oggi CONCERTO IN CANADA

Sunday 19 September 2010

Umberto Tozzi live

Umberto Tozzi at Casino Rama (Orillia)

Casino Rama 5899 Rama Road L0K 1T0 Orillia, ON, Canada

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da: http://www.unita.it/news/culture/102431/se_lautostrada_non_cambia_musica

L'Unità - Fondata da Antonio Gramsci nel 1924

Se l’autostrada non cambia musica

di Leonardo Tondellitutti gli articoli dell’autore

Passato un buon ferragosto? O eravate anche voi intrappolati in una coda d’autostrada, cullati dalle dolci note di Sandro Giacobbe? Rassegnatevi, è l’Italia. Certi problemi sono complessi. Gli esodi di agosto, per esempio, non sono così facilmente aggirabili. Ma Sandro Giacobbe? Un modo di aggirarlo ci dovrebbe pur essere. Non so, per esempio… una class action contro Isoradio? Chiedere i danni a Isoradio,che idea folle. Come calcolare la quantità di tempo e di denaro bruciate in tutti questi anni in centinaia di migliaia di code? Code che milioni di automobilisti avrebbero potuto evitare, se Isoradio li avesse informati prontamente di quello che succedeva 30 km più in là, invece di proporre un vecchio classico di Umberto Tozzi dopo l’ultimo successo di Biagio Antonacci…

La selezione musicale di Isoradio
è una di quelle ingiustizie alle quali forse i potenti sperano di assuefarci con gli anni. Magari, pensano, col tempo ci affezioneremo a quest’Italia di svincoli presi senza sapere se dietro la curva c’è una coda o no, mentre i Ricchi e Poveri cantano Mammamarìa. E intanto gli anni passano, le code si allungano, dei Ricchi e Poveri si sarebbe perso anche il ricordo, se non fosse per i dj di Isoradio. Ma cosa vogliono da noi? Perché non si sbrigano a dirci che le uscite sull’Adriatica sono intasate? Perché prima devono per forza somministrarci Gianni Togni? Cosa abbiamo fatto di male, esattamente? Di quale colpa oscura ci siamo macchiati (probabilmente a metà degli anni Settanta)? Non siamo anche noi automobilisti come gli altri? Perché Isoradio non sembra fatta per noi – ma a orecchio non sembra fatta per nessuno.

Credo che in partenza ci fosse un’idea
: intervallare le informazioni sul traffico con un po’ di musica ‘popolare’, per evitare che il conducente si assopisse o cambiasse frequenza. Forse trent’anni fa tutto questo aveva ancora un senso. Le autostrade erano meno trafficate, le code meno frequenti, e tra una notizia e l’altra si potevano programmare canzoni da hit parade, quel tipo di canzoni che rappresentavano un patrimonio collettivo, le conoscevano tutti e le cantavano… no, aspetta,trent’anni fa? Era il 1980, le autostrade erano già fiumane di lamiera rovente, i ragazzini ascoltavano il post-punk e vomitavano sulle note delle canzoni preferite da mamma e papà. Il sogno generalista di Isoradio viene ancora da più lontano. E non ha davvero più il minimo senso.

Oggi non esiste più un patrimonio di canzoni condivise ammesso sia mai esistito). Se metti su Sanremo l’ascoltatore dei Pink Floyd cambierà frequenza. Techno e Hip-hop non sono più fenomeni ‘giovani’: è roba che gira da una ventina d’anni, una parte non piccola degli utenti delle autostrade c’è cresciuta in mezzo e magari non ascolta altro. Ma Isoradio non può programmarla, perché? Perché c’è il rischio che il camionista cinquantaseienne si addormenti, sbandi e schiacci l’appassionato dei Pink Floyd contro l’amante della techno. Va bene. D’altro canto il camionista 56enne ormai è un rumeno di Conegliano, e Tiziana Rivale non risveglia in lui nessuna luminosa epifania degli anni Ottanta: se è stanco si addormenta e sbanda uguale. E se mettessimo un notiziario sul traffico in più, semplicemente? Anche in rumeno, perché no, pensiamoci.

