Oggi alle 21 al foyer del Teatro Nuovo di Mirandola

Gianni Vancini in duo con il M. Alessandro Pivetti per il  nuovo progetto DOUBLE EXPOSURE:
CLASSICA E JAZZ STASERA SI FONDONO IN UN UNICO CONCETTO MUSICALE.
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TECHETECHETE’/ ‘Cantavamo così’: gli anni Novanta da Raf a Ligabue

Techetechete’ chiude con Cantavamo così: è l’ultima puntata prima della stagione invernale. I protagonisti sono numerosi, e vanno dagli anni Sessanta al 1999.

Sylvie Vartan a Techetechete'Sylvie Vartan a Techetechete’

“Qual era la canzone più cantata e gettonata nei Juke Box del 1969? E quale quella più passata dalle radio nel 1979?”. Ultimo appuntamento con Cantavamo così, il capitolo musicale di Techetechete’ dedicato alle canzoni dello scorso millennio. Di seguito alcuni titoli: si parte dal Buonasera di Sylvie Vartan, per chiudere, retoricamente cantando, con Cosa resterà degli anni 80. Di mezzo ci sono esattamente due decenni di musica. E in particolare: Lisa dagli occhi blu di Mario Tessuto, Quella carezza della sera dei New Trolls, Pensami di Julio Iglesias, Ti lascerò di Anna Oxa e Fausto Leali. Si chiude con le hit del ’99 di Alex Britti, Jovanotti e Ligabue. Senza dimenticare i Lunapop di 50 special, la più iconica delle canzoni di fine anni Novanta.

RAF E I “SUOI” ANNI 80

Se i Lunapop e Cremonini hanno segnato un’epoca, lo stesso di può dire di Raffaele “Raf” Riefoli. È suo il brano più rappresentativo di quegli anni, un titolo che dà il nome a un intero album. Per non parlare di Self Control, che con Cosa resterà segna il punto più alto della sua carriera. A dire il vero, il suo primo successo risale a qualche anno prima. Era l”83 quando Raf debuttava con la cover di Laura Branigan, in un album interamente in inglese. Sempre in quell’anno, scrisse insieme a Bigazzi Il principe di Claudia Mori, utilizzata come sigla di chiusura di Hit Parade. Nell”87 fu l’autore di Si può dare di più, canzone vincitrice del Sanremo di quell’anno. Allora partecipò all’Eurovision con Gente di mare, classificandosi terzo in coppia con Umberto Tozzi.

http://www.ilsussidiario.net/News/Cinema-Televisione-e-Media/2018/9/6/TECHETECHETE-Cantavamo-cosi-gli-anni-Novanta-da-Raf-a-Ligabue/837698/

 

Una parata di stelle sul palco L’Accademia e gli atleti speciali

Appuntamento il 22 settembre alle 20.30 al Teatro Creberg

Il concerto, condotto dagli speaker di Radio Italia Manola Moslehi e Mauro Marino, sarà poi trasmesso su Radio Italia, Radio Italia Tv e in streaming sul sito radioitalia.it sabato 29 settembre alle 21.

Oltre al concerto, sono in programma altri due eventi sul tema sport e disabilità intellettiva: lunedì 17, alle 15, all’aula magna dell’Accademia della Guardia di finanza, si terrà un seminario a cui parteciperanno, insieme agli esperti, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, il vescovo Francesco Beschi, il sottosegretario con delega ai grandi eventi di Regione Lombardia Antonio Rossi, il Presidente di Special Olympics Italia, Maurizio Romiti, e il vice presidente del Comitato Italiano Paralimpico Marco Borzacchini.

Domenica 23 settembre, infine, nell’ambito della StraBergamo si terrà il Trofeo «Bergamo conCORRE per la legalità…e per Special Olympics» ovvero una staffetta di quattro frazioni di 5 chilometri ciascuna che sarà corsa in squadre composte da tre atleti dell’Accademia della Gdf e da un atleta di Special Olympics.

