«Ti amo» di Umberto Tozzi, un successo mondiale inaspettato (e rinnovato)

© Mondadori Portfolio

MUSICA

Di Valentina Giampieri

Quando l’ha scritta non avrebbe mai immaginato che sarebbe finita anche in una serie tv, accompagnata da un coro di frati

Umberto Tozzi è «la leggenda italiana che ha cantato i successi internazionali Gloria e Ti amo».  Così l’ha definito un paio di anni fa, su twitter, il World Music Award facendogli gli auguri per il suo compleanno. Bene, la leggenda ora è ne La Casa di Carta 4 (costituendo subito un fenomeno con tanto di karaoke in linea).

Probabilmente lui non si sarà nemmeno stupito più di tanto, se pensiamo che nel 1979 Gloria ha fatto il giro dell’Europa (Belgio, Francia, Spagna, Svizzera, Austria, Germania…) e ottenuto ben sette dischi di platino. Nel 2013 Scorsese l’ha inserita nella colonna sonora del suo Wolf of Wall Street. Sempre per restare in tema film stranieri, lo scorso anno, la sua Stella stai invece è finita in Spider-Man: Far From Home (2019).

Anche i numeri di Ti amo non scherzano: doppio disco di platino qui da noi e in Francia, oltre 50mila copie vendute in Belgio. Un semplice giro di Do, condito da un testo dichiarazione d’amore impeccabile, ancor prima di Gloria, nel 1977, ha reso il nostro Tozzi famosissimo anche oltreconfine. Una popolarità destinata a tornare in auge proprio in questi giorni, grazie a una serie spagnola molto amata. Nella nuova stagione della Casa di carta, Berlino, uno dei protagonisti principali, canta Ti amo accompagnato da un coro di frati.

Com’è nata «Ti amo»

«Ero a casa di Giancarlo Bigazzi (coautore del pezzo, n.d.r.), stavamo strimpellando, come facevamo spesso quando ci veniva voglia di scambiarci qualche idea, e a un certo punto uscì fuori quella canzone», racconta Tozzi, «Avvenne in modo molto naturale, chi scrive canzoni sa come funziona. Ciò che ci stupì fu quello che accadde in seguito, il grande successo all’estero in particolare». Ti amo è stato anche il primo brano, dopo Nel blu dipinto di blu di Modugno, a oltrepassare la frontiera con la Svizzera. «È stata una grande soddisfazione, specie perché lo ritengo uno dei pezzi più originali del mio repertorio, sotto il profilo musicale, per l’idea del giro armonico e perché arriva emozionalmente in maniera molto viva, ha un riff che non si può non cantare né dimenticare». «Mi fu presentato come autore, aveva già fatto Un corpo e un’anima per Wess e Dori Ghezzi», raccontava Bigazzi del primo incontro con Tozzi, «Era uno che cantava bene, con una voce molto riconoscibile, molta estensione; era molto più grezzo di adesso, ma prometteva bene».

Canzone per due donne

Abbiamo sempre pensato che quel ti amo fosse esclusivo, ma in realtà era calato in un triangolo: «Bigazzi e io cercavamo innanzitutto parole che suonassero bene, ma la situazione era proprio quella: lui torna a casa dalla moglie dopo essere stato con l’amante. È un’immagine ricorrente, non solo nella musica leggera; noi ci abbiamo messo quella stoccata al marito infedele, definendolo un “guerriero di carta igienica”».

L’ira funesta delle femministe

«Un verso di quel brano, “fammi abbracciare una donna che stira cantando”, scatenò grandi polemiche», ha raccontato Tozzi, «fece arrabbiare le femministe, che si scatenarono contro di me. Eravamo negli anni 70, tutto veniva buttato in politica, eppure quello era un verso d’amore, a una donna che un uomo amava…».

La versione francese

Fu Dalida a reinterpretare la canzone per il mercato francese e lo fece su un testo di Pascal Sevran e Arlette Tabart. «Quanti letti e donne ti sei lasciato alle spalle?», dice più o meno la canzone, «Dimentica che sono tua moglie. Guardami, piccolo soldato, io ti amo». Il carisma della cantante e attrice italiana, naturalizzata francese, fruttò alla nuova Ti amo oltre un milione di copie vendute.

«Il ricordo che ho di quell’estate è uno sconvolgimento totale della mia vita», ha ricordato Tozzi, «Arrivavo da un primo disco, uscito l’anno precedente, che si era rivelato un totale insuccesso: si intitolava Donna amante mia. Onestamente non pensavo che Ti amo potesse esplodere così».

