Il 1977, la musica italiana e la ‘Zerofobia’

Il 1977 è l’anno in cui si afferma Renato Zero con canzoni come “Mi vendo” e “Il cielo”.

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Il 1977, la musica italiana e la 'Zerofobia'
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Articolo di Paolo Panzeri

Nella giornata di oggi Renato Fiacchini, meglio conosciuto con il nome d’arte di Renato Zero, festeggia i settanta anni e li festeggia come meglio non potrebbe. Proprio oggi, infatti, pubblica il primo capitolo di una trilogia intitolata ‘Zerosettanta’ (leggi qui la nostra recensione) che avrà le sue prossime appendici il 30 ottobre e il 30 novembre. Renato ha un ruolino di marcia artistico-lavorativo del tutto invidiabile, ha infatti, per cinque decenni, conquistato la posizione numero uno nella classifica di vendita. Tra i traguardi che lo attendono nel nuovo decennio, seppur, forse, di un’importanza relativa, anche quello di essere numero in sei decenni.Cd RENATO ZERO – Zerosettanta Vol.3 (Masterbook Box Con Alloggio per 3 Cd)19.99 EURAcquistalo suhttps://www.youtube.com/embed/orC7ZcWulXY?enablejsapi=1&origin=https%3A%2F%2Fwww.rockol.it&widgetid=1

La carriera discografica del cantautore romano ha inizio – intendendo con gli album – nel 1973 con “No! Mamma no!” seguito, l’anno successivo, da “Invenzioni”. La terza prova, “Trapezio” (leggi qui la recensione), è quella che, dopo anni di gavetta, gli spalanca le porte della notorietà. Nel 1977, con il suo quarto disco, “Zerofobia”, i tempi sono finalmente maturi per conoscere da vicino un successo che, da lì in poi, non lo ha più abbandonato. Canzoni quali “Il cielo”, “Mi vendo”, “Morire qui”, “Sgualdrina” che è la cover italiana di “Dreamer” della band inglese dei Supertramp, formano lo scheletro del disco e sono ancora oggi tra le canzoni più amate dai fan.https://www.youtube.com/embed/IKCIu7rb5eQ?enablejsapi=1&origin=https%3A%2F%2Fwww.rockol.it&widgetid=2https://www.youtube.com/embed/JnjnVvOB7X4?enablejsapi=1&origin=https%3A%2F%2Fwww.rockol.it&widgetid=4

Il 1977, l’anno in cui esplode – nel senso positivo del termine – Renato Zero è associato nel campo musicale alla affermazione del movimento punk in Gran Bretagna, mentre in casa nostra purtroppo si era nel pieno degli anni di piombo. E se oggi negli Stati Uniti si è in attesa di conoscere quale sarà, tra poco più di un mese, il prossimo presidente, nel 1977 si insediò alla Casa Bianca Jimmy Carter. A New York viene aperto il tempio della ‘disco music’, lo Studio 54, ed è indubbio che echi delle sonorità ‘disco’ si ritrovano anche in “Zerofobia”.https://www.youtube.com/embed/Ehss84QOGu0?enablejsapi=1&origin=https%3A%2F%2Fwww.rockol.it&widgetid=6

In Italia quell’anno Lucio Battisti pubblica l’album “Io tu noi tutti” con il singolo “Amarsi un po’/Sì viaggiare” che si distingue come il più venduto di tutti. Il cantautore napoletano Pino Daniele debutta con “Terra mia”, esce inoltre il settimo album di Lucio Dalla “Com’è profondo il mare”, Claudio Baglioni con “Solo”, ed è anche l’anno di “E’ nell’aria…ti amo” di Umberto Tozzi. C’erano anche i Pooh di “Rotolando respirando” e del singolo “Dammi solo un minuto” e “La pulce d’acqua” di Angelo Branduardi. Il disco più venduto nel nostro paese nel 1977 fu “Burattino senza fili”, concept ispirato al Pinocchio di Carlo Collodi, di Edoardo Bennato. Tra tutte queste uscite si fece onore “Zerofobia” che raggiunse, al suo massimo, il quinto posto della classifica di vendita. La via era tracciata, nel 1978 Renato Zero pubblicò “Zerolandia” ed allargò ulteriormente il numero dei suoi tifosi.https://www.youtube.com/embed/Wb5pqNIDcaM?enablejsapi=1&origin=https%3A%2F%2Fwww.rockol.it&widgetid=8

