RAF E D’ART: “VOLEVO CANTARE CON MIO FIGLIO DA QUANDO AVEVA 6 MESI”

Samuele: “Più che un duetto, Samurai è un featuring di Raf con me!”

04-12-2019

Raf presenta al pubblico di Radio Italia suo figlio Samuele, il 19enne D’Art. Insieme, padre e figlio hanno appena lanciato a sorpresa il duetto “Samurai”: ai nostri microfoni, nel Verti Music Place con Mauro & Manola, spiegano com’è nata questa idea e cosa arriverà nel futuro. Per Raf, si avvicina il nuovo tour con Umberto Tozzi, mentre D’Art prepara il progetto che segnerà l’esordio definitivo nel mondo della musica.

Samuele, sei stato reclutato da “papà” Raf per “Samurai”…
Samuele: “Ha scelto di lavorare con me, è un onore.

Com’è nata questa collaborazione?
Samuele: “È sempre stata un’idea che avevamo.
Raf: “Avevo il desiderio di farlo da quando lui aveva 6 mesi! È una cosa impensabile, non è facile. Alcuni anni fa, dopo i primi approcci alla chitarra e alla musica rock, lui è passato alla musica della sua generazione.”
S: “Ascolto di tutto, dai Nirvana a Einaudi. Mi piace un po’ di tutto, ma l’80% è rappresentato dall’hip-hop. Nella mia playlist, ovviamente, c’è anche Raf!

R: “Ultimamente Samuele scriveva per me cose belle e interessanti, quindi mi ha convinto. L’idea di fare un brano con lui arriva anche dalla curiosità di entrare nel suo mondo, nuovo per chi appartiene alla mia generazione.
S: “Ci siamo insegnati cose a vicenda. Io ho imparato molto tecnicamente e musicalmente, ad esempio come scrivere, mentre lui ha appreso cose della mia generazione che non poteva capire.

Samuele, tu cosa suoni?
S: “Io ho imparato a suonare la chitarra e ho le basi del piano.

Quali sono i pro e contro del rapporto tra padre e figlio, anche a livello professionale?
R: “Per Samuele, la mia presenza è sicuramente ingombrante: in futuro potrebbe essere un problema, perché lui ha già altri brani che tra pochi mesi saranno pronti per essere pubblicati.  Sono tutte cose belle in cui io faccio solo da supervisore.
S: “L’obiettivo è di staccarsi, non vogliamo mantenere la figura padre-figlio.
R: “Ci sono delle controindicazioni quando i figli seguono le orme del padre. Essere riusciti a fare questa canzone insieme è già un grande risultato. Io dico sempre che l’obiettivo primario è essere felici, indipendentemente dalle risposte della gente: se ti sei divertito, è già un grande risultato.
S: “Condividere la propria passione con il padre è già una cosa bellissima. In altre famiglie, padre e figlio sono accomunati dal calcio, invece per noi è la musica.

Avete scritto insieme “Samurai”?
R: “Sì, nasce da uno spunto che mi ha mandato il musicista Valerio Bruno. A partire da 20 secondi, ho costruito la base su cui Samuele ha scritto melodie e testo delle strofe, mentre io il ritornello.
S: “È più un featuring di Raf su un mio brano!

Il testo è importante, parla del rapporto tra un papà e un figlio…
R: “Più che un rapporto, io arrivo a ricordare quanto la vita, oggi, sia molto complicata soprattutto per i giovani, che devono affrontare il futuro e le loro decisioni. I nostri sogni erano più consistenti: alla sua età, avevo modo di entrare nel profondo delle cose, mentre per loro è più complicato. Nelle strofe, infatti, Samuele parla di un quotidiano complicato: io, invece, gli di dico non preoccuparsi, perché non sarà mai solo. Con la tempra di un samurai, quindi, devi conquistarti quello che vuoi, cercare di fare qualcosa e combattere per un mondo migliore.

Samuele, “Samurai” rispecchia il tuo genere? Fai più trap e hip-hop?
S: “Il pezzo ‘Samurai’, in realtà, è molto pop e anche un po’ reggaeton, diverso da quello che vorrei fare io. Non è proprio lo stile del mio progetto che uscirà a marzo, non mi piace dire trap.”
R: “A lui non piace dare definizioni, perché spera di riuscire a fare qualcosa di originale. Il mondo, però, è sempre quello dell’hip-hop.

Il figlio di Raf, però, non si può considerare avvantaggiato, perché c’è sempre un peso importante…
R: “In alcuni casi, può essere anche una limitazione perché, oggi più che mai con i social, arriviamo a delle conclusioni affrettate, siamo abituati a giudicare. I figli, quindi, non sono sempre così avvantaggiati come sembrerebbe.

Raf, a marzo riprenderai il tour con Umberto Tozzi: noi di Radio Italia siamo radio ufficiale.
R: “La prima parte del tour nei palasport stata molto bella ed emozionante, un’esperienza con un caro amico di sempre. Voi ci avete accompagnato in questo tour meraviglioso e carico di un’energia incredibili: è una delle cose più esaltanti che abbia fatto nella mia carriera. A grande richiesta, ma era anche una nostra volontà, riprenderemo nei teatri con una versione più acustica dei concerti.