BERLIN – Ti Amo (Lyric video) • La Casa De Papel | S4 Soundtrack

 

LA CASA DE PAPEL SEASON 4 / EPISODE 1

La Casa di Carta 4, musica italiana ancora protagonista con Ti amo e Centro di gravità permanente

Sta per tornare “La casa di Carta 4”, la serie spagnola di Netflix divenuta un caso internazionale. Dal 3 aprile, quindi, la serie torna disponibile sulla piattaforma streaming ed è ancora più intrattenimento puro, come ha scritto Gennaro Marco Duello che ha visto le prime 5 puntate per Fanpage.it: “La sceneggiatura sa il fatto suo e inserisce, come scatole cinesi, conflitti su conflitti. La serie procede e lo spettatore si ritrova, come in un videogame, a superare meccanicamente un livello dopo l’altro: tutti sono in pericolo ma nulla è mai come sembra”. La serie ideata da Álex Pina e Joe W, che racconta della rapina alla Zecca di Madrid, ha un ottimo riscontro anche in Italia e anche in questa quarta stagione strizza

l’occhio al pubblico nostrano e lo fa attraverso la musica.

“Ti amo” e “Centro di gravità permanente”

Senza spoilerare nulla, si può almeno anticipare che il pubblico italiano troverà, in questa stagione, almeno un paio di canzoni che fanno parte del repertorio classico italiano. Nelle prime due puntate subito ci si gioca questi due brani, da una parte, infatti, i fan italiani riconosceranno e canteranno “Ti amo” di Umberto Tozzi e dall’altra “Centro di gravità permanente”, successo di Franco Battiato. la prima canzone, successo che ha oltrepassato i confini nazionali, ed è ormai conosciuta in tutto il mondo, appare durante il matrimonio di Berlino, che la canta, accompagnato da un coro di monaci, mentre la canzone dell’artista siciliano appare nella puntata successiva, cantata, questa volta, da Palermo e dai suoi amici un po’ alticci.

Il successo di Bella Ciao rilanciata da La casa di carta

La Casa di carta ha anche avuto il merito di rilanciare in maniera prepotente, in tutto il mondo, “Bella ciao”, la canzone simbolo della resistenza italiana. Il brano riprese vigore internazionale e diventò un inno di libertà in tutto il mondo, remixato e cantato anche in piazze di protesta. Il brano apparve quando il Professore la cantò a Berlino, durante un incontro e subito dopo aver definito il piano per svaligiare la Zecca spagnola.

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San Valentino, le 12 canzoni romantiche più famose in Italia

Le 12 canzoni romantiche più famose in Italia: da Gino Paoli a Tiziano Ferro, gli artisti che hanno raccontato l’amore

È sempre più complicato riuscire ad individuare le canzoni romantiche più famose in Italia. Da sempre i cantautori rinnovano la loro discografia puntando sui sentimenti e su brani in grado di catturare l’attenzione di tutti. Le coppie si rivedono nelle parole di ogni singolo artista e ogni anno la tradizione si rinnova soprattutto a San Valentino, la festa degli innamorati. Per l’occasione quindi ecco le 12 canzoni romantiche più famose in Italia, con una piccola novità presente da qualche giorno ma che quest’anno sembra aver conquistato davvero tutti (sempre nel segno dell’amore):

  • Ti amo
  • Amore bello
  • La donna cannone
  • A te
  • Sei nell’anima
  • La cura
  • Il cielo in una stanza
  • Per me è importante
  • L’amore è una cosa semplice
  • Mi sono innamorato di te
  • E penso a te
  • Fai rumore

Ti amo

Pubblicata nel 1977, “Ti amo” è la canzone più famose del repertorio di Umberto Tozzi insieme a “Gloria”. Si tratta di un grande successo internazionale che ha raggiunto la prima posizione in Francia, Svizzera, Svezia e Italia, oltre a conquistare il disco di platino in Belgio, Norvegia, Austria, Belgio e Germania. Tradotta in più lingue, è tra le canzoni d’amore più ascoltare e conosciute di sempre.

Amore bello

Amore bello” è uno dei brani più famosi di Claudio Baglioni. Racconta l’ultima serata per due amanti, prima della partenza di lei. Un ultimo ballo prima di separarsi che ha fatto innamorare tantissime coppie.

