1977, quando Tozzi le suonò a John Travolta

 By / 15 Maggio 2019

Un anno in cui tante porte si chiusero per sempre: l’addio a Elvis, alla Callas e a Charlot. E il “Ti amo” di Umberto Tozzi mandò ko Travolta e La febbre del sabato sera.

Il destino è quel concetto astratto che riesce a dare un significato apparente a quell’unico evento che ti segna l’esistenza. Per gli agnostici ha la stessa portata di dio. Crederci è la maniera più sbrigativa per non fare i conti con ciò che sfugge alla ragione. Una porta girevole che si blocca e ti indirizza nella direzione fatale, questo è il destino. Il mio destino nella sua carta d’identità ha una data di nascita. Anno 1977.

LA MATURITA’ E LA SCOPERTA DELL’ORGASMO

E’ l’anno degli esami di maturità e della maturità in senso più complessivo, della prima firma sotto ad un articolo di un giornale, della consapevolezza che una fase della vita era chiusa per sempre e se ne stava aprendo un’altra ancora più zeppa di incognite. L’anno della scoperta che l’orgasmo ha un’origine mentale e che il gioco di seduzione è più eccitante della conquista stessa, che più di Marylin mi turbava la sua gemella bruna e per questo mi sentivo orgogliosamente diverso. L’anno in cui furono scritte le regole costituzionali del mio essere adulto, al di là dell’età e delle convenzioni. Molte di esse sono sopravvissute per oltre quarant’anni prima di essere spazzate da un ciclone, ovviamente biondo, perché il destino si diverte a sottolineare quanto possiamo essere stupidi, facendo cadere uno dopo l’altro ogni più insensato pregiudizio.

ELVIS, MARIA, CHARLIE: E’ STATO UN VERO PIACERE

Mi piacerebbe che l’agenda di Alessandra, che riportava la cronaca minimal di tutti i giorni di quell’anno, potesse annotare che proprio nel primo quadrimestre del 1977 la mia storia ha cambiato volto. E io ancora non lo sapevo. E se quell’agenda esistesse ancora meriterebbe di essere liberata dalla polvere e dal peso dei ricordi per questa fondamentale postilla. Del resto il 1977 è stato un anno mica da ridere, tante porte si sono aperte e tante se ne sono chiuse per sempre. Elvis Presley Maria Callas, a distanza di un mese uno dall’altra, hanno spento il volume della loro immensa voce. E ditemi se questo non è un pessimo scherzo del destino, sottrarci in 30 giorni le espressioni più rivoluzionarie del rock e dell’opera, esistenze tormentate che hanno utilizzato la platea per ammortizzare il loro male di vivere, mai rassegnate alla mediocrità, padroni sino alla fine del loro personaggio anche quando, all’inizio del conto alla rovescia, hanno ritenuto addirittura superfluo il loro immenso talento. Con loro si è congedato anche Charlie Chaplin, di genio pari all’ego, altro ineguagliabile mito del ‘900, creatore di risate grasse e malinconiche riflessioni. Il silenzio più espressivo della storia dell’uomo. Senza retorica: il cinema e la musica sono ancora a lutto e noi tutti continuiamo a versare lacrime.

SANREMO A COLORI E LA FINE DI CAROSELLO

Poi c’è tanto altro. Come, ad esempio, la premiere di Guerre Stellari, film che mi vanto di non avere mai visto e capostipite di un genere che ha sbancato il botteghino, oppure il debutto del primo computer Apple, la cui portata epocale sarà più chiara all’alba del nuovo millennio. Ci sarebbe anche il primo vagito di Checco Zalone, ma senza offesa per il comico pugliese, credo di non essere il solo da queste parti a preferire una sottolineatura per la nascita di Luca Toni. Non si offendano Corini o Zauli, ma è stato grazie al bomber dalla mano all’orecchio che il Palermo è tornato in serie A dopo più di un trentennio ed è arrivato per la prima volta in Uefa.  Qualche mese dopo la Rai cominciava finalmente a trasmettere a colori. Fece scalpore il primo Festival di Sanremo in formato Pal, nonostante la dimenticabilissima canzone regina: Bella da morire degli Homo Sapiens. E invece fece scandalo il Mistero Buffo di Dario Fo contro cui si scagliarono la Chiesa e la Democrazia Cristiana. Nel 1977 cominciò a circolare il nome di Silvio Berlusconi, nominato Cavaliere del Lavoro dal presidente Giovanni Leone, Enzo Tortora fece record di ascolti con Portobello in quella stagione di tv sperimentale che vide anche l’esordio di Beppe Grillo in Videobox. Ma la Rai, allora ancora monopolista a livello nazionale, ci tolse Carosello, il più straordinario contenitore pubblicitario di tutti i tempi per creatività e capacità di entrare nelle case e nelle menti degli italiani.

