da: http://www.larena.it

Quelle sere con Grace Jones e Simply Red


SUL PALCO. Nel Billionaire «ante litteram» sono passati Ruggeri, Tozzi, Anna Oxa, Alba Parietti e Diego Abatantuono

  • 14/01/2010


    Zoom Foto

    Al centro il dj Alex Baroni, morto in un incidente stradale nel 1992

    «Golden years» è il titolo della festa di domani sera all’Excalibur di
    via Provolo 24 (zona San Bernardino). Organizzata in pochi giorni su
    facebook, è riuscita a radunare qualche migliaio di frequentatori e
    musicisti che animavano le notti del club dal 1984 al 1989. Erano i
    tempi del sindaco Sboarina, quando nel 1984 esplose il fenomeno
    Excalibur. L’ex Can de la Scala, fondato da Sandro De Silvestri qualche
    anno prima, era stato rilevato da un gruppo guidato da Ferruccio
    Carnevale e trasformato in una specie di Billionaire ante litteram.
    Erano di casa artisti internazionali come Grace Jones, Amanda Lear,
    Simply Red, Jim Capaldi, Ritchie Havens, Talk Talk, Matt Bianco, Alison
    Moyet, Boney M, Frankie goes to Hollywood, Kim & The Cadillacs,
    Gary Low e praticamente tutti gli artisti italiani che partecipavano al
    Festivalbar, con dei giovanissimi Enrico Ruggeri ed Eros Ramazzotti,
    Alberto Fortis, Anna Oxa, Raf, Umberto Tozzi, Fabrizio De Andrè,
    Maurizio Vandelli, oltre a Fabio Testi e Alba Parietti, ai Gatti di
    vicolo Miracoli, al deejay scomparso Alex Baroni e a personaggi come
    Gianni De Michelis, Diego Abatantuono, o il compianto pittore veronese
    Eugenio Degani. Era facile incontrarvi anche i giocatori dell’Hellas
    dello scudetto.
    Carnevale
    non era nuovo ai locali di successo, vista la precedente esperienza con
    il Campidoglio che aveva riportato la musica dal vivo a Verona.
    Domani
    si alterneranno sul palco Carlo Degani dei Condors, Walter Steccanella
    degli Squali, Flavio Favetta delle Scosse, Renato Bernuzzi ed Ennio
    Ottofaro dei Kings, Alberto Gioia e Zeno Cestari degli Anabas, Mario
    Cammalleri dei Sex Machine, oltre a Katia Ghiandai, Maurizio Erbisti,
    Sergio Benettazzo, Carlo Nalin, Giorgio Antoniazzi, Enrico Bentivoglio,
    Rudy Rotta, Maurizio Piacenza, Lorenz Zadro e tanti altri.R.C.

    10 febbraio 2010

    UMBERTO TOZZI

    Mercredi 10 février 2010
    Entrée : 35 €
    Salle Grand Cercle
    • UMBERTO TOZZI

     

    Umberto Tozzi est l’un des chanteurs italiens les plus populaires.
    Reconnu internationalement, on lui doit une série de succès
    remarquables, dont Un corpo anima, Ti amo, Gloria et Tu. Il revient
    aujourd’hui avec un nouvel album surprenant mais toujours aussi
    envoûtant.

    C’est avec un immence plaisir que nous recevons cet artiste qui nous
    promet une belle soirée bercée de ballades romantiques et refrains
    inoubliables.

    TOUR 2010 aggiornamento

    10 FEBBRAIO LYON (FRANCIA)
    Casino Le Lyon Vert
    12 FEBBRAIO LENK-SIMMENTAL (SVIZZERA)
    durante la manifestazione Notti Magiche: Toto Cutugno e Umberto Tozzi. Inizio manifestazione ore 20.00
    E’possibile prenotare al: n. +41 (0)33 736 35 35 email: info@lenk-simmental.ch URL www.lenk-simmental.ch
      
    20 FEBBRAIO HASSELT (BELGIO)
    location: Grenslandhallen inizio concerto ore 20.00
    biglietti acquistabili su: www.sherpa.be 
     

    26 FEBBRAIO NOVA GORICA (SLOVENIA)

    ORE 21.30 Al Perla Casino

    Umberto
    Tozzi è un noto cantante italiano che da anni entusiasma il pubblico
    italiano in Italia e nel resto dell’Europa. In occasione del suo
    concerto al Perla, presenterà il suo ultimo album Superstar, pubblicato
    a settembre del 2009. Naturalmente non mancheranno i suoi eterni
    successi come Ti amo, Gloria, Gli altri siamo noi.