Samuele, andrai a cantare “Samurai” con tuo padre durante il tour?
S: “Non si sa!
R: “In quel periodo, forse, lui sarà impegnato con l’uscita del suo nuovo progetto.

È uscito anche “Due, la nostra storia”, un disco con i live nei palasport di Raf e Umberto Tozzi.
R: “È un album registrato al palasport di Torino. Riascoltandolo, sembra ancora di rivivere quei momenti di grande emozione ed energia. Sono sicuro che anche il tour nei teatri, però, avrà la stessa intensità.

Autore:
Andrea Basso04-12-2019 © RIPRODUZIONE RISERVATA

INTERVISTA A RAF E D’ART (04/12/2019)

Raf-Tozzi, esce il video del singolo “Due”

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Online su YouTube il video del singolo “Due” di Raf e Umberto Tozzi. Il brano fa parte di “Due, la nostra storia”, l’album-racconto del tour condiviso dai due musicisti

È online da martedì 3 dicembre su YouTube il video di “Due”, il brano di Raf e Umberto Tozzi che contiene nella clip le immagini live registrate durante il concerto che si è tenuto lo scorso 25 maggio al PalaAlpitour di Torino. Un piccolo assaggio del tour che li ha visti protagonisti nei palasport di tutta Italia, in attesa di quello nei teatri che li vedrà di nuovo insieme sul palco da marzo 2020. Il singolo fa parte di “Due, la nostra storia”, l’album dal vivo di Raf e Umberto Tozzi con le registrazioni dei brani eseguiti live durante il tour nei palasport della primavera 2019. Un doppio cd composto da 25 tracce con tutti i loro più grandi successi e i medley più emozionanti, nato un anno fa quando hanno deciso di rilasciare il singolo “Come Una Danza” e poi di partire in un apprezzatissimo tour insieme.

Raf in coppia col figlio D’Art

Tra l’altro Raf era appena tornato a far sentire la sua voce con un nuovo singolo, “Samurai”, nel quale duetta col figlio Samuele, in arte D’Art. Un brano non inserito nel disco con Tozzi, ma che ha vita a sé. “Samurai”, uscito per Girotondo Srl/Sony Music Italy nei vari store fisici e virtuali, parla di come sia difficile a volte affrontare la vita, di come ci si trovi quotidianamente a fronteggiare le difficoltà e di come, proprio come i samurai, bisogna combattere per i propri obbiettivi e per il bene della comunità. «Samurai nasce da uno spunto musicale che mi ha fatto ascoltare un mio collaboratore, bassista degli Apres La Classe, Valerio Bruno, in arte Combass – racconta Raf – che io poi ho sviluppato, mentre per il testo io e Samuele ci siamo ispirati alla “The Lone Wolf” un telefilm degli anni 90 che parla di un samurai che non era al servizio di nessun padrone e girava insieme a suo figlio e affrontavano insieme una serie di vicissitudini, sempre a favore di ciò che ritenevano giusto». «Quando mio padre mi ha proposto di collaborare con lui e scrivere con lui questo brano per me è stata la realizzazione di un sogno – racconta D’Art, secondogenito di Raf, 19 anni sulla carta d’identità – passare del tempo con lui, scrivere il testo e lavorare sulle melodie e sulla realizzazione di questo progetto è stato entusiasmante». Il featuring tutto in famiglia è già stato scelto come colonna sonora di un importante spot pubblicitario.

Il nuovo tour a primavera

Dopo il successo della prima tranche nei palasport, Raf e Umberto Tozzi torneranno a condividere il palco a primavera con un nuovo tour nei teatri. I biglietti sono già in vendita sul circuito Ticketone con prezzi che partono da 38 euro. Di seguito tutte le date al momento ufficializzate:

  • Lunedì 2 marzo – Bologna, Europauditorium
  • Sabato 7 marzo – Cesena, Nuovo Teatro Carisport
  • Domenica 8 marzo – Firenze, Teatro Verdi
  • Mercoledì 25 marzo – Bergamo, Teatro Creberg
  • Martedì 31 marzo – Napoli, Teatro Augusteo
  • Giovedì 2 aprile – Bari, Teatro Team
  • Sabato 4 aprile – Montecatini (PT), Teatro Verdi
  • Lunedì 6 aprile – Torino, Teatro Colosseo
  • Giovedì 9 aprile – Milano, Teatro degli Arcimboldi
  • Venerdì 10 aprile – Trieste, Teatro Rossetti
  • Martedì 14 aprile – Genova, Teatro Carlo Felice
  • Venerdì 17 aprile – Jesolo (VE), PalaInvent (configurazione teatrale)
  • Sabato 18 aprile – Bassano del Grappa (VC), Teatro PalaBruel
  • Mercoledì 29 aprile – Roma, Auditorium Parco della Musica

 

clicca sul link qui sotto per vedere il video:

https://tg24.sky.it/spettacolo/musica/2019/12/04/raf-tozzi-due-video.html

Raf e Umberto Tozzi in concerto a Verona: info e scaletta

Raf e Umberto Tozzi
@Kikapress

Le informazioni e la scaletta del concerto di Raf e Umberto Tozzi all’Arena di Verona

Troverà una conclusione nella cornice dell’Arena di Verona il tour a due voci di Raf e Umberto Tozzi. Una tournée che ha condotto i due artisti a esibirsi sui palchi dei principali palasport d’Italia. Ora questa lunga avventura, iniziata nella primavera del 2019, si avvicina alla sua conclusione, che conoscerà una data in mercoledì 25 settembre.

