DIEGO ARMANDO MARADONA, IL RICORDO DI ULTIMO, LIGABUE, EMMA…

Non si fermano i messaggi dopo la morte del Pibe de Oro26-11-2020

 Scheda artista

Nel giorno dopo la sua scomparsa, il ricordo di Diego Armando Maradona è vivissimo e continua a viaggiare in rete. Sui social si moltiplicano, minuto dopo minuto, i messaggi per celebrare El Pibe de Oro, considerato il miglior calciatore di tutti i tempi. Non fanno eccezione tanti artisti italiani che, a freddo, hanno voluto dedicare un pensiero all’ex campione argentino: da Alessandra Amoroso a Ultimo, da Emma Luciano Ligabue, fino a Claudio BaglioniDiodatoFedezRocco Hunt

Ultimo ha atteso qualche ora prima di formulare il suo omaggio a Maradona: “Quando dite che ‘il calcio è solo uno sport’ tecnicamente avete ragione ma in realtà in quei posti dove non c’è abbastanza luce per vedere un domani, hanno superato l’impresa del ‘solo uno sport’ e conquistato il cuore delle persone”, ha scritto su Instagram. “Maradona è stato l’esempio che il calcio non è solo uno sport. E se un bambino cresciuto solo con un pallone può sentirsi meno solo è grazie a quelli come lui”. Il toccante messaggio del cantante si conclude con un semplice Ciao Diego”.

Anche Ligabue ha voluto salutare Maradona e ha aggiunto: “Mai visto uno come te!”.

Questo, invece, è l’omaggio di Elisa.

Cesare Cremonini è tornato con la mente all’estate del 1987, quando ricevette in regalo da suo padre la prima audiocassetta, che vedeva proprio un sorridente Diego Armando Maradona in copertina: “Iniziai a correre per la casa in cerca del mangianastri con cui mio padre ascoltava le registrazioni dei suoi convegni medici. Misi le cuffie alle orecchie e con meraviglia mi ritrovai ad ascoltare la sigla di ‘Tutto il calcio minuto per minuto’. Poi i cori dei tifosi che cantavano ‘Ho visto Maradona…’ e la voce di Paolo Valenti”, ha scritto. Proprio ricordando le radiocronache dell’epoca, ricche di “sussulti d’amore” che annunciavano i gol del fenomeno argentino, Cesare ha aggiunto: “Da quei giorni sono passati molti anni ma imparai presto che dopo quello scudetto, in tutti i campetti in cui giocano i bambini, quando qualcuno cerca di fare da solo, qualcun’altro da lontano grida: ‘e chi sei, Maradona?’. Vinceva e perdeva da solo. Solo come un uomo, solo come un Dio. Ciao Diego”.

Emma ha ripreso un vecchio scatto della leggenda del calcio e ha commentato: “Quelli come te non muoiono mai. Buon viaggio”.

Il talento di un Dio, le fragilità di un uomo. Addio campione”, sono invece le parole scelte da Alessandra Amoroso.

Il Volo, invece, ha ricordato il magico momento dell’incontro con Maradona, nel 2016, in occasione dei Globe Soccer Awards a Dubai.

Anche Paola Turci lo aveva incontrato un paio di anni fa: oggi, ha ripreso il loro scatto per dargli il suo “arrivederci”.

Umberto Tozzi, che anni fa ha avuto il privilegio di scambiare qualche passaggio con Maradona, ha invece detto: “Ciao Diego, sei e sarai per sempre la più grande Rockstar del calcio! EÌ€ stato un onore poter palleggiare con te. Riposa in pace”. Ecco il video della scena.

Claudio Baglioni, invece, non se l’è sentita di dire niente: sul suo profilo Instagram, ha lasciato parlare una semplice immagine dell’ex campione con la maglia del Napoli.

Allo stesso modo, sono moltissimi i cantanti che stanno inondando i social di vecchie foto di Diego Armando Maradona: da Mahmood Giorgia, da Marco Masini a Noemi, fino ad ArisaTiromancinoGhaliPatty Pravo

Fedez ha ripreso l’immagine del murale dedicato al numero 10 argentino a Napoli, mentre Diodato ha scritto: “Ho avuto la fortuna di vedere Maradona”.

