10 libri da non perdere questo autunno

libri da non perdere questo autunno

Laura Frigerio

A cura di Laura Frigerio

Pubblicato il 10/10/2018 Aggiornato il 10/10/2018

Romanzi, saggi, raccolte di poesie: da So che un giorno tornerai di Luca Bianchini a The sun and her flowers di Rupi Kaur, ecco i libri che vi terranno compagnia in questi mesi
10 libri autunno 2018

In autunno, per staccare la spina dai ritmi (e stress) quotidiani, quale modo migliore se non quello di immergersi in storie appassionanti? Oppure farsi cullare dalla poesia o stuzzicare la propria curiosità con dei saggi?

Ecco una piccola selezione di titoli che, secondo noi, non dovreste perdere.

Romanzi per tutti i gusti

Uno dei libri in uscita più interessanti di questo autunno è, senza ombra di dubbio, A rincorrere il vento di Erica Arosio e Giorgio Maimone (Morellini Editore) che, come recita il sottotitolo, racconta il B-Side del ’68 attraverso i ricordi (romanzati) di due ragazzi all’epoca adolescenti (nelle librerie dal 18 ottobre). Ci proietta invece tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 Gente del Sud di Raffaello Mastrolonardo (tre60, in uscita l’11 ottobre), che racconta la storia della famiglia Parlante tra amori, passioni, lotte politiche, guerre, ostinazioni, imprese e sogni.

Imperdibile anche 1971. Mozart e il violino di Lucifero, thriller storico in chiave musicale e pop, firmato da Davide Livermore e Rosa Mogliasso (Salani Editore, da metà ottobre). Al centro una profezia che fa tremare i potenti della Terra, un bambino in grado di salvare l’umanità intera con la sua musica, due società segrete che si contendono le sorti del mondo.

Già in libreria è invece So che un giorno tornerai di Luca Bianchini(Mondadori), che racconta la storia della giovane Angela che ha una figlia da Pasquale, un uomo sposato che sparisce senza riconoscere la piccola Emma. Quest’ultima crescerà in una bella famiglia numerosa e sgangherata, ma una vola cresciuta deciderà di cercare il padre.

E c’è poi Hai detto trenta? (Rizzoli) scritto dalle autrici del celebre blog I Trentenni, ovvero Silvia Rossi, Stefania Rubino e Ilaria Serena. È la storia di quattro amici che si ritrovano e fanno una vacanza on the road, per raccontare come sono cambiate le loro vite dall’adolescenza all’età adulta e soprattutto per ricordare. Ma è anche un omaggio agli anni Novanta e a tutto quello che ha caratterizzato una generazione.

Tra musica e poesie

La raccolta che gli amanti della poesia stavano sicuramente attendendo è The sun and her flowers (Il sole e i suoi fiori) di Rupi Kaur (tre60), già autrice del best-seller Milk and Honey che aveva venduto più di tre milioni di copie. Questa nuova raccolta di poesie celebra le radici e l’amore, ma parla  anche di dolore e abbandono.

A chi è solito associare le canzoni alle poesie consigliamo invece Ogni canzone mi parla di te (Come aggiustare cuori infranti cantando) di Stefania Carini(Sperling & Kupfer, in libreria dal 16 ottobre)), che è un viaggio nell’immaginario amoroso legato a canzoni pregne di romanticismo da Io che amo solo te di Sergio Endrigo a Gloria di Umberto Tozzi, passando per Adesso tu di Eros Ramazzotti.

A proposito di musica, vi segnaliamo anche The Complete Beatles Songs – Gli aneddoti dietro ogni canzone scritta dai Fab Four del giornalista Steve Turner, pubblicato per la prima volta in Italia (Edel Italy, dal 19 ottobre). Il volume include tutte le 207 canzoni originali dei Beatles e i rispettivi testi (compreso il materiale da Live At The BBC e Anthology I-III) il tutto arricchito da un’ampia galleria fotografica e molte foto inedite.

