PERCHÉ NE LA CASA DI CARTA CANTANO CANZONI ITALIANE? TUTTO SU “BELLA CIAO” E LE ALTRE

Di Andrea Verdino

I tanti fan de La casa di carta attendono con ansia l’uscita della prossima parte, che andrà a concludere le vicende del Professore e della sua banda di rapinatori. Tuttavia, i lavori seppure procedano alacremente saranno ancora lunghi, e per vedere la parte 5 de La casa di carta dovremo aspettare ancora un po’.

Per arrivare preparati al finale della serie originale Netflix tutta spagnola, in ogni caso, abbiamo trattato sulle nostre pagine diversi approfondimenti e FAQ, come per esempio come mai i personaggi de La casa di carta si chiamano con i nomi di cittàperché si chiama La casa de papel, o anche quanto ha guadagnato la serie La casa di carta. Oggi, invece, tratteremo di un argomento molto richiesto dai fan, ovvero: perché nella serie ci sono così tante canzoni italiane?

Partiamo con ordine. La prima, e se si vuole la più importante canzone italiana utilizzata nello show è la famosa Bella ciao, utilizzata più volte nel corso delle stagioni. In questo particolare caso, l’utilizzo di una canzone con un significato così importante non è sicuramente accidentale: la canzone è stata utilizzata dai partigiani italiani come inno di resistenza durante la seconda guerra mondiale. Considerando che i membri della banda si ritengono come parte di una loro “resistenza”, il parallelismo (al di là di una contestualizzazione doverosa per le differenze tra l’impatto storico della resistenza partigiana e quello dello show) sembra evidente.

Ma non è solo Bella Ciao. Durante le stagioni abbiamo potuto sentire anche una stupenda versione di Ti amo di Umberto Tozzi cantata dal nostro amato Berlino (Pedro Alonso), o anche Centro di gravità permanente di Franco Battiato. Ci si potrebbe chiedere perché delle canzoni che fanno parte della musica popolare italiana vengano usate in una serie spagnola, ma il perché è presto detto.

Non tutti lo sanno, ma diversi artisti della musica italiana, specialmente del genere pop, hanno avuto successo internazionale, soprattutto in alcuni paesi europei, tra cui la Spagna. Inoltre, molto spesso possiamo trovare versioni in lingua spagnola proprio di questi successi italiani, e le due canzoni citate sopra esistono in una loro variante nella lingua iberica. È possibile che il creatore dello show, Álex Pina, sia stato particolarmente affascinato dall’ascoltare queste due canzoni, e abbia deciso di includerle all’interno della serie. Un altro bel traguardo per la musica italiana.

E voi cosa ne pensate? Vi piace il fatto che ne La casa di carta vengano usate molte canzoni del nostro paese? Fatecelo sapere con un commento, come sempre, nello spazio dedicato!

https://serial.everyeye.it/notizie/perche-la-casa-carta-cantano-canzoni-italiane-tutto-bella-ciao-altre-480768.html?fbclid=IwAR1Oia1UwTWnLb2kixfjPiQNGmP6IHyfyk-19gYyhAQlUaIgoKcxln8TNS8

Sanremo 2021: componi tu il cast – Terza semifinale – SONDAGGIO

di Ilario Luisetto

NOV 12, 2020Sanremo 2021 sondaggio

Seconda fase del nuovo sondaggio che eleggerà il cast ideale del prossimo Festival scelto dai lettori di RecensiamoMusica

E’ l’ora di iniziare i lavori per la messa a punto della prossima edizione del Festival di Sanremo che, tra l’altro, sarà la numero 71. Un lavoro molto impegnativo attende, dunque, Amadeus che sarà il prossimo direttore artistico. Un lavoro al quale, in qualche modo, vorremmo contribuire attraverso il vostro aiuto. Il web, spesso bistrattato e considerato al di sotto delle sue potenzialità, raccoglie tra i suoi internauti una serie infinita di appassionati di musica, oltre che le più rappresentative fanbase degli artisti italiani.

A voi ci rivolgiamo per decretare il cast ideale della prossima edizione della storica kermesse musicale, attraverso una serie di appuntamenti settimanali nei quali potrete scegliere coloro i quali, secondo il vostro insindacabile parere, meritano di calcare il palco del Teatro Ariston il prossimo marzo.