La donna cannone

“E con le mani amore, per le mani ti prenderò, e senza dire parole nel mio cuore ti porterò” è una delle frasi più amate nella storia della musica. Francesco De Gregori ci culla tra le note di un pianoforte e di violini e racconta la storia di una fuga d’amore per realizzare un sogno di libertà e di condivisione.

A te

Jovanotti dedica “A te” alla sua Francesca e scrive una delle serenate più utilizzate negli ultimi anni. “A te che sei, semplicemente sei, sostanza dei sogni miei, sostanza dei giorni miei”. L’amore autentico cantato da Lorenzo Cherubini e che in Italia è ancora una delle canzoni più ascoltate sulle piattaforme streaming.

Sei nell’anima

Pacifico scrive per Gianna Nannini “Sei nell’anima”, dando vita ad no dei maggiori successi della cantante senese. “Sei nell’anima e lì ti lascio sempre”, parole dedicate all’amore indissolubile.

La cura

Evocazioni ed esortazioni alla guarigione, Franco Battiato fa leva sul potere terapeutico della musica e delle parole. “La cura” è tra i brani più apprezzati da critica e pubblico e una canzone d’amore che non può mancare nella lista delle migliori della storia.

Il cielo in una stanza

Un capolavoro artistico firmato da Gino Paoli nonostante lo stesso cantautore abbia raccontato che il brano nasce da un incontro con una prostituta avvenuto in un bordello di Genova riconoscibile dal “soffitto viola”.

Per me è importante

Con “Per me è importante” i Tiromancino hanno raggiunto per la prima volta la vetta della classifica dei singoli più venduti in Italia. Una canzone d’amore profonda con un tensione drammatica che la differenzia dalle altre.

L’amore è una cosa semplice

Nel 2012 Tiziano Ferro pubblica “L’amore è una cosa semplice” e racconta di sé e del suo passato e del suo approccio con l’amore. Il titolo nasce grazie ad una ragazza che in un bar di Londra disse questa frase e scaturì in Ferro l’ispirazione.

Mi sono innamorato di te

Tra le canzoni più importanti e struggenti degli anni Sessanta e tra le più intense nella storia della musica c’è “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco. Un piano e un trionfo d’archi dove il cantautore rivela tutto il suo sincero amore per la donna che ama, disarmato davanti ad un sentimento così forte.

E penso a te

“Sono al buio e penso a te, chiudo gli occhi e penso a te, io non dormo e penso a te”, un ricordo nostalgico di Mogol e Lucio Battisti per una donna amata. Il tempo non dissolve i sentimenti ma li amplifica e tormenta l’animo.

Fai rumore

Dopo il grande successo di Sanremo 2020, non poteva mancare “Fai rumore” di Diodato tra le canzoni d’amore più famose. Il cantautore analizza l’assenza di comunicazione dopo una rottura, quando il silenzio fa male e si spera nel ritorno del rumore della propria donna.

Umberto Tozzi ospite a All Together now

Un bellissimo coro da parte del muro si è alzato per cantare tutti insieme, con Umberto Tozzi, “Ti amo”.

 

1977, quando Tozzi le suonò a John Travolta

 By / 15 Maggio 2019

Un anno in cui tante porte si chiusero per sempre: l’addio a Elvis, alla Callas e a Charlot. E il “Ti amo” di Umberto Tozzi mandò ko Travolta e La febbre del sabato sera.

Il destino è quel concetto astratto che riesce a dare un significato apparente a quell’unico evento che ti segna l’esistenza. Per gli agnostici ha la stessa portata di dio. Crederci è la maniera più sbrigativa per non fare i conti con ciò che sfugge alla ragione. Una porta girevole che si blocca e ti indirizza nella direzione fatale, questo è il destino. Il mio destino nella sua carta d’identità ha una data di nascita. Anno 1977.

LA MATURITA’ E LA SCOPERTA DELL’ORGASMO

E’ l’anno degli esami di maturità e della maturità in senso più complessivo, della prima firma sotto ad un articolo di un giornale, della consapevolezza che una fase della vita era chiusa per sempre e se ne stava aprendo un’altra ancora più zeppa di incognite. L’anno della scoperta che l’orgasmo ha un’origine mentale e che il gioco di seduzione è più eccitante della conquista stessa, che più di Marylin mi turbava la sua gemella bruna e per questo mi sentivo orgogliosamente diverso. L’anno in cui furono scritte le regole costituzionali del mio essere adulto, al di là dell’età e delle convenzioni. Molte di esse sono sopravvissute per oltre quarant’anni prima di essere spazzate da un ciclone, ovviamente biondo, perché il destino si diverte a sottolineare quanto possiamo essere stupidi, facendo cadere uno dopo l’altro ogni più insensato pregiudizio.