Rocco Hunt, che ha un forte legame con la città di Napoli, è tornato a parlare dopo il primissimo commento di ieri pomeriggio: “Oggi è un giorno triste. Mi sento come se ci avesse lasciato una persona di famiglia, perché Maradona era di tutti. Anche se io e quelli della mia generazione non abbiamo potuto vederlo giocare, siamo cresciuti con il suo mito. Almeno una volta nella mia vita tutti abbiamo esclamato: ‘Uà ‘e chi sei Maradona?’ per sottolineare una giocata spettacolare fatta anche semplicemente tra amici”, ha scritto il cantante sui social. “È stato sempre nel nostro immaginario. Svegliandomi stamattina ho rivisto tante immagini e video di Diego, oltre che il numero 1 con la Palla, lui è stato simbolo di ribellione. Ha rappresentato un popolo che non ha mai avuto voce prima di lui”, ha poi aggiunto. “Grazie Diego perché hai insegnato a tutto il mondo che anche un chico del barrio può diventare leggenda”, è la conclusione del messaggio di Rocco, accompagnato dalla musica di un vero napoletano come Pino Daniele.

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Infine, gli Stadio hanno scelto questa simbolica immagine per salutare Maradona e hanno scritto: “Doma il Mare… Il Mare Doma”.


Autore: Andrea Basso

26-11-2020 © RIPRODUZIONE RISERVATA https://www.radioitalia.it/news/ultimo/sport/22428_diego_armando_maradona_il_ricordo_di_ultimo_ligabue_emma….php#

Ciao Diego,

Sei e sarai x sempre la più grande Rockstar del calcio ⚽️!
E’ stato un onore poter palleggiare con te.

Riposa in pace 💙 #DiegoMaradona #Maradona

by: UnbertoTozziOfficial

La Nazionale Cantanti: 40 anni di sport e spettacolo per la solidarietà

Di Tobia Brunello -Mer 25 Novembre

storia nazionale cantanti

Il calcio è uno sport, ma prima di tutto un gioco che unisce in maniera praticamente trasversale tutta la popolazione italiana, un passatempo nazional-popolare come poche altre cose sanno essere, ad esempio la canzone.

E se le performance canore dei calciatori, da quanto possiamo ascoltare dall’esecuzione dell’inno prima delle partite degli Azzurri o dai video trapelati dai vari ritiri, non sono esattamente memorabili, le performance calcistiche dei cantanti hanno ben altro spessore, tanto che sono alla base di una delle più efficaci e note macchine di beneficienza del paese: la Nazionale Cantanti.

La nascita della Nazionale Cantanti

Incontri di calcio e altre esibizioni sportive finalizzate alla solidarietà sono pratiche comune da decenni, e le prime partite giocate da una selezione di cantanti risalgono a due sporadiche iniziative tenutesi nel 1969 e nel 1975. Alcuni dei protagonisti di quelle due partite, in particolare Mogol, che trova l’appoggio di personalità come Paolo MengoliGianni MorandiFausto LealiRiccardo FogliUmberto Tozzi e molti alti, decidono di dare un’organizzazione permanente alla cosa, e nel 1981 nasce così la Nazionale Cantanti.

Strutturata in tutto e per tutto come un club di calcio con finalità esclusivamente benefiche, possiede un organigramma che prevede presidente, direttore tecnico, medico sportivo e via dicendo fino agli addetti agli spogliatoi e al magazzino. La Nazionale Cantanti si struttura dapprima nel 1987 come Associazione Nazionale Italiana Cantanti per aiutare i bambini che soffrono, ricevendo il riconoscimento della Presidenza del Consiglio nel 1996 e configurandosi come ONLUS a partire dal 2000.

I record della Partita del Cuore

Sono innumerevoli le attività svolte con la finalità di raccogliere fondi per cause solidali, che culminano nella Partita del Cuore, evento che ogni anno dal 1992 riempie gli spalti di uno stadio italiano e viene trasmessa su Rai Uno e che vede contrapposti la Nazionale Cantanti ad avversari variabili. Nel 1996, in occasione della sfida alla selezione denominata Nazionale Politici allo stadio Bentegodi di Verona, su Rai Uno si registrarono più di 10 milioni di spettatori, con uno share del 49,1%, che permise di raccogliere più di 1 miliardo di lire, devoluti a varie associazioni benefiche.