Di tante rivoluzioni a cui abbiamo assistito, ce n’è una che forse ci siamo lasciati sfuggire. Da qualche tempo in qua ascoltare musica in auto è diventata un’esperienza molto meno frustrante. Cos’è successo? Una piccola cosa: nelle auto sono entrati i lettori mp3. Ormai, nell’affannosa corsa al cliente, le concessionarie li offrono in serie. Con tutto quello che significa: caricare su ogni auto una valigia colma di cd, compressa in pochi centimetri cubici, e gestibile con una mano sola. Si può viaggiare per l’Italia e l’Europa con il proprio juke box personale, che quasi mai include i successi di Pupo tanto cari ai dj Isoradio. Questa rivoluzione impalpabile ha i suoi pro e i suoi contro. Non dipendiamo più dai selezionatori delle radio, non saremo più costretti a memorizzare il tormentone del momento. D’altro canto c’è il rischio di blindarci nella nostra bolla musicale personale, e di perdere ogni contatto coi gusti musicali delle persone che stanno vicino a noi.

Ma tutto questo in fondo non riguarda Isoradio
.La diffusione dei lettori mp3 sulle auto metterà in discussione la programmazione delle emittenti commerciali, ma Isoradio è servizio pubblico; il suo scopo è offrire in tempo reale informazioni sul traffico. Non importa quante ore di buona musica abbiamo a bordo; in certi momenti avremo sempre voglia di sintonizzarci su Isoradio. A patto che ci dia immediatamente informazioni sul traffico, non sui momenti oscuri della carriera dei Matia Bazar. Non si può semplicemente programmare un notiziario dopo l’altro, senza interruzioni musicali? Dite che è troppo noioso? Più di un successo di Amedeo Minghi?

da: http://www.terlizzilive.it/News/news.aspx?idnews=4662

10 agosto 2010

In migliaia a Terlizzi per Umberto Tozzi e il suo “Superstar Tour”

di Giorgio Rutigliano

Nell’ambito del consueto concerto del lunedì della Festa Maggiore, si è svolto ieri il concerto di Umberto Tozzi, cantautore torinese ma figlio di emigranti pugliesi.

Tozzi nella tappa terlizzese del suo “Superstar Tour” è riuscito a riempire la centralissima piazza Cavour in modo inverosimile. Infatti, oltre ad aver fatto esaurito le abituali sedie posizionate di fronte al palco e messe a disposizione delle autorità del paese ed anche per chi (a pagamento) ha preferito godersi l’esibizione comodamente, è riuscito a far inondare ogni angolo della piazza , con una mole di persone che arrivava abbondantemente fino a davanti al municipio.

La serata si è svolta in maniera tranquilla ed ordinata, con una prestazione abbondantemente riuscita del cantautore, completamente a suo agio nella parte di mattatore della festa, sia nella parte prettamente canora che in quella più aperta ad un vero e proprio dialogo con il pubblico.

La scaletta ad alto “contenuto emozionale” è stata un vero e proprio schedario che conteneva sia i brani più vecchi che quelli più recenti dello sterminato repertorio di Tozzi.

Oltre alle arcinote “Ti Amo”, “Gloria”, “Gente Di Mare” e “Gli Altri Siamo Noi”, la vera e propria chicca da segnalare è stata una intima ma assolutamente sublime versione di “Perdendo Anna”, brano che risale al passato più remoto della storia di Umberto Tozzi, ma particolarmente amato dai veri fan del cantante, ed eseguita solo con voce, chitarra e sax soprano.

Il concerto, finito dopo due abbondanti ore, è stato, forse, uno dei più riusciti degli ultimi anni, coinvolgente e sofisticato al punto giusto, tanto da mettere d’accordo la quasi totalità del pubblico composto dalle più disparate fasce d’età.

da: http://www.ilsegnale.it/it/news/costumesocieta/3428/

La festa si concluderà stasera

Umberto Tozzi e i fuochi d’artificio accendono Pagliare

Il cantautore si è esibito ieri sera in una piazza Kennedy gremita

Di Redazione   stampa    
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Umberto Tozzi a Pagliare del Tronto

SPINETOLI – Gloria, Ti amo. Non è una pubblica dichiarazione d’amore a una presunta dolce metà, ma solo due dei più grandi successi che ieri sera, 1º agosto, Umberto Tozzi ha cantato a Pagliare del Tronto, allietando la penultima serata dell’11esima sagra dei Maccheroncini alla pagliarana nell’ambito dei festeggiamenti in onore di Maria S.S. Addolorata.