Dopo la prima fase preliminare in cui abbiamo selezionato, per mezzo dei vostri voti, 180 nomi tra i 500 proposti e suddivisi in 8 categorie di vote oggi vi chiediamo di tornare ad esprimervi in questa 3° SEMIFINALE. Abbandoniamo, dunque, le categorie e, in base ai risultati ottenuti nelle prime votazioni, vi proponiamo il primo dei tre gironi in programma di queste semifinale per decidere quali artisti della canzone italiana vorreste riportare nella città dei fiori. Avete la possibilità di scegliere, dunque, tra 60 nomi di rilievo della nostra tradizione musicale. E’ possibile votare un massimo di 20 nomi entro e non oltre le 21:00 di mercoledì 18 novembre. Passeranno alla finalissima soltanto i 20 artisti più votati.

Sanremo 2021, componi tu il cast – 3° SEMIFINALE

cliccate sul link qui sotto per votare Umberto Tozzi

Anni 70. Dietro i testi di Umberto Tozzi, tra lavori strani, mani che lavorano piano e stelle di cartone, l’arte di Bigazzi

Umberto Tozzi

Noi che siamo cresciuti chiedendoci quale fosse il “lavoro strano” del protagonista di Tu (1978) di Umberto Tozzi (1952). Artista che, peraltro, ci aveva lasciati perplessi appena un anno prima, quando apriva “la porta a un guerriero di carta igienica” in Ti amo.

Slow hand

Va detto che, non pago, il nostro aveva rincarato la dose l’anno successivo, con Gloria, che mancava “ad una mano che lavora piano”. Circostanza in sé innocua, se non fosse stata combinata con il fare “stelle di cartone con te nuda sul divano”….

La responsabilità di Bigazzi

In realtà le criptiche strofe (rilevante è anche l’ambiguo testo di Mamma Maremma del 1979) sono da ascrivere allo storico compositore e paroliere di Umberto Tozzi, Giancarlo Bigazzi (1940-2012), noto anche con lo pseudonimo di Katamar.

La storia del grande paroliere

La storia artistica di Bigazzi è esemplare: giovanissimo, scrisse, per Riccardo Del Turco, Luglio (1968); per Caterina Caselli, Il carnevale (1968) e, per Mario Tessuto, Lisa dagli occhi blu (1969).

Umberto Tozzi

Favolosi 70

Negli anni settanta Bigazzi continuò a sfornare successi: Vent’anni ed Erba di casa mia (entrambe del 1970) per Massimo Ranieri, Montagne verdi (1972), Nessuno mai (1974), Un sorriso e poi perdonami (1972) per Marcella Bella e Non si può morire dentro (1976), Dolce uragano (1980), No (1978), Più ci penso (1974), Questo amore non si tocca (1981), Toc toc (1978) per il fratello Gianni Bella.

  • Sopra le righe

Contemporaneamente alla sua carriera di autore, nel 1971 Bigazzi creò, insieme al paroliere Daniele Pace (1935-1985) , al musicista Totò Savio (1937-2004) e ai discografici Alfredo Cerruti (1942-2020) ed Elio Gariboldi (1935-2010) il gruppo degli Squallor, che, nati come un progetto goliardico tra amici, per il successo ricevuto, avrebbero inciso album per 25 anni.

Il giardino dei semplici

Dal 1975 al 1978, Bigazzi avrebbe prodotto assieme a Savio il popolare complesso pop-rock de Il Giardino dei Semplici. Il nome della band fu concepito e proposto dallo stesso Bigazzi ai quattro componenti. Il gruppo è considerato un nome di punta del filone romantico della musica italiana e napoletana, e ha venduto 4 milioni di dischi.

“Quando Umberto Tozzi mi chiese di seguire il suo sito”, Massimo Bolzonella e un blog per il Baco, tra musica e molto altro

Di Veronica Posenato 

-10 Novembre 2020

Quando la sera, prima di andare a dormire, il piccolo Massimo si infilava sotto le coperte, prima di addormentarsi prendeva in mano il pulsante della luce appeso al filo dietro al letto, e lo portava alla bocca e ci parlava, come se fosse un microfono. Con quel microfono di fantasia, Massimo raccontava lo sport, cantava, chiacchierava.

