Dopo tre anni di silenzio torna Umberto Tozzi con il suo nuovo album.
Autore: tuttosutozzi
sorrisi e canzoni: Umberto Tozzi, esce l’album “Ma che spettacolo”
Umberto Tozzi, esce l’album “Ma che spettacolo”
«È un disco ispirato. Non succedeva da anni: lo ascolto e mi emoziono», racconta il cantante torinese

29 Ottobre 2015 | 14:00 di Giulia Ciavarelli
«Sono da quasi vent’anni in tour: senza alcuna presunzione, posso dire che il mio repertorio è leggendario perché molte canzoni sono vere e proprie pagine di musica. Il mio grande esempio è stato Lucio Battisti, con il quale ho avuto il piacere di lavorare». È diretto, schietto e con una gran voglia di far conoscere un “disco ispirato che ancora mi emoziona”, come lui stesso lo definisce. Arrivato da un concerto in Australia, Umberto Tozzi è un vulcano di racconti: dall’idea di diventare un calciatore ai ricordi sanremesi, passando per i numerosi viaggi, l’amore per la Francia fino ai più attuali talent.
Dopo tre anni di silenzio discografico, il cantante torinese torna con l’album Ma che spettacolo: tredici tracce inedite e una bonus track che usciranno il 30 ottobre (Momy Records – distribuito Sony Music).
«Il disco l’ho scritto tra febbraio e marzo durante un bel momento di ispirazione che aspettavo da molto tempo. Mi sono chiuso nel mio studio e sono nate le canzoni in maniera del tutto naturale, anche come tempistica. C’è allegato il mio primo dvd: l’ho registrato nel dicembre 2012 durante il concerto al Gran Teatro Geox di Padova. L’acustica è una delle migliori e posso dire che nel live c’è una parte importante del mio curriculum musicale».
“MA CHE SPETTACOLO”, LA PRESENTAZIONE Schermo intero
Ed è vero, la carriera professionale di Tozzi è ricca di hit riconoscibili e tutt’ora molto amate, ma ci sono stati momenti ancora difficili da descrivere come quello dell’Ariston: «Scelsi di andare a Sanremo perché mi convinse Gianmarco Mazzi. Scrissi una canzone che mi piaceva molto ma ero indeciso. Fortunatamente abito non troppo distante dall’Ariston poiché fui il primo a lasciare la competizione. Mi sarei aspettato un finale diverso». Se il suo sogno era sempre stato quello di intraprendere una carriera calcistica, la musica arrivò sotto una forma di ribellione adolescenziale ma senza l’aspirazione a voler diventare un cantante: «Più tardi, ho capito di avere una personalità vocale e di aver trasformato le canzoni in vere hit poiché ai concerti anche gli stranieri cantano con me».
E proprio questo allontanamento dall’Italia è stato l’argomento spiegato e discusso durante la presentazione alla stampa: «Se fossi nato a Liverpool, probabilmente sarei stato il quinto Beatles. Sono felice di aver ottenuto la considerazione in tutto il mondo, anche se non in Italia. Il paese che mi ha accolto di più è sicuramente la Francia: “Ti amo” veniva inserita nelle discoteche della Costa Azzurra e riuscì a rimanere per molti mesi ai vertici delle classifiche».
Torniamo al presente, perché la nuova proposta di tredici tracce offerta da Umberto Tozzi è variegata, interessante, attenta alle tematiche amorose ma anche a quelle strettamente attuali. «”Ma che spettacolo” è quello che vediamo in televisione e leggiamo sui giornali. Sono scosso da tutto quello che avviene nel mondo, soprattutto ai bambini. Rispetto a “Si può dare di più”, qui non c’è speranza». L’album contiene una fotografia sincera di un amore incancellabile in Sei tu l’immenso amore mio, la descrizione dell’innamoramento in Che Amore Sia e una considerazione molto positiva in Donne al Potere. Nella sua hit parade personale, anche Hammamet che nasce dalla frequentazione con Bobo Craxi e Quell’inutile addio nel quale si consuma una dichiarazione di scuse nei confronti della donna amata.
Ultima riflessione è riservata ai talent: «Prima noi ci sentivamo protetti, ora i ragazzi se sbagliano, falliscono dopo un solo album. Giovani talenti che non vengono aiutati perché le etichette discografiche sono oramai assenti. Giudice di un talent? Perchè no, non lo escludo. Parlo tre lingue e sarebbe sicuramente un’esperienza totalmente nuova».
Radio Airplay: esce il 30 ottobre “Ma che spettacolo” il nuovo album di umberto Tozzi
by twitter.com/RadioAirplay-_it
Esce il 30 ottobre #machespettacolo-il nuovo album di @UmbertoTozzi –#seitulimmensoamoremio trasmesso da 52 #radio