Gli otto giorni di festa e di strappi alla dieta estiva (con le delizie enogastronomiche presenti nella manifestazione), nella serata di ieri hanno visto piazza Kennedy riempirsi fino all’inverosimile.

Il pubblico di piazza Kennedy
Il pubblico di piazza Kennedy

Tanti, giovani e meno giovani, hanno cantato e ballato i brani del celebre cantautore, che ha dato il meglio di sé, rispolverando i successi che hanno scalato le classifiche italiane negli anni Ottanta e Novanta. Da Stella stai a Tu, da Gente di Mare a Gli altri siamo noi, da Notte Rosse a Si può dare di più: in due ore il cantante torinese ha fatto tornare in mente ai più anziani, emozioni e ricordi che sembravano sopiti, mentre ai più giovani ha fatto conoscere le magiche sonorità che qualche anno fa riempivano le notti italiane.

Dopo il concerto la notte si è illuminata con lo spettacolo pirotecnico dei fuochi d’artificio a cura della Pirotecnica Santa Chiara, azienda di casa famosa in tutta Italia.

La sagra si concluderà questa sera con l’esibizione musicale dei Rapsodia e l’estrazione dei premi della lotteria. Per l’aspetto enogastronomico, lo ricordiamo, sarà possibile assaggiare: maccheroncini alla pagliarana, ceppe tricolore, pennette alla contadina, fusilli all’ortolana, mezzemaniche alla norcina, arrosticini di castrato, panino con salsiccia, braciola di maiale, tagliata di manzo con rucola e parmigiano, olive all’ascolana, saltimbocca, trittico pastellato di verdure, patatine fritte. Il tutto annaffiato da birra tedesca e belga, vino delle cantine "Terre picene" e "Saladini Pilastri" e bevande varie. Il menu, al prezzo fisso di 5 euro, comprende un primo, un secondo e un contorno.

Lunedì 2 Agosto, 12:53

Pagliare del Tronto 01.08.2010

Ho inserito le fotografie scattate al concerto.
Sono in SKYDRIVE- 2010-CONCERTI-PAGLIARE DEL TRONTO

UMBERTO TOZZI ON LINE IN FERIE

27/07/2010 – 10:01
massimo – redazione@umbertotozzi.com
TOZZI ON LINE: FERIE
La presente per annunciarvi che la rubrica UMBERTO TOZZI ON LINE si ferma per qualche settimana in concomitanza con il periodo estivo. Vi annunceremo piu precisamente in seguito la data di ripresa ma pensiamo di fermarci per tutto il mese di Agosto visto il periodo di ferie. Buona navigazione e buona estate ragazzi!!!!

UMBERTO TOZZI ON LINE – 14

       
UMBERTO TOZZI ON – LINE  
   
LUNEDì 26 LUGLIO – ARIA E CIELO  
   
Questo disco nacque in una fase della mia carriera artistica nella quale avevo ancora più voglia del solito, di esplorare terreni espressivi diversi da quanto avevo fatto in precedenza. Ecco allora il mio incontro con Giulio, ovvero Mogol, che rappresentava, o almeno cosi credevo, la possibilità di incrociare il suo mondo con il mio mondo, la mia voglia di esplorare con la sua curiosità e la sua poesia.
Decidemmo di fare questa produzione, con la comune aspirazione di fare una cosa naturale, non troppo studiata, non troppo cercata. Lui mi disse infatti, che avrebbe dedicato massimo due ore al giorno alla creazione, e questo mi andava benissimo perché mi sembrava potesse sposarsi bene con un certo concetto di libertà compositiva che andavo cercando, a scapito di passate mie esperienze che vi ho gia raccontato di “dover fare un disco per forza”, di cercare “qualcosa che doveva venire fuori a tutti i costi”.
Mogol è un grande, questo non si può che riconoscere, ma mi trovai di fronte a certe sue posizioni prettamente economiche che sminuirono quasi immediatamente il senso squisitamente artistico del lavoro. Abbiamo lavorato insieme, ma onestamente non mi sono molto divertito e da li ho capito che certe posizioni prese da quel personaggio non certo facile ma di ineguagliabile genialità di nome Lucio Battisti, non erano frutto di “vezzo da star”, quanto piuttosto da un rifiuto di incanalare in una prestazione calcolata a tavolino e atta a produrre reddito, che ben poco si addice a chi vuole far si che la musica che gli suona nel cuore e nella testa, si traduca in una espressione che si chiama canzone.
Il risultato finale fu un disco diciamo “professionale”, e credo di non dirvi nulla di nuovo e di non offendere nessuno se aggiungo che il risultato nella composizione dei testi sia stata, proprio perché inserita in questo “lavoro su commissione”, ben al di sotto delle ben provate capacità del grande carisma di questo autore. Parlando delle canzoni, sottolineerei Brava, che ritengo decisamente un pezzo degno di nota, molto piacevole. Aria e Cielo, molto forte ritmicamente, ma con qualche credenziale in meno rispetto a un singolo che possa definirsi molto forte, e poi c’era Quasi Quasi che lanciai come singolo che forse avrebbe avuto un impatto più importante se fosse stata composto e pubblicato prima, perché usci in un contesto musicale generale di cambiamento, che la fece emergere un po’ meno di quanto avevo sperato. Resta per me una gran bella canzone, molto ispirata, che ho avuto modo poi di vestire in concerto anche con un arrangiamento diverso che ne ha dato nuova vitalità. Buon proseguimento di estate a voi tutti!
Umberto
 