«Con queste iniziative — dice Virgilio Pomponi, comandante dell’Accademia — vogliamo dare sostegno alle associazioni di volontariato del territorio e metterci in gioco attivamente: anche per questo abbiamo denominato il concerto “delle stelle”, che sono sì gli artisti scesi in campo per l’iniziativa, ma sono anche i gradi che riceveranno i nostri allievi ufficiali alla nomina durante la serata».

https://bergamo.corriere.it/notizie/cultura-e-spettacoli/18_settembre_06/parata-stelle-palco-l-accademia-atleti-speciali-3d731358-b1a7-11e8-b837-d3ad6d664b0d.shtml?refresh_ce-cp

L’addio a Marco Mangelli, grande e schivo bassista

È mancato il musicista-spalla di alcuni dei migliori artisti della nostra musica e non solo. Da molti anni suonava con Roberto Vecchioni: “Rifuggiva i riflettori ma era il centro del gruppo”

di LUCA VALTORTA

Marco Mangelli non è stato il più grande bassista del mondo: è stato il più importante”: così lo ha ricordato Roberto Vecchioni alla cerimonia d’addio che si è tenuta presso il cimitero di Lambrate oggi a Milano. “È stato il più importante perché suonava per sé stesso. Ma non in senso egoistico: il bassista è il centro della band, quello che tiene insieme tutto. Il cantante non guarda il chitarrista, guarda il bassista: Marco era questo, era il centro”.

Nato a Bertinoro, in provincia di Forlì, il 22 agosto del 1965, Marco Mangelli ha studiato il basso elettrico con Ares Tavolazzi e seguito seminari con artisti come John Patitucci, Victor Bailey e Percy Jones. Nel mondo della musica italiana era molto noto perché sono tantissimi i nomi con cui ha lavorato, daCristiano De André a Biagio Antonacci, da Andrea Bocelli Gianni Morandi e ancora Umberto Tozzi, Massimo Ranieri, Enrico Ruggeri, Alex Baroni, Francesco Tricarico, Aida Cooper, Ronnie Jones e persino Gloria Gaynor.

Da molti anni suonava con Roberto Vecchioni, che lo ha ricordato in un discorso commosso: “Non è giusto che Marco sia morto e io sono molto arrabbiato per questo. Non si dovrebbe morire così giovani. Quando andrò a trovarlo mi dirà: ‘Cosa ci fai tu qui?’ e magari gli chiederò di accompagnarmi a fare un giro a vedere cosa c’è lì”. Tanti musicisti, tanti amici di mondi diversi, una sala gremita: “Mi ha insegnato gli accordi di Life on Mars di David Bowie ma soprattutto mi ha insegnato il coraggio della mitezza”, ricorda un amico. “Pochi giorni prima di lasciarci ero da lui e mi sono messa a cantare una canzone. A un certo punto ho sentito una voce che mi accompagnava: era la sua. Quando sono andata via ero serena”, racconta la nipotina. “Una volta ero su un palco con lui ed ero agitato, poi ho sentito il suo basso e tutto funzionava: è stato un momento di felicità perfetta”. “Andavamo a scuola insieme e io ero molto timida: lui mi ha aiutato a conoscere tutti, è stato per me il migliore amico”. “Voleva raggiungere l’arte facendo il turnista, rifuggiva qualsiasi cosa fosse eclatante, aveva dei rituali quasi zen”. “Era ateo ma di una cosa sono sicuro: sta nella luce”, dice un amico sacerdote. “Era un caso rarissimo: delle persone, anche delle peggiori, cercava sempre il lato migliore. Un giorno mi ha detto: ‘Sono stanco di parlare bene alle spalle delle persone: voglio dirglielo in faccia’”, racconta un altro amico.

Il ricordo di questa gentilezza e di un’intelligenza, di una curiosità sempre viva, hanno fatto breccia nei cuori di molta gente, non solamente nell’ambiente musicale. Compreso in quello di chi scrive: ci conoscevamo dai tempi del liceo (avevamo frequentato entrambi il Carducci di Milano) e ci siamo incrociati per lavoro, ma non solo. Non spessissimo. Ma è successo. L’ultima volta in occasione della vittoria di Giuliano Pisapia a Milano. Era un grande bassista, Marco. Lo ricordo suonare da sempre, da quando andavamo in gita scolastica: ci lasciava incantati. Sapeva fare canzoni che nessun altro era in grado di fare: Bowie prima di tutti. Marco era un centro di connessione non solamente per i musicisti che hanno suonato con lui: era così con tutti coloro che incontrava. L’accoglienza, in lui, era qualcosa di innato da sempre. E il suo coraggio, gigantesco.

