byCristinaCarenzo
da “Il Giorno” del 29.03.2017
byCristinaCarenzo
" per tutti quelli cresciuti a latte e Tozzi" by belaire e gnaro
byCristinaCarenzo

Esce venerdì 31 marzo “40 anni che ‘TI AMO’“, il nuovo disco di Umberto Tozzi. Contiene tutti i suoi maggiori brani dal vivo, due inediti e una nuova versione di “Ti Amo” registrata in duetto con Anastacia per celebrare il quarantennale del successo che ha dato il via alla sua carriera. “All’epoca non avrei immaginato che le mie canzoni potessero avere una vita tanto lunga – dice lui -. Evidentemente non erano solo canzonette come sosteneva qualcuno”.
Una ricorrenza speciale, per marcare il momento in cui ha preso il via una carriera straordinaria. Perché se “Ti amo” è stato l’inizio di tutto, basta correre la scaletta del live racchiuso nel primo cd di “40 anni che ‘Ti amo’” per rendersi conto di quante siano state le canzoni di Tozzi che hanno marchiato a fuoco la storia del pop italiano. Per celebrare questo anniversario il cantante torinese ha deciso di reiinterpretare la canzone in duetto con Anastacia. “Non mi sarei mai aspettato di festeggiare questa ricorrenza con una musicista così forte, e non parlo di notorietà ma di livello vocale – spiega lui -. Quando ho ricevuto la sua traccia ho dovuto cambiare un sacco di cose. Lei ha uno stile blues che cozzava sulle sonorità mie di una volta. Ma ho adattato volentieri la canzone”.

Nel disco ci sono anche due inediti, uno dei quali (“Le parole sono niente“) scritto da Eros Ramazzotti. “L’ho sentito per parlarci di altre cose, e lui mi ha chiesto se avessi bisogno di brani inediti. Mi ha mandato questa cosa e l’ho trovata perfetta. Quindi ne ho fatto l’arrangiamento”. Per quanto riguarda la parte live invece, gli ascoltatori ci ritroveranno i successi più famosi nella loro versione originale. “Al contrario di alcuni miei colleghi che amano ribaltare le loro canzoni io sono sempre stato fedele alle versioni che la gente ha imparato ad amare – dice Tozzi -. Mi metto dalla parte dell’ascoltatore e a me darebbe molto fastidio non ritrovare le caratteristiche fondamentali di una canzone che per me è stata importante”.
Per quanto riguarda il presente della musica (in genrale, ma italiana in particolare) Tozzi è decisamente pessimista. “Per me è stato detto tutto nel periodo che va dai Beatles ai Police – dice -. In Italia l’ultimo che mi ha emozionato è stato Tiziano Ferro. I ragazzi devono lasciare da parte il computer e cercare incontri con altri artisti e trovare una propria personalità di suono. Poi non c’è originalità vocale, sentì un brano e potrebbe essere di chiunque”. Adesso trova più soddisfazioni nel dedicarsi alla pittura (“Mi piace molto, era un tipo di arte che mi mancava a livello creativo. È stata mia moglie a spingermi. E in maniera naturale sono riuscito a dare le proporzioni. Mi piacerebbe molto fare un’esposizione di quello che ho fatto”). Oppure ad andare in tour, come farà dal 14 aprile, partendo dall’Italia per toccare buona parte dei Paesi d’Europa e poi anche il Canada.