Corriere dello sport : nuovo album per umberto tozzi
Nuovo album per Umberto Tozzi

Io ho incontrato bravi discografici, ora discografia inesistente
(ANSA) – MILANO, 28 OTT – Dopo tre anni di silenzio discografico Umberto Tozzi torna con ‘Ma che spettacolo’. Con una scaletta di tredici brani inediti, il lavoro da studio al completo è stato anticipato in radio dal singolo ‘Sei tu l’immenso amore’. La protagonista del videoclip del brano, firmato da Paolo Rossini, è Elisabetta Gregoraci. “Nella mia carriera ho avuto la fortuna di incontrare discografici competenti – ha detto Tozzi – mentre oggi i giovani sono in mano a discografia inesistente”.
ansa: nuovo album per umberto tozzi
Nuovo album per Umberto Tozzi
Io ho incontrato bravi discografici, ora discografia inesistente

(ANSA) – MILANO, 28 OTT – Dopo tre anni di silenzio discografico Umberto Tozzi torna con ‘Ma che spettacolo’. Con una scaletta di tredici brani inediti, il lavoro da studio al completo è stato anticipato in radio dal singolo ‘Sei tu l’immenso amore’. La protagonista del videoclip del brano, firmato da Paolo Rossini, è Elisabetta Gregoraci. “Nella mia carriera ho avuto la fortuna di incontrare discografici competenti – ha detto Tozzi – mentre oggi i giovani sono in mano a discografia inesistente”.
avvenire : Tozzi dai beatles ad Hammamet
http://mobile.avvenire.it/Spettacoli/Pagine/tozzi-dai-beatles-.aspx
Tozzi dai Beatles ad Hammamet