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by: https://www.rockol.it/news-717192/renato-zero-70-anni-perche-merita-rispetto-polemica-achille-lauro?refresh_ce

LIBERAEVA.COM: GLORIA Umberto Tozzi 1979

“Gloria, chiesa di campagna, acqua nel deserto, lascio aperto il cuore
Scappa senza far rumore dal lavoro e dal mio letto
Dai gradini di un altare, t’aspetto Gloria”




Adamo mi parli del brano Gloria?
Era l’estate del 1979 quando nelle radio italiane cominciò ad essere trasmesso questo brano che diverrà uno dei veri e propri successi internazionali di Umberto Tozzi. Scritta a quattro mani con Giancarlo Bigazzi, fu arrangiata da Greg Mathieson, già collaboratore dei Beatles.

Fu un successo vero?
Tratto dall’album omonimo il 45 giri con etichetta CGD ottenne sette dischi di platino e un disco d’oro per un totale di circa 700.000 copie in Italia. Ebbe un grosso riscontro internazionale raggiungendo le prime posizioni in Belgio, Francia, Spagna, Svizzera, Austria e Germania rendendo questa canzone una delle più conosciute nel mondo per un totale di 29 milioni di copie in tutto il mondo.

Leggevo a proposito un aneddoto del critico di musica del Corriere della Sera Mario Luzzato Fegiz…
Esatto, il giornalista raccontò che il grande direttore d’orchestra Von Karajan interruppe un’intervista per ascoltare Tozzi alla radio. Successivamente fu la London Symphony Orchestra a concedere a “Gloria” l’onore di una trasposizione sinfonica di grande effetto.

Il testo?
La canzone con un incedere ritmico travolgente è un fresco inno alla donna amata, con un testo giocato su libere associazioni “Gloria, chiesa di campagna Acqua nel deserto, lascio aperto il cuore Scappa senza far rumore dal lavoro e dal mio letto Dai gradini di un altare, t’aspetto Gloria” e la doppia valenza semantica del nome Gloria, inteso sia come sostantivo, sia come nome di donna: «…per me che senza gloria, con te nuda sul divano faccio stelle di cartone pensando a Gloria.»

Cover?
Gloria è stata oggetto di numerose rivisitazioni nel corso del tempo. Nel 1982 fu realizzata una celebre versione da Laura Branigan che raggiunse la seconda posizione nella Billboard Hot 100. Il brano fu cantato in inglese dalla Branigan, con testo curato da Trevor Stanley Veitch, che otterrà anche il primo posto nella classifica dei singoli americana “Cash Box”. Risultato prestigioso, riuscito solo ad un altro italiano: Domenico Modugno con Nel blu dipinto di blu. Gloria è stata cantata in spagnolo dallo stesso Umberto Tozzi, mentre la cantante Sheila interpretò nel 1982 Glori Gloria, la versione francese. Lena Valaitis (1982) e Tanja Lasch (2011) interpretarono la versione in tedesco. Una versione in olandese fu cantata da Jo Vally nel 2012. Con testo in svedese di Ingela Forsman è stata interpretata, nel 1983, da Carola Häggkvist. Versioni strumentali del brano furono interpretate assieme alle loro orchestre da Paul Mauriat (1979) e da Franck Pourcel (1980). Nel 2013 Martin Scorsese la sceglie come sottofondo per una scena del suo film The Wolf of Wall Street.

Umberto Tozzi era reduce già da altri successi…
Come già in “Ti amo”, e “Tu”, il nome “Gloria” viene utilizzato come un suono, dà la cadenza al brano e lo trascina. E proprio come “Ti amo” rompeva la scansione (“Tiamoti – amo”), qui il suono viene proposto in due modi diversi: “Glo-ria, Glo-ri-a”.

