X Factor 2017, Bootcamp: le pagelle della prima puntata

La gara comincia a entrare nel vivo e il meccanismo della sedia è pura crudeltà televisiva. Le due voci più belle sono quelle di Sidy (escluso però da Fedez) e di Samuel Storm. Le pagelle.
MASSIMO DEL PAPA

Unisci i puntini. Nei giorni scorsi la nostra cara Mara, la impareggiabile Nostra Signora del Va’ a cagher, ha rilasciato un’intervista alla Stampa dove regalava una solenne verità: non ci sono più le canzoni, non ci sono più quegli autori che dalla crisalide del talento tiravano fuori la farfalla della popstar. Piero Pintucci per Renato Zero e decine di altri, Giancarlo Bigazzi per Umberto Tozzi e decine di altri, Giorgio Calabrese, alter ego in liriche di Mina, Aznavour, Bindi e decine di altri (anche se, e sottolineo se, quella Mina avrebbe nobilitato perfino Kekko dei Modà), e così via. Non solo e non tanto parolieri, quanto numi tutelari, presenze vivificanti, certezze sulla strada del successo. Questi mancano oggi e mancheranno per sempre, perché autori così ne nascono a mazzi in un dato periodo, poi il rinascimento musicale popolare passa e non torna mai più (chi resta, invecchia da superstite, ma non ha più niente da dire, seppure, ogni tanto, lo dica perfino bene).

Mara Maionchi, produttrice di lungo corso, lo sa fin troppo, lo dice. Da cui la formula X Factor, che dovrebbe essere una vetrina di talenti in boccio e infine rimane uno spettacolo televisivo, con le milleluci del caso, con le formule vagamente militari-bootcamp, per dire che è cominciato il gioco duro, la scrematura dei 73 selezionati a 48 prescelti, via via ad assottigliarsi sempre più, il destino in un colpo di dito che forma le quattro squadre via touchscreen, pensa un po’ come si fa presto. Il meccanismo della sedia mancante è bella crudeltà, ed è quello che traina la faccenda; ed è televisivo, come tutto qui. E questo concorso televisivo, poi qualcuno lo vince, finisce a Sanremo e qui si direbbe arrestarsi il circolo della gloria, uscendo regolarmente mortificate le qualità che, nel talent, parevano così evidenti, così indiscutibili. Mancano e mancheranno le canzoni, gli autori, i demiurghi. La musica in televisione resta pretesto, la televisione in musica è un presente-gabbia da cui la musica non evade. Unisci i puntini. (… segue)

leggi l’intero articolo cliccando qui sotto:

http://www.lettera43.it/it/articoli/cultura-e-spettacolo/2017/10/06/x-factor-2017-bootcamp-le-pagelle-della-prima-puntata/214367/

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