Statua in ricordo del Maestro Giancarlo Bigazzi: il primo settembre l’inaugurazione a Bussoladomani

CAMAIORE

lunedì, 27 agosto 2018, 16:28

di franca dini

“La  mia  rivale è stata la musica – lo  ha raccontato  Gianna  Albini  moglie  del genio della musica italiana – stamani in conferenza stampa  nella sala consiliare del comune di Camaiore.Sabato primo settembre nel  parco di  Bussola Domani ci sarà la cerimonia di inaugurazione della statua in ricordo del grande maestro  fiorentino  Bigazzi detto il ‘toscanaccio’.Presenti  stamani il  sindaco di Camaiore  Alessandro Del Dotto, il guardiano e presidente del Trust  Professor  Fernando Colao, Gianna Albini  compagna di vita e più stretta collaboratrice del  grande artista,  Michele  Cosci  autore della  scultura, e Adolfo Agolini  della  fonderia  Mariani che ha realizzato l’opera finale.
Giancarlo Bigazzi che è  stato  uno dei massimi esponenti  del panorama musicale italiano,  ha scelto  Lido di Camaiore  come ritiro  negli anni della sua malattia.  Dalla finestre di casa sua  e precisamente dal suo studio da dove è uscito il suo  ultimo capolavoro  ‘Un’apertura d’ali’,  lui vedeva  il parco  di Bussola  Domani e il  mare  che  tanto amava.Autore di assoluti capolavori e di colonne sonore di film tra le quali ‘Mediterraneo’ con cui  vinse  l’oscar nel 1992  come miglior  film  straniero,  suoi furono anche i grandi  successi  da  ‘Rose Rosse’ a Gloria,  a Erba di casa mia  a Vent’ anni  a  Montagne Verdi  all’Eternità,  da Ti Amo  a Gloria  e Self Control e non basterebbe lo spazio  per  dire  tutto  quello che  il ‘ Bigazzi’  ha  dedicato  alla musica, ma che ha lavorato e reso famosi  i  grandi interpreti della  canzone italiana  lo dobbiamo dire, da  Massimo Ranieri a  Mina a  Umberto Tozzi a Raf a Marcella Bella  a Renato Zero  a  Marco  Masini e via dicendo…Molti di questi artisti  saranno presenti alla cerimonia.
“L’idea è nata  dal desiderio di voler omaggiare  una figura così  grande e importante  quale quella  di Giancarlo  Bigazzi  –  ha spiegato il sindaco Del Dotto –  ringrazio  Franca Dini  che  ha condiviso  questo percorso dall’inizio,  e  Gianna  Albini  preziosa   insostituibile  fondamentale  compagna di viaggio.  Questo è un momento che ci  onora  davvero  moltissimo;  un tributo  necessario  a quegli  uomini  che con il loro genio  hanno  reso  grande questa terra,  pilastri  su cui si regge  anche il  progetto di rilancio  di Bussoladomani.Dopo  Giancarlo  Bigazzi  pensiamo di  celebrare un’altra figura importante:  quella di Sergio  Bernardini. Voglio ringraziare tutti  quanti hanno  dato  il loro  contributo  per questa iniziativa  –  ha  commentato  Gianna  Albini  Bigazzi –  il sindaco  Del Dotto e i suoi collaboratori,  il comune di Camaiore,  Franca Dini,  il Trust  maestro  Giancarlo Bigazzi  e il guardiano  presidente  professor  Fernando  Colao.Un ringraziamento speciale  va all’artista  Michele  Cosci  e alla fonderia Mariani  nella  persona di  Adolfo  Agolini:  con Michele si è subito  creata una grande  empatia,  Michele ha saputo  ritrarre  Giancarlo,  uomo  che pur essendo un personaggio  pubblico  non amava mettersi in vista e dunque è stato un gran lavoro.Sono onorata  ed emozionata  per questo evento che andremo a  fare il primo settembre,  un  gran  privilegio che  non  mi  aspettavo – ha continuato Gianna  – con  Giancarlo  mi affacciavo  dal  terrazzo di casa  e  rivedevamo  in  quel parco  i ricordi e i progetti di un’epoca  felice.  Per il  ‘geniaccio  della canzone’  Lido e la Versilia  sono stati veramente  luoghi  dell’anima,  luoghi  che spesso ha celebrato in musica”.
La statua  ha avuto  un tempo di realizzazione di quasi un anno.  Tutto è  proceduto  in modo naturale:  prima la creta  poi  il  gesso  poi la fusione in bronzo – ha spiegato  Michele Cosci  autore  dell’opera –  dare  il volto   a questo grande  artista  è  stata un’esperienza  emozionante.  Questo  è  un lavoro che mi  onora tantissimo.Anche  Adolfo  Agolini  della fonderia Mariani  ha avuto parole di ammirazione  per  Gianna Bigazzi  e ha raccontato quanto sia stato colpito  dall’amore  che la signora  trasmetteva quando parlava  del marito.  Come Fonderia  – ha spiegato – noi interveniamo  quando il modello è  terminato  definitivamente  dopo le varie ‘prove’.”Siamo  cresciuti  con la musica di Giancarlo Bigazzi  e sono onorato  di aver realizzato quest’opera insieme a Michele Cosci – ha detto Agolini in chiusura –
Il primo settembre ad omaggiare il grande maestro Giancarlo Bigazzi  saranno presenti:  Massimo Ranieri,  Andrea Bocelli, Caterina Caselli Sugar, Marco Masini, Franco Fasano, Fio Zanotti,  Marco Falagiani, il presidente della Siae e tanti altri.