ELVIS, MARIA, CHARLIE: E’ STATO UN VERO PIACERE

Mi piacerebbe che l’agenda di Alessandra, che riportava la cronaca minimal di tutti i giorni di quell’anno, potesse annotare che proprio nel primo quadrimestre del 1977 la mia storia ha cambiato volto. E io ancora non lo sapevo. E se quell’agenda esistesse ancora meriterebbe di essere liberata dalla polvere e dal peso dei ricordi per questa fondamentale postilla. Del resto il 1977 è stato un anno mica da ridere, tante porte si sono aperte e tante se ne sono chiuse per sempre. Elvis Presley Maria Callas, a distanza di un mese uno dall’altra, hanno spento il volume della loro immensa voce. E ditemi se questo non è un pessimo scherzo del destino, sottrarci in 30 giorni le espressioni più rivoluzionarie del rock e dell’opera, esistenze tormentate che hanno utilizzato la platea per ammortizzare il loro male di vivere, mai rassegnate alla mediocrità, padroni sino alla fine del loro personaggio anche quando, all’inizio del conto alla rovescia, hanno ritenuto addirittura superfluo il loro immenso talento. Con loro si è congedato anche Charlie Chaplin, di genio pari all’ego, altro ineguagliabile mito del ‘900, creatore di risate grasse e malinconiche riflessioni. Il silenzio più espressivo della storia dell’uomo. Senza retorica: il cinema e la musica sono ancora a lutto e noi tutti continuiamo a versare lacrime.

SANREMO A COLORI E LA FINE DI CAROSELLO

Poi c’è tanto altro. Come, ad esempio, la premiere di Guerre Stellari, film che mi vanto di non avere mai visto e capostipite di un genere che ha sbancato il botteghino, oppure il debutto del primo computer Apple, la cui portata epocale sarà più chiara all’alba del nuovo millennio. Ci sarebbe anche il primo vagito di Checco Zalone, ma senza offesa per il comico pugliese, credo di non essere il solo da queste parti a preferire una sottolineatura per la nascita di Luca Toni. Non si offendano Corini o Zauli, ma è stato grazie al bomber dalla mano all’orecchio che il Palermo è tornato in serie A dopo più di un trentennio ed è arrivato per la prima volta in Uefa.  Qualche mese dopo la Rai cominciava finalmente a trasmettere a colori. Fece scalpore il primo Festival di Sanremo in formato Pal, nonostante la dimenticabilissima canzone regina: Bella da morire degli Homo Sapiens. E invece fece scandalo il Mistero Buffo di Dario Fo contro cui si scagliarono la Chiesa e la Democrazia Cristiana. Nel 1977 cominciò a circolare il nome di Silvio Berlusconi, nominato Cavaliere del Lavoro dal presidente Giovanni Leone, Enzo Tortora fece record di ascolti con Portobello in quella stagione di tv sperimentale che vide anche l’esordio di Beppe Grillo in Videobox. Ma la Rai, allora ancora monopolista a livello nazionale, ci tolse Carosello, il più straordinario contenitore pubblicitario di tutti i tempi per creatività e capacità di entrare nelle case e nelle menti degli italiani.

TI AMO E SO ANCHE PERCHE’

Esplodeva il fenomeno della Febbre del sabato sera, non solo un film ma il manifesto di un ritorno della disco music e di uno stile di vita lontano dai rigidi schemi del decennio. Più frivolezza e meno impegno, il prologo ideale degli anni ’80. Però ci siamo anche deliziati con Io e Annie e New York, New York. Consigli postumi: I Duellanti e Bianca&Bernie, due chicche per grandi e piccini. Finale in musica. La sigla della mia R6 verde oliva era Psicho Killer dei Talking Heads, la seducente litania del fafafa fafafafa fa e run run run run run away e solo chi la conosce può comprendere. L’alternativa era The passenger di Iggy Pop, parentesi introduttiva di quello che da lì a poco sarebbe stato il punk. Il siciliano con più presenze nella hit parade fu Umberto Balsamo con Angelo Azzurro e ho detto tutto, Stayin’alive fece strage, eppure non fu il 45 giri più gettonato in Italia. Lucio Battisti sfornò il suo solito capolavoro (Amarsi un po’), irruppe nella scena cantautorale Pino Daniele (Napule è, una delle sue più belle di sempre). I più romantici si strusciavano languidi con Just the way you are, ma udite udite, chi sbancò le classifiche quell’anno fu Umberto Tozzi con Ti Amo. E qui si chiude il cerchio perché, se il destino è il tuo dio, l’anno da incorniciare è sempre quello che richiama con certezza le parole ti amo. Ti amo 1977 e finalmente so anche perché. Io ho fatto outing. E non per nostalgia degli anni del furore. Potere di Tozzi.