Chi era Umberto Tozzi al tempo?
Il debutto da solista avvenne nel 1976, con l’album Donna amante mia, comprendente nove canzoni, tra cui il brano Io camminerò, che Tozzi aveva scritto qualche mese prima per Fausto Leali e l’omonimo brano Donna amante mia. Il vero successo arrivò l’anno dopo con la canzone Ti amo, brano che vinse il Festivalbar e rimase al primo posto dei singoli più venduti in Italia senza interruzioni dal 23 luglio al 22 ottobre dello stesso anno con otto milioni di dischi venduti in tutto il mondo. Nel 1978, uscì Tu, la canzone che dà il titolo al terzo album del cantautore torinese. Nel 1979 uscì appunto, Gloria, che, da subito, come detto occupò il primo posto nelle classifiche europee.
 


TESTO
Gloria
Manchi tu nell’aria
Manchi ad una mano
Che lavora piano
Manchi a questa bocca
Che cibo più non tocca
E sempre questa storia
Che lei la chiamo Gloria
Gloria sui tuoi fianchi la mattina nasce il sole
Entra odio ed esce amore dal nome Gloria
Gloria
Manchi tu nell’aria
Manchi come il sale
Manchi più del sole
Sciogli questa neve
Che soffoca il mio petto
T’aspetto Gloria
Gloria
(Gloria)
Chiesa di campagna
(Gloria)
Acqua nel deserto
(Gloria)
Lascio aperto il cuore
(Gloria)
Scappa senza far rumore
Dal lavoro del tuo letto
Dai gradini di un altare
Ti aspetto Gloria
Ah ah ah ah ah
Gloria
Per chi accende il giorno
E invece di dormire
Con la memoria torna
A un tuffo nei papaveri
In una terra libera
Per chi respira nebbia
Per chi respira rabbia
Per me che senza Gloria
Con te nuda sul divano
Faccio stelle di cartone
Pensando a Gloria
Gloria
Manchi tu nell’aria
Manchi come il sale
Manchi più del sole
Sciogli questa neve
Che soffoca il mio petto
T’aspetto Gloria
Gloria
(Gloria)
Chiesa di campagna
(Gloria)
Acqua nel deserto
(Gloria)
Lascio aperto il cuore
(Gloria)
Scappa senza far rumore
Dal lavoro del tuo letto
Dai gradini di un altare
Ti aspetto Gloria
Compositori: Edmund K. Choi
Testo di Gloria © Warner Chappell Music, Inc




Gloria/Aria di lei
Artista Umberto Tozzi
Tipo album Singolo
Pubblicazione 1979
Durata 4:04
Album di provenienza Gloria
Genere Pop
Etichetta CGD
Produttore Umberto Tozzi
Certificazioni originali
Dischi di platino 7
Certificazioni FIMI (dal 2009)
Dischi d’oro Italia Italia[1]
(vendite: 25 000+)








 
 
 
L’ARTICOLO E’ A CURA DI ADAMO BENCIVENGA
© All rights reserved
FONTI
https://www.youtube.com/watch?v=HYvuWlOnBjI
https://it.wikipedia.org/wiki/Gloria/Aria_di_lei
https://www.hitparadeitalia.it/schede/g/gloria.htm
https://www.hitparadeitalia.it/hp_yends/hpe1979.htm
http://www.canzoneitaliana.it/5mgj57u0qvkdrvwanbhvo2-gloria.html
http://www.galleriadellacanzone.it/canzoni/anni70/schede/gloria/brano.htm
https://www.stamptoscana.it/?songs=gloria-umberto-tozzi-1979/





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by: https://www.liberaeva.com/2020/musicapassione/gloria/gloria.htm?fbclid=IwAR38IV8xEYcrSI7zoCDPqix21xLvV5T9Cw7yiGQL1aARguAfXI2vNAVUSC0

  
 

“lasciala perde, tanto je passa presto…”

