Politici allo stadio Bentegodi di Verona, su Rai Uno si registrarono più di 10 milioni di spettatori, con uno share del 49,1%, che permise di raccogliere più di 1 miliardo di lire, devoluti a varie associazioni benefiche.

Nel 2001 furono sfiorati i 3 miliardi raccolti nella sfida contro la Nazionale Piloti allo Stadio Ferraris di Genova, devoluti alla FAO (di cui la Nazionale Cantanti fu nominata anche Ambasciatrice di buona volontà), ad Emergency, all’UNICEF e altre associazioni. Nel 2015, ben 2.111.000 € furono devoluti alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro e Telethon dopo la sfida tra la Nazionale Cantanti e la selezione di “Campioni per la Ricerca” allo Juventus Stadium.

Al di là del lodevole scopo benefico, la Partita del Cuore è uno degli spettacoli calcistici più divertenti a cui è possibile assistere. Il livello tecnico e soprattutto atletico non è, per ovvie ragioni, particolarmente alto, ma il divertimento è tangibile e l’entusiasmo rende l’atmosfera festosa e coinvolgente.

Dal palcoscenico al campo, sempre un successo

Negli anni alcuni cantanti sono diventati vere e proprie leggende, a partire dal recordman di presenze con la Nazionale Cantanti, Paolo Mengoli, tra i pali come portiere in ben 440 occasioni, fino a Luca Barbarossa, che con i suoi 226 gol in 271 presenze è il capocannoniere della squadra, seguito da Eros Ramazzotti, autore di 128 reti in 223 partite.

I due cannonieri sono stati il simbolo della selezione per tutti gli anni ‘90, periodo forse di maggior gloria della selezione, che vedeva al fianco dei rampanti cantautori di quegli anni (come non citare anche Biagio Antonacci Enrico Ruggeri, attuale presidente) vecchie glorie sempre in splendida forma come Gianni Morandi (che, come nella migliori tradizioni calcistiche, ha visto esordire poi con la stessa maglia anche il figlio Marco), Sandro Giacobbe, che ha ricoperto poi il ruolo di allenatore dal 2001 al 2016 e Andrea Mingardi.

Sul finire degli anni ‘90 inizia il ricambio generazionale, e si affacciano volti nuovi come Cesare Cremonini (che per i primi tempi sarà indicato durante le telecronache solo come “il cantante dei Lunapop”, forse uno dei motivi che l’ha spinto ad una carriera da solista), oppure Thema dei Gemelli DiVersi (gruppo che ha firmato Tu Corri, una delle canzoni sul calcio di maggior successo di quegli anni), calciatore semiprofessionista ed in possesso del Patentino Uefa B (è stato anche allenatore in seconda del Fiammamonza, squadra di calcio femminile).

Negli ultimi anni, con la ribalta di molti giovani rapper, il livello atletico e tecnico della Nazionale si è alzato, regalando momenti di spettacolo ben diversi rispetto agli stupendi gol improbabilmente messi a segno dal corpulento Tony Santagata nei decenni passati: il cabarettista e cantautore romano, autore anche di Squadra Grande Squadra Mia, inno degli Azzurri campioni del Mondo del 1982, è passato alla storia per alcuni dei gol più belli e rocamboleschi che si siano visti nelle partite della Nazionale Cantanti

Il caso Moreno-Nedved

Come non ricordare il clamoroso episodio avvenuto durante la Partita del Cuore del 2015? Il rapper genovese Moreno, tecnico, rapido e dal baricentro basso (potremmo paragonarlo a Lorenzo Insigne, come caratteristiche) sta dando spettacolo in mezzo al campo, quando, fronteggiando nientemeno che Pavel Nedved, militante tra le fila del “Campioni per la Ricerca”, si produce prima in un pregevole stop di tacco, per poi palleggiarsi la palla sulla testa e scherzare l’ex campione ceco con un umiliante tunnel e involarsi verso la metà campo avversaria.

Il vicepresidente della Juventus, mai stato un calciatore propenso agli scherzi, dimentica per il momento la dimensione benefica e solidale dell’incontro e dopo aver inseguito il rapper per buona parte del campo lo stende con un intervento punitivo che in poco tempo genera un capannello di proteste, con Massimo Giletti, Raul Bova, Eros Ramazzotti e Luca Barbarossa a dividersi tra il separare i contendenti e far valere le ragioni della propria squadra, come spesso si vede nelle fasi più concitate delle partite vere.