Umberto Tozzi premiato.

Non è più possibile per noi italiani dire “Ti amo” senza farci tornare in testa quel ritornello; e ci sentiamo a casa quando girando per il mondo la radio di quel bar sperduto nel nulla fa suonare “Gloria”. Molti anni fa ci ha anche suggerito che “Si può dare di più”, spingendo il paese dal palco dell’Ariston di Sanremo ad una riflessione collettiva. È questo quello che è riuscito a fare Umberto Tozzi Official😍🎤🎼
Hanno consegnato la targa il Consigliere di Gestione SIAE Roberto Razzini e il Presidente di Sugar Music Filippo Sugar.

Ti Amo ist wie geschaffen für eine symphonische Umsetzung

„Ich habe meine eigenen Texte nach so vielen Jahren neu entdeckt, kleine Nuancen, die sich bisher zwischen den Zeilen versteckten“, erzählt er begeistert, welche Wirkung der neue Blickwinkel von James Morgan und Juliette Pochin hat. Mit großem Respekt und einem fantastischen Gespür für die Stimmungen der jeweiligen Lieder haben die beiden ganz neue Aspekte in den so vertrauten Hits gefunden. Und lassen sie in dieser beeindruckenden symphonischen Interpretation vollkommen neu erklingen. „Gerade ‚Ti Amo’ ist ja wie geschaffen für eine symphonische Umsetzung“, schwärmt Juliette Pochin über das Lied des italienischen Sängers Umberto Tozzi, mit dem Howard Carpendale in der deutschen Fassung von Fred Jay 1977 seinen größten Erfolg feierte. Es besteht aus drei Harmonien, die sich, wie alles im Leben, wiederholen, wurde trotz oder gerade wegen der Einfachheit ein Riesenerfolg und ist bis heute eines der geliebten Highlights bei jedem Konzert. Liegt nicht auch in genau dieser vermeintlichen Einfachheit eben so viel mehr – wenn wir denn nur wieder genauer hinsehen?

Am 25. Oktober erscheint das neue Album

Am 06.09. erscheint es also, das faszinierend neue symphonische „Ti Amo“ als vielversprechende Vorschau auf „Symphonie meines Lebens“ (VÖ: 25.10.2019). Und die Fans haben noch mehr Grund zur Vorfreude, denn 2020 geht es auch live weiter, wenn Howard Carpendale zwar ohne Orchester, aber mit einer großartigen 20-köpfigen Band und all seinen wunderbaren Hits die „Show meines Lebens“ präsentiert.

Howard Carpendale live

Die große 50 Jahre Howard Carpendale Tour geht bereits im Januar los. Tickets gibt es hier.
28.01.2020 Rostock, Stadthalle Rostock
30.01.2020 Berlin, Verti Music Hall
31.01.2020 Berlin, Verti Music Hall
01.02.2020 Berlin, Verti Music Hall
02.02.2020 Berlin, Verti Music Hall
04.04.2020 Frankfurt am Main, Jahrhunderthalle Frankfurt
05.04.2020 Frankfurt am Main, Jahrhunderthalle Frankfurt
06.04.2020 Frankfurt am Main, Jahrhunderthalle Frankfurt
08.04.2020 Wien, Wiener Stadthalle – Halle D
29.04.2020 Hannover, Swiss Life Hall
01.05.2020 Stuttgart, Porsche Arena
02.05.2020 Nürnberg, Frankenhalle
03.05.2020 Köln, LANXESS arena
05.05.2020 Chemnitz, Stadthalle – Chemnitz Großer Saal
06.05.2020 Leipzig, Arena – Leipzig
07.05.2020 Hamburg, Barclaycard Arena
08.05.2020 Dortmund, Westfalenhalle
10.05.2020 Dresden, MESSE DRESDEN

by: https://schlagerfieber.de/50-jahre-howard-carpendale-neues-album-neue-singe-grosse-tour/

Umberto Tozzi: “La sociedad frenética no tiene tempo para ser capturada por la música”

Umberto Tozzi: «La sociedad frenética no tiene tiempo para ser capturada por la música»

Cantar en directo es lo que más le gusta, lo que más le divierte, y cree que al público también

ALBERTO SANTACRUZ

A sus 67 años, el italiano Umberto Tozzi ya no comparte la idea de que la música pueda cambiar a las personas y, por ende, al mundo, pues la sociedad del siglo XXI vive frenéticamente, con «la idea de escalar en la sociedad», sin tiempo «para ser capturada por la música».