 

UMBERTO TOZZI ON LINE – 13

       
UMBERTO TOZZI ON – LINE  
   
LUNEDì 12 LUGLIO – EQUIVOCANDO  
   
Cari ragazzi, rieccomi a Voi nella oramai consueta veste di “artista narratore” in quello che oramai è un appuntamento imperdibile, questa pagina settimanale nella quale vi racconto le produzioni musicali che hanno caratterizzato la mai discografia. Qualcuno ha commentato sul guestbook in queste ultime settimane che spesso risulto ipercritico nelle valutazioni dei miei lavori, e allora questa settimana darò l’occasione a molti di ricredersi, perché per me parlare di Equivocando significa parlare di un disco semplicemente fantastico, di una produzione veramente bella frutto della grande libertà espressiva e compositiva di cui ho profondamente goduto nel realizzarlo. Fu un grandissimo successo, ogni tanto quando ci ripenso dico “ho fatto davvero un capolavoro”, ancora mi emoziono a pensare a quanto emozione e magia musicale ha ispirato questo album. È un disco molto ritmico, con arrangiamenti e soluzioni armoniche molto forti, dirette, arrembanti. Ma fatta questa premessa vi dico che emozionalmente parlando il pezzo che mi da’maggiore enfasi è senz’altro “Il mio domani”. Guardate, “Il mio domani” è uno dei pochi pezzi con i quali ho stabilito una magia perché ogni volta che lo ascolto la sua intensità è talmente forte che ancor oggi ogni volta mi metto a piangere. Lo accosto come intensità emozionale a “Come in amore ci si fa male” che pur scritto successivamente, ha la stessa radice. la stessa sofferenza emotiva, la stessa sensazione di uno scavo profondissimo nella parte più intima della mia anima di artista e di uomo. Credo di poter dire che Il Mio Domani rappresenti uno dei punti compositivi più alti che io abbia raggiunto, e non certo per la notorietà popolare che questo pezzo, proprio per la sua essenzialità intimista, non avrebbe mai potuto avere, ma quanto invece per la profonda soddisfazione ed esternazione di sentimenti che mi hanno letteralmente attraversato nel momento “benedetto“ della creazione artistica. Mi vengono i brividi a pensarci, davvero… e vi assicuro che mi capita abbastanza raramente.. Beh, tornando a parlare del disco nella sua interezza, ci tengo a parlare di Equivocando, la title track del disco, che è uno dei pezzi più affascinanti che io abbia mai scritto in quanto si tratta di una canzone completamente fuori da ogni possibile schema. È uno di quei pezzi, per riprendere un concetto della scorsa settimana, che sarebbe bene far ascoltare a quelli che in Italia si dichiarano “rock”, pensando di essere originali e magari “alternativi”. Io dico che Equivocando è rock, come lo è Stella Stai, come Io muoio di te con cui vinsi il Festivalbar tutto bello vestito in tuta mimetica. Vi ricordate che bello che ero?? Beh, scusate, Gloria secondo voi non è un pezzo rock?? Gloria, amici miei, è Il Rock!! Mi sa che in Italia ci sono tanti, troppi artisti, che “Equivocando” credono di fare “rock” ed invece non fanno altro che ripetersi … sono quelli da top ten…quelli che passano alla radio ogni giorno…quelli che entrano nella top ten vendendo trecento copie, che magari spariscono dopo una stagione o due,… “ No no che no che no che non c’ero
Non c’eri – ma sì che c’eri
No no che no che no che non c’ero
Non c’eri ma allora dimmi dov’eri???”
Hasta luego
Umberto