Andato in onda il: 29/03/2017

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-b8996cb1-b1a7-4b75-aabf-d763eef49092-tg1.html
| Umberto Tozzi (Foto di Dino Buffagni) |
Quando scoppiò il successo «Ti amo», anno di grazia 1977, avevo appena nove anni. Ma la sua eco, tra feste con i primi dj che si prendevano tremendamente sul serio (come oggi, solo che allora non se li filava nessuno), le prime cotte, e l’autopista dei fratelli De Palo e Iussi che a Pasqua arrivava al paese, l’ho sentita, insieme con gli amici, ancora per parecchi anni. Complici arrangiamenti (penso a quello del best «Royal Albert Hall») sempre più sfiziosi e intriganti. E la magia di una canzone senza tempo che raccontava il sesso ricorrendo ad immagini surreali, quasi felliniane. «Ti amo», capolavoro firmato dall’accoppiata Giancarlo Bigazzi-Umberto Tozzi, compie 40 anni. E ovviamente non li dimostra, come tutti i pezzi immortali. Per festeggiarlo l’uomo di «Gloria» (altra hit internazionale del nostro cantata anche da Laura Branigan) pubblica il 31 marzo un cd raccolta con un paio di live e altrettanti inediti, «40 anni che “Ti amo”», e vara l’ennesimo tour, le cui date sono riportate qui sotto. La sopresa è che «Ti amo» uscirà come singolo in anteprima cantato in duetto con Anastacia. Ad agosto, la tornée toccherà anche la Spagna (Barcelona e Zaragoza). Tozzi è anche uno dei personaggi che mi ha fatto l’onore di raccontarsi in prima persona nel mio libro «Il peggio della diretta», pubblicato da Mondadori e ora disponibile anche in e-Book. Promozione a parte, il 14 aprile sarò, come sempre, a sgolarmi in prima fila. E farò tutto quello che devo fare: aprirò «la porta a un guerriero di carta igienica», sarò pronto ad «abbracciare una donna che stira cantando», «e se viene testa vuol dire che basta, lasciamoci». Tanto si sa, «Ti amo».
14 aprile – Teatro Dal Verme – Milano;
20 aprile – Teatro Colosseo – Torino;
21 aprile – Teatro Ariston – Sanremo;
5 maggio – Teatro Duse – Bologna;
12 maggio – Auditorium Conciliazione – Roma;
13 maggio – Nuovo Teatro Verdi – Montecatini;
14 maggio – Palazzo dei Congressi – Lugano;
15 maggio – Teatro Filarmonico – Verona;
18 maggio – Palabanco – Brescia;
19 maggio – Gran Teatro Geox – Padova;
24 maggio – Teatro Comunale Verdi – Pordenone
http://www.lospettacolodevecontinuare.com/
11 March 2017
Tra i tanti che ha ricevuto per il suo compleanno, l’augurio che gli ha fatto sicuramente più piacere è stato quello del “Worl Music Award” che in un tweet del suo profilo ufficiale lo ha definito “Italian legend”. Grande verità anche se poco considerata dai media, troppo presi ad esaltare il primo giovane che esce dai talent, dimenticando invece chi come lui ha fatto la storia del nostro pop.
Ma Umberto Tozzi ha sempre avuto le spalle larghe, sia quando riscuoteva un successo planetario sia quando le cose andavano meno bene, per cui con grande equilibrio è riuscito comunque ad andare avanti con professionalità e intelligenza continuando a scrivere musica e tenere affollati concerti. Facendo cioè bene quello che ha dimostrato sempre di saper fare, il suo mestiere.
Come adesso, che a 65 anni appena compiuti, ritorna al centro dell’attenzione con un doppio live che raccogli tutti i suoi pezzi più famosi arrangiati e riproposti in una veste più moderna (“Gloria”, “Si può dare di più”, “Gli Altri siamo noi”, “Gente di Mare”, “Dimmi di No”, “Stella Stai”, “Donna amante mia” e così via) e due inediti, uno suo l’altro scritto da Eros Ramazzotti e Kaballà.
L’album è stato registrato in occasione dei 40 anni di “Ti amo”, il brano che ha lanciato l’artista torinese e ha fatto il giro del mondo e che per l’occasione è stato reinterpretato insieme ad Anastacia ed è attualmente in rotazione nell’airplay radiofonico, ghiotta anticipazione del tour che prenderà il via ad aprile e vedrà Tozzi protagonista di una serie di concerti in Italia e in Europa.