Viaggio napoletano

Da un mito della musica a uno del cinema con A Napoli con Totò (Dalla Sanità alla luna) di Loretta Cavaricci e Elena Anticoli de Curtis (Giulio Perrone Editore). Si tratta di un viaggio semiserio a Napoli idealmente in compagnia di Totò (a centoventi anni dalla nascita, nei suoi luoghi privati e in quelli vissuti in pubblico, partendo dalla Sanità, il Rione Natale dove negli anni è tornato costantemente ad aiutare la sua gente poverissima.

In un futuro distopico

Chi invece è affascinato da quel futuro distopico che ricorre sempre più spesso in film e serie tv, non potrà fare a meno di apprezzare Il futuro in bilico (Il mondo contemporaneo tra controllo, utopia e distopia) di Elisabetta Di Minico(Meltemi Linee). Il saggio riflette proprio su questo luogo cattivo che è la distopia, attraverso lo studio di opere fondamentali come 1984, Il mondo nuovo, Fahrenheit 451, Kallocaina, V per Vendetta e ovviamente Il racconto dell’ancella.

https://www.silhouettedonna.it/news/show-e-serie-tv/10-libri-da-non-perdere-questo-autunno-97074/

…Albo d’oro dei musicisti mirandolesi – 1953-2013 – Gianni Vancini

 

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Nato a Mirandola il 14 maggio 1978, ha studiato sassofono sotto la guida di Angelo Gabrielli, diplo­mandosi con il massimo dei voti presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali Vecchi – Tonelli di Modena.

Nel 1996 ha preso parte a stage e work-shop presso la New World School of thè Arts di Miami ed ai relativi concerti presso il Teatro Lincoln della stessa città. Negli anni successivi ha approfondito gli studi di musica jazz seguendo corsi tenuti da musicisti di fama mondiale quali E. Mariental, B. Franceschini.

In campo cameristico ha avuto molte esperienze in duo con il pianista Paolo Andreoli, esibendosi in prestigiosi Teatri Italiani come II Teatro Regio di Parma, il Teatro Valli di Reggio Emilia, il Ventidio Basso di Ascoli Piceno. Tra i compositori appartenenti alla letteratura classica del sassofono di cui ha eseguito i brani vanno menzionati: Ibert, Debussy, Bonneau, Vellones, Singelée, Piazzolla, Gershwin.

Anche nel campo della musica leggera, grazie alle tante collaborazioni con diverse formazioni, ha avuto modo di partecipare a diverse trasmissioni televisive.

Dal 1997 ha iniziato un felice connubio con il cantautore bolognese Andrea Mingardi; questo lo ha portato a esibirsi nelle principali piazze italiane ed europee. Parallelamente è continuata la collaborazione con un altro importante cantautore: Umberto Tozzi, che nel 2005 ha accompagnato al festival di Sanremo con il brano “Le parole”. Dallo stesso anno è componente stabile della Band di Tozzi, con questo gruppo ha tenuto concerti in Italia, Canada, USA, Australia, Cile, Russia, Ucraina, Francia, Belgio, Germania, Lussemburgo. Nel 2007 ha preso parte alla registrazione dell’album “Tozzi-Masini” e al successivo Tour Nazionale. Ha collaborato anche con la cantante Antonella Ruggiero e con artisti di fama internazionale, come A. Steward e Kid Creole & “The Coconuts”. In qualità di Docente, tiene Master Class sul territorio Nazionale.

Tratto da: Mirandola e le città della musica – Albo d’oro dei musicisti mirandolesi – 1953-2013

A cura di Luigi Girati.

Per saperne di più leggi anche: “Gianni Vancini – Musicista Mirandolese”

…Albo d’oro dei musicisti mirandolesi – 1953-2013 – Gianni Vancini

 

 

 

 

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Il karaoke delle star a Formentera.

Sono vari i VIP che hanno improvvisato un karaoke al banchetto di nozze di Ferdinando Salzano, discografico a capo della F&P Group, società della Warner Music Italy, e Barbara Zoggia: tra questi Umberto Tozzi, Raf, Antonello Venditti, Ligabue, Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Zucchero, Gigi D’Alessio ed Anna Tatangelo.