https://www.lagazzettadiviareggio.it/camaiore/2018/08/statua-in-ricordo-del-maestro-giancarlo-bigazzi-il-primo-settembre-linaugurazione-a-bussoladomani/

La terza replica di 40 anni di ti amo ha tenuto testa

Ascolti tv ieri, Italo vs Umberto Tozzi – 40 anni che ti amo| Dati Auditel 25 agosto 2018
Da Alessandra Solmi – 26 agosto 2018

Ti amo Umberto Tozzi

Ultimo sabato di agosto, prima del ritorno in tv dei principali programmi ecco una delle ultime sfide estive. Cosa dicono gli ascolti tv di ieri, 25 agosto 2018, in merito al match fra il film Italo e la replica del concerto di Umberto Tozziintitolato 40 anni che ti amo? Quanti telespettatori si sono sintonizzati sugli altri canali del digitale terrestre per seguire i programmi proposti in prima serata? Ecco tutti i dati Auditel.

Ascolti tv ieri, 25 agosto 2018

RAI 1. Il film drammatico Italo, tratto da una storia vera, ha raccontato la storia di un tenero cane e di un bambino solitario. Protagonisti della pellicola: Marco Bocci e Barbara Tabita. A vederlo sono stati in 2.153.000 telespettatori. Share del 13.90%.

RAI 2. Julia, tormentata dal suo passato, si è trasferita a Los Angeles con Shane, suo nuovo fidanzato, per ricominciare a vivere. Strani avvenimenti hanno però interrotto la sua felicità facendole pensare che i suoi demoni fossero riusciti a ritrovarla. Il film Il gioco dell’illusioneha tenuto con il fiato sospeso una media di 1.093.000 telespettatori per il 6.60% di share.

RAI 3. Un avido magnate delle ferrovie ha tentato di mettere le mani sul terreno di una vedova e per raggiungere il suo obiettivo ha assoldato un killer. In difesa della donna è però giunto un misterioso innominato. Questa la trama di C’era una volta il West che ha conquistato, secondo gli ascolti tv, una media di 1.045.000 telespettatori per 6.50 punti percentuali di share.

RETE 4. A Toronto un vecchio costruttore si è rifiutato di vendere un edificio al nuovo re del cemento. A causa di ciò è stato ucciso suo fratello e gli è stata recapitata una mano mozzata. Il detective Ryder ha assunto Frank per consegnare la macabra prova del delitto. L’episodio intitolato Senza scrupoli del telefilm Transporter ha entusiasmato 681.000 telespettatori. Il secondo episodio, invece, ha fatto registrare 743.000 telespettatori.

CANALE 5. La replica del concerto Umberto Tozzi – 40 anni che ti amo ha intrattenuto, secondo gli ascolti tv di ieri, una media di 1.263.000 fan del cantante per 8.30 punti percentuali di share.