Nel 2001 furono sfiorati i 3 miliardi raccolti nella sfida contro la Nazionale Piloti allo Stadio Ferraris di Genova, devoluti alla FAO (di cui la Nazionale Cantanti fu nominata anche Ambasciatrice di buona volontà), ad Emergency, all’UNICEF e altre associazioni. Nel 2015, ben 2.111.000 € furono devoluti alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro e Telethon dopo la sfida tra la Nazionale Cantanti e la selezione di “Campioni per la Ricerca” allo Juventus Stadium.

Al di là del lodevole scopo benefico, la Partita del Cuore è uno degli spettacoli calcistici più divertenti a cui è possibile assistere. Il livello tecnico e soprattutto atletico non è, per ovvie ragioni, particolarmente alto, ma il divertimento è tangibile e l’entusiasmo rende l’atmosfera festosa e coinvolgente.

Dal palcoscenico al campo, sempre un successo

Negli anni alcuni cantanti sono diventati vere e proprie leggende, a partire dal recordman di presenze con la Nazionale Cantanti, Paolo Mengoli, tra i pali come portiere in ben 440 occasioni, fino a Luca Barbarossa, che con i suoi 226 gol in 271 presenze è il capocannoniere della squadra, seguito da Eros Ramazzotti, autore di 128 reti in 223 partite.

I due cannonieri sono stati il simbolo della selezione per tutti gli anni ‘90, periodo forse di maggior gloria della selezione, che vedeva al fianco dei rampanti cantautori di quegli anni (come non citare anche Biagio Antonacci Enrico Ruggeri, attuale presidente) vecchie glorie sempre in splendida forma come Gianni Morandi (che, come nella migliori tradizioni calcistiche, ha visto esordire poi con la stessa maglia anche il figlio Marco), Sandro Giacobbe, che ha ricoperto poi il ruolo di allenatore dal 2001 al 2016 e Andrea Mingardi.

Sul finire degli anni ‘90 inizia il ricambio generazionale, e si affacciano volti nuovi come Cesare Cremonini (che per i primi tempi sarà indicato durante le telecronache solo come “il cantante dei Lunapop”, forse uno dei motivi che l’ha spinto ad una carriera da solista), oppure Thema dei Gemelli DiVersi (gruppo che ha firmato Tu Corri, una delle canzoni sul calcio di maggior successo di quegli anni), calciatore semiprofessionista ed in possesso del Patentino Uefa B (è stato anche allenatore in seconda del Fiammamonza, squadra di calcio femminile).

Negli ultimi anni, con la ribalta di molti giovani rapper, il livello atletico e tecnico della Nazionale si è alzato, regalando momenti di spettacolo ben diversi rispetto agli stupendi gol improbabilmente messi a segno dal corpulento Tony Santagata nei decenni passati: il cabarettista e cantautore romano, autore anche di Squadra Grande Squadra Mia, inno degli Azzurri campioni del Mondo del 1982, è passato alla storia per alcuni dei gol più belli e rocamboleschi che si siano visti nelle partite della Nazionale Cantanti

Il caso Moreno-Nedved

Come non ricordare il clamoroso episodio avvenuto durante la Partita del Cuore del 2015? Il rapper genovese Moreno, tecnico, rapido e dal baricentro basso (potremmo paragonarlo a Lorenzo Insigne, come caratteristiche) sta dando spettacolo in mezzo al campo, quando, fronteggiando nientemeno che Pavel Nedved, militante tra le fila del “Campioni per la Ricerca”, si produce prima in un pregevole stop di tacco, per poi palleggiarsi la palla sulla testa e scherzare l’ex campione ceco con un umiliante tunnel e involarsi verso la metà campo avversaria.

