SANREMO 2019: OSPITI TERZA SERATA

07/02/2019 – 14:19

Antonello Venditti, Alessandra Amoroso, Raf, Umberto Tozzi e Ornella Vanoni saranno i cantanti ospiti della terza serata del 69° Festival di Sanremo, giovedì 7 febbraio. Oltre a loro ci saranno anche Fabio Rovazzi, Serena Rossi e Paolo Cevoli.

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Ariana Grande verso Sanremo, duetto con Bocelli?

Roma, 25 gen. (AdnKronos) – di Antonella Nesi

Ariana Grande – a quanto apprende l’Adnkronos – potrebbe essere l’ospite internazionale del Festival di Sanremo. La cantante, proprio nei giorni del Festival, l’8 febbraio, pubblicherà il suo nuovo disco, ‘Thank U, Next’, soltanto 6 mesi dopo ‘Sweetener’, l’album che ha che ha avuto 10 singoli contemporaneamente nella Billboard Hot 100. La partecipazione della pop star alla kermesse non sarebbe un passaggio promozionale, visto che il direttore artistico Claudio Baglioni ha chiarito più volte di non essere interessato a questo tipo di ‘ospitate’. Ma Ariana ha tutte le carte in regola per aderire all’invito che Baglioni ha rivolto agli artisti internazionali, quello cioè di portare sul palco dell’Ariston una performance adatta al Festival della Canzone Italiana. E nel caso di Ariana la cosa sarebbe facile visto che ha origini italiane. I suoi bisnonni Antonio Grande e Filomena Lavenditti emigrarono nel 1912 da Gildone (Campobasso) negli Stati Uniti. Ma c’è un’altra freccia all’arco di Ariana: la cantante-attrice 25enne ha duettato in passato con Andrea Bocelli nel brano ‘E più ti penso’, estratto dall’album ‘Cinema’. E chissà che il duetto non possa essere riproposto, su queste o altre note, visto che anche Bocelli sarà ospite (con il figlio Matteo) di Sanremo 2019.

Intanto, dopo l’ufficializzazione di Antonello Venditti, Andrea Bocelli, Elisa e Giorgia, si va definendo anche l’elenco dei superospiti italiani di Sanremo 2019.

Quasi certo – a quanto apprende l’AdnKronos – che sul palco del Teatro Ariston arrivino quest’anno anche Luciano Ligabue, Marco Mengoni, Eros Ramazzotti, Alessandra Amoroso e il duo formato da Umberto Tozzi e Raf.

https://www.liberoquotidiano.it/news/spettacolo/13423106/ariana-grande-verso-sanremo-duetto-con-bocelli.html

Il karaoke delle star a Formentera.

Sono vari i VIP che hanno improvvisato un karaoke al banchetto di nozze di Ferdinando Salzano, discografico a capo della F&P Group, società della Warner Music Italy, e Barbara Zoggia: tra questi Umberto Tozzi, Raf, Antonello Venditti, Ligabue, Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Zucchero, Gigi D’Alessio ed Anna Tatangelo.

 

http://www.corrieredellosport.it/video/curiosita/2018/10/08-48416146/venditti_canta_al_matrimonio_mentre_guarda_la_roma_sullo_smartphone/?cookieAccept

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Canzoni italiane dedicate alle donne: Iris, Sally, Francesca e le altre

Tanti cantanti italiani hanno dedicato una canzone ad una donna. Riascoltiamo le 15 canzoni in cui la protagonista è una lei.

Foto: Lucio Battisti  – Credit: © Mondadori

07 Agosto 2017 | 10:45 di Eleonora Gasparella

Quante volte l’amore e l’affetto nei confronti di una donna sono stati oggetto di una canzone? Non si contano nemmeno! I nomi femminili che hanno dato il titolo a canzoni italiane sono tantissimi: dai più utilizzati, Anna e Giulia, fino a nomi più particolari come Iris, la protagonista del famoso brano di Biagio Antonacci.

I nomi più usati nelle canzoni italiane: Marco e Laura in vetta

Il maggior numero di canzoni dedicate a un nome femminile si trovano nella discografia di Lucio Battisti, di Antonello Venditti e di Vasco Rossi. Non sempre però il rapporto con queste donne è semplice, spesso a rivolgersi a loro sono uomini tormentati e quasi ossessionati da quel nome che rimane in testa e non se ne va.
Capita anche che legato a queste donne ci sia un sospetto tradimento, come nel caso di Non è Francesca oppure una storia difficile, come quella della determinata Mary, protagonista del pezzo dei Gemelli Diversi.
Vediamo alcune delle più belle canzoni italiane il cui titolo è un nome di donna, ognuna di esse racconta una storia e una protagonista diversa.