Ma nonostante questa macchia (che ancora oggi viene rinfacciata a Nedved), quell’edizione della Partita del Cuore viene ricordata più volentieri per il record di soldi raccolti che sono stati devoluti alla ricerca. Perché la Nazionale Cantanti nasce fondamentalmente per questo: per sfruttare due delle più grandi passioni degli italiani al fine di fare del bene, e al di là dei risultati delle partite, le sue più grandi vittorie sono rappresentate dalle persone che ha potuto aiutare.

“Eva” é a música mais tocada em shows no Nordeste nos últimos 10 anos; veja lista

Escrito por Redação, 13:19 / 19 de Novembro de 2020. Atualizado às 13:46 / 19 de Novembro de 2020

66 artistas já gravaram versão em português de música italiana

Axé, sertanejo e MPB compõe as 10 mais ouvidas em eventos no Nordeste
Legenda: Axé, sertanejo e MPB compõe as 10 mais ouvidas em eventos no NordesteFoto: Reprodução/Instagram

A canção “Eva”, de autoria de Marcos Ficarelli, Giancarlo Bigazzi e Umberto Tozzi, lidera ranking do Escritório Central de Arrecadação e Distribuição (Ecad) das mais tocadas em shows realizados na região nos últimos 10 anos. Conforme levantamento da instituição, o axé e o sertanejo são destaques nas canções executadas na última década. 

“Minha pequena Eva (Eva). O nosso amor na última astronave (Eva). Além do infinito eu vou voar (Eva). Sozinho com você (Eva)”, diz o refrão da canção. Originalmente, “Eva” é cantada em italiano. Em português, a composição conta com 36 gravações cadastradas no Ecad. Na lista de intérpretes constam um total de 66 artistas, entre eles Ivete Sangalo, Manno Góes, Durval Lelys, Luiz Caldas, Solange Almeida, Alex Cohen, Ricardo Chaves e Saulo Fernandes.

Escute versão original de “Eva”:


Em segundo e terceiro lugar no ranking do Ecad, o sertanejo é destacado com “Balada”, famosa na voz de Gusttavo Lima, e ” Ai Se Eu Te Pego”, na voz de Michel Teló. Nomes dos anos 1990 são tocados até hoje, de acordo com levantamento. Jorge Ben Jor, com “País Tropical”, e Tim Maia, com “Não Quero Dinheiro”, estão no top 10 das mais executadas em eventos do Nordeste.

Confira a lista completa do Ecad com versões famosas: 

1. Marcos Ficarelli, Giancarlo Bigazzi e Umberto Tozzi – “Eva”

https://youtu.be/1q1G_EnQm3Q

2. Cassio Sampaio – “Balada”
https://www.youtube.com/embed/Z1ZKaR-9Kt4

3. Sharon/Antonio Dyggs/Amanda Cruz/Aline Medeiros da Fonseca/Karine Vinagre/Duda​ – “Ai Se Eu Te Pego”
https://www.youtube.com/embed/hcm55lU9knw

4. Jorge Ben Jor – “País Tropical”
https://www.youtube.com/embed/JzByVhWju88

5. Tim Maia – “Não Quero Dinheiro”
https://www.youtube.com/embed/FM2tZnIPZUk

6. Manno Góes​ – “Praiero” 
https://www.youtube.com/embed/u_qdaqosDB0

7. Zé Ramalho – “Frevo Mulher”
https://www.youtube.com/embed/dJ7ysapYc3M

8. Leonardo e Fábio Alcantara – “Circulou”
https://www.youtube.com/embed/m_kVdLifNJM

9.Magno Santanna e Filipe Escandurras – “Lepo Lepo” 
https://www.youtube.com/embed/AHVS5DW434g

10. Durval Lelys – “Bota Pra Ferver”
https://www.youtube.com/embed/T-A-dWSgPY0

https://diariodonordeste.verdesmares.com.br/e-hit/eva-e-a-musica-mais-tocada-em-shows-no-nordeste-nos-ultimos-10-anos-veja-lista-1.3013114

PERCHÉ NE LA CASA DI CARTA CANTANO CANZONI ITALIANE? TUTTO SU “BELLA CIAO” E LE ALTRE

Di Andrea Verdino

I tanti fan de La casa di carta attendono con ansia l’uscita della prossima parte, che andrà a concludere le vicende del Professore e della sua banda di rapinatori. Tuttavia, i lavori seppure procedano alacremente saranno ancora lunghi, e per vedere la parte 5 de La casa di carta dovremo aspettare ancora un po’.

