Qualche scatto di @lucabrunetti_photo della bellissima serata all’arena di Verona durante i @seatmusicawardsofficial !

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by: Umberto Tozzi Official su FB

Filming Italy Best Movie Award 2020: il meglio del cinema italiano e internazionale premiato all’evento. Tutte le foto

Si è svolta ieri sera all’Hotel Excelsior la Grande Notte del premio al cinema di casa nostra e internazionale ideato da Tiziana Rocca e Vito Sinopoli, che ha visto anche la presenza di ospiti internazionali come Pedro Alonso e Lambert Wilson.

Una grande festa del cinema italiano, che mai come ora ha voglia di ripartire: è stato questo lo spirito dei Filming Italy Best Movie Award, il premio ideato da Tiziana Rocca e dall’Amministratore Unico di Duesse Communication Vito Sinopoli, assegnato ieri sera alla Mostra del Cinema di Venezia.
Dopo il red carpet, la cerimonia di premiazione si è svolta nella splendida Sala degli Stucchi dell’Hotel Excelsior con tanti premiati italiani e internazionali, come gli attori spagnoli Pedro Alonso, premiato per il successo del suo personaggio Berlino nella serie La casa di carta e scherzato sulla celebre scena in cui canta “Ti amo” di Umberto Tozzi, e Maggie Civantos, Macarena della serie Vis à vis, entrambi felicissimi di ricevere un riconoscimento italiano per due personaggi che hanno cambiato la loro vita.

Raggiante anche Lambert Wilson, attore simbolo del cinema d’autore francese che, premiato dal Ministro Francesco Boccia, ha deciso di dedicarsi alla settima arte proprio in Italia: «A sette anni ho accompagnato mio padre a Cinecittà, un mondo meraviglioso che mi faceva paura ma mi ha fatto anche nascere il desiderio di far parte del cinema italiano. Fra i dieci film più importanti che ho fatto, otto sono sicuramente italiani: ricevere questo premio dal pubblico italiano significa molto per me. E anche essere qui con voi: con il lockdown avevo ormai l’impressione di essere diventato un pensionato. Invece, c’è un futuro».
La miglior commedia dell’anno è Il giorno più bello di Alessandro Siani, protagonista di un vero e proprio show sia dal palco che dalla platea.

I lettori di Best Movie hanno votato Vanessa Incontrada come “donna del cinema italiano”, per essersi distinta suo grande schermo e nelle serie tv: «Penso che, se un artista è completo, non ci deve essere differenza fra teatro, cinema e televisione», ha detto l’attrice.
«Dedico il premio a mio figlio, che ha dodici anni: noi mamme ci sentiamo sempre in colpa, ma lui è il mio primo fan, il primo a dirmi: “Mamma, non preoccuparti, vai”».

Ha dedicato il premio al figlio anche Ricky Memphis,
che ha ringraziato «il pubblico che mi sostiene da tanti anni e mio figlio Francesco che mi ha accompagnato».

Mentre i fratelli D’Innocenzo, gli enfant prodige del nostro cinema che hanno ricevuto il premio per la sceneggiatura del loro Favolaccehanno ringraziato Giulio Base per essere stato per loro una fonte d’ispirazione.

Angela Finocchiaro, che ha ricevuto il premio Donna del Cinema Italiano – “La Più Votata dai Lettori”, ha parlato di come il periodo del lockdown abbia costretto tutti a rinchiudersi, ma che ora – usciti dalla tana dell’orso – dobbiamo ritrovare il coraggio di riaprirci e che questo periodo oscuro deve servirci per creare un mondo migliore per i nostri figli, grazie a dei leader visionari. Un mondo dove le donne abbiano piena parità con gli uomini.

Nel corso di tutta la serata i talent e i protagonisti dell’industria cinematografica, quasi un coro unanime, hanno sottolineato quanto tifo abbiano fatto per questa 77esima edizione del Festival di Venezia, perché rappresenta per tutti il primo step per la ripartenza del cinema italiano e delle sale cinematografiche del nostro Paese.