(…) leggi tutto l’articolo su suoerguidatv.it

Ti Amo sonne dans tous les coeurs

Les séries France Bleu

L’ÉTÉ SERA SLOW

Du lundi au vendredi à 14h30

Umberto Tozzi.
Umberto Tozzi. © Getty

Ti Amo sonne dans tous les coeurs

Umberto Tozzi est né à Turin au début des années 50. A 16 ans, il joue dans des petits groupes et exerce ses talents de parolier.

Umberto est vite repéré et à 22 ans, ses textes propulsent déjà des artistes en tête des hits. Charité bien ordonnée commence par soi-même : Umberto se lance en solo en 76 et un an plus tard, c’est le carton mondial avec Ti Amo.

Ti Amo c’est tout simplement « Je t’aime » en italien. Pour Umberto Tozzi, c’est la formule magique, la chanson idéale pour être interprétée en duo. L’italian lover ne s’en prive pas. Durant toute sa carrière il la reprend avec les plus belles artistes du moment : Monica Belucci, Nolwenn Leroy ou Anastacia..  Cet immense succès d’Umberto Tozzi, elle sonne dans tous les cœurs,et peu importe la langue.

https://www.francebleu.fr/emissions/l-ete-sera-slow/ti-amo-sonne-dans-tous-les-coeurs

PEM! 2018: INTERVISTA CON ENRICO DEREGIBUS

PeM! 2018: intervista con Enrico Deregibus

“D’inverno il mio è il paese del fango, come in primavera è il paese dei peschi e dei ciliegi in fiore, d’estate è il paese delle lucertole e delle lepri, d’autunno il paese dell’uva, delle vendemmia nere della Barbera”: così Davide Lajolo, che scriveva a dire il vero dell’Astigiano. Ma la descrizione si attaglia perfettamente a tutto il Monferrato, pronto per diventare anche “il paese della musica”, tra il 24 agosto e il 20 settembre.

Si tratta infatti di ospitare PeM! Parole e musica in Monferrato 2018, che sulle colline tra San Salvatore e Valenza, in provincia di Alessandria, darà spazio a personaggi di tutto rispetto come Nada, Ghemon, Ex-Otago, Frankie Hi-Nrg, Diodato, stelle brillanti del panorama musicale italiano contemporaneo, affiancate da personaggi più per “insider”, ma non meno interessanti, come Armando Corsi, la “chitarra che sorride”, e che ha sorriso accanto a gente come Fossati e De Lucia, oppure Guido Guglielminetti, fido compagno di viaggio di Francesco De Gregori.

enrico deregibus, pem!TRAKS è media partner dell’evento e seguirà il festival con grande attenzione. E per addentrarci meglio nel discorso abbiamo fatto quattro chiacchiere con Enrico Deregibus, direttore artistico del festival, monferrino doc e firma storica del giornalismo musicale italiano.

“Il PeM fa boom!”: questo lo slogan di quest’anno. Al di là dei risvolti onomatopeici, ci puoi spiegare il perché di questa esplosione?

Questa è una manifestazione che esiste da diversi anni. Da tre anni mi è stato chiesto di occuparmi della direzione artistica. Il comune di San Salvatore voleva fare un salto non di qualità, perché era già organizzato splendidamente da Riccardo Massola, che ancora adesso dà una mano; l’idea era però quella di portare qualche nome più conosciuto, in ambito musicale soprattutto.

Quindi ho iniziato questo percorso che nei primi anni ha portato ottimi risultati ma quest’anno abbiamo raddoppiato il numero degli incontri e anche il numero dei nomi conosciuti è cresciuto decisamente. In parte è stata una scelta, in parte ci è capitato, anche per casualità. Resta il fatto che ci siamo trovati davanti questo programma che in parte ha sorpreso anche noi perché riuscire a portare Nada, Ghemon, Diodato, Frankie ma anche altri personaggi come Corsi o Guglielminetti che saranno, per chi non li conosce, delle grandi scoperte, credo che sia un cast decisamente importante e che può servire a far parlare del Monferrato anche al di fuori dei confini del Monferrato.nada, pem! parole e musica in monferrato

Penso che questa rassegna abbia un’importanza non solo artistica ma anche culturale. Ma penso anche che possa avere una risonanza anche dal punto di vista turistico. Io per molti anni ho lavorato a Milano e quando dicevo “Monferrato” si pensava fosse a chissà quanti chilometri di distanza, mentre invece è vicinissimo. Riuscire a portare qualche spettatore da Milano, Torino, Genova o più in là, che voglia venire a vedere una chiacchierata con Nada in un posto bello, magari mangiando un piatto di agnolotti, credo possa avere una certa importanza. Speriamo di fare boom anche da questo punto di vista.