Bruna Brumby Gasperini

18 settembre 2017  · 

Me la ricordo bene come fosse ieri, la voce di papà, un pò sull’arrabbiato, che diceva a mamma “lasciala perde, tanto je passa presto…” Era domenica, all’ora di pranzo, il primo già fumava nei piatti da un po’, mamma che era la terza volta che mi intimava minacciosamente di andare a tavola, ma io non ci pensavo proprio… ero pronta ad affrontare qualsiasi tipo di pena corporale, ma non me sarei schiodata da li davanti alla TV manco se me corcavano! Ma che sei matto?? Ce stava Superclassifica show, e c’era LUI ospite! Non lo sapevo manco io perchè, non ciavevo neanche dieci anni, ma quel roscio con quella voce così particolare, graffiante, diversa, che si muoveva tutto strano, scoordinato come pochi, con quella mano ciondolante con cui accompagnava curiosamente il ritmo delle canzoni, me faceva proprio impazzì! Un brivido mi percorreva tutta la schiena e i peli mi facevano la ola, la pelle di gallina, non appena sentivo quella voce alla radio.. io non ce l’ho una spiegazione scientifica ma sono sicura che c’è.. un giorno forse me metteranno sotto spirito, pe studiacce sopra, intanto già me cià intervistato Bruno Vespa e me posso considerà a buon punto. E quella non era la prima volta che sfidavo le ire di mia madre per Lui… una volta a Viale Marconi mi feci pistare di botte in mezzo alla strada perchè je improvvisai una crisi isterica (ero già una grande attrice, modestamente è vero…) davanti alle vetrine di Boom 2000, un negozio di elettrodomestici, per farmi comprare la cassetta di Gloria.. prescisamente era il 1979 e io ciavevo 8 anni e mezzo. Il mio primo vinile invece fu l’anno seguente, avevo il morbillo e mammina con fare amorevole e consolatorio mi chiese sul mio letto di dolore “che te compra mamma? ‘na bella cosa? una Barbie? Topolino? che voi, dillo a mamma… l’album delle figurine dell’animali? De Candy Candy?”….. io ce pensai quei due tre secondi e poi je sparai secco ” VOJO ER DISCO DE UMBERTO TOZZI.” SBEM! Così, a bruciapelo, netto, lapidario, senza esitazioni…’na sentenza. Madoooooooonnaaaa mi pare di vederla, la faccia sconcertata di mia madre, rimase a bocca spalancata quei venti trenta minuti e poi… senza proferire parola (lo sapevo che m’avrebbe voluto pijà a cucchiarellate, ma, hihihi 😁😁😁😈, ero malata, nun se poteva…) usci a fare la spesa. Ci mandò mio fratello a comprarlo… il mio primo vinile….TOZZI-POSTE ’80….meraviglioso…aaaahhhhhh….eh si perchè quando usci TI AMO, io avevo solo sette anni, ero troppo piccola per i dischi! Ma in effetti io fu proprio da allora che mi beccai il bacillo, il Tozzivirus… Che poi avevo già una discreta cultura musicale, ‘che mia sorella, di dieci anni più grande mi faceva ascoltare un pò di tutto, da Bennato agli Intillimani, da Branduardi ai Beatles, da Barry Manilow al Bolero, dai Bee Gees a Sherazade. Ma quell’estate successe qualcosa che la può capire solo chi l’ha vissuta… mi fanno ridere quando parlano di tormentone… Ma quale tormentone, quello fu proprio un caso di stalking musicale bello e buono!!! …sette mesi primo in classifica, nd’annavi lo sentivi, come accendevi la radio ce potevi giurà che c’era lui, i Juke box, che sti regazzetti de oggi manco sanno che è, sulla spiaggia, in città e in ogni dove, suonavano TI AMO una volta si e l’altra…pure! Altro che Despacito, seeeeeeeeee maddecheeeee!!! …… E la cosa era comprensibile, se si considera il contesto musicale del periodo nel quale sta canzone si inserì… A farla da padrone erano i cantautori “impegnati”, che parlavano di ideali politici e raccontavano di anni di piombo. ‘Na pesantezza… Per il resto, ‘na melensitudine generale