Qui sotto potete vedere la gallery con tutte le foto (© Daniele Venturelli/Getty Images) della cerimonia di premiazione.

Filming Italy Best Movie Award 2020: il meglio del cinema italiano e internazionale premiato all’evento. Tutte le foto

 

 

 

 

Raf e Umberto Tozzi ai #seatmusicawards20

Raf ed Umberto Tozzi protagonisti della serata andata in onda ieri su Rai1.

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Raf e Umberto Tozzi al Seat Music Awards2020: le interviste di Radio Italia

FESTIVAL DI CASTROCARO: INTERVISTA AI WATT (VINCITORI), FELLOW (PREMIO SIAE) E AL SINDACO DI CASTROCARO

Non hanno ancora rilasciato interviste e siamo noi di BubinoBlog, per primi, ad ospitare insieme i Watt, vincitori della 63° edizione del Festival di Castrocaro, Fellow, vincitore del Premio Siae, e Marianna Tonellato, sindaco di Castrocaro.

WATT, i vincitori del Festival di Castrocaro

Congratulazioni per la vittoria a Castrocaro, il padre dei talent. Come avete vissuto questa avventura speciale?

È stata una grandissima emozione, è la prima volta che suoniamo in un programma televisivo, abbiamo dato il massimo e ci siamo divertiti come sempre. Non possiamo nascondere l’ansia assurda che provavano nel backstage che si è trasformata in adrenalina appena si sono accesi i riflettori.

Siete giovanissimi ma già dal 2013 suonate insieme. E ora dall’oratorio dove avete mosso i primi passi andrete di diritto alle audizioni delle nuove proposte di Sanremo. Vi aspettavate tutto questo?

Non ce lo aspettavamo per niente, ma siamo pronti a fare questo grande passo e siamo grati a tutti coloro che ce l’hanno permesso e a quelli che hanno creduto in noi.

Come è nata la vostra partecipazione a Castrocaro? Avete già provato a partecipare ad altri talent in questi anni?

Durante il lockdown, come tutti, sognavamo il momento in cui saremmo tornati a vivere normalmente e soprattutto a fare musica. Appena abbiamo scoperto che il Festival di Castrocaro avrebbe fatto le selezioni online, ci siamo iscritti al volo. Come abbiamo detto prima, è la prima volta che partecipiamo ad un concorso così importante ed è stata anche la prima volta che ci abbiamo provato.

E i Watt cosa ascoltano in particolare? Quali sono i vostri miti musicali di ieri e di oggi, italiani e stranieri?

Ci siamo conosciuti in un momento in cui ascoltavamo tutti musica diversa, e in realtà è ancora così, ma possiamo dire che l’artista che ci mette tutti d’accordo è Caparezza. Per il resto ci lasciamo influenzare da qualunque artista, da Bruce Springsteen a Ernia, dai Pooh a Dua Lipa.

FELLOW, il vincitore del Premio Siae

Ciao Federico e complimenti per il premio Siae di Castrocaro. Emozionato?

Ciao!! Grazie davvero. Sì assolutamente, direi che ciò che provo è più un turbinio di emozioni: è stata una settimana di preparazione pazzesca, la puntata è andata alla grande e su Instagram sto ricevendo letteralmente centinaia di messaggi da parte di persone di tutte le età, tutto ciò è stupendo.

Il tuo genere è legato al mondo del jazz, anzi funky jazz. Come è nata la tua passione per la musica? Ho letto che hai iniziato con la band di tuo nonno…

Yass! Sono salito sul palco per la prima volta con la band di mio nonno. Loro suonavano i Dik Dik, gli Equipe 84… io avevo dieci anni e provavo ad inserirmi con brani di Umberto Tozzi post 2000. Credo di aver realizzato in quel momento che non avrei più potuto fare a meno della musica.