Ora Massimo Bolzonella non è più un bambino, ha 55 anni, vive a Lugagnano dal 2006. Se vuole raccontare lo sport, cantare o chiacchierare non usa più il pulsante dietro al letto, forse anche perché quel genere di interruttori non esistono quasi più. O forse perché in casa ha una stanza dedicata a questa sua passione, con un giradischi, i suoi vinili, e soprattutto con un microfono vero

Una passione che nasce in tenera età, che lo accompagna infatti per tutta la vita, e che lo ha portato a noi, a raccontarci la sua storia.

“Ho iniziato a coltivare realmente questa passione per il microfono a 16 anni, quando ho iniziato a lavorare per Radio Universal, una piccola radio messa in piedi insieme ad un gruppo di ragazzi che gravitava attorno alla parrocchia della Zai di Verona. Successivamente – ci racconta Bolzonella – tramite la scuola ho avuto la possibilità di fare uno stage presso Radio Adige. È stato grazie a questo che dopo aver terminato gli studi e l’anno di servizio di leva militare, sono ritornato a lavorare con loro. Per anni ho collaborato nelle radiocronache calcistiche di Roberto Puliero e parallelamente avevo una trasmissione mattutina sulla musica. Questo mio interesse per la musica mi ha poi permesso di partecipare come inviato al Festival di Sanremo”.

Racconta delle persone che ha intervistato nel mondo dello spettacolo, dai più famosi come Vasco Rossi, ai più giovani e freschi, come Diodato.

Ma racconta anche di destini che si sono incrociati al suo, portandolo a lavorare fianco a fianco con un personaggio molto importante del cantautorato italiano: Umberto Tozzi.

“Sono stato grande fan di Umberto Tozzi fin da ragazzo – ci racconta Massimo -. Ricordo con grande emozione quando nel 1982 l’ho incontrato per la prima volta in centro a Verona. Avevo 17 anni. Lui era ospite di Mike Buongiorno in una puntata del GiroMike, girato a Santa Viola. È stato il primo approccio diretto che ho avuto con lui, ci ho parlato insieme e, ovviamente, gli ho chiesto un autografo. Era il mio idolo, e per questo sapevo tutto di lui. Notavo però che il suo sito ufficiale era carente in alcuni dettagli della sua vita e della sua carriera. Ho deciso quindi con mio cugino di crearne uno amatoriale, inserendo dei dettagli che reputavo importanti da raccontare. Quando ha preso piede, lo stesso Umberto ci ha contattati chiedendoci di seguire anche quello ufficiale. È stato così che ho iniziato a lavorare a stretto contatto con lui, prima gestendo il sito, e successivamente anche seguendolo durante le incisioni, accompagnandolo a qualche edizione del Festival e organizzando eventi per lui”.

La firma di Bolzonella compare tra quelli dei collaboratori in tre album del cantautore. Ed è stato proprio Massimo a suggerire a Tozzi il titolo dell’album “Non solo live”.

Il rapporto con il suo idolo, tuttavia, è solo una parte di quello che è il suo grande interesse per la musica, nato di pari passo con quello per il microfono, quando era bambino.

Il giorno del suo compleanno, il piccolo Massimo non voleva una bicicletta, o un pallone: ma un mangiadischi.

“Quando ero ragazzino, una nuova canzone era molto meno accessibile rispetto ad oggi – ci spiega -. Bisognava aspettare che uscisse il disco e comprarlo, o sperare che passasse in radio per ascoltarla. Ora, con lo streaming, qualsiasi canzone dal momento della sua pubblicazione è a portata di mano in qualsiasi momento per chiunque: ciò rende tutto più facile, tuttavia, fa perdere valore alla musica stessa”.

“Vorrei che i giovani comprendessero il valore che ha una canzone anche dal punto di vista della sua costruzione – prosegue Massimo -. Al contempo, vorrei che le persone più anziane potessero guardare alla musica e ai suoi nuovi generi musicali senza giudicarla a prescindere. Il modo con cui i nuovi artisti si affacciano oggi allo scenario musicale è totalmente diverso: i social, i talent show e le piattaforme di streaming rendono tutto più accessibile ma non per questo più semplice. Io vorrei portare la mia analisi circa questo mondo che talvolta è dato un po’ per scontato”.