da tajasse le vene…. gli alunni del sole che cantavano “a canzuncella doce doce” , ‘na cosa da preti proprio…quell’artro che “accoccolati ad ascoltare il mare”, “quanto tempo siamo stati senza parlare”, pensa che palle quela poraccia, ma che aspetti a zompaje addosso dico io, me immagino lei che sbadiglia infreddolita e je fa er gesto dell’orologio, “eddaje però, s’è fatta ‘na certa sai com’è…che dovemo fa???” mbè……. a un certo punto t’ariva questo, ” … MA TRE-MO DAVANTI AL TUO SE-NO…….TI ODIO E TI AMO…… È UNA FARFALLA CHE MUORE SBATTENDO LE ALI L’ A M O R E. C H E. A L E T T O. S I F A…..” !!!!!!!!…..ma voi capite bene che pe’ ‘na regazzina de sette anni so’ cose traumatiche… IO SONO UN UOMO CHE NON HA FREDDO NEL CUORE E N E L L E T T O C O M A N D O I O !…..mo’ io allora non sapevo bene che voleva di’ , li per li pensai che lui si scocciava perché lei ciaveva i piedi gelati, come papà con mamma… da quanto ho capito in seguito, trattasi di storia a tre con lui che torna da una notte d’amore e bussa alla porta e chiede perdono a l’altra appena cornificata… bello stronzo! E infatti non capivo ancora che voleva di’ co’sto “guerriero di carta igienica” e ‘ste “sottane sulla luce”, ma qualche friccicore precoce, un turbamento, me lo procuravano de sicuro… “fammi abbracciare una donna che stira cantando e poi fatti un pò prendere in giro prima di fare l’amore…” e tu te immagini questa che sta a stirà allegramente (bah… ) e canticchia (ma che se canta…) e ariva lui che te l’acchiappa da dietro e se la ‘ngroppa sulla tavola da stiro, ner mentre che quell’artro sta ancora co’ quella disgraziata su la spiaggia a “ascoltare il mare senza parlare”, se saranno presi ‘na pleure poveracci, e LUI che gridava a squarciagola con tutti i polmoni che aveva TIAMOTIIIIIIIIIIII AAAAAMOOOOOOOOOOTIIIIIIIAMOTIIIIIIIIIII…”e sbadabo e sbadabooo eee sbadaboooooooooOOOO con ‘sto ritmo ridondante sempre più incalzante……….. ma voi pensate alla carica erotica sprigionata da sta canzone!!!! Una tempesta ormonale di livello 1 che ha spazzato in una stagione tutte le coste dello stivale! E pensare che oggi da vieppiù viene considerata una canzone romantica, ma quando mai!!! Ce fanno le dediche a San Valentino, povere ingenue ignare!!!!! Ecco perchè, in quella calda estate del ’77, l’uragano Umberto provocò una specie di deflagrazione, uno sconquasso nel mondo della musica italiana, e gli effetti si sparsero addirittura oltre i confini nazionali, e OLTRE L’OCEANO finanche! Oltre 8 milioni di copie vendute, più di cento versioni, tradotta praticamente in tutte le lingue del mondo….ce sarà un motivo, che dite?E oggi eccomi qua… non sono stata mai, più in ansia di così, è notte ma vorrei che fosse presto lunedì, con gli altri insieme a me, per fare la città…..e colorare l’arena di cuori rossi.. perchè io in questi quarant’anni passati, non ho mai smesso di emozionarmi, il brivido lungo la schiena lo provo ancora quando sento il suo inconfondibile timbro di voce, e nonostante i suoi alti e bassi non ho mai smesso di seguirlo, ho assaporato ogni passo, ogni cambiamento, perchè un artista vero si evolve, non resta mai uguale a se stesso, pur col suo talento sempre intatto, riconoscibile come pochi altri lo sono, è questo che rimprovero di più a queste nuove leve…Sempre con te Umby caro. Con gratitudine, nel bene e nel male. Mi hai dato emozioni, mi hai dato amici e mi hai dato l’amore… Te pare poco?Domani mattina io e Claudio saremo sul treno che ci porterà a Verona, insieme ad altri amici, TOZZIFRATELLI, e mi torneranno ancora in mente le parole di papà a mamma, dette 40 anni fa… “lasciala perde, tanto je passa presto….” ❤❤❤