La ciudadanía «nunca se detiene y no creo que tenga el deseo o el tiempo para ser capturados por la música de hoy», reitera el cantautor transalpino en una entrevista concedida a EFE, días antes de su participación en el Festival Stone Music de Mérida (Badajoz).

El teatro romano emeritense abrirá sus puertas el próximo 14 de septiembre a este «guerrero sin armas ni ejercito», tal como refleja su sempiterna canción «Te amo», en el marco de un festival en el que hace unos días actuó Gloria Gaynor, como si de «Gloria» fuera la cosa, canción que ha interpretado el italiano miles de veces.

Tozzi (Turín, 1952) sigue siendo Umberto, un apóstol del amor que envuelve con rock y melodías de seducción todo aquello que difunde y eleva con su voz. Es un estilo muy propio.

Cantar en directo es lo que más le gusta, lo que más le divierte, y cree que al público también. «El público siempre es maravilloso, se muestra feliz, lleno de ganas de divertirse y de cantar mis canciones», sostiene Tozzi.

Contento de viajar por el mundo, como si fuera su primera gira, y de encontrar «tanta gente que te quiere», el italiano no esconde su satisfacción por tener la suerte de que tres y hasta cuatro generaciones acudan a sus conciertos.

«Debemos ayudar a aquellas personas que huyen de sus tierras en busca de paz y futuro»

Preguntado si la juventud era más romántica hace tres o cuatro décadas cuando las letras y las músicas de numerosas canciones eran cantos de amor, muy distinto -en el marco del respeto- a otros ritmos de ahora, como el reggaeton, Umberto Tozzi afirma que, «desafortunadamente, las modas de hoy imponen cierto tipo de música«.

«A veces olvidamos que lo más importante, en mi opinión, son las emociones y el amor», reitera, a la vez que precisa que el reggaeton no le molesta.

En su entrevista evoca varias canciones inolvidables, como «Gloria», de 1979, y «Te amo», de 1977 y que se mantuvo en lo más alto de las listas de música durante muchos meses en Italia y en varios países.

«Creo que ‘Te amo’ es mi canción más original; en la originalidad reside su secreto. Recuerdo cuando compuse las primeras notas y escuché en mi voz grabada que había algo mágico en esa canción», detalla con orgullo.

Por ello, y en esa filosofía que lo caracteriza, «lo importante -asevera- es escribir canciones para emocionar y llegar al corazón de las personas«.

«El amor y la salud son las cosas más importantes. No creo que valga la pena vivir sin amor», asegura el italiano, que comparte la idea que tenía Leonard Cohen del amor cuando el canadiense afirmó que «la única cura para todos los males» es el amor.

Siguiendo con sus canciones, Tozzi compuso la canción «Eva» en 1982, año en el que recibe el Globo de Oro con más de 27 millones de copias vendidas de sus trabajos en solo cinco años. La letra de este trabajo recoge que «tarde o temprano, la mitad de la humanidad estallará en la locura».

Casi 37 años después, «lamentablemente», se está cumpliendo. «Es suficiente con ver lo que está sucediendo hoy en día, con incendios en la selva amazónica, el derretimiento del hielo, el calentamiento global… nos estamos destruyendo a nosotros mismos y los humanos tendremos que tener más cuidado de nuestra tierra».

A este guión de enlazar su música con la actualidad se suma su canción «Gente del Mar», en la que Tozzi sostiene que «el mar siempre nos asusta un poco»; ahora parece que a algunos en Europa les asusta el mar por la llegada de inmigrantes.

«Creo que esas personas necesitan ayuda. Debemos hacer todo lo posible para detener» cualquier negocio que pueda existir detrás de la inmigración, «pero debemos ayudar a aquellas personas que huyen de sus tierras en busca de paz y futuro».

Su concierto en Mérida, según asegura, «será una velada única», pues de inicio se trata de un escenario histórico, como el teatro de Verona, «un templo de la música». Feliz de haber cantado en otros lugares extraordinarios de los cinco continentes, Tozzi reconoce que extraña en su carrera poder hacerlos en China, Japón y Corea. «Me gustaría -dice- hacer una gira en esos países algún día».