Il Piccolo: Tozzi, sono quarant’anni che “Ti amo”

Il 24 maggio si conclude a Pordenone il tour del cantautore torinese appena uscito con un album ù

di Carlo Muscatello

26 aprile 2017

Umberto Tozzi pubblicò “Ti amo” giusto quarant’anni fa, in un’Italia molto diversa da quella attuale. La strategia della tensione era in atto, il terrorismo era pane quotidiano, le bombe esplodevano nelle piazze e nelle stazioni, si sparava per le strade. E la musica si adeguava al clima, era molto politica, i cantautori erano (quasi) tutti di sinistra, se non eri un compagno eri automaticamente un fascista (vedi il caso del sublime Lucio Battisti, che fra l’altro fascista nemmeno era…). Un’Italia, insomma, nella quale non tutti avevano il coraggio di ripetere in una canzone quelle due paroline fino all’ossessione.

In questo quarantennale Tozzi ha appena pubblicato un nuovo progetto discografico intitolato «Quarant’anni che “Ti amo”», seguito da un tour partito dieci giorni fa con un tutto esaurito a Milano e che si concluderà il 24 maggio a Pordenone, al Teatro Verdi. Poi si prosegue in Europa e in Canada.

«Questa è la mia canzone con la c maiuscola – ha detto il cantautore torinese, classe 1952, genitori arrivati dal Sud -, quella che mi ha aperto le porte del mondo. È stata in assoluto la più importante della mia carriera perché mi ha permesso di farmi conoscere ovunque e di andare a esibirmi in concerto ovunque».

In quel ’77 il brano vinse il Festivalbar e rimase al primo posto della classifica dei singoli più venduti in Italia senza interruzioni dal 23 luglio al 22 ottobre, vendendo otto milioni di copie in tutto il mondo, di cui oltre un milione nella sola Francia.

Per festeggiare come si deve l’anniversario, Tozzi ha realizzato per l’album appena uscito una versione inedita di quello che è ormai a tutti gli effetti un classico con la superstar mondiale Anastacia. «Ho scelto di festeggiare una canzone molto importante – ha spiegato – e per farlo ho cercato un’artista che stimo. È stato un onore per me e l’intesa tra noi è stata massima. Anastacia ha dovuto mettere la testa sulla canzone per adattarla alla sua bellissima voce».

Ma la carriera del nostro è vissuta anche di altri grandi successi. Nel ’78 esce “Tu”, titolo anche del suo terzo album. Nel ’79 “Gloria”, altro superbotto che conquista le vette delle hit parade europee, vende quasi trenta milioni di copie (sugli ottanta totali dei suoi vari dischi) e che nell’83, nella versione di Laura Branigan, arriva in testa alla classifica di vendita pure negli Stati Uniti.

Nel disco della celebrazione – oltre alle hit citate – ritroviamo “Notte rosa”, “Roma nord”, “Se non avessi te”, “Innamorati”, “Donna amante mia”, “Io camminerò”, “Si può dare di più” (prima a Sanremo ’87, in trio con Morandi e Ruggeri), “Gli altri siamo noi” (quarta a Sanremo ’91), “Io muoio di te”, “Stella stai”…

E due inediti: “Tu per sempre” e “Le parole sono niente”, quest’ultimo nato da una collaborazione con Eros Ramazzotti. «Con Eros – ha ricordato Tozzi – le cose sono andate nel più semplice dei modi. Lui mi ha chiesto se avevo bisogno di una canzone nuova e io gli ho risposto di no. Però gli ho detto anche che se me ne avesse mandata una bella potevo farla. Così è stato».

Umberto è fratello minore di Franco, anche lui cantante di un certo successo negli anni Sessanta. E ha tre figli: l’udinese Nicola e poi Gianluca e Natasha, rispettivamente di trenta e ventisette anni. Il secondo fa il produttore discografico e ha lavorato fra l’altro a questo disco-celebrazione del quarantennale di “Ti amo” del babbo. Sia il secondo che la terza sono recentemente assurti a protagonisti delle cronache rosa: l’uno per una relazione con Raffaella Fico (madre della piccola Pia, figlia di Mario Balotelli), l’altra per un fidanzamento con Stefano Ricucci, discusso finanziere romano, visto anche a Trieste una decina d’anni fa al seguito dell’allora consorte Anna Falchi.

Ma entrambi i rampolli Tozzi hanno visto scoppiare le coppie. E papà Umberto ha dichiarato a un sito “specializzato” in affari di cuore: «Nonostante il gossip invadente, io e mia moglie (Monica Michielotto, sposata nel ’95 – ndr) eravamo felici che i nostri figli fossero innamorati e appagati. Non abbiamo mai imposto loro le nostre opinioni per quanto riguarda le faccende di cuore, lasciandoli sempre liberi di vivere le loro storie in autonomia. Quando Gianluca e

Natasha hanno rotto con la Fico e Ricucci ci è dispiaciuto: hanno sofferto molto».

Questioni di gossip, questioni di cuore… «Ti amo, un soldo ti amo, in aria ti amo, se viene testa vuol dire che basta, lasciamoci…». Appunto.

twitter@carlomuscatello

26 aprile 2017

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