TIMVISION: Umberto Tozzi – 40 anni che ti amo

https://www.timvision.it/detail/60030842-umberto-tozzi-40-anni-che-ti-amo

Fausto Leali, le 5 canzoni più amate del cantante nella casa del Grande Fratello Vip

NEWS 15 SETTEMBRE 2020 15:27 di Vincenzo Nasto

La quinta edizione del Grande Fratello Vip è partita, e quest’anno vede la partecipazione di uno dei più grandi interpreti della musica italiana: Fausto Leali. Il cantante, entrato come secondo concorrente nel reality, ha incominciato la sua carriera nel 1961, vendendo negli ultimi 60 anni più di 4 milioni di copie nel mondo, calcando il palco di Sanremo per ben 13 volte. Andiamo a vedere le sue canzoni più amate.

Ti lascerò con Anna Oxa


Il brano, vincitore del 39° Festival di Sanremo, in collaborazione con la cantante Anna Oxa, è dedicato al rapporto genitore-figlio negli anni dell’adolescenza. Il testo della canzone si concentra soprattutto sul comportamento del padre, deciso a lasciare spazio al figlio di poter sbagliare, di poter crescere attraverso le esperienze, senza però allontanarsi troppo.

Mi manchi


La canzone, presentata al Festival di Sanremo del 1988, si aggiudicò il quinto posto alla kermesse nazionale. Nel 2006 Andrea Bocelli reinterpretò il brano che poi verrà contenuto nel suo album “Amore”. Il singolo parla di un amore perduto, e di un uomo che si è accorto troppo tardi dell’importanza di quel rapporto, a tal punto da ricordare tutte le piccole cose che rendevano speciale il loro amore.

A chi


“A chi” è la versione italiana di “Hurt”, una canzone statunitense scritta da Al Jacobs e Jimmie Crane e pubblicata per la prima volta da Roy Hamilton nel novembre del 1954. La riedizione italiana, firmata anche dal maestro Mogol, ha portato alla pubblicazione di Fausto Leali nel 1967. Un grande successo, con il brano che divenne il 45 giri più venduto in quell’anno. Il singolo racconta la richiesta disperata di un uomo che ha perso il suo amore, chiedendo a chi dovrà rivolgere un sorriso, ora che non c’è più.

Io camminerò

“Io camminerò” è un brano scritto da Umberto Tozzi in collaborazione con Giancarlo Bigazzi e lanciato da Fausto Leali nell’omonimo disco del 1976. Pochi mesi dopo, però, lo stesso Tozzi la inciderà nel suo primo album da solista, dopo quello d’esordio con i Data, intitolato “Donna amante mia” poi ristampato su cd nel 1988. La canzone si concentra su un viaggio lungo tutta la vita di una coppia, che li porterà a sempre nuove esperienze, fino alla notizia della nascita di un bambino, il segno più puro del loro amore.

Io amo


“Io amo” è un brano musicale scritto da Toto Cutugno, Fausto Leali, Franco Fasano e Italo Ianne che partecipò al Festival di Sanremo 1987, aggiudicandosi il quarto posto. Un grande successo certificato con il doppio disco di platino dovuto alle 400mila copie. Il brano è un ritorno sulle scene di Fausto Leali, la rottura di un silenzio che racconta la storia d’amore di una cOPPIA.

BY: https://music.fanpage.it/fausto-leali-le-5-canzoni-piu-amate-del-cantante-nella-casa-del-grande-fratello-vip/

 

Martedi 15 settembre alle ore 22:00 Gianni Vancini al Bravo Caffè di Bologna

Pineda Trio + Sarah Jane Morris in concerto– Bravo Caffé – Bologna

14/09/2020

Martedì 15 settembre 2020

Ore 21:00

CalendarioDate, orari e biglietti

Bologna –Martedì 15 settembre alle ore 21 in via Mascarella appuntamento con il Pineda Trio: Monia Pineda, voce, Pino De Fazio, pianoforte e Maurizio Piancastelli, tromba e percussioni. Pineda propone un intenso e divertente omaggio alla canzone italiana con alcune composizioni originali. Arrangiamenti nuovi, articolati da armonie jazz, ritmi swing, latin e tango s’intrecciano con la particolare vocalità della cantante, elaborando una visione originale e molto caratteristica.