 

http://www.corrieredellosport.it/video/curiosita/2018/10/08-48416146/venditti_canta_al_matrimonio_mentre_guarda_la_roma_sullo_smartphone/?cookieAccept

https://youmedia.fanpage.it/video/ab/W7sVDuSwAObqdYXy

 

Salento e Giamaica, questione di sound

Italia e Giamaica si abbracciano in “Root of the music”, il nuovo album (il secondo), frutto della fortunata collaborazione tra il “Grammy” Richie Stephens e The Ska Nation, ensemble dei producer e cantanti salentini Rankin Lele Papa Leu.

Registrato tra l’Adriatic Sound Studio di Trepuzzi e il Pot of gold Studio di Kingston, il disco è disponibile in tutti gli store digitali distribuito da Vpal.

 

Richie Stephens

Con questo album Richie Stephens rende omaggio alla cultura della Giamaica, il suo paese natale, e all’Italia, che nell’ultimo periodo lo ha adottato artisticamente.

 

Nell’intro della title track, “Root of the Music“, Richie Stephens apre il discorso ponendo le basi per un divertente viaggio musicale tra reggae e ska.

Traccia dopo traccia, il vocalist offre solide e audaci prestazioni vocali in inglese e italiano, insieme alle incursioni di Rankin Lele e Papa Leu in stile dancehall (come in “You can’t run away”). Il tutto è abilmente supportato dalla Ska Nation Band, ensemble di affermati musicisti salentini, caratterizzato da un suono genuino e una grande musicalità.

I due classici, “’O Sole mio” e “Volare”, insieme all’intramontabile successo pop, “Ti amo” di Umberto Tozzi (fresca di celebrazione dei 40 anni), rivisti e rinfrescati da una ventata ska, sono i tre brani deputati a rappresentare tutta la passione e l’amore dell’artista giamaicano per il Belpaese.

Nel disco, ricco di celebri “ospitate”, spiccano le tracce “Country Bus” e “Joy”, che accoglie Toots Hibbert (mitica voce dei Toots & the Maytals), poi la hit “Bad Boys in Town”, realizzata in collaborazione con Bounty Killer.

Quindi il brano “No G.M.O.”, una vera e propria protesta “collettiva”, in cui intervengono in coro i maggiori esponenti della musica e della cultura reggae giamaicana, primo tra tutti Mutabaruka, poeta dub, personalità di rilievo del movimento rasta e portavoce del riscatto sociale del popolo nero sin dagli anni ‘70, che introduce Freddie Mc GregorCocoa Tea, Ninja Man, Louie Culture, Romain Virgo, Tammi T, Ed Robinson e Wanye J, giovanissimo (appena 12 anni) talento della scena giamaicana.

Papa Leu

Dopo aver partecipato, lo scorso 6 agosto, ai festeggiamenti per l’indipendenza nazionale della Giamaica, la band salentina sarà nell’isola caraibica per presentare ufficialmente il nuovo album il prossimo 13 ottobre, al Ranny Williams Entertainment Center a Kingston, durante la settimana di “Heritage Week”, rassegna ricca di eventi culturali in tutta l’isola.

 “Sono molto orgoglioso di questo album”,ha dichiarato Richie Stephens, “ specialmente perché contiene dei classici giamaicani e italiani. “‘O Sole Mio” è il simbolo dell’Italia nel mondo. Mi è sempre rimasta impressa la versione del mio cantante preferito, Luciano Pavarotti, e ho deciso di farne una cover! “Volare” è una canzone conosciuta nel mondo, oltre che da tutti i giamaicani: quando lo ascolti ti senti davvero “Nel Blu Dipinto di Blu”, e rappresenta il sogno di una società migliore. “Ti Amo” la conosco da quando ero ragazzo, anche se sono cresciuto credendo fosse un classico americano. Dopo aver scoperto che è un brano di Umberto Tozzi, mi è sembrato naturale interpretarla con Tammy T che è una grande vocalist e che è anche la nostra backing vocal nella Ska nation band.”

