Umberto Tozzi in concerto agli Arcimboldi: “Riparto da Gloria, suonare dal vivo mi dà nuova gioia”

Il cantautore racconta il suo rapporto con il pubblico e le canzoni a cui è più legato

06 DICEMBRE 2022 ALLE 10:04 2 MINUTI DI LETTURA

I giorni duri sono alle spalle. Umberto Tozzi ha fatto i conti nei mesi scorsi con un tumore e con il Covid: “Ho affrontato problemi molto seri – racconta – e sono stato fortunato. Si sente dire che bisogna essere positivi in momenti simili, ma non è facile: vedi il disastro davanti agli occhi. Però non appena riesci a mettere in pratica questi consigli che all’apparenza suonano retorici capisci che ti aiutano parecchio”. Adesso il cantautore torinese ha ripreso a pieno ritmo a suonare in giro per l’Italia. Il tour “Gloria Forever” farà tappa stasera al Teatro degli Arcimboldi e per Tozzi non sarà un concerto come tanti.

Che significa tornare a esibirsi dopo un periodo così complicato?

“C’è un entusiasmo nuovo, in queste prime date ho sentito un altro tipo di gioia. Prima di ogni live dico alla mia band di divertirsi e succeda quello che succeda.Stavolta mi godo tutto di più, sto attento a ciò che succede intorno”.

Come si costruisce una scaletta dovendo celebrare una carriera come la sua?

“Il pubblico conosce bene il mio repertorio, c’è sintonia, un pathos che si viene a creare ogni volta che salgo su un palco. È come quando qualcuno prende la chitarra e suona con gli amici: in questo caso, comincio io e poi cantano tutti. È il vantaggio di avere delle canzoni popolari”.

Perché “Gloria” è diventata così famosa? A distanza di decenni, spuntano ancora nuove versioni.

“Non so il perché, me lo sono chiesto anche io tante volte. È un pezzo forte, me ne rendo conto”.

Però?

“Però noi artisti solitamente amiamo anche altre cose della nostra discografia, magari preferiamo altri pezzi”.

Nel suo caso quale preferisce?

“Trovo più originale “Ti amo”, ha più personalità, mi sembra più bella. Ma “Gloria” ha avuto una visibilità mondiale pazzesca, non si può spiegare, non ci sono ragioni”.

Come scrive le canzoni? Si lascia guidare dall’istinto o lavora fino allo sfinimento sui dettagli?

“Cerco di favorire l’istinto, perché non sono uno che sta tanto sul pianoforte o su una chitarra.

Magari poi per finire un pezzo ci impiego un po’, ma l’istinto è trovare quel riff, quelle tre note forti. Poi il lavoro della musica diventa matematica. A ogni tatatà deve corrispondere un altro tatatà”.

Lo scorso anno ha suonato in versione acustica, adesso si presenta con la band. Qual è la dimensione in cui si trova più a suo agio?

“Questa è la mia dimensione live.

Ho sempre pensato che il luogo faccia la differenza. Senza nulla togliere ai grandi concerti negli stadi, la musica in un luogo chiuso come un teatro ha un altro impatto. Anche i palazzetti sono dispersivi, si fa fatica a creare suoni definiti”.

Tozzi e Milano, una storia d’amore.

“Ho iniziato qui, venivo da Torino per fare il chitarrista, ho incontrato Finardi, Bennato, Nannini prima che diventassero famosi. Eravamo a Milano per guadagnarci dei soldi che ci consentissero di comprare un panino in piazza Beccaria. La gavetta più bella”.

Dove e quando

Teatro degli Arcimboldi, viale dell’Innovazione 20, ore 21, biglietti da 39 a 65 euro.

https://milano.repubblica.it/dossier/2022/12/06/news/umberto_tozzi_concerto_milano_arcimboldi-377699726/

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