Raf e Umberto Tozzi in concerto a Verona: le informazioni

L’inizio del concerto di Raf e Umberto Tozzi all’Arena di Verona è in programma per le 21 di mercoledì 25 settembre. Sono ancora disponibili biglietti per la serata sia sul sito di TicketOne che presso i punti vendita autorizzati, a partire da 20 euro: prezzo relativo a un posto sulla gradinata non numerata con visibilità laterale. Tutti i prezzi per il concerto di Raf e Umberto Tozzi all’Arena di Verona, con i relativi settori:

  • Platea numerata categoria 1: 75 euro
  • Platea numerata categoria 2: 69 euro
  • Poltroncina numerata categoria 1: 62 euro
  • Poltroncina numerata categoria 2: 39 euro
  • Poltroncina numerata visibilità laterale: 45 euro
  • Gradinata numerata categoria 1: 45 euro
  • Gradinata numerata categoria 2: 37 euro
  • Gradinata numerata categoria 3: 29 euro
  • Platea numerata categoria 3: 55 euro
  • Gradinata non numerata con visibilità laterale: 20 euro

A 220 euro è inoltre disponibile il “gold package” contenente un biglietto nel settore platea numerata categoria 1, un accesso preferenziale tramite ingresso dedicato, un pass laminato, un tour poster limited edition, un posto auto, un invito per accedere all’hospitality prima dello show, hostess e cameriere a disposizione e un servizio account per soddisfare ogni richiesta prima dello show.

Raf e Umberto Tozzi in concerto a Verona: la scaletta

La scaletta del concerto conclusivo del tour a due voci di Raf e Umberto Tozzi vedrà l’esecuzione di alcuni tra i brani più celebri e apprezzati appartenenti alla discografia di entrambi gli artisti. La serata si aprirà sulle note de “Il battito animale”, tra le canzoni più amate di Raf, per proseguire con un brano parte del repertorio del collega, “Ti amo”. La serata si concluderà con “Infinito” e “Gloria”: ultime due canzoni dell’avventura live di Raf e Umberto Tozzi. La probabile scaletta del concerto dei due artisti, il 24 settembre all’Arena di Verona

  1. Il battito animale
  2. Ti amo
  3. Due
  4. Notte rosa
  5. Sei la più bella del mondo
  6. Dimmi di no
  7. Non è mai un errore
  8. Roma nord/ Qualcosa qualcuno / Se non avessi te / Gli innamorati
  9. Gente di mare
  10. Iperbole/ Siamo soli nell’immenso vuoto che c’è/ Per tutto il tempo/ Show Me the Way to Heaven
  11. Si può dare di più
  12. Come una danza
  13. Gli altri siamo noi
  14. Yellow Submarine
  15. Come una favola
  16. Dimentica dimentica / Eva / Donna amante mia / Io camminerò / È quasi l’alba / Ossigeno / Via
  17. Cosa resterà degli anni Ottanta
  18. Immensamente
  19. Inevitabile follia
  20. Io muoio di te
  21. Self Control
  22. Stella stai
  23. Ti pretendo
  24. Tu
  25. Infinito
  26. Gloria                                    by:https://tg24.sky.it/spettacolo/musica/2019/09/24/raf-umberto-tozzi-concerto-verona-scaletta.html

Umberto Tozzi: “La sociedad frenética no tiene tempo para ser capturada por la música”

Umberto Tozzi: «La sociedad frenética no tiene tiempo para ser capturada por la música»

Cantar en directo es lo que más le gusta, lo que más le divierte, y cree que al público también

ALBERTO SANTACRUZ

A sus 67 años, el italiano Umberto Tozzi ya no comparte la idea de que la música pueda cambiar a las personas y, por ende, al mundo, pues la sociedad del siglo XXI vive frenéticamente, con «la idea de escalar en la sociedad», sin tiempo «para ser capturada por la música».

La ciudadanía «nunca se detiene y no creo que tenga el deseo o el tiempo para ser capturados por la música de hoy», reitera el cantautor transalpino en una entrevista concedida a EFE, días antes de su participación en el Festival Stone Music de Mérida (Badajoz).

El teatro romano emeritense abrirá sus puertas el próximo 14 de septiembre a este «guerrero sin armas ni ejercito», tal como refleja su sempiterna canción «Te amo», en el marco de un festival en el que hace unos días actuó Gloria Gaynor, como si de «Gloria» fuera la cosa, canción que ha interpretado el italiano miles de veces.

Tozzi (Turín, 1952) sigue siendo Umberto, un apóstol del amor que envuelve con rock y melodías de seducción todo aquello que difunde y eleva con su voz. Es un estilo muy propio.

Cantar en directo es lo que más le gusta, lo que más le divierte, y cree que al público también. «El público siempre es maravilloso, se muestra feliz, lleno de ganas de divertirse y de cantar mis canciones», sostiene Tozzi.

Contento de viajar por el mundo, como si fuera su primera gira, y de encontrar «tanta gente que te quiere», el italiano no esconde su satisfacción por tener la suerte de que tres y hasta cuatro generaciones acudan a sus conciertos.