LA SKA NATION BAND

Richie Stephens (voce), Rankin Lele (voce), Papa Leu (voce e chitarra), Maestro Garofalo (tastiere), Ottie Lewis (tastiere), Fossa Drummer (batteria), Leo Klaus (basso), Morello Selecta (efx e machine), Luca Manno (sax e arrangiamenti) Gianluca Ria (tuba e trombone), Gaetano Carrozzo (trombone), Andrea Perrone e Giancarlo Dell’Anna (tromba), Tammy T (backing vocals).

http://www.ilgallo.it/attualita/salento-giamaica-questione-di-sound87/

 

Com’è sacra la scapricciata confessione del danzatore Dubois

A Contemporanea Festival Olivier Dubois ha presentato il suo spettacolo-confessione in cui il divertimento fa presto posto al rito sacro e misterioso del fare teatro. -Silvia Poletti  

Da vero entertainer Olivier Dubois accoglie il pubblico del suo one man show My Body of coming forth my day con consumata nonchalance. Una coppa di champagne in una mano, una sigaretta nell’altra, in elegante abito nero ( comprato al Cairo ma di fattura turca, spiega), invita a prendere posto in uno spazio spoglio, che si apre come un cabaret e finirà per tramutarsi -alla fine dello spettacolo- in una sorta di altare sacrificale.

Perché è solo apparente la leggerezza di questo spettacolo,  sorta di gioco di società dove Olivier mette a disposizione del pubblico la memoria del suo corpo, che da metà anni 90 ha ‘introiettato’ il sapere e la lingua dei coreografi più disparati ( da Jan Fabre alla Sasha Walz, da Saporta a Preljocaj e-si scopre-addirittura Forsythe e Nureyev) ma che in verità nasconde ben altro. Dalle buste si estrae un titolo, da un altro un brano musicale – e Olivier chiede se vogliamo mantenere la musica originale del lavoro oppure modificarla ( io l’ho costretto a ballare un antico pezzo di Andy Degroat su un brano dei Doors). Il terzo spettatore che volta volta viene chiamato a scegliere cosa deve fare il nostro, è invece invitato a togliergli un capo di abbigliamento: procedimento che va avanti fino a lasciarlo, ovviamente, in mutande -ed è questa  la concessione più retriva all’ apparente atmosfera da villaggio-vacanza che l’artista francese dà alla sua performance/confessione. Del resto il gioco di alto/basso in cui coinvolge il pubblico, lo inserisce nel rituale cadenzato dalle buste e dalle confessioni che è disponibile a fare – un fischietto, passato di bocca in bocca, dà il segnale ogni volta a una domanda irriverente sulla sua vita di persona e di artista – fa pensare appunto ad una situazione pop, con punte trash. Tuttavia a ben guardare pian piano tutto va a confluire in una sorta di liturgia/rito in cui l’artista compie il proprio sacrificio per il pubblico.

Coreografo di poderosa visionarietà e spregiudicata inventiva, legato alla poetica del corpo nella sua possenza espressiva, Dubois è così consapevole del se-performante e così onesto nel darsi da mostrare con naturalezza infantile il fisico ormai pingue e le cangianti emozioni sul suo viso paffuto,non solo rievocando frammenti di coreografie ma anche emozioni da lui vissute in quel fare. In questa casuale collana di estratti cui piega il suo corpo, restituendo dove necessario rigore e pulizia di gesti, o enfasi e violenza viscerale ( passando nel nostro caso da una Saporta barocca alle grida di Jan Fabre) l’artista non mostra così solo i potenziali fisici e espressivi che il suo corpo ha incastonato in venti anni di carriera in una istrionesca e narcisistica esaltata autocelebrazione. Mostra piuttosto la forza assoluta del non detto, l’intensità di gesti che anche nella quotidianità potrebbero rivelarci molto di noi e degli altri: reclama rispetto, e ascolto delle emozioni anche minime, che non cogliamo, le fa riaffiorare dalla memoria – e attraverso di sé ce le fa rivivere:  basti pensare allo struggente lento su ‘Ti amo’ di Umberto Tozzi, ballato con una ragazza del pubblico, erotico, emozionante, avvolgente, sentimentale, intenso come il primo amore. Il tutto descritto dalla forza dell’abbraccio tra i due e dalla tensione dei corpi. E proprio questo ‘darsi totalmente ‘in pasto’ allo spettatore, mettendo a nudo non solo le carni ma soprattutto le pulsioni più intime, che fa trascendere il gioco di Olivier in un rito pagano contemporaneo dai furori dionisiaci, stemperati solo alla fine in un ballo da discoteca, in pellicciona e polvere d’oro, dove però la danza diventa definitivo contatto fisico con gli astanti, offerta della propria carne da percuotere o accarezzare, turbine dove mischiare i liquidi dei corpi come la collettiva vertigine dell’entusiasmo – in una manifestazione teatrale della Divina Follia.