TI AMO E SO ANCHE PERCHE’

Esplodeva il fenomeno della Febbre del sabato sera, non solo un film ma il manifesto di un ritorno della disco music e di uno stile di vita lontano dai rigidi schemi del decennio. Più frivolezza e meno impegno, il prologo ideale degli anni ’80. Però ci siamo anche deliziati con Io e Annie e New York, New York. Consigli postumi: I Duellanti e Bianca&Bernie, due chicche per grandi e piccini. Finale in musica. La sigla della mia R6 verde oliva era Psicho Killer dei Talking Heads, la seducente litania del fafafa fafafafa fa e run run run run run away e solo chi la conosce può comprendere. L’alternativa era The passenger di Iggy Pop, parentesi introduttiva di quello che da lì a poco sarebbe stato il punk. Il siciliano con più presenze nella hit parade fu Umberto Balsamo con Angelo Azzurro e ho detto tutto, Stayin’alive fece strage, eppure non fu il 45 giri più gettonato in Italia. Lucio Battisti sfornò il suo solito capolavoro (Amarsi un po’), irruppe nella scena cantautorale Pino Daniele (Napule è, una delle sue più belle di sempre). I più romantici si strusciavano languidi con Just the way you are, ma udite udite, chi sbancò le classifiche quell’anno fu Umberto Tozzi con Ti Amo. E qui si chiude il cerchio perché, se il destino è il tuo dio, l’anno da incorniciare è sempre quello che richiama con certezza le parole ti amo. Ti amo 1977 e finalmente so anche perché. Io ho fatto outing. E non per nostalgia degli anni del furore. Potere di Tozzi.

Le Conseguenze della Musica – Flashdance

Flashdance


È il 1983, Raegan vive in Pennsylvania Avenue e in tutto l’Occidente inizia a diffondersi un velato ottimismo verso il futuro e il mito del successo. Flashdance (Adrian Lyne, USA 1983) nasce proprio in questo contesto, ed è l’archetipo della favola moderna: Alex (Jennifer Beals), 18 anni, di giorno lavora come saldatrice, di notte si esibisce al Mawby’s in numeri di danza/striptease, nel frattempo coltiva il sogno di diventare una ballerina professionista e, ovviamente, riesce a trovare il grande amore.

Nonostante non brilli di originalità, la pellicola è diventata in breve tempo un cult grazie alle sinergia tra regia e colonna sonora, che nei momenti chiave riesce a dare vita a veri e propri videoclip musicali. Ed è questa la grande novità apportata al cinema dal film, le cui scene più celebri si sono imposte nell’immaginario collettivo.

Curata da Giorgio Moroder, la colonna sonora è conosciuta in tutto il mondo per il famoso pezzo Flashdance… What a Feeling interpretato da Irene Cara, brano che si aggiudicò addirittura un Oscar. Oltre a questa sequenza, il film presenta numerosi momenti in cui la musica viene messa in primo piano, prima fra tutte quella dello spogliarello iniziale di Alex, accompagnata da He’s a Dream di Shandi. La voce della cantante asseconda i movimenti della protagonista: sexy durante la strofa, calda e ruggente nel ritornello, che si chiude  col sussurato “He’s a dream…”. La scena unisce così musica e danza in una performance bollente ed eccitante ma mai volgare.