Il vicepresidente della Juventus, mai stato un calciatore propenso agli scherzi, dimentica per il momento la dimensione benefica e solidale dell’incontro e dopo aver inseguito il rapper per buona parte del campo lo stende con un intervento punitivo che in poco tempo genera un capannello di proteste, con Massimo Giletti, Raul Bova, Eros Ramazzotti e Luca Barbarossa a dividersi tra il separare i contendenti e far valere le ragioni della propria squadra, come spesso si vede nelle fasi più concitate delle partite vere.

Ma nonostante questa macchia (che ancora oggi viene rinfacciata a Nedved), quell’edizione della Partita del Cuore viene ricordata più volentieri per il record di soldi raccolti che sono stati devoluti alla ricerca. Perché la Nazionale Cantanti nasce fondamentalmente per questo: per sfruttare due delle più grandi passioni degli italiani al fine di fare del bene, e al di là dei risultati delle partite, le sue più grandi vittorie sono rappresentate dalle persone che ha potuto aiutare.

“Eva” é a música mais tocada em shows no Nordeste nos últimos 10 anos; veja lista

Escrito por Redação, 13:19 / 19 de Novembro de 2020. Atualizado às 13:46 / 19 de Novembro de 2020

66 artistas já gravaram versão em português de música italiana

Axé, sertanejo e MPB compõe as 10 mais ouvidas em eventos no Nordeste
Legenda: Axé, sertanejo e MPB compõe as 10 mais ouvidas em eventos no NordesteFoto: Reprodução/Instagram

A canção “Eva”, de autoria de Marcos Ficarelli, Giancarlo Bigazzi e Umberto Tozzi, lidera ranking do Escritório Central de Arrecadação e Distribuição (Ecad) das mais tocadas em shows realizados na região nos últimos 10 anos. Conforme levantamento da instituição, o axé e o sertanejo são destaques nas canções executadas na última década. 

“Minha pequena Eva (Eva). O nosso amor na última astronave (Eva). Além do infinito eu vou voar (Eva). Sozinho com você (Eva)”, diz o refrão da canção. Originalmente, “Eva” é cantada em italiano. Em português, a composição conta com 36 gravações cadastradas no Ecad. Na lista de intérpretes constam um total de 66 artistas, entre eles Ivete Sangalo, Manno Góes, Durval Lelys, Luiz Caldas, Solange Almeida, Alex Cohen, Ricardo Chaves e Saulo Fernandes.

Escute versão original de “Eva”:


Em segundo e terceiro lugar no ranking do Ecad, o sertanejo é destacado com “Balada”, famosa na voz de Gusttavo Lima, e ” Ai Se Eu Te Pego”, na voz de Michel Teló. Nomes dos anos 1990 são tocados até hoje, de acordo com levantamento. Jorge Ben Jor, com “País Tropical”, e Tim Maia, com “Não Quero Dinheiro”, estão no top 10 das mais executadas em eventos do Nordeste.

Confira a lista completa do Ecad com versões famosas: 

1. Marcos Ficarelli, Giancarlo Bigazzi e Umberto Tozzi – “Eva”

https://youtu.be/1q1G_EnQm3Q

2. Cassio Sampaio – “Balada”
https://www.youtube.com/embed/Z1ZKaR-9Kt4

3. Sharon/Antonio Dyggs/Amanda Cruz/Aline Medeiros da Fonseca/Karine Vinagre/Duda​ – “Ai Se Eu Te Pego”
https://www.youtube.com/embed/hcm55lU9knw

4. Jorge Ben Jor – “País Tropical”
https://www.youtube.com/embed/JzByVhWju88

5. Tim Maia – “Não Quero Dinheiro”
https://www.youtube.com/embed/FM2tZnIPZUk

6. Manno Góes​ – “Praiero” 
https://www.youtube.com/embed/u_qdaqosDB0

7. Zé Ramalho – “Frevo Mulher”
https://www.youtube.com/embed/dJ7ysapYc3M

8. Leonardo e Fábio Alcantara – “Circulou”
https://www.youtube.com/embed/m_kVdLifNJM

9.Magno Santanna e Filipe Escandurras – “Lepo Lepo” 
https://www.youtube.com/embed/AHVS5DW434g

10. Durval Lelys – “Bota Pra Ferver”
https://www.youtube.com/embed/T-A-dWSgPY0

https://diariodonordeste.verdesmares.com.br/e-hit/eva-e-a-musica-mais-tocada-em-shows-no-nordeste-nos-ultimos-10-anos-veja-lista-1.3013114