«Debemos ayudar a aquellas personas que huyen de sus tierras en busca de paz y futuro»

Preguntado si la juventud era más romántica hace tres o cuatro décadas cuando las letras y las músicas de numerosas canciones eran cantos de amor, muy distinto -en el marco del respeto- a otros ritmos de ahora, como el reggaeton, Umberto Tozzi afirma que, «desafortunadamente, las modas de hoy imponen cierto tipo de música«.

«A veces olvidamos que lo más importante, en mi opinión, son las emociones y el amor», reitera, a la vez que precisa que el reggaeton no le molesta.

En su entrevista evoca varias canciones inolvidables, como «Gloria», de 1979, y «Te amo», de 1977 y que se mantuvo en lo más alto de las listas de música durante muchos meses en Italia y en varios países.

«Creo que ‘Te amo’ es mi canción más original; en la originalidad reside su secreto. Recuerdo cuando compuse las primeras notas y escuché en mi voz grabada que había algo mágico en esa canción», detalla con orgullo.

Por ello, y en esa filosofía que lo caracteriza, «lo importante -asevera- es escribir canciones para emocionar y llegar al corazón de las personas«.

«El amor y la salud son las cosas más importantes. No creo que valga la pena vivir sin amor», asegura el italiano, que comparte la idea que tenía Leonard Cohen del amor cuando el canadiense afirmó que «la única cura para todos los males» es el amor.

Siguiendo con sus canciones, Tozzi compuso la canción «Eva» en 1982, año en el que recibe el Globo de Oro con más de 27 millones de copias vendidas de sus trabajos en solo cinco años. La letra de este trabajo recoge que «tarde o temprano, la mitad de la humanidad estallará en la locura».

Casi 37 años después, «lamentablemente», se está cumpliendo. «Es suficiente con ver lo que está sucediendo hoy en día, con incendios en la selva amazónica, el derretimiento del hielo, el calentamiento global… nos estamos destruyendo a nosotros mismos y los humanos tendremos que tener más cuidado de nuestra tierra».

A este guión de enlazar su música con la actualidad se suma su canción «Gente del Mar», en la que Tozzi sostiene que «el mar siempre nos asusta un poco»; ahora parece que a algunos en Europa les asusta el mar por la llegada de inmigrantes.

«Creo que esas personas necesitan ayuda. Debemos hacer todo lo posible para detener» cualquier negocio que pueda existir detrás de la inmigración, «pero debemos ayudar a aquellas personas que huyen de sus tierras en busca de paz y futuro».

Su concierto en Mérida, según asegura, «será una velada única», pues de inicio se trata de un escenario histórico, como el teatro de Verona, «un templo de la música». Feliz de haber cantado en otros lugares extraordinarios de los cinco continentes, Tozzi reconoce que extraña en su carrera poder hacerlos en China, Japón y Corea. «Me gustaría -dice- hacer una gira en esos países algún día».

“Una bella canzone bella e originale passa le frontiere”

Il celebre cantante italiano Umberto Tozzi si esibirà l’8 agosto nel magnifico ambiente delle Cave romane di Vincural

Umberto Tozzi

MEDOLINO | La seconda edizione del Festival Rock&Stars, che fin dalla prima edizione ha fissato degli alti standard per quanto riguarda la qualità degli interpreti che ospita, prosegue anche quest’anno con un programma di grande richiamo.
Tra gli illustri musicisti che si esibiranno nel meraviglioso ambiente delle Cave romane di Vincural, con rocce alte 60 metri che vantano un’acustica unica, sarà il famoso cantautore italiano Umberto Tozzi, la cui carriera è costellata di successi e di brani indimenticabili quali “Ti amo”, “Tu”, “Gloria” e via dicendo.
È proprio con la canzone “Gloria” (1979), interpretata da Laura Branigan, che Tozzi è entrato nella classifica dei dischi più venduti in Gran Bretagna. Anche se popolare in tutto il mondo, con milioni di dischi venduti in Italia e all’estero, con il suo concerto in Istria varcherà per la prima volta il confine croato. “È la prima volta che mi esibisco in Croazia – ci ha confidato in una breve intervista -. Sono molto contento, soprattutto perché canterò in una splendida location come le Cave romane.”

Ha iniziato giovanissimo a occuparsi di musica. I suoi genitori approvavano e incoraggiavano la sua passione?

“Ho cominciato a suonare la chitarra per ribellione. Volevo fare il calciatore, ma siccome non andavo bene a scuola, mio padre non mi mandò a Coverciano, dove volevano farmi un provino per entrare nella squadra del Torino. E così, presi la chitarra in mano.”

Molti musicisti italiani riescono a imporsi sulla scena musicale francese, come è stato il caso anche con le sue canzoni. Secondo lei, si tratta di un’affinità linguistica, di una sensibilità particolare, o la ragione va cercata altrove?

“Credo sia semplicemente una questione che riguarda la bellezza di una canzone. Se una canzone è bella, ti emoziona ed è originale, può passare le frontiere.”

Si è esibito diverse volte al Festival di Sanremo. Può fare un paragone tra le ultime edizioni e quelle di qualche decennio fa?