Visto a Prato, Sala Campolmi dell’Istituto Culturale Lazzerini per Contemporanea Festival il 27 settembre 2018

foto Ilaria Costanzo

Com’è sacra la scapricciata confessione del danzatore Dubois

 

Work In progress

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Stasera in TV

Sabato 29 settembre, alle ore 21:00 su Radio Italia e RadioItaliaTV, in onda dal Teatro Creberg di Bergamo la 2ª edizione del «Concerto delle Stelle» organizzato dall’Accademia di Guardia di Finanza e Radio Italia, con Benji & Fede, Alessio Bernabei,Dolcenera, Giusy Ferreri, Anna Tatangelo, Umberto Tozzi Official e Italia Live Orchestra, accompagnati dall’Orchestra Filarmonica Italiana e dalla Banda Musicale del Corpo della Guardia di Finanza. Presentano Mauro Marino e Manola Moslehi
Info: http://ow.ly/zCX130lZJP8

 

 

ASCOLTI TV: A TEMPTATION LA STAR E’ BETTARINI

  giovedì 27 settembre 2018 03:38

BATTUTO GIGI PROIETTI.AMADUES-GREGGIO/HUNZIKER ALLA PARI.

 “Sono cresciuta, credimi sono cresciuta”.Noi le crediamo sulla parola, non sappiamo Bettarini che la sfida a rimanere perché “ti volevo vedere come tu potevi crescere e io ho visto i primi video in cui tu parli di me, delle cose che non vanno, che non vuoi un babbo”.”Io ho pianto tutti i giorni – replica Nicoletta – perché mi manchi come l’aria.Mi fai stare troppo male”. La discussione – piatto fortissimo e unico dei questa stagione di Temptation Island Vip – sale di tono, Nicoletta ricomincia a piangere,si dispera,  a Bettarini gli gonfia la giugulare.Imbarazzante vederli sotto lo sguardo, attonito e contrito, della conduttrice, che è stata moglie del Bettarini ed è la madre dei suoi figli.Nicoletta sbotta “Stefano mi fai schifo, io sto soffrendo tanto”. Ci va giù pesante, dunque. Gli fa schifo ma lo ama.Eh, l’amore manda proprio fuori di testa.E glielo ripete quando lui le  chiede di guardarlo negli occhi:”no, mi fai schifo”. E giù insulti, buffone, cretino, “questo il comportamento di un uomo di 46 anni, tu devi crescere, non io”.A casa Bettarini si va fuori a pranzo e e cena , tutti giorni:”tu che mi fai mangiare, i sofficini?”.Questo è un colpo tremendo,la Nicoletta vacilla. E Bettarini affonda il coltello nella piaga :”io non posso parlar bene di te”.La Ventura dopo 20 minuti ancora non ha aperto bocca.E poi dice:”Nicoletta, ti ho dato questi consigli – sii forte – perché un po’ lo conosco”.Dopo tutto questo la domanda fatidica della Ventura.”Allora Nicoletta, vuoi uscire da sola o con Stefano?” Uno si aspetta chissà che  e lei”con Stefano”.E parte “Ti amo”, di Umberto Tozzi.Lui tiene tutti sulle spine, ci pensa e poi:”si voglio uscire con Nicoletta perché la amo, è tutta la mia vita, non potrei stare senza di lei nemmeno un’ora”.C’è anche la benedizione della sacerdotessa Ventura che sorride e fa cenni con la testa di approvare.Abbracci e baci,Simona è commossa:”siamo contenti”. Noi pure.Certo che non ci abbiamo proprio niente di meglio da fare.Temptation, in crescita negli ascolti, si è permesso il lusso di battere Gigi Proietti.Che è a una svolta nelle indagini sull’omicidio del commissario Enrico Vella.Pezzi di verità cominciano a incastrarsi e abbiamo appreso sul finire di puntata che il commissario si vedeva di nascosto con la donna di un boss della mafia.Perché?Nel frattempo Proietti trova anche il modo di risolvere un cold case.Incastra colui che ha ucciso una ricercatrice archeologa, 5 anni primi,  per il cui omicidio si trovava in carcere a scontare una pena di 22 anni, un collega della vittima, che era innocente e si era sempre proclamato innocente.Martedì finale di stagione.