    Gli ospiti possono richiedere i biglietti per il concerto acquistando un ticket per giocare del valore di 5 € o 10 €.
    Per ulteriori informazioni chiamare il NUMERO VERDE: 800 788 852.

     
    03 APRILE ZURIGO (SVIZZERA) Kasernearreal
     
     
    25 APRILE VEVEY (SVIZZERA)
     
    30 MAGGIO BASILEA (SVIZZERA) Rosentalantage
     
     
     

    http://www.informazione.it/c/9564C9F3-8C62-4F46-B177-0DD2790FCEF2/Sanscemo-contro-Mazzi-Sanremo-e-Rai

    “Sanscemo” contro Mazzi, Sanremo e Rai

    Ha
    tutte le caratteristiche di un vero tormentone la nuova
    canzone/protesta di Andrè. S’intitola “Sanscemo” l’inno degli esclusi
    che sta conquistando il web grazie al sarcastico slogan “L’hai comprato
    il biglietto del treno per andare a Sanremo?” ed al trascinante ritmo
    dance.


    Roma, 15/01/2010– “Sanscemo” invade il web. Il brano provocatorio scritto e cantato dal
    poliedrico artista romano Marco Canigiula, in arte Andrè. Il cantautore
    accende i riflettori su quello che definisce “un sistema grigio e
    corrotto”. Sono le dichiarazioni del giovane artista che trovano subito
    consenso nelle innumerevoli proteste che invadono forum e blog.
    Una canzone schietta e sincera che accosta volutamente la scelta
    di un sound ballabile dance-pop a quella di un testo ironico, semplice
    e diretto che subito rimane in testa. Il brano è disponibile, anche in
    free download, su YouTube, sul sito e sullo space dell’artista
    (www.andreofficialsite.com – http://www.myspace.com/andrecanigiula ).
    Sanremo Nuova Generazione: tra le tante canzoni escluse anche
    quella dei Dejavu, duo composto da Andrè e dal violinista pugliese
    Francesco Del Prete. Il brano dal titolo “Due Righe di Canzone”
    rappresenta un chiaro guanto di sfida alla commissione festivaliera in
    quanto le parole del testo si rivolgono esplicitamente all’industria
    discografica italiana definita come la “Mafia Musicale”. La canzone
    (ascoltabile sul sito Rai a questo indirizzo:
    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-ba64dfdc-ae28-40ce-91aa-411983bc5186.html?p=2)
    porta la firma del M° Giancarlo Bigazzi (autore produttore di Raf,
    Masini, Tozzi, Ranieri).

    I due brani fanno parte di un progetto discografico di prossima
    uscita prodotto dal M° Giancarlo Bigazzi e dall’etichetta LeArt World
    Music. L’album, dal titolo “Giapponesi” conterrà nove brani inediti di
    Andrè ed una cover del successo internazionale “Self Control” firmato
    Raf/Bigazzi.

    http://www.comunicati-stampa.net/com/cs-79062/Dejavu_Andr_in_gara_a_Sanremo_2010_Nuova_Generazione_contro_la_Mafia_Musicale

    Dejavu: Andrè in gara a Sanremo 2010 Nuova Generazione contro la Mafia Musicale

    Pubblicato il 05/01/2010 | da Ornela Filelfi

    Il cantautore romano Marco Canigiula, in arte Andrè, in gara a Sanremo in duo con il violinista Francesco Del Prete. Il brano, prodotto dal M° Giancarlo Bigazzi, s’intitola "Due Righe di Canzone".

    Già reduce dal 54° Festival di Sanremo, il cantautore romano Marco Canigiula, in arte Andrè, ritenta la carta sanremese presentandosi a Sanremo Nuova Generazione in coppia con il violinista pugliese Francesco Del Prete. Il nome del duo è "Dejavu". Il brano presentato, scritto a due mani con il M° Giancarlo Bigazzi (Marco Masini, Umberto Tozzi, Povia, Mia Martini, Massimo Ranieri), s’intitola "Due righe di canzone" ed è già ascoltabile sul sito della Rai. Un brano di denuncia, che attacca in modo esplicito la parte marcia del mondo dello spettacolo, quella che Andrè chiama la "Mafia Musicale". <> afferma soddisfatto il produttore/autore Giancarlo Bigazzi. In concomitanza con l’uscita del nuovo album, Andrè cura le attività culturali dell’Associazione Cantieri Sonori della quale è Presidente e fondatore. Cantieri Sonori opera nell’ambito della formazione artistica di giovani talenti su tutto il territorio nazionale (www.cantierisonori.net).

