PHOTOS : UMBERTO TOZZI À TOULOUSE
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" per tutti quelli cresciuti a latte e Tozzi" by belaire e gnaro
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Umberto Tozzi pour la première fois, ce soir, à Toulouse/Photo DR
Trente-cinq ans de carrière et des succès indémodables. Umberto Tozzi, star italienne des années 1970-1990 avec notamment « Ti amo » ou « Gloria », n’a jamais vraiment arrêté de chanter. Il est ce soir jeudi sur la scène du casino-théâtre Barrière à Toulouse.
Au téléphone, l’accent est chantant et les mots caracolent dans un joyeux désordre. Umberto Tozzi, 60 ans, a beau avoir vendu 50 millions de disques dans le monde, il n’a pas la grosse tête. Il ressent même encore le trac : « Je ne connais pas Toulouse, c’est une première pour moi ».
Et de remonter le temps avec nous en toute simplicité. « La musique a toujours fait partie de mon univers, raconte Umberto Tozzi. Mon grand-père était musicien, mon frère joue du violon et de la basse électrique. Et dès cinq ans, je grattais ma première guitare ». Umberto Tozzi commence à écrire des chansons. À la fin des années 1970, il enchaîne les succès : « Tu », « Gloria ». Et prend beaucoup d’avions « minimum deux fois par jour pour la promotion ». Et ce succès qui lui tombe soudainement sur la tête, comment le vit-il ? « Je l’ai toujours bien vécu. Je n’ai jamais ressenti le statut de star. Je suis resté celui que j’étais ».
On ose à peine la question sur l’histoire de ces chansons à succès, dont les paroles tournent beaucoup autour de l’amour, de la passion.
Autobiographique ? Pas du tout : « Ti amo est née comme toutes les autres chansons. Comme ça, sans histoire particulière. Avec simplement un plus dans l’arrangement et la voix ». On respire un peu quand Umberto Tozzi avoue : « Seule Gloria révèle l’une de mes grandes histoires amoureuses ».
En 2012, après une pause de sept ans, Umberto Tozzi décide de se remettre au travail et sort en France un best-of : « J’avais envie de refaire des chansons. De recommencer à chanter avec la technologie d’aujourd’hui ». Le résultat semble lui plaire. Nous aussi. On retrouve tous ces refrains avec plaisir notamment le duo avec Francis Cabrel. Petite Marie prend soudain un air de jeunesse. « On ne se connaissait pas. On s’est beaucoup parlé au téléphone avant de se rencontrer ». Sans un brin de nostalgie, Umberto Tozzi avoue tout de même « le plein bonheur des artistes dans les années 1970, à l’opposé de la concurrence féroce d’aujourd’hui et du manque de solidarité des maisons de disque. Une vraie famille qui autorisait l’erreur ».
Il dit aussi l’incroyable créativité de ces années. Selon lui, tout semble s’être arrêté net à l’aube des années 1990. « Aujourd’hui, les jeunes sont trop pressés. Ils veulent tout rapidement. On dirait que leur temps est compté ».
Lui, il a fait son chemin en se ménageant grâce au sport. « Je me maintiens en forme en jouant au tennis », lance-t-il. Et de conclure avoir découvert le plus beau métier de la Terre : celui de grand-père qu’il exerce depuis un an.
Umberto Tozzi en concert au casino-théâtre Barrière, jeudi 31 mai à 20 h 30. Tarifs : de 35 € à 45€. Tél.05 61 333 777 (www.box.fr)
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Il podio della classifica degli album più venduti, questa settimana, è occupato da Sapessi dire no di Biagio Antonacci, in prima posizione, seguito da Emma con Sarò libera, in seconda posizione e da Adele con 21 al terzo posto.
Quattro sono le new entry di questa settimana: Sonohra con La storia parte da quì (4), Umberto Tozzi con Yesterday Today (7), Garbage con Not your kind of people (16) e Santana con Shape Shifter (19).
Umberto Tozzi in concerto
Salon des Ambassadeurs
27.05.2012 ore 20.30
“A Giancarlo, per aver condiviso con me un lungo cammino …. di Gloria.”