Per arrivare preparati al finale della serie originale Netflix tutta spagnola, in ogni caso, abbiamo trattato sulle nostre pagine diversi approfondimenti e FAQ, come per esempio come mai i personaggi de La casa di carta si chiamano con i nomi di cittàperché si chiama La casa de papel, o anche quanto ha guadagnato la serie La casa di carta. Oggi, invece, tratteremo di un argomento molto richiesto dai fan, ovvero: perché nella serie ci sono così tante canzoni italiane?

Partiamo con ordine. La prima, e se si vuole la più importante canzone italiana utilizzata nello show è la famosa Bella ciao, utilizzata più volte nel corso delle stagioni. In questo particolare caso, l’utilizzo di una canzone con un significato così importante non è sicuramente accidentale: la canzone è stata utilizzata dai partigiani italiani come inno di resistenza durante la seconda guerra mondiale. Considerando che i membri della banda si ritengono come parte di una loro “resistenza”, il parallelismo (al di là di una contestualizzazione doverosa per le differenze tra l’impatto storico della resistenza partigiana e quello dello show) sembra evidente.

Ma non è solo Bella Ciao. Durante le stagioni abbiamo potuto sentire anche una stupenda versione di Ti amo di Umberto Tozzi cantata dal nostro amato Berlino (Pedro Alonso), o anche Centro di gravità permanente di Franco Battiato. Ci si potrebbe chiedere perché delle canzoni che fanno parte della musica popolare italiana vengano usate in una serie spagnola, ma il perché è presto detto.

Non tutti lo sanno, ma diversi artisti della musica italiana, specialmente del genere pop, hanno avuto successo internazionale, soprattutto in alcuni paesi europei, tra cui la Spagna. Inoltre, molto spesso possiamo trovare versioni in lingua spagnola proprio di questi successi italiani, e le due canzoni citate sopra esistono in una loro variante nella lingua iberica. È possibile che il creatore dello show, Álex Pina, sia stato particolarmente affascinato dall’ascoltare queste due canzoni, e abbia deciso di includerle all’interno della serie. Un altro bel traguardo per la musica italiana.

E voi cosa ne pensate? Vi piace il fatto che ne La casa di carta vengano usate molte canzoni del nostro paese? Fatecelo sapere con un commento, come sempre, nello spazio dedicato!

https://serial.everyeye.it/notizie/perche-la-casa-carta-cantano-canzoni-italiane-tutto-bella-ciao-altre-480768.html?fbclid=IwAR1Oia1UwTWnLb2kixfjPiQNGmP6IHyfyk-19gYyhAQlUaIgoKcxln8TNS8

Sanremo 2021: componi tu il cast – Terza semifinale – SONDAGGIO

di Ilario Luisetto

NOV 12, 2020Sanremo 2021 sondaggio

Seconda fase del nuovo sondaggio che eleggerà il cast ideale del prossimo Festival scelto dai lettori di RecensiamoMusica

E’ l’ora di iniziare i lavori per la messa a punto della prossima edizione del Festival di Sanremo che, tra l’altro, sarà la numero 71. Un lavoro molto impegnativo attende, dunque, Amadeus che sarà il prossimo direttore artistico. Un lavoro al quale, in qualche modo, vorremmo contribuire attraverso il vostro aiuto. Il web, spesso bistrattato e considerato al di sotto delle sue potenzialità, raccoglie tra i suoi internauti una serie infinita di appassionati di musica, oltre che le più rappresentative fanbase degli artisti italiani.

A voi ci rivolgiamo per decretare il cast ideale della prossima edizione della storica kermesse musicale, attraverso una serie di appuntamenti settimanali nei quali potrete scegliere coloro i quali, secondo il vostro insindacabile parere, meritano di calcare il palco del Teatro Ariston il prossimo marzo.

Dopo la prima fase preliminare in cui abbiamo selezionato, per mezzo dei vostri voti, 180 nomi tra i 500 proposti e suddivisi in 8 categorie di vote oggi vi chiediamo di tornare ad esprimervi in questa 3° SEMIFINALE. Abbandoniamo, dunque, le categorie e, in base ai risultati ottenuti nelle prime votazioni, vi proponiamo il primo dei tre gironi in programma di queste semifinale per decidere quali artisti della canzone italiana vorreste riportare nella città dei fiori. Avete la possibilità di scegliere, dunque, tra 60 nomi di rilievo della nostra tradizione musicale. E’ possibile votare un massimo di 20 nomi entro e non oltre le 21:00 di mercoledì 18 novembre. Passeranno alla finalissima soltanto i 20 artisti più votati.

Sanremo 2021, componi tu il cast – 3° SEMIFINALE

cliccate sul link qui sotto per votare Umberto Tozzi