     

    (Fonte notizia: Sanremo

    da: http://www.giornalettismo.com/archives/46170/craxi-il-mio-conto-offshore/

    pubblicato il 5 gennaio 2010 alle 16:00 dallo stesso autoretorna alla home

    La beatificazione di Bettino, nel decennale della morte, raggiunge vette inenarrabili. E se bisogna riscrivere la storia per farla, poco male. Facciamolo!

    Zi, zi, zi!” (“Vive, vive, vive!”) ruggiva al cielo la folla greca nel 1976 ai funerali di Alekos Panagulis, martire dei colonnelli. “Vive” come tutti i perseguitati politici di ogni epoca, di ogni nazione, di ogni regime. “Vive” come tutti coloro che hanno cercato di coltivare l’anatema della libertà in uno stato di cattività. “Vive” come coloro che hanno donato la vita per le loro idee.

    UNO STATISTA – Mi è capitato spesso di commuovermi, in questi giorni infami e giustizialisti, a vedere e rivedere su Youtube la commovente visita di Pierluigi Diaco alla tomba di Bettino Craxi. Bettino CraxiGarofani rossi contrapposti alla tenue luce tunisina, occhiali a coprire le lacrime e pietra bianca come il golpe che ha spazzato via una delle migliori classi politiche che l’Italia abbia saputo esprimere in 60 anni di stentata democrazia. Dal 2000 al 2010, dall’ultimo fax di Hammemet alla statuina della Madonnina, il decennio che se ne è andato è stato profondamente segnato dalle stimmate impresse sulla scena pubblica dall’abbandono del grande statista milasene Benedetto, detto Ghino di Tacco, detto Bottino. In una drammatica intervista rimasta finora inedita il leader socialista, nonostante il disfacimento fisico causato dalla malagiustizia, si scagliava con la forza dei ruggenti tempi andati contro la scientifica operazione di pulizia partitica di certi “clan giudiziari”, nonché contro il vergognoso tradimento di compagni, amici, complici e coimputati: “Io sono condannato all’ergastolo, ho una pena a vita, perchè a una certa età un carico di questo tipo equivale all’ergastolo. La mia libertà equivale alla mia vita, nessuno mi può toccare, se mi tocca io muoio. Sono condannato all’ergastolo e a morte, punto e basta“.  La proposta del sindaco di Milano di intitolare una via/piazza/strada al grande riformista socialista è un tributo non solo opportuno, ma dovuto. Ed anzi, io mi spingerei oltre: non più “Milano” ma “Craxigrado”; non più Italia, nome screditato e passatista, ma “Repubblica Riformista di All Iberian” – in modo da ricomporre la frattura e dipanare il sofferto trait d’union tra i periodi 1946-1994 e 1994-2010, che ha visto Bottino sia come protagonista del primo che come diretto ispiratore del secondo, dalle camere dell’hotel Raphael e poi dall’inglorioso esilio. Anche il divertissement lanciato da Gigi Diaco è degno di nota: dedicare una serata di Sanremo alla figura del grande riformista, un “momento musicale affidato ad Ornella Vanoni, Umberto Tozzi o Lucio Dalla, artisti che non hanno mai negato il loro affetto e la loro stima nei confronti del grande leader socialista.”

    LA SUA RIVALUTAZIONE, LA NOSTRA RIABILITAZIONE – “Lei mi chiede un ricordo personale di Bettino Craxi, e io, mi creda, quando penso a lui, alla sua tremenda fine, davvero ancora non riesco a spiegarmi come sia stato possibile che abbia deciso di non tornare…”, dice Biagio AgnesCraxi come Giordano Bruno, Craxi come Dante, Craxi come Galileo, Craxi come Panagulis, Craxi come Mandela. Diaco tomba CraxiCraxi, perchè no, come Gesù Cristo. Generatosi e non creato, la sue eredità continuano ancora a sconquassare il presente. C’è quella correntizia estero su estero, che ancora ha da essere scovata e recuperata. C’è quella politica, che lacera e divide come non mai. Ed infine c’è quella culturale, disseminata in anni di sfolgorante attività intellettuale e germogliata nei giardini delle sinistre riformiste e libertarie, ma anche nelle destre post-fasciste contrarie alla globalizzazione e refrattarie, giustamente, agli ipertrofici codici penali.  Ha perfettamente ragione Pigi Battista quando invita a non ridurre Craxi ai suoi “guai giudiziari”, anche per il semplice fatto che fu “l’unico leader politico condannato perchè ‘non poteva non sapere‘” – e non, si badi bene, perchè aveva conti all’estero gestiti da un barista di Portofino, o quant’altro. Messia del socialismo europeo, Bottino “risollevò la bandiera del riformismo” e provò a rilanciare la fortuna di una sinistra “liberale, libertaria, antiautoritaria e perciò anticomunista” mentre il Pci si preparava all’impatto della caduta del muro di Berlino e della fine della storia.