La seconda canzone-icona del film è Maniac di Michael Sembello. La dinamica è la stessa della sequenza sopracitata, ma questa volta il videoclip prende vita quando Alex torna dal lavoro e decide di allenarsi: la protagonista balla sulle note sincopate di Maniac e si agita (appunto) come una pazza, tanto che né il sudore né la stanchezza la fermano, come niente la fermerà dall’inseguire il sogno di diventare una ballerina nonostante le paure e le incertezze. Alex saltella sui piedi e muove il bacino, sexy ma sportiva. Ancora una volta musica, danza e cinema si fondono sulle celeberrime parole: “She’s a maniac, maniac on the floor / and she’s dancing like she’s never danced before…”.

Infine il terzo episodio: Hanna (Lilia Skala), amica del cuore di Alex, sta per affrontare un’importante gara di pattinaggio artistico. Luci spente, occhio di bue sulla pista di pattinaggio. Le note di Gloria squarciano l’immediato silenzio che precede una prestazione sportiva. La canzone, reinterpretata da Laura Branigan nel 1982, è in realtà una cover di Gloria di Umberto Tozzi del 1979, che suscitò un successo immediato in tutta Europa per poi sfondare negli States proprio grazie a Moroder. Hanna, amica e personaggio-specchio di Alex, fallisce però la prova e rimane lì sdraiata, mentre in sottofondo Gloria continua a suonare imperterrita. Questa scena rappresenta la concretizzazione delle paure della protagonista proiettate sull’amica: da lì a poco anche Alex dovrà affrontare la famosa audizione (What a Feeling).

Gli anni Ottanta sono “i nostri genitori” e Flashdance ne è un manuale di storia e costume: edonismo, glamour, mito del successo, muscoli tonici, discoteca e canzoni che sono le pietre miliari della cultura pop di oggi.

Elia Altoni

2 giugno 2017: 40 anni che… ti amo. – Tozzifesta a Verona

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Cari Tozziani, quest’anno è molto speciale per noi inTozzicati, si festeggiano i 40 di Ti amo e anche noi nel nostro piccolo, vogliamo degnamente ricordare questo enorme successo di Umberto con una Tozzifesta e quale luogo migliore della città dove vinse il Festivalbar nel 1977? Eh sì, quest’anno ci spostiamo a Verona! La Tozzifesta 40 anni che Ti amo vi aspetta venerdì 2 giugno 2017 ore 12 presso il Ristorante Villa Ballarini, Via Fabio Filzi, 10 a Illasi (VR) https://www.facebook.com/Villa-Ballarini-328118377224086/?fref=ts
Per chi lo vorrà, oltre alla festa, passeremo insieme anche i due giorni successivi, di seguito specificheremo tutti i dettagli. Naturalmente senza nessun obbligo, è possibile partecipare anche solamente alla Tozzifesta.

Quota 36 Euro a persona che comprende il costo del pranzo, la SIAE e il pranzo ai musicisti.
Quota per i bambini dai 3 agli 8 anni: 20 Euro

Menù adulti:
Antipasti misto + aperitivo a buffet
Bis di primi: Risotto all’Amarone e Monte Veronese e Bigoli al ragù d’anatra
Cosciotto di maiale in crosta + contorni
Dolce
Acqua
Vino
Caffè

MENU’ BAMBINI
Antipasti misti a buffet
Pasta
Cotoletta
Patatine fritte
Acqua e bibita

La giornata si svolgerà in questo modo:
ore 12 ritrovo e saldo quota di partecipazione alla Batozzo Family che anche stavolta gentilmente ci darà una mano.
Ore 12,30 Inizio pranzo accompagnati dalla musica Tozziana dei nostri musicisti che ringraziamo anticipatamente per la disponibilità!