“Qualche decennio fa c’era sicuramente più musica e meno spettacolo. Devo dire, però, che il Festival di Claudio Baglioni è stato tra i più belli di questi ultimi anni.”

Quanto è cambiata la musica e in che misura sono giustificate le critiche secondo le quali il livello di qualità dei brani proposti sia in discesa di edizione in edizione?

“Non credo si tratti di qualità in discesa, semplicemente non si pensa più a fare musica, ma solo ad essere radiofonico e al tempo con la moda.”

In un’intervista ha parlato dell’industria discografica all’epoca dei suoi esordi paragonandola alla situazione attuale in cui i giovani talenti devono “arrangiarsi” da soli non avendo una struttura di sostegno alle spalle. Al contempo, però, tramite Internet possono giungere più facilmente a un pubblico più ampio. Quali sono i pro e i contro della situazione attuale e in quale misura i veri talenti hanno la possibilità di emergere da questo “mare” di musica di ogni tipo?

“Trent’anni fa, i discografici erano preparati e avevano voglia di spendersi dietro a un progetto. Oggi dopo il primo fallimento chiudono e passano ad altro. Al contempo, credo ci siano solo vantaggi con la tecnologia di oggi. Puoi ascoltare la musica quando vuoi dal tuo telefono ogni volta che lo desideri.”

Da giovane era appassionato della musica dei Beatles. Lo è ancora?

“Certo! Per me esistono solo i Beatles!”

C’è qualche musicista contemporaneo che apprezza?

“Mi piacciono Tiziano Ferro, Giusy Ferreri e Marco Mengoni.”

Segue i concerti dei suoi colleghi e colleghe?

“Sì, mi piace andare a vedere i concerti dei miei colleghi e amici. L’ultimo concerto a cui ho assistito con piacere è stato quello del mio amico Marco Masini.”

Come si rilassa dopo una lunga giornata? O forse non ha bisogno di rilassarsi dalla musica?

“Mi basta stare a casa con la mia famiglia e cenare con i miei figli e mia moglie, anche se effettivamente non c’è bisogno di rilassarsi dalla musica.”

Due anni fa ha collaborato con Anastacia al suo famoso brano “Ti amo”. Com’è stata quest’esperienza?

“Anastacia è una donna straordinaria con una vocalità unica. È stato bellissimo duettare con lei. Nessuno meglio di lei poteva interpretare un brano importante come ‘Ti amo’.”

Ci sono altri musicisti con i quali vorrebbe collaborare?

“Paul McCartney.”

Le sue canzoni sono state cantate anche in inglese e fanno parte di colonne sonore di film famosi. È emozionante sentire la propria canzone in un film celebre?

“Da Flashdance in poi, sono molti i film nei quali hanno scelto le mie canzoni come colonna sonora. La soddisfazione più grande è stata quando Scorsese ha scelto ‘Gloria’ nella mia versione originale per il film di Di Caprio The Wolf of Wall Street. Ma anche qualche giorno fa, quando ho sentito la mia ‘Stella Stai’ nel nuovo film di Spider Man è stata una bellissima soddisfazione.”

E alla radio o in televisione?

“Non guardo la tv e se mi sento in radio cambio canale.”

Ha un messaggio per il pubblico in Croazia?

“Vi aspetto al mio concerto. Ci sarà da divertirsi e, soprattutto, canteremo tutti insieme canzoni come ‘Gloria’, ‘Ti amo’, ‘Tu’, ‘Gente di mare’ e tante tante altre. A presto!”

Raf-Tozzi, gran finale all’Arena di Verona

 

E’ iniziato tutto due anni fa, nel 2017, dall’Arena di Verona, quando Raf e Umberto Tozzi, amici da una vita, si sono ritrovati sul palco dell’anfiteatro in occasione del concerto-evento di Tozzi “40 Anni Che Ti Amo”, e sull’onda dell’entusiasmo hanno deciso di tornare a collaborare e di cantare insieme.

Proprio su quello stesso palco torneranno il 25 settembre per la festa che chiuderà il tour a due che, nei mesi scorsi settimane, li ha visti protagonisti nei palasport.

In scaletta più di 30 pezzi, da Gloria a Self Control, da Si può dare di più a Cosa resterà degli anni 80, da Infinito a Ti amo, ma anche Ti pretendo, Gli altri siamo noi, Il battito animale, Immensamente, il loro nuovo brano a due Come una danza e molti altri, tra cui l’immancabile hit Gente di Mare.

https://www.ladige.it/eventi/musica/2019/08/01/raf-tozzi-gran-finale-allarena-verona

Italians do it better: su le guglie per Raf e Tozzi

SPETTACOLI
29.07.2019 – 07:01 | letto 323

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Ti-Press

Se si tratta di canzoni, non c’è trippa per gatti. Con un numero impressionante di hit, chiudono ‘Castle On Air’: e la ‘Gente di mare’ va (e anche quella di montagna)

Dicono che le canzoni di una volta erano più belle solo perché si era più giovani, teoria in base alla quale ‘Gloria’ di Umberto Tozzi, regina dell’estate 1979, dovrebbe essere bella come ‘Ostia Lido’ di J-Ax, regina dell’estate 2019. Insomma, come chiedere se sia più forte Maradona o Pelé (ma questa è materia per i Thegiornalisti). Comunque sia, il Castle On Air di GC Events ha chiuso di domenica con Mister Ottantamilionididischi Umberto Tozzi e Mister Qualchemilioneinmeno (ma gliene si trovi una brutta) Raf.