Massimo Bolzonella con Francesco Baccini qualche mese fa. Sopra sul palco con Umberto Tozzi nel 2017 e sotto sul red carpet di San Remo lo scorso febbraio.

Quando la sera andava a dormire, il piccolo Massimo si immaginava con un microfono in mano, a chiacchierare, a ridere, e perché no, a dire la sua opinione. Ora Massimo è un adulto, con una solida e decennale storia da riconosciuto ed apprezzato professionista nel mondo del giornalismo musicale e sportivo. E con una grande esperienza, che lo ha portato a realizzare quel sogno di bambino.

Questa intervista  nasce per introdurre una nuova rubrica che sbarca sul sito e sui canali social del Baco, con la quale Massimo Bolzonella commenterà la musica di oggi e di ieri, a tutto tondo, sotto gli aspetti più squisitamente tecnici ma anche come fenomeno di costume e generatrice di tendenze culturali. Senza tralasciare l’impatto sociale che, da sempre, la musica porta con sé.

“La Musica che Gira Intorno”, questo il titolo della sua rubrica. Imperdibile, già da ora.

Veronica Posenato Nata nel 1996, risiede a Lugagnano. Diplomata presso il liceo scientifico Messedaglia a Verona nel 2015, si è laureata in infermieristica presso l’Università di Verona nel dicembre 2018. Scrive per il Baco dal 2010, alla ricerca di persone del Comune di cui raccontare le storie, per valorizzare ulteriormente il nostro territorio.  

Mask Singer – Hibou chante « Ti Amo » d’Umberto Tozzi

Publiée le 31 octobre 2020 à 23:51

Voilà déjà trois soirées que vous avez commencé la grande enquête de Mask Singer ! Ce sont pas moins de 5 célébrités qui ont été démasquées dont une star internationale. Alessandra Sublet, Kev Adams, Anggun et Jarry sont toujours à fond dans l’enquête mais de nombreux doutes subsistent quant à l’identité d’Hibou . Pour sa troisième prestation, Hibou chante « Ti Amo » d’Umberto Tozzi. Les enquêteurs parviendront-ils à reconnaître sa voix cette fois ? Et vous, avez-vous une idée de qui se cache derrière le masque ? Extrait de l’émission Mask Singer du samedi 31 octobre 2020. Mask Singer tous les samedis à 21h05 sur TF1 et tous les jours sur MYTF1.

Cliquez pour voir la vidéo:

https://www.tf1.fr/tf1/mask-singer/videos/mask-singer-hibou-chante-ti-amo-dumberto-tozzi-60612184.html

Gloria by Umberto Tozzi Translation – Learn Italian By Music – Zoom Class


LearnItalianWithLarry

Gloria by Umberto Tozzi Translation – Learn Italian By Music Series Video 1 Zoom Class

In this video we will look at the Italian song called Gloria by Umberto Tozzi and translate the lyrics to help learn Italian by music series, the first video of the group.

Gloria by Umberto Tozzi – Second Video – learn Italian through Music translation and interpretation

In this video we will look at the Italian song called Gloria by Umberto Tozzi and translate the lyrics to help learn Italian by music series, the first video of the group.

Gloria by Umberto Tozzi – Video 3 – Translation and Learning Italian with Music

This video will look at and interpret the meaning of the lyrics and the pronunciation. A great way to learn Italian while enjoying a great song!