In Access Time curioso pareggio fra Amadeus e la coppia Hunziker-Greggio divisi soltanto da  6 mila spettatori.

Gran seguito per l’anticipo di campionato fra Inter e Fiorentina che è risultato essere il 3° programma più visto della serata nonostante fosse solo per abbonati Sky.

http://www.terninrete.it/Notizie-di-Terni/ascolti-tv-a-temptation-la-star-e-bettarini-484366

 

COSE DI FAMIGLIA: DOANA, IL NUOVO ALBUM, UN INVITO A RALLENTARE E AD ASCOLTARSI

Avatar di francy279SMS News Quotidiano

C’è bisogno di rallentare, fermarsi ed ascoltare, in questo tempo di frenesia, in cui tutto passa e va. Di questo racconta “Doana”, l’ultimo album di COSE DI FAMIGLIA, il duo composto dai fratelli Giacomo e Mauro Da Ros , che propone un sound “new folk” che si ispira a Mumford & Sons, Jack Savoretti e The lumineers ma con incursioni rock, funky e reggae. Il loro intreccio vocale invece ricorda Simon & Garfunkel, altra influenza importante per la loro musica.
10 tracce per un album che invita a  lasciare libero il pensiero dall’infinita quantità di informazioni, pressioni e frettolosi rapporti virtuali. Aiutati dal silenzio e dalla bellezza delle loro montagne (i Da Ros sono di Vittorio Veneto, in provincia di Treviso proprio ai piedi delle Prealpi), le “COSE DI FAMIGLIA” identificano nella natura la vera dimensione in cui sentirsi liberi e soprattutto autentici. Una soluzione che potrebbe apparire semplicistica …

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Premio Tenco 2018, Morgan: «È tutto quello che X Factor non potrà mai essere»

Il cantautore sarà alla manifestazione nelle vesti di “valletta anarchica”. E ha qualcosa da dire sui talent, su Asia Argento e sui suoi 6 album già pronti

È stata presentata stamattina a Milano la nuova edizione del Premio Tenco, la 42°, che si svolgerà a Sanremo il prossimo 18-19-20 ottobre.
Filo conduttore della manifestazione è “la migrazione”: «di uomini, di idee e della musica, per cogliere il fenomeno del cambiamento» dice lo storico presentatore Antonio Silva. E proprio per questo i vincitori di quest’anno sono personaggi che hanno esportato la musica e la cultura italiana all’estero. Zucchero, Adamo e il fondatore di Slow Food Carlo Petrini.

Tre giorni di manifestazione in cui si alterneranno sul palco oltre 24 artisti tra cui Elisa, Motta, Mirkoeilcane, Lo Stato Sociale, Willie Peyote. Poi masterclass per far conoscere i cantautori alle nuove generazioni: «continua la nostra battaglia per farli inserire all’interno dei programmi scolastici» precisa il produttore discografico Stefano Senardi.