Il pubblico è folto, il vento (la serata è pop) è quello “caldo dell’estate”; con elettronica ridotta al minimo, sul palco suonano dodici musicisti fantastici, inclusi i due frontman. Sessant’anni a settembre, con ‘Il battito animale’, il Raf-Tozzi a Castelgrande lo apre poco prima delle 21 Raffaele Riefoli – blu di sopra e bordeaux di sotto – che sul palco salta come un pischello, tanto da far sembrare atletico l’Umberto di nero vestito, che di anni ne ha sette in più. L’Umberto, uno che a stento alza l’indice per ringraziare perché ha sempre lasciato la scena alla voce e alle canzoni (quando si dice «Se non hai un buon pezzo, non vai da nessuna parte».

Andando per ordine, sparso per abbondanza, ‘Ti amo’, ‘Due’, ‘Notte rosa’, ‘Sei la più bella del mondo’ come apripista. Ma è ‘Gente di mare’ che li ha portati qui, canzone che non perde forza nemmeno cantata da gente di montagna. Come ‘Si può dare di più’, che da tempo ha assunto una forma vagamente gospel, sulla quale, a un terzo di concerto, tutti danno abbastanza per meritarsi ‘Come una danza’, il singolo di questa collaborazione.

Onomatopea del buonumore

A metà strada, Raf recupera ‘Come una favola’, uscita malconcia dal suo ultimo Sanremo, qui restituita alla sua (allora) inespressa bellezza. Non mancano ‘Cosa resterà degli anni 80’ – «Abbiamo avuto la fortuna di viverlo, quel decennio» – e ‘Inevitabile follia’, dove lo scambiarsi strofe e riff che dura sin dall’inizio del concerto ha qui, e nella splendida ‘Non è mai un errore’ di poco prima, il suo picco sentimental-emotivo.

Poi il crescendo, che s’intitola ‘Io muoio di te’, ‘Self control’, ‘Stella stai’, ‘Ti pretendo’, una sequenza che è un piccolo monumento alle classifiche (e ai rendiconti Siae, che a un autore, per garantirsi la pensione, gliene basterebbe una a caso). A due dalla fine, quando il castello è una discoteca medievale pulsante, arrivano l’“amore a cena”, lo “stiamo qui, stiamo là”, la “saponetta che scivolando non c’è” (immagine che apre sempre al pettegolezzo) e l’onomatopeico “Dan dabadan dabadan” di ‘Tu’: non sarà letteratura, ma nemmeno ‘I feel good’, che dice tutto il tempo “mi sento bene”, è proprio da Premio Pulitzer.

Di arene, di castelli e terrazzini

L’Umberto, che è stato per tutta la sera vittima consapevole dell’ironia del collega, tira dritto («Lui è il presidente dell’Associazione no-bis, così ci risparmiamo la fatica di uscire e di rientrare. Fosse per me, farei anche il tris»). Archiviate ‘Infinito’ e ‘Gloria’, dopo due ore che sono volate via come gli amori estivi, si scopre che non c’era nemmeno un reggaeton, una specie di conquista dell’umanità in un posto, Castelgrande, che dell’umanità è patrimonio.

Raf e Tozzi, una scaletta che in pochi si possono permettere anche presi singolarmente, si erano ritrovati nel 2017 all’Arena di Verona, pensando che sarebbe stata una buona idea fare un tour insieme. L’idea era ottima. Così, come gli artisti se ne vanno ringraziando il castello («Ziéeee», per la precisione, come il tozzismo impone), noi diciamo grazie agli artisti, e anche al castello. Anzi, presi da entusiasmo adolescenziale per tanta buona musica, diciamo grazie anche all’Arena, alla città di Verona e, se del caso, pure al suo pandoro. E un pensiero va a Romeo e a Giulietta, che se all’epoca ci fossero stati l’Umberto e il Raf a cantar d’amore sotto il terrazzino, chissà, magari le famiglie avrebbero preso le cose meno di petto (William, perdonaci).

Con Raf e Tozzi è inevitabile nostalgia

Una carrellata di classici dagli anni Settanta agli anni Novanta di una delle coppie d’oro del pop italiano ha chiuso una riuscitissima edizione di Castle On Air – FOTO e VIDEO

 Con Raf e Tozzi è inevitabile nostalgia
 Con Raf e Tozzi è inevitabile nostalgia
 Con Raf e Tozzi è inevitabile nostalgia
 Con Raf e Tozzi è inevitabile nostalgia
 Con Raf e Tozzi è inevitabile nostalgia
 Con Raf e Tozzi è inevitabile nostalgia
Alcuni momenti del concerto di Umberto Tozzi e Raf di domenica sera al Castelgrande di Bellinzona. (Servizio fotografico di Carlo Reguzzi)
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Se il pubblico di sabato sera al concerto dei Maneskin era piuttosto eterogeneo con – come riferito ieri – una leggera predominanza femminile, quello accorso a Castelgrande ieri per la serata conclusiva di Castle On Air era rigorosamente «anta» e composto quasi totalmente da coppie che presumibilmente hanno o iniziato il loro percorso di vita assieme accompagnati dalle canzoni di Umberto Tozzie Raf, oppure le hanno avute quale «soundtrack» di momenti particolarmente significativi della loro gioventù.