“Ti amo” è stato un successo enorme del 1977, ininterrottamente primo in Hit parade dal 23 luglio al 22 ottobre con tanto di vittoria al Festivalbar di quell’anno. A detta di molti, doveva essere un brano che avrebbe ballato una sola estate, il classico tormentone di una stagione dedicata alle vacanze che sarebbe stato presto messo da parte coi costumi del mare. Un fuoco di paglia per un cantante baciato dalla fortuna. In realtà le cose andarono diversamente, la popolarità ed affermazione del pezzo al pari del suo autore, fu veramente straordinaria, tanto di diventare una hit internazionale ed una canzone destinata a restare nel tempo.
Quella sorta di mantra di tre sillabe, “ti-a-mo”, ripetuto all’infinito, esattamente cinquanta volte, supportato musicalmente dal classico “giro di Do” ed unito ad un testo particolare scritto da Giancarlo Bigazzi (con cui Tozzi formerà una coppia inossidabile destinata a collezionare numeri uno a ripetizione), fece subito centro, entrando di diritto nell’immaginario collettivo.
Ad un ascolto distratto quel 45 giri sembrava un astuto gioco di parole, un nonsense pieno di immagini criptiche e pennellate ad effetto come “apri la porta a un guerriero di carta igienica” o la “farfalla che muore sbattendo le ali”, in realtà quel brano dal sound melodico e di indubbia atmosfera raccontava in modo insolito una storia d’amore extraconiugale finita e il ritorno a casa del protagonista, “dammi il tuo vino leggero, che hai fatto quando non c’ero e le lenzuola di lino, dammi il sonno di un bambino…”, che sussurrando prima e gridando poi quel magico “Ti amo” cercava di ricomporre una relazione che si era incrinata.
Il risultato di questa suggestiva alchimia tra musica facile e parole ricercate, fu otto milioni di dischi nel mondo, oltre un milione solo in Francia, dove Dalida col suo eccezionale carisma, regalò un’interpretazione da brividi grazie al testo riadattato dallo scrittore Pascal Sevran e dalla grande Arlette Tabart: “Combien de lits et de femmes as-tu laissé derrière toi? Oublie que je suis ta femme, regarde-moi, petit soldat, io ti amo,je t’aime ti amo, je chante ti amo…”.
Questa canzone per Tozzi è stato il primo tassello di una carriera eccezionale, proseguita l’anno successivo con l’album “Tu”, che andò a gonfie vele e consacrata definitivamente nel 1979 con “Gloria”, un successo stellare con la colossale cifra di 60 milioni di copie vendute nel mondo grazie ad infinite cover, prima fra tutte quella di Lara Branigam, che Giorgio Moroder inserì nella colonna sonora del film campione di incassi “Flashdance” nel 1984.
Ecco perché l’anniversario di “Ti amo” è stata l’occasione ideale per celebrarlo nella maniera migliore e riproporlo con un inedito e riuscito duetto tra il cantautore torinese e la brava e grintosa artista americana, un’interpretazione a due voci suggestiva e ricca di pathos che regala al brano e a soprattutto a chi lo ascolta nuove emozioni e nuove atmosfere. Brividi, come se fosse la prima volta.
Umberto Tozzi è tornato con una nuova versione di “Ti amo” cantata assieme ad Anastacia, scirtta per festeggiare i 40 anni di un brano diventato un classico della canzone italiana nel mondo.
NEWS 10 MARZO 2017 10:47 di Redazione Spettacolo
È uscita oggi una versione nuova di uno dei massimi successi di Umberto Tozzi e di tutta la musica leggera italiana, ovvero “Ti amo”, tratta dall’album “È nell’aria…ti amo” e scritta dallo stesso Tozzi assieme a uno dei parolieri più noti della Storia italiana, ovvero Giancarlo Bigazzi. Uscita nel 1977 e vincitrice del Festivalbar, quest’anno compie 40 anni, un anniversario perfetto perché il
cantante decidesse di festeggiare con l’uscita di un nuovo album “40 anni che ‘TI AMO’” (Momy Records/Sony Music), disponibile dal 31 marzo nei negozi tradizionali, in digital download e su tutte le piattaforme streaming. Lo stesso Tozzi, in un’intervista a Radio Italia dichiarò che: “Dal punto di vista dei diritti Siae, ‘Gloria’ ha avuto più versioni al mondo e quindi rende più di Ti Amo, che però spicca tra i miei successi per originalità”.