Roberto Urgesi tastiere, voce
Pino Desogus chitarra, voce
Gigi Canzi chitarra

La festa si protrarrà fino alle ore 18,30, ci sarà anche un gioco, “indovina la canzone”, proporremo una serie di oggetti che sono contenuti nelle canzoni di Umberto e chi per prima indovina il titolo guadagnerà un punto. Alla fine chi avrà più punti vincerà un premio! Per quanto riguarda l’abbigliamento chi volesse potrebbe mettere abiti del 1977 (se ancora vi stanno!) oppure sarebbe bello anche mettere delle magliette o utilizzare spille, applicazioni, ricami o qualsiasi altra cosa la vostra fantasia vi ispiri con la scritta TI AMO!

Prenotazioni a rosadifrontiera@gmail.com e versamento caparra (10 euro a persona) entro il 20 maggio nelle modalità che vi verranno indicate in privato.
Per chi venisse da fuori e per chi volesse fermarsi per l’intero weekend, abbiamo una convenzione con Lo Sporting Hotel San Felice di Illasi, dista 2 km dal location della Tozzifesta, una camera doppia costa 85 euro a notte compresa prima colazione, accesso alla piscina e alla palestra. C’è anche la possibilità della mezza pensione, 20 euro a persona, oppure, essendo pizzeria, senza scegliere la mezza pensione, c’è la possibilità di mangiare una pizza la sera. Abbiamo opzionato 4 camere doppie, chi volesse prenotare in questo hotel, può prenotare direttamente in Hotel comunicando gli accordi con Elisabetta rosadifrontiera@gmail.com. http://www.sportingsanfelice.com/ita/hotel.php
Nelle vicinanze c’è anche l’aeroporto Catullo di Verona, per chi venisse con i mezzi può arrivare in stazione a Verona e poi ci sono i pulmann per Illasi oppure chiedete e una soluzione la troviamo, qualche passaggio ecc.ecc.
Questi sono nostri suggerimenti ma liberissimi di prenotare dove volete. Prima di rinunciare, se aveste qualche difficoltá, chiedete che magari vi si può aiutare.

Sabato 3 giugno invece ci troveremo alle 10 davanti all’Arena di Verona, porteremo uno striscione e la locandina della festa e possibilmente cerchiamo di indossare tutti le magliette dei 40 anni di Ti amo, per chi non l’avesse andrà benissimo anche qualsiasi altra maglietta Tozziana, se fossimo almeno 15 persone potremmo usufruire del prezzo d’ingresso ridotto per i gruppi che costa 7,50 anziché 10 Euro e poi una volta all’interno dell’Arena ci faremo una bella foto per ricordare la vittoria al Festivalbar proprio in quel luogo storico. All’Arena di Verona andremo anche in caso di pioggia, tanto abbiamo gli ombrelli Tozziani! Poi passeremo la giornata a Verona visitando altre luoghi turistici e cmq ci si accorderà al momento, senza impegno.

Domenica 4 giugno invece andremo a visitare il Parco Giardino Sigurtà, un bellissimo parco che nella stagione primaverile è un tripudio di colori e profumi, anche qui si potrebbe usufruire dello sconto per i gruppi se fossimo almeno in 25 persone. http://www.sigurta.it/ costo 9 euro, con visita guidata + 4 euro, bambini 5-14 anni 5,50 euro. Se non raggiungessimo le 25 persone i prezzi sono adulti 12,50 Euro, bambini 5-14 anni 6,50 Euro + visita guidata se lo vorremo 4 Euro. Andremo alla ricerca della Rosa di frontiera, fotograferemo tutte le rose e poi su Attimi, con una votazione, nomineremo la rosa che più rappresenta questa misteriosa Rosa di Frontiera! In caso di pioggia opteremo per visitare le Ville Venete, ce ne sono parecchie nella zona e sono bellissime!

Come sempre speriamo e ci auguriamo che questa festa vi faccia stare bene in compagnia di persone che condividono la stessa passione musicale per distrarci almeno un po’ dai problemi della vita quotidiana! E ricordatevi che ogni lasciata è persa, queste sono occasioni uniche che non torneranno mai più!

Ringrazio di vero cuore tutti coloro che stanno collaborando per la riuscita di questa festa, in particolar modo Roberto Poets! Ringraziamento particolare anche a Paolina Rizzo per la realizzazione della locandina!
Vi aspettiamo numerosi!!

by attimi.info