Con Raf e Tozzi è inevitabile nostalgia

La tappa ticinese della reunion dei due campioni del pop melodico italiano è stata, insomma, un lungo e festoso inno alla nostalgia animato da due vecchi amici che hanno affrontato la scena come si trattasse di una allegra rimpatriata tra battute, bonarie prese in giro reciproche e, naturalmente, tante belle canzoni tratte dai loro sconfinati repertori che hanno salomonicamente alternato, pur cantandole praticamente tutte assieme. Un lungo concerto che ha permesso al pubblico di rivivere idealmente tre decenni: gli anni Settanta durante i quali Umberto Tozzi è stato l’incontrastato dominatore delle classifiche con brani qualiTi amo, Tu, Notte, Rosa, Gloria; gli anni Ottanta in cui è entrato in scena Raf, dapprima scrivendo e cantando in inglese (Self Control) poi, grazie proprio ad Umberto Tozzi, in italiano (la celebre Gente di mare ma anche Si può dare di più, portata al successo dall’amico assieme a Morandi e Ruggeri ma da lui scritta) e gli anni Novanta in cui è stato soprattutto Raf a fare la parte del leone, ma durante i quali Tozzi ha scritto alcune delle sue più intense canzoni, su tutti quella Gli altri siamo noi, autentico inno ante litteram alla tolleranza e ad una fratellanza mai come oggi messa in discussione.

Tutte canzoni che i due, accompagnati da una energica band di dieci elementi, hanno proposto domenica sera, assieme a molti altri successi in un tripudio di cori da stadio fino ad un finale in… Gloria che ha messo la parola fine alla più riuscita edizione di Castle On Air della sua ormai quinquennale storia.

Umberto Tozzi e Raf a Castelgrande cantano Gente di mare»
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Raf e Tozzi, due re per un castello (intervista)

Domenica 28 luglio a Castelgrande, tappa bellinzonese di un tour che ha attraversato l’Italia a colpi di sold-out. Complici una canzone e l’Arena di Verona…

A ragionare da contabili, messi insieme hanno venduto più di cento milioni di copie. Quando c’erano i dischi. E adesso che il successo non si misura più in microsolchi, ma in spettatori per concerto, ogni sold-out è una specie di disco d’oro. A ragionare per canzoni, invece, Raf e Umberto Tozzi sono il biglietto da visita di una scuola musicale che non è più italiana, ma internazionale. E che non è più solo ‘Volare’, almeno dai tempi di ‘Gloria’ (1979) e di ‘Self control’ (1984).
I due signori della canzone si divideranno il regno di Castelgrande, dove GC Events allestisce il suo ‘Castle On Air’. Quello che arriva a Bellinzona domenica 28 luglio (ore 20.30, http://www.biglietteria.ch) è un tour che ha già attraversato l’Italia a colpi di tutto esaurito. Galeotta fu ‘Gente di mare’ (terza a Eurosong 1987), riproposta in duo una notte d’ottobre del 2017 dentro uno dei templi della musica italiana. Un tour, il ‘Raf-Tozzi’, rodato durante l’ultimo Sanremo, quando un medley di successi dell’uno e dell’altro fecero capire che un concerto nel quale fosse confluito il meglio della produzione di ognuno, liberamente condivisa e interpretata, sarebbe stato l’evento dell’anno.

Partiamo dall’inizio.
Arena di Verona, 14 ottobre 2017…

Tozzi – È successo che ci siamo incontrati per i quarant’anni di ‘Ti amo’ e abbiamo ricevuto una grande emozione dal pubblico che ci ha rivisti insieme, così abbiamo pensato che fosse arrivato il momento. Lui aveva un brano forte, già pronto, ‘Come una danza’. È andata così.

Raf – Era nell’aria, era un po’ che ci dicevamo di tornare a lavorare insieme. C’è sempre stato qualcosa che ce l’ha impedito e alla fine ci siamo riusciti.

Di che tipo di concerto si tratta?

Raf – È un live che si sviluppa in un modo naturale, così com’è nata l’idea. Abbiamo unito il repertorio di ognuno, io canto alcuni suoi versi e viceversa, con dieci musicisti perfettamente integrati. A parte i successi popolari in comune, ci siamo accorti che alcune canzoni messe in successione avevano un certo feeling, sia perché disponiamo entrambi di un repertorio in cui la componente ritmica è notevole, sia parlando di ballad. C’è un’aria di festa dall’inizio alla fine.

Colpisce l’intercambiabilità, il fatto che siate ognuno a proprio agio con i pezzi dell’altro. Cosa che non capita sempre a tutti…

Raf – Sì. Abbiamo caratteristiche simili, una musicalità che ci accomuna, ma anche una cosa molto semplice da dire, e cioè che a me piacciono da matti i pezzi di Umberto e credo che per lui sia lo stesso. E questo è un motivo in più per fare qualcosa di diverso senza la fatica di mettersi a studiare…

Tozzi – Il percorso che abbiamo vissuto insieme è abbastanza singolare per due artisti. Io ho vissuto i suoi momenti, e viceversa. Ci siamo incrociati da ragazzi, avevamo entrambi come produttore Giancarlo Bigazzi.