Ma la vera star di questa edizione è Morgan, che per la prima volta parteciperà al Premio nelle vesti di co-conduttore. O di valletta anarchica, come preferisce definirsi lui stesso: «Era il mio sogno avere questo ruolo. Dieci anni fa ho fatto l’inviato Rai al Premio e ricordo bene quanto mi colpirono l’aspetto culturale e di protesta di questa manifestazione. Sanremo, in questi giorni di ottobre, è molto diversa da come si presenta a febbraio. Queste persone hanno conservato un sogno. E fanno musica».

Il suo scopo inoltre, è quello di far conoscere a più persone possibili un patrimonio artistico che rischia di venire dimenticato : «Sono rimasti pochissimi i cantautori della prima generazione ancora in vita. Bisogna fare vivere la loro musica, farli diventare nazionalpopolari. Il mio segreto è quello di imparare poco alla volta. Io di Gaber non so tutto, per questo vive per me».

Quando qualcuno gli chiede di X Factor, lui commenta così: «Il Premio Tenco è tutto quello che X Factor non potrà mai essere. I maestri e gli allievi passano insieme giorni incantati dove regna la musica. Questo è il vero talento. Se i talent fossero più intelligenti ci sarebbe musica più bella e il mercato sarebbe più florido. Invece, i prodotti sono scadenti e il mercato è depresso». Una situazione che secondo il cantautore è cambiata negli anni: «Nelle prime edizioni si lavorava bene. Ho portato in quel programma le canzoni di Tenco, Endrigo, Jannacci, Ultravox, Yes, Bob Dylan. Roba bella! Oggi sento solo i “successini” del momento, non c’è nessuno che abbia gusto musicale. In quei contesti non mi vogliono più perché penso alla musica, e dunque sono scomodo».

Smentita quindi in maniera assoluta la voce secondo la quale si sarebbe riproposto come giudice: «Nessuno mi ha chiamato, e io non ho chiamato nessuno. L’unico Sky a cui penso è Lucy in The Sky With Diamonds. E sulla decisione di X Factor di rimuovere Asia dal tavolo dei giudici precisa: «Di Asia non parlo, sono affari suoi. Ho rispetto delle persone a cui ho detto “ti amo”».

Morgan ha inoltre anticipato qualcosa in più sui suoi prossimi progetti: «Non è vero che Guccini non canta più. L’ho fatto cantare io, insieme ad altri 40 artisti, in un brano che si chiama Cantautore. Lo sentirete presto. In pratica ho chiamato tutti i cantautori che conosco, ma senza passare dai manager altrimenti non avrei combinato niente. Ci sono Gino Paoli, Calcutta, Enrico Ruggeri, Alice, Sergio Cammariere. Da alcuni ho ricevuto un “no”, tipo Venditti – che mi ha detto di non averci capito un cazzo – o Umberto Tozzi, che invece mi ha semplicemente detto che non gli piaceva l’idea. Ci saranno un sacco di versioni differenti di questo brano. Vorrei che le persone potessero scegliere sul mio sito quella che preferiscono sentire».

 L’ultima pubblicazione firmata Morgan è Italian Songbook Volume 2, del 2012: «Sono libero dagli obblighi di pubblicazione imposti dalle discografiche, e sono felice. Ho un sacco di roba pronta, almeno sei album. Si chiamano MS e ognuno ha un tema: ci sono Musica SocialeMusica SentimentaleMusica da Stadio – che piace molto a Calcutta – , Musica StranieraMusica Sinfonica e Musica Scritta. Li farò uscire online, sul mio sito. Io li pubblico e se li vuoi ti abboni. Potrei fare uscire ogni giorno un prodotto della mia creatività. Facendo in questo modo evito i banner, i cookie e tutte quelle pubblicità che hanno reso Internet un posto del cazzo. Io ragiono e produco così».

Per ora nessuna data certa, ma fa intendere che le prime cose potrebbero uscire subito dopo il Premio Tenco. Sempre che non si appassioni troppo al ruolo di valletta.

https://www.rollingstone.it/musica/news-musica/premio-tenco-2018-morgan-e-tutto-quello-che-x-factor-non-potra-mai-essere/429633/#Part2