    ERRORI TRASCURABILI – Certo, commise errori, come tutti i grandi. Ma furono errori dettati dalla grandezza del suo progetto. Mario Pirani lo spiega bene su Repubblica: Craxi tombal’autonomia del Psi in un governo pentapartico, che ha portato alla scala mobile, all’imposizione alla Lady di Ferro del Mercato Unico Europeo e all’installazione degli euromissili per difendersi dal ricatto di Breznev, esigeva un’indipendenza economica. Di qui la “scelta rovinosa delle tangenti, gli arricchimenti, gli scandali nel clima di cinismo realpolitik inalberato dal Capo“. Tuttavia, grazie alla meticolosa operazione dei forcaioli giacobini dalla manetta facile, il giudizio si è squilibrato da una parte sola. La realtà era, ovviamente, un’altra: tutta la vita politica italiana di quegli anni, infatti, “era condizionata dai costi ‘impropri’ della democrazia“. Dc, Pri, Pli, Pci, tutti colpevoli, nessuno escluso. Quella che doveva essere una macelleria, Mani Pulite, risultò alla fine una meticolosa operazione chirurgica volta ad asportare quel fastidioso “corpo estraneo” che aveva un sogno così rivoluzionario e avantgarde. Rimase seriamente colpito solo il Psi, in quanto impersonificazione di Craxi – un’ingiustizia storica che brucia ancora.  Quello che ci resta, monito poderoso e tragico, è la solita fiaba dell’eroe che si batte da solo, preso a monetine, condannato, incompreso, insultato. La solita storia dell’uomo che rifiuta di piegarsi alle chiese, alle paure, alle mode, agli schemi ideologici, ai principii assoluti da qualsiasi parte vengano, di qualsiasi colore si vestano, e predica la libertà. La solita tragedia dell’individuo che non si adegua, che non si rassegna, che pensa con la propria testa, e per questo muore, ucciso da tutti, esiliato dalla propria patria.  Bettino, zi, zi, zi

    TU UMBERTO TOZZI NOCKALM QUINTETT

    da: ilsecoloxix.ilsole24ore.com

    Craxi statista o latitante?
    Proposta anche per Sanremo

    29 dicembre 2009

    A dieci anni dalla
    morte di Bettino Craxi, il sindaco di Milano, Letizia Moratti, avrebbe
    deciso di intitolargli una via o più probabilmente un giardino
    all’interno di un parco nella sua città natale.E il giornalista Pieluigi Diaco, sul suo blog e sul quotidiano Il Clandestino lancia la proposta di celebrarlo anche a Sanremo.

    DIACO, PERCHÈ SANREMO NON LO RICORDA CON SUOI AMICI?
    – «Sarebbe bello ed emozionante che il decennale della morte di Bettino
    Craxi fosse ricordato in una delle serate dell’edizione 2010 del
    Festival di Sanremo. Magari con un momento musicale affidato a Ornella
    Vanoni, Umberto Tozzi e Lucio Dalla, artisti che non hanno mai negato
    il loro affetto e la loro stima nei confronti del grande leader
    socialista”. Lo scrive, sul suo blog, il giornalista Pierluigi Diaco,
    vicedirettore de Il Clandestino e conduttore di `Onorevole Dj´ su Rtl
    102.5. «Spero che il direttore artistico Gianmarco Mazzi prenda in
    considerazione l’ideà’, aggiunge.

    MILANO GLI DEDICHERA’ UNA VIA? Secondo
    indiscrezioni di stampa, la scelta della Moratti dovrebbe avvenire
    intorno al 19 di gennaio, quando il Presidente della Repubblica
    ricorderà il leader socialista con una cerimonia al Senato; comunque, i
    tecnici comunali milanesi della Toponomastica sarebbero già al lavoro e
    avrebbero individuato alcune aree, le più vicini possibili al centro.

    Vista
    la controversa figura di Craxi, la scelta è destinata a creare
    polemiche: per questo, la notizia filtrata da Palazzo Marino non
    sarebbe ancora stata resa pubblica; il sindaco Moratti, comunque,
    sarebbe convinta che sia il giusto riconoscimento «per un uomo che ha
    dato una svolta al Paese».