Learn Italian with Music – Gloria by Umberto Tozzi translation and meaning – 4th Video

This is the fourth video of the song by Umberto Tozzi called Gloria. We will translate the maning of the song and listen to the pronunciation of the lyrics.

https://www.youtube.com/channel/UCxk5sJqbmzEVG3YRAOfAoUA

more info: https://skl.sh/2Q99xnZ

I concerti previsti nel mese di dicembre 2020 sono CANCELLATI


Umberto Tozzi Official

23 m  · Mi dispiace con tutto il cuore ragazzi ..sapete quanto entusiasmo e voglia avevo di tornare a suonare con voi e per voi…ci rivedremo presto ne sono sicuro . Vostro Umberto #Repost @friendsandpartners #UmbertoTozzi: a seguito delle recenti decisioni governative in merito alla sospensione delle attività di teatri, cinema e luoghi di spettacolo, i concerti previsti nel mese di dicembre 2020 sono CANCELLATI #Friendsandpartners @momyrecords

Michelle Hunziker malinconica: “Non bisogna morire di fame”

Di RedazioneAG -26 Ottobre 2020 ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:50

Michelle Hunziker, nota showgirl e presto alla conduzione di ‘All Together Now’, con malinconia e tristezza scrive: “Non bisogna morire di fame

Michelle Hunziker malinconica: "Non bisogna morire di fame"
Michelle Hunziker, Fonte foto: Instagram (@ therealhunzigram)

Sempre bellissima, molto amata e al centro dell’attenzione di fan e followerMichelle Hunziker ha deciso di lasciare un malinconico messaggio su Instagram per condividere la rabbia ed il dolore: “Non bisogna morire di fame“.

Come sicuramente i suoi seguaci già sapranno, la bellissima mamma di Aurora Ramazzotti sarà tra la conduttrice dell’amatissimo programma Mediaset ‘All Together Now‘ che comincerà il prossimo 4 novembre.

La nuova edizione della trasmissione avrà tantissime novità, infatti, si parte già dagli ospiti che quest’anno saranno: Anna Tatangelo, Iva Zanicchi, Raf e Umberto Tozzi, inoltre ci saranno anche gli amatissimi Benji&Fede e Cristiano Malgioglio.

Insomma, le sorprese saranno davvero tantissime e la Hunziker, nel corso dei giorni, sta facendo crescere la voglia di vedere la nuova edizione grazie ad alcuni spoiler e molte stories pubblicate sulla sua pagina social.

Michelle Hunziker Instagram: il pensiero della showgirl va alle chiusure a causa dei Covid-19

Michelle Hunziker malinconica: "Non bisogna morire di fame"
Michelle Hunziker, Fonte foto: Instagram (@ therealhunzigram)

Michelle Hunziker ha dunque deciso di mettersi dalla parte dei lavoratori, anche quelli dello spettacolo, che in questo periodo, a causa dell’emergenza da Nuova Coronavirus, sono messi in ginocchio soprattutto economicamente.

Il lunghissimo messaggio scritto dalla conduttrice e showgirl su Instagram comincia così: “Oggi mi sono svegliata pensierosa… penso a tutti coloro che devono richiudere le loro attività… era già faticoso riprendersi, ma si sono tutti rimboccati le maniche e con determinazione e senza lamentarsi, si sono messi a lavorare… molti con il sorriso… l’ho visto io!“.

Michelle, inoltre, spiega che i tanti ristoranti costretti a chiudere dopo la pubblicazione del nuovo DPCM potrebbero restare aperti rispettando tutte le norme igieniche.

Alla fine del messaggio, Michelle chiede al Governo italiano di sostenere le famiglie in questo terribile momento di difficoltà e chiude scrivendo: “Non bisogna però morire di fame“.

by: https://www.chenews.it/2020/10/26/michelle-hunziker-instagram-fame/

La sorprendente historia de “Claridad”, el hitazo de Menudo que volvió con todo en la serie “Súbete a mi moto”: el relato de uno de sus autores

Oscar Gómez convirtió la psicodélica versión original en una canción de amor torturado y un hit inoxidable que ahora regresa después de 40 años

Por Daniel Riera

21 de Octubre 2020 · 15:51hs

Imagen

Si viste o estas viendo Súbete a mi moto, habrás observado que hay una canción que se repite prácticamente en todos los capítulos, no importa cuál sea la formación de Menudo. Se trata de “Claridad”, un hitazo irresistible de 1980 que hoy vuelve con todo de la mano de la serie de Amazon Prime. Esta es la versión más reciente, subida anteanoche, lunes 19 de octubre, a YouTube.  