E ora i tuoi progetti quali sono? Un disco, un talent, tentare le audizioni di Sanremo o…?

Sto lavorando con un team pazzesco e intanto mi alleno a scrivere canzoni in italiano. Mi piacerebbe presentarmi a Sanremo Giovani ma non so ancora con certezza cosa succederà: vi aggiornerò volentieri!


Ai Watt, a Fellow e a tutti i ragazzi che hanno partecipato a Castrocaro va un grande “In bocca al lupo!” da parte dello staff e dei lettori di BubinoBlog.

leggi l’intero articolo su:

https://bubinoblog.altervista.org/festival-di-castrocaro-intervista-ai-watt-vincitori-fellow-premio-siae-e-al-sindaco-di-castrocaro/

Tozzi, non solo Stella stai

Un’opera successiva al best seller Gloria, con una copertina in stile francobollo, con tanto di timbro postale (Poste 80), per una scaletta di 8 brani aperta proprio da Stella stai, un azzardo moderno appoggiato sui giochi di parole frutto dell’ormai consolidata e affermata collaborazione con Giancarlo Bigazzi: “Colorando il cielo del sud chi viene fuori sei tu, sei tu, colorando un figlio si può dargli i tuoi occhi se no, se no”, tra le frasi da scolpire nella pietra della memoria.

Ancora una volta capace di stregare il pubblico italiano e non solo (ne uscirà anche la versione in spagnolo intitolata Claridad, ripresa poi da alcuni artisti latini), con Stella stai Tozzi propone una cavalcata che riesce (nuovamente) a colpire il bersaglio del successo, lasciando senza fiato chi si trova a ballarla sulle piste, isole comprese. E confermandolo come un innovatore del pop italiano, quello che la critica abituata a incensare i cosiddetti cantautori non riesce a proprio a digerire, salvo poi sciogliersi di fronte a chi arriva dall’estero.

Il problema è che per digerire qualcosa devi anche provare ad assaggiarlo. Ecco che questo album, degno capitolo di apertura di un decennio clamoroso dal punto di vista musicale, non è solo pop, ma un mix di generi che dopo l’avvio clamoroso, risponde per le rime ai cosiddetti buongustai: stiamo parlano di A cosa servono le mani, per noi una delle più belle composizioni di Tozzi, che parte piano al piano per poi via via arricchirsi: “Suonavo il pianoforte su di lei credevo fosse un’arte e adesso che ne faccio delle mani se lei non c’è”.

E ancora, c’è il Tozzi poliedrico in Calma, tra chitarre rock, falsetti al culmine, e tappeti di synth, mentre Fermati allo stop ci riporta alla formula più classica, degna frenata per introdurre Dimmi di no dove riesplode il viaggio più internazionale del rosso chitarrista, quello già affrontato con il precedente album – dopo l’arrivo nel team di Greg Mathieson, per intenderci – per oltre 5 minuti di puro divertimento, trascinante nella versione in studio così come in quella live: “Sparirò quando ci sei tu, starò attento a non incontrarti, ad odiarti ci proverò ma non credo ci riuscirò”, canta Tozzi appoggiato al sottofondo di un basso che picchia.

Troppe luci e tappeti di tastiere, almeno per alcuni? Costoro forse gradiranno allora i sei minuti di Gabbie dove si raccontano storie di piccolo crimine e di una richiesta finale drammatica: “Fammi un favore Gesù fa questo gancio che regga non mi lasciare quaggiù non come un’aquila in gabbia”, seguita da una prolungata chiusura strumentale, mentre in Nemico alcool viene affrontato il tema della dipendenza da un finto conforto. Per infine arrivare all’ultima traccia: Luci ed ombre, tra accelerazioni e frenate, in strada e non solo. Un album, quello che abbiamo raccontato, tra i più venduti del 1980 e suggerito a chi abbia voglia di approfondire una discografia senza fermarsi al brano più noto.
by:indiscreto.info