Ci sarà sempre il connubio “parole & musica”, in tutte le serate?

Gli appuntamenti sono proprio strutturati in questo modo: c’è un intervista, una chiacchierata con l’artista che in mezzo farà qualche canzone. Qualcuno farà più pezzi, qualcuno di meno, in qualche caso ci sarà un piccolo set vero e proprio di mezz’ora o tre quarti d’ora. Alcune cose dobbiamo ancora un po’ tararle. In linea di massima però l’idea è di portare gli artisti a svelarsi, a raccontarsi, anche in modo un po’ informale.

L’idea è proprio quella della chiacchiera fra amici in cui si cita una canzone e allora l’artista prende la chitarra e fa un pezzo. E’ un po’ questo il core della manifestazione. Ci saranno anche altri momenti come una passeggiata sulle colline, la presentazione di un libro su Radio West, la radio storica alternativa di Alessandria.

Sulla scelta degli artisti: c’è una ghemon, pem!commistione tra nuovo e classico. Come sei arrivato alla composizione del cartellone?

L’idea è quella di portare cose differenti e cercando sempre un livello di qualità e di interesse alto. In futuro mi piacerebbe portare qualche personaggio molto pop ma che abbia qualcosa di interessante da raccontare. L’attenzione è sulla chiacchierata e sul racconto.

Insomma proporre stili differenti, artisti differenti per genere musicale, anagrafe, approccio, con la speranza che chi viene a vedere Nada poi possa anche andare a vedere Ghemon o viceversa. Io credo nella necessità di non mettere troppi paletti artistici, poi per comodità si mettono e a volte li metto anch’io. Però credo sia importante offrire qualcosa di qualità andando anche al di là dei generi e dell’anagrafe.

PEM! 2018: PEZZI GROSSI DI STORIA DELLA MUSICA ITALIANA

Scegliendo un solo evento che non vorresti perdere, su quale andresti?

Mi verrebbe da dire quello con Guido Guglielminetti. Credo sia uno dei nomi meno conosciuti tra quelli che abbiamo quest’anno, però è veramente un pezzo grosso di storia della musica in Italia. Parliamo di uno che ha iniziato suonando all’oratorio a Torino con Umberto Tozzi, fine anni ’60, con i capelli lunghi.

ex-otago, pem!Poi a 22 anni ha suonato il basso in un disco di Lucio Battisti, è stato uno dei compagni di strada musicali di Ivano Fossati per tantissimi anni, ha suonato con la Berté, con Mia Martini e da trent’anni suona con De Gregori e da più di venti è il suo braccio destro musicale.

Ha mille altre esperienze da raccontare. Ha fatto perfino un disco con Nilla Pizzi, anzi due, in contemporanea: uno di successi di Nilla e un altro di tanghi. E’ anche l’autore di Un’emozione da poco cantata da Anna Oxa. Ha fatto questo libro l’anno scorso, che presenteremo, che si chiama Essere… basso visto che è un bassista… Penso possa essere una bella serata anche perché mi ha detto che sta preparando una sorpresa fatta apposta per noi.

Si scorge qualche segnale di risveglio musicale nella zona, sia a livello di produzione musicale sia di manifestazioni. Tu che ci sei nato e l’hai vissuta nel corso degli anni, che cosa ne pensi?

Fammi dire prima di tutto che sindaco e vicesindaco di San Salvatore sono le persone straordinarie che hanno creato questa manifestazione. Tra l’altro con l’idea di non fermarsi a San Salvatore ma provando ogni anno a coinvolgere altri comuni della zona. Questa potrebbe essere un’iniziativa diffusa, con un mese e mezzo di eventi su un territorio che va da Casale ad Acqui. Con artisti i più diversi possibili, dalla band indie appena nata al mostro sacro.diodato, pem!

Penso che dobbiamo imparare tantissimo dalle Langhe: li considero i nostri cugini con la vista più lunga. Nonostante nell’immediato dopoguerra fossero in condizioni anche peggiori delle nostre. Se leggi certe cose di Pavese… Ma hanno capito e sono anni luce davanti a noi. Dobbiamo recuperare questo gap. Vedo qualche segnale, non tantissimi: io sono un po’ più pessimista rispetto alla tua valutazione, parlando soprattutto della zona del Monferrato casalese.