PERCHÉ NE LA CASA DI CARTA CANTANO CANZONI ITALIANE? TUTTO SU “BELLA CIAO” E LE ALTRE

Di Andrea Verdino

I tanti fan de La casa di carta attendono con ansia l’uscita della prossima parte, che andrà a concludere le vicende del Professore e della sua banda di rapinatori. Tuttavia, i lavori seppure procedano alacremente saranno ancora lunghi, e per vedere la parte 5 de La casa di carta dovremo aspettare ancora un po’.

Per arrivare preparati al finale della serie originale Netflix tutta spagnola, in ogni caso, abbiamo trattato sulle nostre pagine diversi approfondimenti e FAQ, come per esempio come mai i personaggi de La casa di carta si chiamano con i nomi di cittàperché si chiama La casa de papel, o anche quanto ha guadagnato la serie La casa di carta. Oggi, invece, tratteremo di un argomento molto richiesto dai fan, ovvero: perché nella serie ci sono così tante canzoni italiane?

Partiamo con ordine. La prima, e se si vuole la più importante canzone italiana utilizzata nello show è la famosa Bella ciao, utilizzata più volte nel corso delle stagioni. In questo particolare caso, l’utilizzo di una canzone con un significato così importante non è sicuramente accidentale: la canzone è stata utilizzata dai partigiani italiani come inno di resistenza durante la seconda guerra mondiale. Considerando che i membri della banda si ritengono come parte di una loro “resistenza”, il parallelismo (al di là di una contestualizzazione doverosa per le differenze tra l’impatto storico della resistenza partigiana e quello dello show) sembra evidente.

Ma non è solo Bella Ciao. Durante le stagioni abbiamo potuto sentire anche una stupenda versione di Ti amo di Umberto Tozzi cantata dal nostro amato Berlino (Pedro Alonso), o anche Centro di gravità permanente di Franco Battiato. Ci si potrebbe chiedere perché delle canzoni che fanno parte della musica popolare italiana vengano usate in una serie spagnola, ma il perché è presto detto.

Non tutti lo sanno, ma diversi artisti della musica italiana, specialmente del genere pop, hanno avuto successo internazionale, soprattutto in alcuni paesi europei, tra cui la Spagna. Inoltre, molto spesso possiamo trovare versioni in lingua spagnola proprio di questi successi italiani, e le due canzoni citate sopra esistono in una loro variante nella lingua iberica. È possibile che il creatore dello show, Álex Pina, sia stato particolarmente affascinato dall’ascoltare queste due canzoni, e abbia deciso di includerle all’interno della serie. Un altro bel traguardo per la musica italiana.

E voi cosa ne pensate? Vi piace il fatto che ne La casa di carta vengano usate molte canzoni del nostro paese? Fatecelo sapere con un commento, come sempre, nello spazio dedicato!

https://serial.everyeye.it/notizie/perche-la-casa-carta-cantano-canzoni-italiane-tutto-bella-ciao-altre-480768.html?fbclid=IwAR1Oia1UwTWnLb2kixfjPiQNGmP6IHyfyk-19gYyhAQlUaIgoKcxln8TNS8

Sanremo 2021: componi tu il cast – Terza semifinale – SONDAGGIO

di Ilario Luisetto

NOV 12, 2020Sanremo 2021 sondaggio

Seconda fase del nuovo sondaggio che eleggerà il cast ideale del prossimo Festival scelto dai lettori di RecensiamoMusica

E’ l’ora di iniziare i lavori per la messa a punto della prossima edizione del Festival di Sanremo che, tra l’altro, sarà la numero 71. Un lavoro molto impegnativo attende, dunque, Amadeus che sarà il prossimo direttore artistico. Un lavoro al quale, in qualche modo, vorremmo contribuire attraverso il vostro aiuto. Il web, spesso bistrattato e considerato al di sotto delle sue potenzialità, raccoglie tra i suoi internauti una serie infinita di appassionati di musica, oltre che le più rappresentative fanbase degli artisti italiani.

