RAF E D’ART: “VOLEVO CANTARE CON MIO FIGLIO DA QUANDO AVEVA 6 MESI”

Samuele: “Più che un duetto, Samurai è un featuring di Raf con me!”

04-12-2019

Raf presenta al pubblico di Radio Italia suo figlio Samuele, il 19enne D’Art. Insieme, padre e figlio hanno appena lanciato a sorpresa il duetto “Samurai”: ai nostri microfoni, nel Verti Music Place con Mauro & Manola, spiegano com’è nata questa idea e cosa arriverà nel futuro. Per Raf, si avvicina il nuovo tour con Umberto Tozzi, mentre D’Art prepara il progetto che segnerà l’esordio definitivo nel mondo della musica.

Samuele, sei stato reclutato da “papà” Raf per “Samurai”…
Samuele: “Ha scelto di lavorare con me, è un onore.

Com’è nata questa collaborazione?
Samuele: “È sempre stata un’idea che avevamo.
Raf: “Avevo il desiderio di farlo da quando lui aveva 6 mesi! È una cosa impensabile, non è facile. Alcuni anni fa, dopo i primi approcci alla chitarra e alla musica rock, lui è passato alla musica della sua generazione.”
S: “Ascolto di tutto, dai Nirvana a Einaudi. Mi piace un po’ di tutto, ma l’80% è rappresentato dall’hip-hop. Nella mia playlist, ovviamente, c’è anche Raf!

R: “Ultimamente Samuele scriveva per me cose belle e interessanti, quindi mi ha convinto. L’idea di fare un brano con lui arriva anche dalla curiosità di entrare nel suo mondo, nuovo per chi appartiene alla mia generazione.
S: “Ci siamo insegnati cose a vicenda. Io ho imparato molto tecnicamente e musicalmente, ad esempio come scrivere, mentre lui ha appreso cose della mia generazione che non poteva capire.

Samuele, tu cosa suoni?
S: “Io ho imparato a suonare la chitarra e ho le basi del piano.

Quali sono i pro e contro del rapporto tra padre e figlio, anche a livello professionale?
R: “Per Samuele, la mia presenza è sicuramente ingombrante: in futuro potrebbe essere un problema, perché lui ha già altri brani che tra pochi mesi saranno pronti per essere pubblicati.  Sono tutte cose belle in cui io faccio solo da supervisore.
S: “L’obiettivo è di staccarsi, non vogliamo mantenere la figura padre-figlio.
R: “Ci sono delle controindicazioni quando i figli seguono le orme del padre. Essere riusciti a fare questa canzone insieme è già un grande risultato. Io dico sempre che l’obiettivo primario è essere felici, indipendentemente dalle risposte della gente: se ti sei divertito, è già un grande risultato.
S: “Condividere la propria passione con il padre è già una cosa bellissima. In altre famiglie, padre e figlio sono accomunati dal calcio, invece per noi è la musica.

Avete scritto insieme “Samurai”?
R: “Sì, nasce da uno spunto che mi ha mandato il musicista Valerio Bruno. A partire da 20 secondi, ho costruito la base su cui Samuele ha scritto melodie e testo delle strofe, mentre io il ritornello.
S: “È più un featuring di Raf su un mio brano!

Il testo è importante, parla del rapporto tra un papà e un figlio…
R: “Più che un rapporto, io arrivo a ricordare quanto la vita, oggi, sia molto complicata soprattutto per i giovani, che devono affrontare il futuro e le loro decisioni. I nostri sogni erano più consistenti: alla sua età, avevo modo di entrare nel profondo delle cose, mentre per loro è più complicato. Nelle strofe, infatti, Samuele parla di un quotidiano complicato: io, invece, gli di dico non preoccuparsi, perché non sarà mai solo. Con la tempra di un samurai, quindi, devi conquistarti quello che vuoi, cercare di fare qualcosa e combattere per un mondo migliore.

Samuele, “Samurai” rispecchia il tuo genere? Fai più trap e hip-hop?
S: “Il pezzo ‘Samurai’, in realtà, è molto pop e anche un po’ reggaeton, diverso da quello che vorrei fare io. Non è proprio lo stile del mio progetto che uscirà a marzo, non mi piace dire trap.”
R: “A lui non piace dare definizioni, perché spera di riuscire a fare qualcosa di originale. Il mondo, però, è sempre quello dell’hip-hop.

Il figlio di Raf, però, non si può considerare avvantaggiato, perché c’è sempre un peso importante…
R: “In alcuni casi, può essere anche una limitazione perché, oggi più che mai con i social, arriviamo a delle conclusioni affrettate, siamo abituati a giudicare. I figli, quindi, non sono sempre così avvantaggiati come sembrerebbe.

Raf, a marzo riprenderai il tour con Umberto Tozzi: noi di Radio Italia siamo radio ufficiale.
R: “La prima parte del tour nei palasport stata molto bella ed emozionante, un’esperienza con un caro amico di sempre. Voi ci avete accompagnato in questo tour meraviglioso e carico di un’energia incredibili: è una delle cose più esaltanti che abbia fatto nella mia carriera. A grande richiesta, ma era anche una nostra volontà, riprenderemo nei teatri con una versione più acustica dei concerti.

Samuele, andrai a cantare “Samurai” con tuo padre durante il tour?
S: “Non si sa!
R: “In quel periodo, forse, lui sarà impegnato con l’uscita del suo nuovo progetto.

È uscito anche “Due, la nostra storia”, un disco con i live nei palasport di Raf e Umberto Tozzi.
R: “È un album registrato al palasport di Torino. Riascoltandolo, sembra ancora di rivivere quei momenti di grande emozione ed energia. Sono sicuro che anche il tour nei teatri, però, avrà la stessa intensità.

Autore:
Andrea Basso04-12-2019 © RIPRODUZIONE RISERVATA

INTERVISTA A RAF E D’ART (04/12/2019)

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