Bologna –Via Mascarella viene chiusa al traffico dalle 20 all’una. I concerti iniziano alle 21.

Bologna –Il Salotto è una produzione Bravo Caffè, Cantina Bentivoglio e Moustache.

Alle ore 22 al Bravo Caffè, Gianni Vancini – sax, Sarah Jane Morris – voce, Tommaso Graziani batteria, Marco Dirani basso, Jacopo Carlini tastiera ed Elia Garutti chitarra.

Gianni Vancini, sassofonista italiano di origini Mirandolesi, dalle caratteristiche contemporanee jazz/pop che, con i suoi progetti, ha raggiunto i vertici delle classifiche Usa e Nord europee. E’ da molti considerato “l’ambasciatore italiano del jazz contemporaneo” e tra i numerosi riconoscimenti, e’ l’unico artista italiano ad aver partecipato alla prestigiosa crociera “Dave Koz & Friends At Sea”, alla quale ogni anno vengono invitati i maggiori esponenti internazionali del jazz moderno. Numerosi sono gli impegni di Vancini anche nella scena del pop italiano, in quanto side man stabile di Umberto Tozzi; ha collaborato tra gli altri con Andrea Mingardi, Marco Masini, Raf. Gianni Vancini, orgoglio per gli Emiliani si è da sempre distinto anche per le prestigiose collaborazioni con artisti internazionali, tanto da creare nella sua Mirandola nel 2019 un evento intitolato “Gianni Vancini & Friends” che ogni anno ospita artisti provenienti da tutto il mondo con i quali collabora regolarmente.

Sull’onda del “Gianni Vancini & Friends”, Gianni Vancini, dividerà il palco con un ospite d’eccezione, Sarah Jane Morris, artista inglese dall’enorme carisma e dalle stesse sonorità moderne jazz/funk del sassofonista. In una recente intervista la Morris ha indicato lo stesso Vancini tra suoi artisti italiani preferiti con cui desidera duettare. Sarà inoltre ospite del prossimo progetto discografico di Vancini, la cui uscita è prevista per l’inverno 2020/2021.

Icona del jazz moderno, diventata famosa per la sua collaborazione con i Communards a metà degli anni ’80 e famigerata per una versione poi censurata del classico “Me and Mrs Jones”, Sarah Jane Morris ha sempre attratto l’attenzione su di sé sia per il suo impegno civile che per la sua voce poderosa dalle radici soul.
I suoi più grandi successi, oltre che in Gran Bretagna, li ha ottenuti in Giappone, Germania, Grecia e in Italia, dove è stata premiata con la chiave della città di Verona, onorata con un Grammy Europeo, e dove ha vinto il Festival della Canzone di Sanremo con R.Cocciante.

Ad accompagnarli una band abituata a solcare grandi palchi: Tommaso Graziani (Mario Biondi, Giorgia, Neri Marcorè, nonché figlio di Ivan Graziani) alla batteria, Marco Dirani (Annalisa, Tricarico, Tozzi) al basso, Jacopo Carlini (Giorgia, Orchestra di Sanremo) alla tastiera, Elia Garutti (Morandi) alla chitarra.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 14/09/2020 alle ore 12:13.

by: https://www.mentelocale.it/bologna/eventi/172878-pineda-trio-sarah-jane-morris-concerto.htm

Qualche scatto di @lucabrunetti_photo della bellissima serata all’arena di Verona durante i @seatmusicawardsofficial !

