Umberto Tozzi: «La mia carriera, un viaggio entusiasmante e imprevedibile»

Umberto Tozzi: «La mia carriera, un viaggio entusiasmante e imprevedibile»

Il cantautore il 21 dicembre sul palco del Teatroteam di Bari

24 Novembre 2022

Nicola Morisco


«Gloria forever» a Umberto Tozzi. Molti lo associano solo, si fa per dire solo, ai grandi successi stellari come GloriaTi amoStella staiNotte rosaTuEvaGente di mare (con Raf), Io camminerò e Si può dare di più, brano cantato con Morandi e Ruggeri e vincitore del festival di Sanremo del 1987. Ma i numeri e la dimensione di questo grande artista nato a Torino 70 anni fa, le cui origini però sono legatissime alla Puglia (i genitori emigrarono nel capoluogo piemontese da Rodi Garganico, in provincia di Foggia), sono davvero straordinari. Nella sua carriera ha venduto oltre 80 milioni di copie, si è esibito sui palchi di tutto il mondo ed è entrato in classifica dei dischi più venduti in America e Gran Bretagna con Gloria interpretata da Laura Branigan. Ha scritto brani per altri artisti (Mina, Mia Martini, Fausto Leali, Riccardo Fogli), ha pure arrangiato i brani di Good-Bye Indiana, il terzo album di Ivano Fossati, così come tanti hanno cantato le sue canzoni. I successi di Tozzi sono stati «utilizzati» anche dal grande cinema: Gloria è stato scelto da Martin Scorsese come colonna sonora originale per il suo film The Wolf of Wall Street (2013) con Leonardo Di Caprio, mentre Stella è stata inserita nel film Spider-Man:Far from Home (2019).

Nell’anno in cui festeggia i suoi 70 anni, Tozzi ha deciso realizzate «Gloria Forever», un tour nei maggiori teatri italiani che, mercoledì 21 dicembre alle 21, sarà di scena al Teatroteam di Bari (biglietti disponibili su TicketOne.it).

Tozzi, si aspettava di fare tutto quello che poi ha realizzato?

«Non si può pensare che un musicista faccia una carriera così. Magari puoi pensare di fare un buon percorso musicale, però la mia è stata davvero non prevedibile».

Tra le tante cose che ha realizzato, quale la rende più orgoglioso?

«Stranamente porto un ricordo indelebile di quando realizzai Ti amo, perché non mi aspettavo assolutamente che una canzone italiana potesse riuscire a varcare le frontiere del nostro Paese per arrivare in Francia. Quando accadde, rimasi letteralmente sbigottito. Era il mio primo successo fuori dall’Italia e all’epoca era molto difficile che un brano italiano avesse successo in Francia. Questo è stato il momento più “strano” che ho vissuto con la mia musica. Poi nel tempo, ho ricevuto tante gratificazioni, Gloria ha oltrepassato l’Oceano e ha ottenuto uno straordinario successo in America. Ovviamente, parlo di un altro tipo di soddisfazione».

In questo tour esegue anche alcune sue composizioni poco note. Si aspettava di più da qualche brano in particolare?

«Sì, anche se tutti gli artisti quando realizzano una produzione sperano che sia più importante delle precedenti, ma la delusione è dietro l’angolo. Però, per quanto riguarda le mie composizioni, ci sono state delle canzoni scoperte nel tempo. Ad esempio Donne amante mia un singolo che non è stato un grande successo, viene molto apprezzato quando lo eseguo nei live. Diciamo che sono brani che non hanno avuto il successo che meritavano, ma che vengono molto apprezzati dal mio pubblico e non solo».

Com’è articolato il concerto?

«Io e la mia band non abbiamo bisogno di programmi per salire sul palco perché suoniamo bene, siamo dei professionisti e abbiamo un sound molto pop rock che arriva direttamente al pubblico. Ho due tecnici del suono fortissimi e, comunque, siamo una famiglia che gira il mondo lasciando tracce positive su quello che facciamo musicalmente. Ormai sono tanti anni che suoniamo insieme, saliamo sul palco per divertirci e divertire il pubblico».

A proposito di famiglia: sente ogni tanto il richiamo della terra dei suoi genitori e, quindi, della Puglia?

«Sì, mi dispiace tanto di non averla vissuta di più. I miei genitori sono andati via da Rodi e non ci sono più tornati. Io invece, sono tornato tante volte da ragazzo in Puglia e ho dei ricordi meravigliosi. Mi dispiace non essere stato in passato più tempo, perché sicuramente avrei messo delle radici diverse nella mia terra d’origine».

https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/-gazzettamusic/1369314/umberto-tozzi-la-mia-carriera-un-viaggio-entusiasmante-e-imprevedibile.html

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