A voi ci rivolgiamo per decretare il cast ideale della prossima edizione della storica kermesse musicale, attraverso una serie di appuntamenti settimanali nei quali potrete scegliere coloro i quali, secondo il vostro insindacabile parere, meritano di calcare il palco del Teatro Ariston il prossimo marzo.

Dopo la prima fase preliminare in cui abbiamo selezionato, per mezzo dei vostri voti, 180 nomi tra i 500 proposti e suddivisi in 8 categorie di vote oggi vi chiediamo di tornare ad esprimervi in questa 3° SEMIFINALE. Abbandoniamo, dunque, le categorie e, in base ai risultati ottenuti nelle prime votazioni, vi proponiamo il primo dei tre gironi in programma di queste semifinale per decidere quali artisti della canzone italiana vorreste riportare nella città dei fiori. Avete la possibilità di scegliere, dunque, tra 60 nomi di rilievo della nostra tradizione musicale. E’ possibile votare un massimo di 20 nomi entro e non oltre le 21:00 di mercoledì 18 novembre. Passeranno alla finalissima soltanto i 20 artisti più votati.

Sanremo 2021, componi tu il cast – 3° SEMIFINALE

cliccate sul link qui sotto per votare Umberto Tozzi

Anni 70. Dietro i testi di Umberto Tozzi, tra lavori strani, mani che lavorano piano e stelle di cartone, l’arte di Bigazzi

Umberto Tozzi

Noi che siamo cresciuti chiedendoci quale fosse il “lavoro strano” del protagonista di Tu (1978) di Umberto Tozzi (1952). Artista che, peraltro, ci aveva lasciati perplessi appena un anno prima, quando apriva “la porta a un guerriero di carta igienica” in Ti amo.

Slow hand

Va detto che, non pago, il nostro aveva rincarato la dose l’anno successivo, con Gloria, che mancava “ad una mano che lavora piano”. Circostanza in sé innocua, se non fosse stata combinata con il fare “stelle di cartone con te nuda sul divano”….

La responsabilità di Bigazzi

In realtà le criptiche strofe (rilevante è anche l’ambiguo testo di Mamma Maremma del 1979) sono da ascrivere allo storico compositore e paroliere di Umberto Tozzi, Giancarlo Bigazzi (1940-2012), noto anche con lo pseudonimo di Katamar.

La storia del grande paroliere

La storia artistica di Bigazzi è esemplare: giovanissimo, scrisse, per Riccardo Del Turco, Luglio (1968); per Caterina Caselli, Il carnevale (1968) e, per Mario Tessuto, Lisa dagli occhi blu (1969).

Umberto Tozzi

Favolosi 70

Negli anni settanta Bigazzi continuò a sfornare successi: Vent’anni ed Erba di casa mia (entrambe del 1970) per Massimo Ranieri, Montagne verdi (1972), Nessuno mai (1974), Un sorriso e poi perdonami (1972) per Marcella Bella e Non si può morire dentro (1976), Dolce uragano (1980), No (1978), Più ci penso (1974), Questo amore non si tocca (1981), Toc toc (1978) per il fratello Gianni Bella.

  • Sopra le righe

Contemporaneamente alla sua carriera di autore, nel 1971 Bigazzi creò, insieme al paroliere Daniele Pace (1935-1985) , al musicista Totò Savio (1937-2004) e ai discografici Alfredo Cerruti (1942-2020) ed Elio Gariboldi (1935-2010) il gruppo degli Squallor, che, nati come un progetto goliardico tra amici, per il successo ricevuto, avrebbero inciso album per 25 anni.

Il giardino dei semplici

Dal 1975 al 1978, Bigazzi avrebbe prodotto assieme a Savio il popolare complesso pop-rock de Il Giardino dei Semplici. Il nome della band fu concepito e proposto dallo stesso Bigazzi ai quattro componenti. Il gruppo è considerato un nome di punta del filone romantico della musica italiana e napoletana, e ha venduto 4 milioni di dischi.