26 Agosto: nel 2004 moriva Laura Branigan

Oggi, ma nel 2004, a Southampton, moriva stroncata da un aneurisma cerebrale non diagnosticato, in casa sua, nel sonno, la cantante statunitense, ma di origine italiana, Laura Branigan, nata a New York, nel 1952. Aveva avvertito mal di testa nei giorni precedenti, ma non aveva dato troppa importanza al fastidio. Era stata una vera e propria icona musicale internazionale degli anni ’80, molto apprezzata dal pubblico del Belpaese, anche per il legame professionale con big del panorama tricolore. Aveva iniziato ad esibirsi a livello professionale nel 1979 ed era stata anche corista del jazzista canadese Leonard Cohen. Nella sua carriera discografica aveva inciso 20 singoli. Sue erano anche le colonne sonore di pellicole cinematografiche particolarmente rilevanti come Imagination, inserita nel film icona Flashdance, del 1983, canzone prodotta dall’italiano Giorgio Moroder, insieme all’americano di origine sudafricana Phil Ramone. Ma anche Hot Night, del 1984, infilata nella colonna sonora del lungometraggio cult Ghostbusters. Soprattutto la Branigan era stata consacrata dalla versione, in inglese, di Gloria, di Umberto Tozzi (nella foto, l’articolo di Peppe Delconte, del 14 aprile 1983, del settimanale Tv sorrisi e canzoni, con i due artisti, lei di 23 anni e lui di 31), rimasta nella “Billboard hot 100” per 36 settimane e inserita nella “Top 100 singoli” del 1983. Nel 1984, proprio dopo aver considerato gli apprezzamenti ricevuti per Gloria, aveva anche re-interpretato, sempre in inglese, Self control di Raf, Raffaele Riefoli, da Margherita di Savoia, in provincia di Barletta, trasformando anche in quel caso il pezzo del cantautore italiano in un altro successo planetario, rimasto per sei settimane in cima alle classifiche mondiali, con particolare riferimento alla classifica della Germania. Era stato Greg Mathieson, collaboratore di gran pregio del torinese Tozzi, a proporre Gloria al produttore a stelle e strisce Jack White, che aveva affidato, azzardando, il brano alla Branigan, scelta per la potenza della sua voce. Il testo era stato tradotto in inglese da Trevor Veitch e la musica era stata ri-arrangiata da Mathieson. Il risultato aveva prima scalato la classifica Usa, impresa proibitiva per autori italiani in quel tempo, e poi aveva conquistato il globo.

by: https://www.ilcentro.it/blog/26-agosto-1.2485093

SEAT MUSIC AWARDS 2020

Un’edizione speciale a sostegno dei lavoratori dello spettacolo: per la prima volta, non saranno gli artisti a essere premiati, ma sono loro a dedicare simbolicamente, la propria presenza e le loro esibizioni, ai lavoratori dello spettacolo.

Il 2 e 5 settembre all’Arena di Verona con la conduzione di  Carlo Conti e Vanessa Incontrada oltre 50 artisti si alterneranno sul palco posizionato al centro dell’Arena di Verona, con pubblico presente.

Il 6 settembre alle ore 16.00 su Rai 1 NEK presenterà la terza puntata “SEAT MUSIC AWARDS – Viaggio nella musica”. La puntata sarà arricchita dal meglio delle esibizioni delle due puntate dei SEAT Music Awards e contenuti inediti.

Oltre ai SEAT MUSIC AWARDS, nella settimana “Da Verona accendiamo la musica” sono previsti anche altri appuntamenti tra cui quelli con la Partita del Cuore – Edizione Speciale 2020 “Chi Vincerà La Partita Del Cuore?”, il 3 settembre in diretta su Rai 1 dallo Stadio Marcantonio Bentegodi di Verona, sempre con la conduzione di Carlo Conti.

BIGLIETTI IN VENDITA su www.ticketone.it