Claridad en Súbete a mi moto

“Claridad” es la versión en español de “Stella Stai”, una canción que el italiano Umberto Tozzi escribiera con su productor y coequipier Giancarlo Bigazzi. La versión original del tema, en italiano, había tenido un reverdecer en 2019, cuando fue incluida en una película de la saga del hombre araña: Spider Man: far from home. Más allá de que la melodía del tema es potente e irresistible -digamos que exactamente a mitad de camino entre el rock y el pop- la letra original del tema es una especie de jerigonza psicodélica agradable al oído, pero sin mayor sentido. Veamos, por ejemplo, esta frase: “Colorando un figlio si può, dargli i tuoi occhi se no, se no che torno a fare a questa porta” (Coloreando un hijo se puede, darle tus ojos, si no, si no que hago otra vez en esta puerta). O esta otra: “Ciao Canadà, te ne vai in bicicletta che non sa darmi altro che guai” (Adiós Canadá, te vas en bicicleta que no sabe darme más que problemas). En otro artículo sobre Stella Stai/ Claridad, el periodista peruano Michael Zárate cuenta que el locutor italiano Luca Viscardi se acercó a Tozzi 30 años después de publicada la canción al solo efecto de preguntarle qué quería decir. “Umberto me ha confesado que un verdadero significado no hay. Es algo hermoso porque finalmente he podido descartar la idea de que yo era muy estúpido por no comprender la letra de una canción”.

Stella Stai, el original en italiano de Umberto Tozzi

“Todas las canciones de ellos son frase coloristas, sueltas. Ellos juegan con imágenes”, cuenta a BigBang el músico y productor cubano Oscar Gómez, autor habitual de las letras en español de Tozzi, y autor, por ende, de la letra de Claridad que grabaran Menudo y el propio Tozzi, en español. Por entonces, (fines de los 70, principios de los 80) Tozzi era una especie de fábrica de hits. 

-Con Umberto hice como 40 adaptaciones de varios álbumes. Fue una época muy linda de trabajo, porque además el productor de Umberto, Giancarlo Bigozzi, era un compositor enorme, con un sentido  del humor magnífico. Y a lo largo de estos 30 años me han dado muchas satisfacciones las letras que escribí. Gloria me la han pedido muchas veces, y ahora Claridad vuelve, con lo cual me da mucho gusto.

Claridad, por Umberto Tozzi

-La letra en español de Claridad no tiene nada que ver con la original. No se trata de una traducción, sino de una canción nueva con la misma melodía. 

-Así es -concede Gómez- Siempre me sentí muy libre para hacer lo que quiera con las canciones de Tozzi, y casi todas las versiones en español que hice no tienen nada que ver con el original, salvo “Ti amo”, tal vez…ImagenOscar Gómez, autor de la letra en español del hitazo “Claridad”.

Claridad

Ven claridad llega ya
Amanece de una vez claridad
Por piedad mata sombras
Dame luz, resplandor, libertad
Para no soñarla más, no ya no, nunca mas
Que vuelvo a su esclavitud
Ah, ah que vuelvo a su esclavitud
Ven claridad, quédate y no vuelvas a escapar
No te lleves el sol que no quiero recordar
Su figura su voz cada noche que paso
Como ayer, como hoy
Que vuelvo a su esclavitud
Ah, ah que vuelvo a su esclavitud
Si, si, si ,si, si, si, si
Ven claridad, llega ya trágate la oscuridad
Llega ya, vuela ya que el soñar me va a matar
Basta ya de esperar de la misma forma
Si necesito tu luz
Que vuelvo a su esclavitud
Ah, ah que vuelvo a su esclavitud
Coloreando el cielo de azul
Me siento un poco mejor, mejor
Llena mi ventana de luz
Se desdibuja su amor…

-Usted la convirtió en una especie de canción de amor torturado…

-Claro. El tipo está en la oscuridad pero está feliz, quiere que venga la claridad para que lo que lo saque de la oscuridad. Es una súplica de que venga el sol de una puta vez y que se termine esta mierda (risas)…

-Es una canción que dice cosas terribles con una melodía alegre… “Que vuelvo a su esclavitud”…

-A lo mejor ese es uno de sus secretos (risas)… Es una buena canción, la armonía es muy bonita. Tengo una canción grabada con Albert Hammond, Fantasma, que tiene la misma temática: un tipo que está enganchado con una mujer que le está jodiendo la vida…  Para que nadie se enoje, le aclaro que puede pasar lo mismo, pero al revés: también le puede ocurrir eso a una mujer con un tipo…

-¿Usted tuvo trato con los Menudo y con su mánager Edgardo Díaz?