“Quando Umberto Tozzi mi chiese di seguire il suo sito”, Massimo Bolzonella e un blog per il Baco, tra musica e molto altro

Di Veronica Posenato 

-10 Novembre 2020

Quando la sera, prima di andare a dormire, il piccolo Massimo si infilava sotto le coperte, prima di addormentarsi prendeva in mano il pulsante della luce appeso al filo dietro al letto, e lo portava alla bocca e ci parlava, come se fosse un microfono. Con quel microfono di fantasia, Massimo raccontava lo sport, cantava, chiacchierava.

Ora Massimo Bolzonella non è più un bambino, ha 55 anni, vive a Lugagnano dal 2006. Se vuole raccontare lo sport, cantare o chiacchierare non usa più il pulsante dietro al letto, forse anche perché quel genere di interruttori non esistono quasi più. O forse perché in casa ha una stanza dedicata a questa sua passione, con un giradischi, i suoi vinili, e soprattutto con un microfono vero

Una passione che nasce in tenera età, che lo accompagna infatti per tutta la vita, e che lo ha portato a noi, a raccontarci la sua storia.

“Ho iniziato a coltivare realmente questa passione per il microfono a 16 anni, quando ho iniziato a lavorare per Radio Universal, una piccola radio messa in piedi insieme ad un gruppo di ragazzi che gravitava attorno alla parrocchia della Zai di Verona. Successivamente – ci racconta Bolzonella – tramite la scuola ho avuto la possibilità di fare uno stage presso Radio Adige. È stato grazie a questo che dopo aver terminato gli studi e l’anno di servizio di leva militare, sono ritornato a lavorare con loro. Per anni ho collaborato nelle radiocronache calcistiche di Roberto Puliero e parallelamente avevo una trasmissione mattutina sulla musica. Questo mio interesse per la musica mi ha poi permesso di partecipare come inviato al Festival di Sanremo”.

Racconta delle persone che ha intervistato nel mondo dello spettacolo, dai più famosi come Vasco Rossi, ai più giovani e freschi, come Diodato.

Ma racconta anche di destini che si sono incrociati al suo, portandolo a lavorare fianco a fianco con un personaggio molto importante del cantautorato italiano: Umberto Tozzi.

“Sono stato grande fan di Umberto Tozzi fin da ragazzo – ci racconta Massimo -. Ricordo con grande emozione quando nel 1982 l’ho incontrato per la prima volta in centro a Verona. Avevo 17 anni. Lui era ospite di Mike Buongiorno in una puntata del GiroMike, girato a Santa Viola. È stato il primo approccio diretto che ho avuto con lui, ci ho parlato insieme e, ovviamente, gli ho chiesto un autografo. Era il mio idolo, e per questo sapevo tutto di lui. Notavo però che il suo sito ufficiale era carente in alcuni dettagli della sua vita e della sua carriera. Ho deciso quindi con mio cugino di crearne uno amatoriale, inserendo dei dettagli che reputavo importanti da raccontare. Quando ha preso piede, lo stesso Umberto ci ha contattati chiedendoci di seguire anche quello ufficiale. È stato così che ho iniziato a lavorare a stretto contatto con lui, prima gestendo il sito, e successivamente anche seguendolo durante le incisioni, accompagnandolo a qualche edizione del Festival e organizzando eventi per lui”.

La firma di Bolzonella compare tra quelli dei collaboratori in tre album del cantautore. Ed è stato proprio Massimo a suggerire a Tozzi il titolo dell’album “Non solo live”.

Il rapporto con il suo idolo, tuttavia, è solo una parte di quello che è il suo grande interesse per la musica, nato di pari passo con quello per il microfono, quando era bambino.

Il giorno del suo compleanno, il piccolo Massimo non voleva una bicicletta, o un pallone: ma un mangiadischi.

“Quando ero ragazzino, una nuova canzone era molto meno accessibile rispetto ad oggi – ci spiega -. Bisognava aspettare che uscisse il disco e comprarlo, o sperare che passasse in radio per ascoltarla. Ora, con lo streaming, qualsiasi canzone dal momento della sua pubblicazione è a portata di mano in qualsiasi momento per chiunque: ciò rende tutto più facile, tuttavia, fa perdere valore alla musica stessa”.