“Ti amo” con la collaborazione di Anastacia
La nuova versione vede protagonista anche Anastacia, la cantante americana autrice di successi come “Left Outside alone”, “I’m Outta Love” e “Sick and Tired” tra le altre, che l’hanno resa una vera e propria star anche nel nostro Paese, dove continua a tornare per vari progetti, dai concerti ai duetti, appunto. In questa nuova veste “Ti amo” si trasforma e oltre alle strofe in italiano ne ha alcune in inglese cucite addosso alla cantante americana che si ritrova a cantare un brano che ha fatto la storia, in grado di rimanere in prima posizione in classifica, senza interruzioni, dal 23 luglio al 22 ottobre 1977, quando dovette cedere il primato a ‘L’angelo azzurro’ di Umberto Balsamo, vendendo 8 milioni di copie in tutto il mondo e diventando uno dei classici, amatissimo in Francia (dove ha venduto oltre 1 milione di copie) e negli Stati Uniti.
Il significato misterioso di “Ti amo”
“Nelle canzoni bisogna mettere delle metafore, come fare stelle di cartone con una donna nuda sul divano in Gloria o come il guerriero di carta igienica in Ti Amo, in modo che chi ascolta si fermi a pensare” diceva Bigazzi parlando del modo che aveva di scrivere canzoni e anche questa volta non fa eccezione. Ci sono alcuni passaggi che in quegli anni fecero scalpore e in seguito anche un po’ sorridere. C’è la continua reiterazione del titolo, tecnica per far sì che la canzone si pianti in testa, ma il testo vede anche passaggi come “nel letto comando io, ma tremo davanti al tuo seno” dove quel “seno” era un termine non proprio scontato in quegli anni e non passò inosservato, così come non passò inosservato quell'”apri la porta a un guerriero di carta igienica”, di cui è complesso cercare significati, così come lo è cercare di interpretare questa
canzone. Ma a volte le canzoni non hanno bisogno di spiegazioni, lasciando a chiunque l’ascolti di poterci trovare quello che vuole: chissà quel “soldo” per chi era e chissà da chi era quella lei da cui il cantante sarebbe tornato.
Il testo originale di Ti amo
Ti amo
Ti amo,
un soldo
ti amo,
in aria
ti amo
se viene testa vuol dire che basta
lasciamoci.
ti amo, io sono, ti amo, in fondo un uomo
che non ha freddo nel cuore, nel letto
comando io
ma tremo davanti al tuo seno,
ti odio e ti amo,
è una farfalla che muore sbattendo le ali
l’amore che a letto si fa
prendimi l’altra metà
oggi ritorno da lei
primo Maggio, su coraggio
Io ti amo e chiedo perdono
ricordi chi sono
apri la porta a un guerriero di carta igienica
e dammi il tuo vino leggero
che hai fatto quando non c’ero
e le lenzuola di lino
dammi il sonno di un bambino
che fa
sogna
cavalli e si gira
e un po’ di lavoro
fammi abbracciare una donna che stira
cantando
e poi fatti un po’ prendere in giro
prima di fare l’amore
vesti la rabbia di pace e sottane sulla luce
io ti amo e chiedo perdono
ricordi chi sono
ti amo, ti amo, ti amo ti amo
e dammi il tuo vino leggero
che hai fatto quando non c’ero
e le lenzuola di lino
dammi il sonno di un bambino
che fa
sogna
cavalli e si gira
e un po’ di lavoro
fammi abbracciare una donna che stira
cantando
e poi fatti un po’ prendere in giro
prima di fare l’amore
vesti la rabbia di pace e sottane sulla luce
io ti amo e chiedo perdono
ricordi chi sono
ti amo, ti amo, ti amo ti amo
Il nuovo album, un best of con due inediti
Nel nuovo album sono raccolte le maggiori hit registrate dal vivo, a cui si aggiungono due inediti: uno scritto dallo stesso cantautore e uno scritto da Eros Ramazzotti, Claudio Guidetti, Kaballà e Francesco Bianconi. E quelle hit sono anche la spina dorsale del tour che partirà il 14 aprile dal teatro del verme di Milano in cui il pubblico potrò ascoltare, in maniera riarrangiata, canzoni come “Gloria”, “Si può dare di più”, “Gli Altri siamo noi”, “Gente di Mare”, “Dimmi di No”, “Stella Stai”, “Donna amante mia”, oltre ai nuovi brani contenuti nel disco “Ma che spettacolo!” pubblicato a ottobre del 2015.