UMBERTO TOZZI ON LINE – 12

UMBERTO TOZZI ON – LINE  
   
LUNEDì 05 LUGLIO – GLI ALTRI SIAMO NOI  
   
Ciao ragazzi, questa settimana inizia con la prima pagina musicale degli anni 90 rappresentata da “Gli altri siamo noi”. Quell’anno come ricorderete partecipai al Festival di Sanremo, che fu vinto dal predestinato Cocciante, e che io vissi con il disincanto di chi partecipa sapendo che si trattava di una opportunità per presentare un pezzo importante, e non tanto come una “gara musicale” che era ben distante dalle mie ambizioni di allora .Credo fosse importante lasciare “un segno”, e da questo punto di vista credo di esserci riuscito essendo “Gli altri siamo noi” uno dei successi entrati in maniera stabile nel mio repertorio più conosciuto. Ma fu l’ultimo mia felice apparizione in riviera… le mie successive presenze al Festival furono un disastro…che vi racconterò più avanti! Quel disco rappresentò il termine della mia collaborazione con Giancarlo Bigazzi, e fu importante perche era un disco comunque pieno di idee. Sicuramente oltre al pezzo che dà il titolo al disco, “Gli innamorati” è stato un altro brano che ha riscosso un importante successo, e che molti mi riferiscono essere una canzone che evidenzia in modo molto marcato la mia propensione a destreggiarmi con una certa naturalezza in tonalità piuttosto impegnative dal punto di vista dell’estensione vocale. Pensando a quei titoli non posso non evidenziare “Ciao Lulù” che a mio modo di vedere è una canzone che rappresenta una fusione accattivante tra una idea musicale riuscita, ed un testo significativo che racconta una storia bella soprattutto per l’epoca in cui fu scritta, che la rende ancora molto attuale, molto vissuta. Ecco vedete, questa è una canzone che mi rappresenta moltissimo ma che conoscete solo voi afecionados, ovvero voi che conoscete a fondo la mia produzione. Nessuno dice “guarda che bel pezzo ha fatto Tozzi” pensando a “Ciao Lulù”, ma non importa. Desidero sottolineare quanto gia vi dicevo la settimana scorsa: le canzoni non sono fatte per essere date in pasto al “marketing”, unico mezzo ritenuto “arbitro” di decretare questa canzone un successo, o un’altra un fiasco.
La musica deve arrivare dritta al cuore delle persone senza mediazione, senza manipolazioni restrittive da parte di mezzi comunicatori che si arrogano il diritto di sostituirsi ai fruitori di note musicali per influenzare le scelte a seconda di scelte economiche predeterminate. Qualcuno dirà, ma Umberto perché continui a insistere su questo tasto?? Perché, ragazzi miei, io in fondo dalla musica ho avuto molto, ma le nuove generazioni cosa hanno?? Spesso le illusioni di essere dei geni al primo singolo, anziché essere stimolati a migliorarsi. Troppi soldi girano intorno allo show business, troppi condizionamenti di massa. Ne avrei tante da dire, ma cerco di limitarmi. Ma visto che sto parlando di “Gli altri siamo noi”, mi viene spontaneo pensare al fatto che se oggi un giovane ha del talento finisca per non emergere perché non dichiara pubblicamente di assumere droghe, o non fa foto rock and roll con una chitarra in mano da dare al proprio ufficio stampa. Il vero rock and roll lo fa chi inventa qualcosa di buono, e soprattutto qualcosa di nuovo. Quello che inventarono per esempio negli anni 60 quattro ragazzi inglesi che si facevano chiamare Beatles. Ne vedo poco di Beatles, ne vedo poco di rock and roll. Si vede il fumo, ma non si sente il suono. E questo è un vero peccato, non siete d’accordo???