-En el año 1973, mucho antes de que existiera Menudo, yo armé con un grupo que se llamaba Laredo, un disco basado en los Versos sencillos del poeta José Martí. Por entonces Edgardo era un muchacho muy joven que empezaba a moverse en el mundo de la música. Ese disco llegó a sus manos y se vino desde Puerto Rico a Madrid y nos armó una gira que fue un gran éxito. Edgardo compró los conciertos y nos pagó muy bien. Después le perdí el rastro. Cuando él decidió grabar “Claridad” con Menudo no fue a instancias mías, no hizo la gestión conmigo. El grabó Claridad “motu proprio”, no fue una cosa que yo le dije, pero se la agradezco, porque la versión de Menudo es un éxito recordado en muchos países.

Claridad, por Menudo

-Y ahora vuelve después de 40 años…

-Gracias a las plataformas de streaming, estamos enfrentado un nuevo momento para la música. Es algo muy bueno para  la comunidad de autores que hemos sufrido tanto con la piratería. Ahora que el mundo de la música se ha globalizado, una canción que subas a las redes puede ser un éxito en cualquier país del mundo…. Es fantástico y nos abre puertas para que piensen en ti y te abran puertas para nuevas producciones como músico, como compositor. La serie de Menudo se ha convertido en una llave maestra para mí que si la sé utilizar me dará muchas satisfacciones, no sólo con mis viejas canciones, sino que también me dará posibilidades de hacer nueva música. Se nos compensan 20 años de penurias.

https://www.bigbangnews.com/show/la-sorprendente-historia-de-claridad-el-hitazo-de-menudo-que-volvio-con-todo-en-la-serie-subete-a-mi-moto-el-relato-de-uno-de-sus-autores-2020102112560

Alfredo Cerruti visto da Pizzi. Le foto d’archivio con Carrà, Tozzi e Venier

È morto il fondatore e voce del gruppo degli “Squallor”, Alfredo Cerruti. È stato anche produttore discografico, attore e autore tv. Aveva fondato gli Squallor nel 1971 con Bigazzi, Pace e Savio; in epoca di canzoni impegnate gli Squallor proponevano motivi decisamente trash. Cerruti era nato a Napoli il 28 giugno 1942. Aveva avuto anche una relazione con Mina a metà degli anni Settanta e aveva collaborato con molti personaggi noti tra cui Renzo Arbore.

“Starà nei cieli a guidare la sua Volante”, ha detto proprio un Renzo Arbore profondamente addolorato e commosso per la scomparsa dell’amico di una vita Alfredo Cerruti, tra gli autori di Indietro Tutta!, ricorda all’Ansa uno dei tormentoni mitici della tv degli anni ’80 dovuti all’estro del produttore napoletano. “Aveva un talento incredibile nello scovare gli altri talenti: persone come Gigliola Cinquetti o i Pooh furono sue scoperte”, prosegue Arbore che sottolinea l’importanza di Cerruti come discografico e non solo come televisivo. “È stato un grande direttore artistico alla Cbs, alla Cgd e poi alla Ricordi”, aggiunge ricordando anche il gruppo degli Squallor per cui divenne celebre, “canzoni che dissacranti era dir poco” ma che nella cultura degli anni ’70 esprimevano libertà. “Per lo sketch del professor Pisapia mi telefonò un giorno – racconta ancora Arbore – Giuliano Pisapia, che poi è stato sindaco di Milano. Per le scale dell’Università Statale lo sbeffeggiavano: ‘chiamo io o chiama lei?’ e mi pregò di cambiare nome al personaggio”.

Ecco una selezione di foto dall’archivio di Umberto Pizzi per ricordarlo.

(c) Umberto Pizzi – Riproduzione riservata

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Alfredo Cerruti visto da Pizzi. Le foto d’archivio con Carrà, Tozzi e Venier