    DI PIETRO: BASTA CHE SULLA SI SCRIVA POLITICO E LATITANTE. Questa
    mattina, il Corriere della Sera ricorda che nel 2008 Stefania Craxi
    chiese alla Moratti di dedicare al padre «una grande via o in
    alternativa un parco dove giocano i bimbi». Le contestazioni furono
    durissime, e non se ne fece nulla, anche dopo la forte presa di
    posizione di Antonio Di Pietro (Idv), magistrato all’epoca di Mani
    Pulite: «Va bene una targa a Craxi. Basta che si aggiungano le cariche
    che aveva quando era in vita: politico e latitante». Craxi era stato
    condannato in uno dei processi di tangentopoli per le vicende del
    finanziamento irregolare ai partiti.

    Informazioni    





     

     

    CRASH di Valerio Liboni

    Crash! Storie e curiosità dell'Italia della canzone a ritmo di musica, viaggi e amore

    Crash! Storie e curiosità dell’Italia della canzone a ritmo di musica, viaggi e amore

    di Liboni Valerio

    Prezzo: € 18.00


    (puoi sempre toglierlo dopo)

    Contenuto

    Quarant’anni
    della storia della nostra musica leggera: li racconta Valerio Liboni –
    quello dei Nuovi Angeli, quello di Pop Corn, tanto per dire… – che
    nella musica ci è entrato negli anni Sessanta picchiando duro sulla sua
    batteria, che ci è entrato quando la musica era tutto un ON the road,
    era dedizione e sogno. Li racconta in questa bella autobiografia che è
    una specie di carrellata sull’universo degli studi di registrazione,
    sulle fatiche e gli entusiasmi delle interminabili tournée, sulla magia
    e il rigore della professione. E lo fa portando alla luce gli amori che
    danno forma al cuore e gli incontri che plasmano una vita intera. Come
    quello con il grande Macario e la sua lezione di stile, quelli con gli
    amici per sempre come Lauzi, e con gli amici perduti come Tozzi, e poi
    ancora con il mondo ambiguo della televisione e i primi arditi
    impresari, con i musicisti e le loro piccole manie, e naturalmente con
    la gente, il pubblico. E intanto si sorride, mentre il racconto
    prosegue, ma senza nostalgia: semmai con un poco di rabbia perché tanta
    musica, oggi, ha perduto, l’innocenza.

    Dettagli del prodotto

    • Titolo:
      Crash! Storie e curiosità dell’Italia della canzone a ritmo di musica, viaggi e amore
    • Autore:
      Liboni Valerio
    • Curatore:
      Scandurra M.
    • Editore:
      Aereostella
    • Data di Pubblicazione:
      2009
    • ISBN:
      9788896212011
    • Dettagli:
      p. 221

    DA: http://www.musicaleggera.org/talk-show-tozzi-vs-liboni/

    Talk Show: Tozzi vs Liboni

    Valerio Liboni - Crash!«Siccome
    avevo cominciato a scrivere delle canzoni che erano andate bene (Un
    corpo e un’anima aveva vinto Canzonissima) venni accusato da Liboni e
    gli altri, diciamo così, di non farle con loro…». (Umberto Tozzi, da: Provini bucati e dischi mai usciti, ML # 7)

    Per chi volesse sentire anche “l’altra campana” è sicuramente
    interessante il volume “Crash!”, l’autobiografia di Valerio Liboni
    uscita qualche mese fa, in cui il batterista racconta anche la sua
    versione del rapporto con Umberto Tozzi. Sono poi interessanti per
    tutti i cultori della Musica Leggera italiana i racconti sull’epoca
    beat e i Ragazzi del Sole, la nascita della Strana Società e
    l’incisione di Pop Corn, i vari Sanremo e Disco per l’estate, la
    collaborazione con il Maestro Franco Cassano per l’album mai pubblicato
    di Erminio Macario (con cui il padre di Liboni aveva lavorato per
    alcuni anni come spalla), i Nuovi Angeli, le canzoni per la Mannoia,
    l’incontro non solo artistico con Jo Chiarello, la collaborazione degli
    ultimi anni con Mal….insomma, una visione sicuramente parziale (vista
    la chiave autobiografica) di trent’anni di musica leggera italiana,
    raccontati da un personaggio che, rimanendo a vivere “alla periferia
    dell’impero” discografico (concentrato a Roma e a Milano) ha comunque
    saputo ritagliarsi un pezzetto al suo interno per durare negli anni.

    pubblicato da Vito Vita