Addio Pino Daniele: un cuore aperto, fragile e troppo pieno di cose

” ‘a pucundria me scoppia ogne minuto ‘mpietto ” : Pino Daniele non c’è più. – See more at: http://www.corsoitalianews.it/pino-daniele-05012014/#sthash.zC51tP1K.dpuf

pino-daniele
Se n’è andato il nero a metà, quello che mentre l’America s’ha pigliat’ e megl’ post e chesta città, le strappava la rabbia del blues, la mescolava con l’energia del funky e dava ‘n faccia senza ce penza’. “Uagliù” come avrebbe detto con quella vocina che risaliva dal fondo di un omone col cuore di cristallo, uagliù, che brutto risveglio stamattina.

E il mare, e il mare sta semp’ llà tutt sporco e chino ‘e munnezz’… e stamattina non si può fare a meno di guardarlo il mare di Napoli e pensare che col cuore di Pino Daniele se n’è andato un pezzo fondamentale di quello di tutti i napoletani.Troppe canzoni, troppi ricordi, il ragazzone del centro storico spaccava con quella chitarra, sudava e sputava tutto il male della città madre strafottente, tanto bella da guardare, così amara da vivere.

Il suo primo gruppo si chiamava “Batracomiomachia” come la guerra tra rane e topi, parodia delle lotte tra gli eroi epici della Grecia classica; e di epica musicale italiana, non se ne abbia nessuno a male, Napoli ne ha saputo tantissimo: ne è un esempio quel miracolo degli Showmen, dal cui scioglimento presero forma la leggenda progressive degli Osanna e dall’altro lato i Napoli Centrale- guidati da quel personaggio formidabile e incazzoso che respingeva a colpi di insulti un surreale Lello Arena in “No grazie, il caffè mi rende nervoso”: James Senese. E poi ovviamente Pino Daniele, che- ormai suona come una leggenda bellissima- contattò proprio il sassofonista “ngazzate nire” : «Ciao, sono Giuseppe Daniele, mi piace la musica che fai, te vulesse incuntra’». Sodalizio generosissimo per gli appassionati di musica ai piedi della sirena addormentata, mentre nel resto d’Italia andavano per la maggiore Umberto Tozzi e Claudio Baglioni. Sul serio, eh.

Ma le incursioni musical-socio-antropologiche di Pinuccio e sodali, davano svariate piste ai canzonettieri dello stivale e qualcuno cominciava ad accorgersene.Agosto 1983, Zurigo, Esposizione Internazionale delle Telecomunicazioni e Hi-Fi. Sullo stesso palco dove tre anni prima si era esibito in diretta sulla tv svizzero-tedesca, Pino Daniele ritorna per un intero concerto, accompagnato in quasi tutti i brani da Toni Esposito alle percussioni e Tullio De Piscopo alla batteria.Quel concerto è una pietra miliare, ripreso dalla Rai e trasmesso a eterna memoria del genio e della sensibilità napoletani, con quel Pulcinella appesantito che si dà senza risparmiarsi, che si diverte a improvvisare e rivedere, sospendere e ripartire, supportato da musicisti fortissimi. E non si stancano, no, perché la rabbia è una vendetta smargiassa su quel palco, e ce n’è per tutti, co’ blues astregne e rient’ e sone mò.

Poi insomma, la discografia e le tappe della sua carriera, quelle basta andarsele a cercare su Wikipedia, ma emozionarsi, oggi, per la leggerezza dei lazzari felici, per tutto quello che hanno rappresentato Pino Daniele, i film di Massimo Troisi, Maradona e la favola napoletana degli anni ’80 divisi tra guerre di camorra e poesia- sì oggi si può dire anche poesia senza sfociare nella bieca retorica- emozionarsi oggi, raccogliersi e riempire il vuoto di musica, è non solo inevitabile, ma un tributo dovuto. Non è la vocazione del napoletano al martirio oggi, non è il dolore stupido per la morte di qualcuno che non si conosceva. E’ la storia di ognuno di noi, è la consolazione che tanti momenti hanno accompagnato la musica e la voce di Pino Daniele; le sigarette fumate lasciandosi cullare da una solitudine accogliente; i sogni di libertà; le storie; l’energia e un calore di sottofondo: tutto quanto ha saputo fare un cuore aperto, fragile e troppo pieno di cose.

Simona Ciniglio

by corsoitalianews,it

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il messaggero: video: i big della musica al funerale di Pino Daniele

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