@friendsandpartners @rafriefoli @momyrecords

by: Umberto Tozzi Official su FB

Filming Italy Best Movie Award 2020: il meglio del cinema italiano e internazionale premiato all’evento. Tutte le foto

Si è svolta ieri sera all’Hotel Excelsior la Grande Notte del premio al cinema di casa nostra e internazionale ideato da Tiziana Rocca e Vito Sinopoli, che ha visto anche la presenza di ospiti internazionali come Pedro Alonso e Lambert Wilson.

Una grande festa del cinema italiano, che mai come ora ha voglia di ripartire: è stato questo lo spirito dei Filming Italy Best Movie Award, il premio ideato da Tiziana Rocca e dall’Amministratore Unico di Duesse Communication Vito Sinopoli, assegnato ieri sera alla Mostra del Cinema di Venezia.
Dopo il red carpet, la cerimonia di premiazione si è svolta nella splendida Sala degli Stucchi dell’Hotel Excelsior con tanti premiati italiani e internazionali, come gli attori spagnoli Pedro Alonso, premiato per il successo del suo personaggio Berlino nella serie La casa di carta e scherzato sulla celebre scena in cui canta “Ti amo” di Umberto Tozzi, e Maggie Civantos, Macarena della serie Vis à vis, entrambi felicissimi di ricevere un riconoscimento italiano per due personaggi che hanno cambiato la loro vita.

Raggiante anche Lambert Wilson, attore simbolo del cinema d’autore francese che, premiato dal Ministro Francesco Boccia, ha deciso di dedicarsi alla settima arte proprio in Italia: «A sette anni ho accompagnato mio padre a Cinecittà, un mondo meraviglioso che mi faceva paura ma mi ha fatto anche nascere il desiderio di far parte del cinema italiano. Fra i dieci film più importanti che ho fatto, otto sono sicuramente italiani: ricevere questo premio dal pubblico italiano significa molto per me. E anche essere qui con voi: con il lockdown avevo ormai l’impressione di essere diventato un pensionato. Invece, c’è un futuro».
La miglior commedia dell’anno è Il giorno più bello di Alessandro Siani, protagonista di un vero e proprio show sia dal palco che dalla platea.

I lettori di Best Movie hanno votato Vanessa Incontrada come “donna del cinema italiano”, per essersi distinta suo grande schermo e nelle serie tv: «Penso che, se un artista è completo, non ci deve essere differenza fra teatro, cinema e televisione», ha detto l’attrice.
«Dedico il premio a mio figlio, che ha dodici anni: noi mamme ci sentiamo sempre in colpa, ma lui è il mio primo fan, il primo a dirmi: “Mamma, non preoccuparti, vai”».

Ha dedicato il premio al figlio anche Ricky Memphis,
che ha ringraziato «il pubblico che mi sostiene da tanti anni e mio figlio Francesco che mi ha accompagnato».

Mentre i fratelli D’Innocenzo, gli enfant prodige del nostro cinema che hanno ricevuto il premio per la sceneggiatura del loro Favolaccehanno ringraziato Giulio Base per essere stato per loro una fonte d’ispirazione.

Angela Finocchiaro, che ha ricevuto il premio Donna del Cinema Italiano – “La Più Votata dai Lettori”, ha parlato di come il periodo del lockdown abbia costretto tutti a rinchiudersi, ma che ora – usciti dalla tana dell’orso – dobbiamo ritrovare il coraggio di riaprirci e che questo periodo oscuro deve servirci per creare un mondo migliore per i nostri figli, grazie a dei leader visionari. Un mondo dove le donne abbiano piena parità con gli uomini.

Nel corso di tutta la serata i talent e i protagonisti dell’industria cinematografica, quasi un coro unanime, hanno sottolineato quanto tifo abbiano fatto per questa 77esima edizione del Festival di Venezia, perché rappresenta per tutti il primo step per la ripartenza del cinema italiano e delle sale cinematografiche del nostro Paese.

Qui sotto potete vedere la gallery con tutte le foto (© Daniele Venturelli/Getty Images) della cerimonia di premiazione.

Filming Italy Best Movie Award 2020: il meglio del cinema italiano e internazionale premiato all’evento. Tutte le foto