“Vorrei che i giovani comprendessero il valore che ha una canzone anche dal punto di vista della sua costruzione – prosegue Massimo -. Al contempo, vorrei che le persone più anziane potessero guardare alla musica e ai suoi nuovi generi musicali senza giudicarla a prescindere. Il modo con cui i nuovi artisti si affacciano oggi allo scenario musicale è totalmente diverso: i social, i talent show e le piattaforme di streaming rendono tutto più accessibile ma non per questo più semplice. Io vorrei portare la mia analisi circa questo mondo che talvolta è dato un po’ per scontato”.

Massimo Bolzonella con Francesco Baccini qualche mese fa. Sopra sul palco con Umberto Tozzi nel 2017 e sotto sul red carpet di San Remo lo scorso febbraio.

Quando la sera andava a dormire, il piccolo Massimo si immaginava con un microfono in mano, a chiacchierare, a ridere, e perché no, a dire la sua opinione. Ora Massimo è un adulto, con una solida e decennale storia da riconosciuto ed apprezzato professionista nel mondo del giornalismo musicale e sportivo. E con una grande esperienza, che lo ha portato a realizzare quel sogno di bambino.

Questa intervista  nasce per introdurre una nuova rubrica che sbarca sul sito e sui canali social del Baco, con la quale Massimo Bolzonella commenterà la musica di oggi e di ieri, a tutto tondo, sotto gli aspetti più squisitamente tecnici ma anche come fenomeno di costume e generatrice di tendenze culturali. Senza tralasciare l’impatto sociale che, da sempre, la musica porta con sé.

“La Musica che Gira Intorno”, questo il titolo della sua rubrica. Imperdibile, già da ora.

Veronica Posenato Nata nel 1996, risiede a Lugagnano. Diplomata presso il liceo scientifico Messedaglia a Verona nel 2015, si è laureata in infermieristica presso l’Università di Verona nel dicembre 2018. Scrive per il Baco dal 2010, alla ricerca di persone del Comune di cui raccontare le storie, per valorizzare ulteriormente il nostro territorio.  

Mask Singer – Hibou chante « Ti Amo » d’Umberto Tozzi

Publiée le 31 octobre 2020 à 23:51

Voilà déjà trois soirées que vous avez commencé la grande enquête de Mask Singer ! Ce sont pas moins de 5 célébrités qui ont été démasquées dont une star internationale. Alessandra Sublet, Kev Adams, Anggun et Jarry sont toujours à fond dans l’enquête mais de nombreux doutes subsistent quant à l’identité d’Hibou . Pour sa troisième prestation, Hibou chante « Ti Amo » d’Umberto Tozzi. Les enquêteurs parviendront-ils à reconnaître sa voix cette fois ? Et vous, avez-vous une idée de qui se cache derrière le masque ? Extrait de l’émission Mask Singer du samedi 31 octobre 2020. Mask Singer tous les samedis à 21h05 sur TF1 et tous les jours sur MYTF1.

Cliquez pour voir la vidéo:

https://www.tf1.fr/tf1/mask-singer/videos/mask-singer-hibou-chante-ti-amo-dumberto-tozzi-60612184.html

Gloria by Umberto Tozzi Translation – Learn Italian By Music – Zoom Class


LearnItalianWithLarry

Gloria by Umberto Tozzi Translation – Learn Italian By Music Series Video 1 Zoom Class

In this video we will look at the Italian song called Gloria by Umberto Tozzi and translate the lyrics to help learn Italian by music series, the first video of the group.

Gloria by Umberto Tozzi – Second Video – learn Italian through Music translation and interpretation

In this video we will look at the Italian song called Gloria by Umberto Tozzi and translate the lyrics to help learn Italian by music series, the first video of the group.

Gloria by Umberto Tozzi – Video 3 – Translation and Learning Italian with Music

This video will look at and interpret the meaning of the lyrics and the pronunciation. A great way to learn Italian while enjoying a great song!

Learn Italian with Music – Gloria by Umberto Tozzi translation and meaning – 4th Video

This is the fourth video of the song by Umberto Tozzi called Gloria. We will translate the maning of the song and listen to the pronunciation of the lyrics.

https://www.youtube.com/channel/UCxk5sJqbmzEVG3YRAOfAoUA

more info: https://skl.sh/2Q99xnZ