Queste le parole che Umberto Tozzi dedica all’interno dell’elegante confezione del nuovo disco al grande Giancarlo Bigazzi, recentemente scomparso. Un sodalizio che ha generato gran parte della produzione del cantautore torinese. Successi immortali come Donna amante mia, Io camminerò, Tu, Ti amo, Notte rosa, Gli altri siamo noi, Stella stai. Accanto alla dedica una poltrona, vuota, che potrebbe simbolizzare tale perdita o anche un futuro nuovo da riscrivere. Gli artisti vivono la dimensione delle dinamicità e se possiedono la dote di reinventarsi non rischiano di rimanere ancorati al passato. Dote che Tozzi di certo ha, come dimostra nel doppio album dal titolo “Yesterday, Today” appena pubblicato. Un bilancio artistico e personale che presenta al pubblico il Tozzi di ieri e quello di oggi, tra l’altro già tenero nonno.
Il disco “Yesterday” è una raccolta dei più grandi successi riletti musicalmente, alcuni dei quali superano incredibilmente le versioni originali. E’ il caso ad esempio di “Donna amante mia”. Se nella versione del 1976 trovavamo un Tozzi acerbo, questa nuova, possiamo dirlo, supera persino quella (tra l’altro bellissima) corale del 1991 e quella del 1999 (dal disco “Bagaglio a mano”).
Perché questa necessità frequente di rileggere le proprie opere per Tozzi? Ce lo spiega lui stesso, affermando che la sua esigenza di musicista in primis è quella di sperimentare nuove dimensioni musicali, nuove ispirazioni e quindi rivestire i propri “figli” di nuovi abiti, sempre diversi. E che dire della nuova versione reggaestile Police degli anni d’oro di “Notte rosa” ? Un esperimento riuscito in cui chitarra elettrica e percussioni si sposano perfettamente grazie anche a dei musicisti di grande spessore e alla supervisione del grande produttore americano Greg Mathieson.
E parlando di riletture musicali è il brano “Here there and everywhere” dei Beatles (contenuto nel disco “Revolver”) che ci ricollega al disco “Today”. Un intro mozzafiato (grazie al sassofonista Gianni Vancini) che ci riporta alle atmosfere del grande (purtroppo poco conosciuto in Italia) musicista americano Leon Russel. Ricordate “A song for you” ? Ma questa cover beatlesiana accompagna dieci nuove canzoni. Questo è il today di Tozzi. Strano però che, ascoltando le nuove canzoni, si può avere la percezione che anche questo disco sia unbest of , in quanto tutti i brani nuovi a primo ascolto sembrano dei veri e propri classici tozziani. Troviamo il Tozzi che conosciamo, ironico, innamorato, incazzato, in cui testi e melodie viaggiano assieme benissimo.
Non sorprende quindi accostare musicalmente il brano d’apertura “Sorridi amore” ad un classico come “Alleluja se”, “Niente per me” a “Il grido”, “Se tu non fossi qui” a “Io muoio di te”, “Esserci” a “Notte rosa”, “Neve rosa” a “Se tu mi aiuterai”. Sia chiaro, ogni nuovo brano vive di vita propria in cui ogni riferimento al passato musicale si limita solo ad un felice e riuscito marchio di fabbrica, quello tozziano appunto.
Chi ascolta il nuovo disco non può che rimanere soddisfatto e ritrovare il Tozzi che si aspetta.
Forse meno sperimentale e sofisticato rispetto al bellissimo disco di inediti precedente “Le parole” del 2005 (che conteneva tra l’altro delle perle come “Non ti ho mai detto come sei”, “Barbarella”, “E vinci ancora tu”) ma energico e solare. In fondo, visti i tempi che corrono, non abbiamo bisogno di energia e di solarità ?
Son finiti i tempi in cui i nostri cantautori, come quelli spagnoli della canción protesta, urlavano al mondo i disagi sociali invitandoci a riflettere a riguardo. Oggi è il disagio a colorare di grigio le nostre vite. Non basta chiudere porte e finestre e coltivare il proprio orticello per rimanere immuni alla disperazione che tristemente avanza pregiudicando il futuro dei nostri giovani e la vecchiaia dei nostri padri.
E allora il cantautore deve anche, cambiando il suo percorso, portarci a sorridere e a distrarci. Il sorriso è ancora ad oggi un bene non tassato e totalmente gratuito. Pur non dimenticando totalmente il sociale : “Non voglio più che tu decida il mio destino. Camicie verdi, rosse e nere è un bel casino, non c’è un colore che stia bene addosso a me”.
Approfittiamone.
E in questo Umberto Tozzi ci riesce perfettamente.