Una canzone della quale vi siete detti “avrei tanto voluto scriverla io”?

Tozzi – Ce lo chiedono spesso. Io vorrei fare ‘Yesterday’ di Raf (ride, ndr). Ci sono un sacco di canzoni, variano a seconda dello stato d’animo…

Raf – Quelle di Umberto sono tante. E alcune le ho anche scritte. Poi ci sono quelle datate, comunque fortissime. Non ce n’è una, sarebbe una risposta scontata…

Infatti. Allora riformulo la domanda: quante canzoni l’uno dell’altro avreste voluto scrivere?

Raf – Io, di Umberto, minimo venti…

Tozzi – Ma cosa vinciamo?

Nulla. In effetti non era una gran domanda. Provo con questa: nel nuovo ‘Spiderman’ c’è ‘Stella stai’. Se ‘Titanic’ fosse girato oggi, vi chiederebbero ‘Gente di mare’?

Raf – Questa è tua, Umberto…

Tozzi – Non credo. ‘Gente di mare’ è un gran pezzo, per carità, però ‘My heart will go on’ non è niente male. Ecco, tornando alla domanda di prima, quello è un pezzo che mi sarebbe piaciuto scrivere…

Ricordate la genesi di ‘Gente di mare’? Come, quando, dove è nata?

Tozzi – Raffaele, io non mi ricordo bene…

Raf – … io ricordo qualcosa, anche se sono passati un po’ di anni. È una cosa a sei mani nata, mi pare, da uno mio spunto musicale. Poi con Bigazzi coinvolgemmo Umberto, che ci mise le sue ‘chicche’. Umberto può avere spunti iniziali fortissimi, ma se una canzone è già avanti, lui completa l’opera con delle cose che dici: “Oh cavolo, questa ci voleva proprio!”. Come il bridge “Al di là del mare, c’è qualcuno che…”, e la salita di tono, che all’inizio ancora non c’erano.

Le vostre canzoni girano il mondo, e in ‘Si può dare di più’ e ‘Gli altri siamo noi’ c’è almeno un’occasione di riflessione. La finiranno di chiamarlo semplicemente ‘Belcanto’?

Raf – È la differenza che si è voluta fare, soprattutto in Italia, tra canzone d’autore e canzone leggera, che a mio parere non è mai esistita. Io e Umberto siamo stati sempre anglo-americani come approccio, quindi dico che per noi quella differenza non c’è mai stata. Penso semplicemente che ci siano canzoni belle e canzoni brutte. E poi che vuol dire canzone d’autore? Anche autori osannati dalla critica hanno scritto i ‘motivetti’…

Motivetti che bisogna saper scrivere…

Raf – Infatti, la creatività sta anche in questo, nello scrivere cose che hanno valore popolare e durano nel tempo. Il fatto che a distanza di anni la comunicazione in generale le riproponga, il fatto che sopravvivano, dimostra che il tempo dà ragione e valore alle canzoni.

L’Italia che riempie i vostri teatri vive un momento storico complicato. L’artista percepisce questo malessere?

Raf – No, ai concerti la gente ha voglia di divertirsi. Le polemiche, l’aggressività restano fuori. La discussione è spesso pura propaganda politica dalla quale le persone si lasciano coinvolgere. La cosa che più vorrei, di questi tempi, è che si tenessero toni più pacati. Aizzare la folla non fa bene, anzi. I problemi si risolvono facendo il proprio dovere di rappresentante di un popolo, senza reclami social. Il tweet che cerca consensi senza che seguano cose concrete è atteggiamento, non solo italiano, che non mi piace.

Guardando dal palco, qual è oggi il pubblico che vi sta davanti?

Raf – È eterogeneo, di tutte le età, un pubblico che viene da noi per riascoltare quelle canzoni, riviverle, riscoprirle o scoprirle del tutto. Mi riferisco ai giovani e a chi ci conosce da poco. Momenti di aggregazione belli come questi, sereni, senza contrasti, senza remore e aggressività, sono sempre i benvenuti.

Senza alcun favoritismo, rubo un titolo a Raf per chiedervi cosa resterà di questo tour…

Tozzi – Resterà un bellissimo ricordo di tutta la gente che sarà venuta ad ascoltarci, soddisfatta e contenta di avere rivissuto nel live i momenti importanti della loro vita, perché è possibile che in ogni canzone ce ne sia una fotografia. Sono certo di questo, perché quando penso che chiuderemo il tour all’Arena di Verona, il 25 di settembre, so che molta gente verrà a rivedere uno spettacolo che ha già visto in altre città.

Raf – Personalmente, resterà un po’ di nostalgia, perché è una delle cose più esaltanti che ho fatto nella mia carriera. Ringrazio chi ha avuto l’idea e tutti coloro che hanno voluto fare questa esperienza insieme a noi. Sono sicuro che il 25 settembre una lacrimuccia scenderà, ma chiudere è anche inevitabile, perché ognuno di noi dovrà mettersi a fare delle cose per proprio conto. Penso però che rimarremo, nel nostro piccolo, nella storia di chi c’era.

 

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