Il calendario aggiornato del tour
14 aprile – Teatro Dal Verme – Milano;
20 aprile – Teatro Colosseo – Torino;
21 aprile – Teatro Ariston – Sanremo;
5 maggio – Teatro Duse – Bologna;
12 maggio – Auditorium Conciliazione – Roma;
13 maggio – Nuovo Teatro Verdi – Montecatini;
14 maggio – Palazzo dei Congressi – Lugano;
15 maggio – Teatro Filarmonico – Verona;
18 maggio – Palabanco – Brescia;
19 maggio – Gran Teatro Geox – Padova;
24 maggio – Teatro Comunale Verdi – Pordenone;
by http://music.fanpage.it/il-significato-di-ti-amo-successo-di-umberto-tozzi-che-rivive-con-anastacia/
Nel 1977 Umberto Tozzi pubblicava il 45 giri da milioni di copie vendute. Che oggi rinasce
Mica solo i Decibel. Sono anche i quarant’anni di uno dei tormentoni più duraturi del pop italiano, qualcosa che, insieme a pochi altri, fa scattare immediatamente la voglia di cantare il ritornello.

Ti amo di Umberto Tozzi è rimasto al primo posto della classifica dal 23 luglio al 22 ottobre 1977, ha colorato per sempre quell’estate ed è diventato una delle istantanee più durature di un’epoca nella quale il terrorismo e la cronaca nera spingevano la musica ai margini. Invece accadde che arrivò questo torinese ispido, non certo votato alle pubbliche relazioni ma assai curioso di musica che tre anni prima aveva vinto Canzonissima come autore (insieme a Damiano Dattoli aveva scritto le musiche di Un corpo un’anima per Wess e Dori Ghezzi) ed era, insomma, uno che voleva mettersi in luce senza mettersi in mostra. Ossia trovando il brano giusto. Ci riuscì per la prima volta proprio con Ti amo, un 45 giri con risultati di vendita che oggi farebbero gridare al miracolo: otto, dicesi otto, milioni di copie in tutto il mondo, oltre un milione soltanto in Francia. Per la critica musicale di quei tempi, votata, quasi per codice deontologico, a disprezzare il pop più popolare, si trattava soltanto del fuoco di paglia di un venticinquenne ambizioso che sarebbe tornato presto nell’ombra.
E invece.
L’anno dopo Umberto Tozzi pubblica l’album Tu, che funziona benissimo. E poi, nel 1979, esce Gloria, un successo mostruoso in gran parte del mondo con la colossale cifra di 29 milioni di copie vendute in cinque anni. Da allora Umberto Tozzi è entrato di diritto nella storia della nostra musica leggera e quindi oggi i quarant’anni di Ti amo non servono solo a lanciare una nuova versione del brano (incisa con Anastacia e da oggi in rotazione in radio) e supportare l’imminente disco 40 anni che Ti amo con tanto di tour nei club italiani a partire dal Dal Verme di Milano. Sono anche l’occasione di guardarsi alle spalle e riflettere su quanto questa canzone immediata e irresistibile (e guai a chi dice no) abbia segnato un’epoca. E anche, volendo, su quanto immeritatamente per decenni sia stata catalogata come futile canzonetta al confronto di tanti brani «impegnati» che allora sembravano capolavori imprenscindibili ma oggi nessuno se li ricorda più.
PG