Questo festival può essere una base per mille cose. Se pensiamo che in Monferrato sono nati Paolo Conte e Luigi Tenco, vuol dire che qualcosa nel sangue e nella terra c’è…

Anche quest’anno sei direttore del Forum dei giornalisti musicali al MEI di Faenza. A che punto siamo?

Il forum nasce da un’idea di Giordano Sangiorgi che tre anni fa era partito da un Festival del Giornalismo. Poi l’abbiamo chiamato Forum per trovare dei momenti di confronto tra giornalisti tra loro, e fra giornalisti e altri addetti ai lavori. Volevamo ragionare un po’ su che cosa vuol dire fare oggi giornalismo musicale e critica musicale, per capire quali sono le problematiche, tante e accentuate.

Ogni anno è strutturato in modo un po’ differente: il primo anno c’è stata una serie di tavoli di confronto su temi differenti. Mi ha sorpreso il numero dei feedback ricevuti. Alla fine eravamo più di cento. Uno dei temi nati subito era la necessità di fare un’associazione per mettere insieme questo mondo molto variegato. La speranza era proprio quella di mettere insieme le esigenze del giornalista che lavora nel quotidiano e quindi ha uno stipendio fisso con il free lance che ha appena iniziato.

frankie hi-nrg, pem!L’anno scorso ci siamo confrontati con manager, editori, uffici stampa. Quest’anno abbiamo iniziato un percorso, per merito di Michele Manzotti de “La Nazione”, che ringrazio enormemente. Ha fatto una bozza ispirandosi agli statuti delle associazioni di giornalisti di musica classica e quello di teatro. Abbiamo portato la bozza in un incontro a Roma, a fronte di un’ottima partecipazione, abbiamo fatto dei cambiamenti. Ci sono ancora due punti controversi, ma in linea di massima c’è uniformità di idee. Durante il MEI vogliamo far nascere l’associazione, eleggere un direttivo. Ci tengo a far capire comunque che un conto è il Forum e un conto è l’Associazione. Tanto è vero che non voglio essere eletto nel direttivo.

Il futuro potrebbe essere trasformare il Forum in un Festival del giornalismo musicale, però a questo punto fuori dal MEI. C’è anche un vago interesse da parte di una città ma è ancora tutto in divenire. Certo se si trasformasse in un vero e proprio festival dovrebbe cambiare un po’ natura, prevedere incontri anche “tecnici”. Potrebbe essere un evento ispirato ad altre iniziative come il Festival del giornalismo di Perugia.

L’appuntamento con il PeM! è per il 24 agosto a San Salvatore Monferrato con la serata dedicata ad Armando Corsi. Per ingannare l’attesa, TRAKS dedica ai protagonisti del festival una playlist costruita ad hoc.

https://open.spotify.com/embed/user/koufax73/playlist/3qLb3rP8WVZ9lrUgWEh6Fg

CALENDARIO PEM!

24 agosto: Armando Corsi
26 agosto: Ex-Otago
28 agosto: Frankie Hi Nrg Mc
2 settembre: Radio West
9 settembre: “Passeggiata da cani”
11 settembre: Diodato
12 settembre: Ghemon
13 settembre: Giuseppe Festa
16 settembre: Guido Guglielminetti
20 settembre: Nada

PeM! 2018: intervista con Enrico Deregibus

 

Sabato 25 Agosto su Canale 5 UMBERTO TOZZI – 40 anni che ti amo

Sabato 25 Agosto

Umberto Tozzi - 40 anni che ti amo21:25

Umberto Tozzi – 40 anni che ti amo

Categoria : ShowDurata : 2h30min

Recensioni

“40 ANNI CHE TI AMO”, l’imperdibile evento con cui Umberto Tozzi celebrerà la sua carriera e i 40 anni di una delle sue canzoni più amate di sempre: “Ti Amo”. La regia è di Roberto Cenci. La serata di grande musica e spettacolo si terrà nella prestigiosa cornice dell’Arena di Verona.

http://www.programmi-tv.com/canale/canale-5/2018-08-25/14403229-umberto-tozzi-40-anni-che-ti-amo#!