Ormai in Russia gli unici a richiamare le folle degne delle adunate del Pcus sono solo i discorsi di Putin e loro: gli “italianzy”. Italiani “veri” come Toto Cutugno, Ricchi e Poveri, Pupo, Riccardo Fogli, Matia Bazar, Al Bano (con e senza Romina Power). Tutti eredi agli occhi dei tanti Ivan e Natasha sparsi nel Paese più grande della terra di Adriano Celentano, il primo ad aprire una crepa sulla cortina di ferro con l’energia contagiosa di un rock celato dentro la scorza – apparentemente inoffensiva per la nomenklatura – di «musica popolare italiana», e oggi più amato di Elvis negli otto fusi orari che separano Kaliningrad da Vladivostock.
Gran parte degli altri, a cominciare dallo zar Toto, piovvero nelle isbe e nei grattacieli che lastricano la striscia d’acciaio della Transiberiana una notte dell’inverno 1983 grazie al Festival di Sanremo e a pezzi di storia come L’italiano, Vacanze romane, o Cieli azzurri. Una distrazione della nomenklatura dell’era Andropov, notoriamente più appassionato più di jazz che di altre musiche, a cui gli “italianzy” debbono i loro successi oltrecortina.
Anche se Umberto Tozzi si tira fuori dal novero, giudicando la sua popolarità nell’ex Europa dell’Est come un riflesso condizionato del successo dei colleghi e di quella Gloria che rimane la stella polare di un’avventura da 75 milioni di album venduti. L’ultimo, Ma che spettacolo, arriva nei negozi venerdì, sulla scia del singolo Sei tu l’immenso amore mio e del relativo video con Elisabetta Gregoraci.
«È stata l’amicizia con Albano a portarmi a Mosca, San Pietroburgo, Kiev, Crimea, Georgia», spiega il musicista torinese, classe 1952, che arricchisce la versione deluxe di questa sua nuova fatica formato cd con un dvd live con tutti i suoi successi realizzato tre anni fa in quel di Padova. «Al contrario degli altri miei colleghi su di me all’Est né sistema radiotelevisivo né l’impresariato hanno mai investito seriamente. Così lì mi conoscono per le canzoni, ma non di persona». Eppure il giovane cantante russo Alan Tsarikaevha ha voluto proprio Umberto a duettare Gloria tra i solchi del suo recente album Viaggio in Italia.
«Ho conosciuto Alan due anni fa circa tramite il mio caro amico Cosimo Vindice. Ci siamo esibiti insieme in Russia. Alan è un appassionato della nostra musica e ha un grande rispetto di tutto quel che è il repertorio musicale italiano e in questo album di duetti con i Fogli e con gli Al Bano ha voluto pure me. Ho avuto la fortuna di ottenere all’estero quelle gratificazioni che magari avrei dovuto ricevere dall’Italia e il paese a cui sono più legato è la Francia dove gli artisti hanno il peso che meritano. Li nessuno va in televisione senza saper fare nulla, qui invece è una cosa più che possibile. Pure il Canada mi accoglie sempre molto bene. Fossi nato a Liverpool forse sarei potuto diventare il quinto Beatle».
E del nuovo album dice che una canzone come Hammamet gliel’hanno suggerita i soggiorni in Tunisia. «L’ho scritta lì, dove frequento spesso la casa di Bobo Craxi che, oltre ad essere il figlio dello statista, è anche un bravo chitarrista. Il pezzo riflette sulle condizioni in cui vive un popolo come quello tunisino e sulle sue donne». Il labile legame con il pubblico d’oltre cortina ha sollevato Tozzi dall’onore di fare gli auguri su YouTube al capo del Cremlino in occasione del suo 63° compleanno. «Magari erano pure auguri sinceri perché loro lo conoscono personalmente…», chiosa lui. «Tozzi è fra i mie i artisti preferiti, anche se il duetto dei sogni è quello con Adriano Celentano», spiega Emin Agalarov, altra realtà export moscovita (anche se di sangue azero) che frattanto s’è accontentato di condividere le suggestioni della sua ultima hit Boomerang con Nile Rodgers e di aprire i concerti dei Take That. «Ero a Verona per i suoi show di tre anni fa e sono rimasto affascinato. Ho sempre amato, infatti, la sua musica; come, d’altronde, tre generazioni di russi».
Tozzi concorda. «Se non avesse avuto paura di viaggiare, Celentano sarebbe diventato il nostro Frank Sinatra». Ma che l’Est eserciti una crescente attrazione lo dimostrano il tour di Ramazzotti, che in primavera sbarcherà a Minsk, Vilnius, Tallin, Mosca, Novosibirsk, Krasnoyarsk, Ekaterinburg, Omsk, Chelyabinsk, Kazan, Voronezh, Krasnodar, Baku, Yerevan, e la Pausini, sbarcata lo scorso anno per la prima volta in vita sua Mosca e San Pietroburgo. «Credo però che i cantanti italiani abbiano ormai attinto tutto il possibile dalla Russia» giura però Tozzi «e che oggi la nuova frontiera per la nostra canzone sia ancora più ad Est, in Cina e in Asia in generale».



