Rivoluzione ’80 dai Bee Gees a Margaret Thatcher

Rivoluzione ’80 dai Bee Gees a Margaret Thatcher

«La società non esiste: esistono individui, uomini, donne e famiglie» come nient’altro sintetizzerà il “mood” di quegli anni dorati. Quando anche in Italia si pensava di potersi permettere tutto, dalle baby pensioni a un debito pubblico ogni anno più enorme. E, parallelamente, che tutto fosse lecito.

di Paolo Morando(*)

Aun certo punto le piazze si svuotarono: basta molotov e dita della mano a mimare la P38, tutti in discoteca a ballare sulle note dei Bee Gees. E l’indice destro su, verso il cielo, a fare il verso al Tony Manero di John Travolta. Al punto da spingere un politologo come Giorgio Galli, nel bilancio di fine 1978 su Repubblica, a chiedersi se il successo di “Saturday Night Fever” non fosse più rilevante della tragedia di Aldo Moro. E infatti: chi se li filava più i dischi degli Inti Illimani, nelle estati di Umberto Tozzi e Alan Sorrenti? Non è un caso che i giovani eroi di “Musica ribelle” di Eugenio Finardi («Anna ha 18 anni e si sente tanto sola… Marco di dischi lui fa la collezione») nel giro di appena un paio d’anni si ritrovino ritratti da Lucio Dalla in una balera di periferia: “Anna e Marco”, appunto. D’altra parte anche “sovversivi” doc come Mauro Rostagno e Andrea Valcarenghi, il fondatore di Re Nudo, abbandonavano il campo ammaliati dall’India, sulle orme di Rajneesh. Mentre scaffali interi della Scuola di Francoforte e dei nouveaux philosophes restavano lì intonsi, muti testimoni del nuovo spirito del tempo: perché la saggistica d’obbligo non era più quella dei Marcuse e dei Guattari, bensì la sociologia virata in rosa dell’Alberoni di “Innamoramento e amore”. Al cinema poi non ne parliamo: la crisi dei giovani di sinistra variamente declinata in “Ecce Bombo” di Nanni Moretti e “Maledetti vi amerò” di Marco Tullio Giordana, ma soprattutto l’enorme palla d’acciaio del felliniano “Prova d’orchestra” a rimettere in riga i musicisti anarchici, geniale pietra tombale sul decennio.

È vero che la storia non la si taglia a fette basandosi sul calendario, ma tra la fine dei ’70 e l’inizio degli ’80 l’Italia vive davvero un cambio di paradigma totale: dagli anni di piombo a quelli del disimpegno, dal pubblico al privato, dalla paura di uscire di casa la sera alla voglia sfrenata di divertirsi. Con fenomeni sorprendenti: come nell’autunno del ’79 le “Scene da un matrimonio” di Ingmar Bergman in prima serata Rai, che collezionano picchi d’ascolto secondi solo al Mundial di calcio in Argentina. Il sogno della rivoluzione spazzato via dall’orrore del terrorismo: la mareggiata del ’68, che in Italia dura un intero decennio, si ritrae lasciando dietro di sé alghe e rottami. Con la coda tremenda dell’eroina, che proprio nel passaggio di decennio diventa caso nazionale Già, il riflusso, voce sotto cui verrà ben presto catalogato un po’ di tutto: dal ballo all’adulterio, dalla ritrovata voglia di shopping alla cura del corpo. A fine ’78, per dire, si scopre che il fatturato dell’industria cosmetica maschile vale 120 miliardi di lire contro i 50 di appena due anni prima. Ma nel calderone del riflusso si mescoleranno ben presto lo spiritualismo di tutti i colori, l’ufologia, le marce podistiche non competitive, le ristampe di Carducci e D’Annunzio. Addirittura, il crescente hobby del bricolage. Per non dire del successo di Goldrake.

Anni '80'Anni '80Anni '80
Da sinistra: Chris Evert-Loyd campionessa a Wimbledon 1981 – McEnroe con la sua copia a Tussaud’s, Londra –
Billie Jean King (USA) nella semi-finale di Wimbledon 1979

Cambia la società e con essa la politica. Le doppie elezioni del giugno ’79, politiche ed europee in una settimana, segnano la netta sconfitta del Pci (che veniva dal trionfo del ’76) e la vittoria, nella Dc, della linea che verrà definita del “preambolo”, contraria a ogni futura ipotesi di collaborazione con i comunisti: di lì al pentapartito il passo sarà breve. Mentre sottotraccia inizia a muoversi un certo Silvio Berlusconi: è il 12 novembre sempre del ’79 quando a Milano viene registrata una società dal nome mai sentito prima, Canale 5 Music srl. E meno di un anno dopo, la marcia dei 40 mila quadri Fiat. Ma è il mondo tutto a cambiare, in quei mesi: dall’Armata Rossa bloccata sugli altipiani afghani alla rivoluzione khomeinista in Iran, compresa la crisi degli ostaggi Usa che costerà la rielezione a Jimmy Carter, spianando la strada a Ronald Reagan. E la Thatcher al potere in Gran Bretagna: la pronuncerà solo nell’87, ma quella sua frase «La società non esiste: esistono individui, uomini, donne e famiglie» come nient’altro sintetizzerà il “mood” dei dorati anni ’80. Quando anche in Italia si pensava di potersi permettere tutto, dalle baby pensioni a un debito pubblico ogni anno più enorme. E, parallelamente, che tutto fosse lecito.

(*) Giornalista, vive e lavora a Trento dove è vicecaporedattore del quotidiano Trentino. Per Editori Laterza è autore di «Dancing Days. 1978-1979: i due anni che hanno cambiato l’Italia» e «’80. L’inizio della barbarie»

http://lab.gruppoespresso.it/repubblica/2017/sport/borg_mcenroe/soundtrack-anni-80/

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