Una serata Bella “Buon compleanno Gianni”

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teatro del verme

MOSTRE: ALEKSANDER VELIŠČEK. GULLIVERS

MOSTRE

Aleksander Velišček. Gullivers, A+A Centro Espositivo Sloveno – A plus A, Venezia

Dal 21 Febbraio 2015 al 26 Febbraio 2015
VENEZIA
LUOGO: A+A Centro Espositivo Sloveno – A plus A
CURATORI: Aurora Fonda
TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 041 2770466
E-MAIL INFO: info@aplusa.it
SITO UFFICIALE: http://www.aplusa.it

COMUNICATO STAMPA: L’esposizione presenta una selezione dei lavori più recenti del giovane artista sloveno, ovvero sette quadri che raffigurano, in maniera non convenzionale, diverse personalità tra cui intellettuali, scrittori, giornalisti e politici come per esempio la giornalista Anna Stepanovna Politkovskaja, Edward Snowden e Bradley Manning.
Dai marcati tratti di ognuno di questi volti emergono violentemente i segni di una lotta politica, la difesa di una causa, di un’intera vita dedicata a inseguire un ideale.
Come il Gulliver di Swift, la figura umana, dipinta dall’artista sloveno, appare intrappolata, non da corde, ma da strutture organiche e da giunture metalliche simili a supporti ortopedici.
Il titolo polisemico della personale di Velišček non rievoca soltanto il noto protagonista del romanzo di Jonathan Swift, la parola gulliver viene infatti utilizzata con il significato di “testa” anche dai personaggi del romanzo A Clockwork Orange, dello scrittore Anthony Burgess.


Gulliver è un lemma della terminologia “Nasdat” inventata dallo scrittore per il romanzo del 1962, e poi riproposto nel celebre adattamento cinematografico di Stanley Kubrik.
Il linguaggio “Nasdat” deriva dalla fusione di termini della lingua inglese e russa, i due idiomi che rappresentano le principali forze politiche di quell’epoca: così, la violenza gratuita che pervade il romanzo e il film è contestualizzata da un lessico capace di rilevarne le cause politiche-sociali, proprio come succede nella ricerca e nella pittura di Velišček.

Aleksander Velišček, nato a Šempeter pri Gorici nel 1982 è attivo tra Venezia e Gorizia. L’artista appartiene alla generazione che ha vissuto in prima persona le trasformazioni sociologiche, economiche e ideologiche della Jugoslavia e di una giovane Slovenia. Al centro della sua arte si colloca la figura umana, il ritratto e la fisicità del corpo, il suo gesto e le sue proporzioni, una ricerca che si manifesta sin dai tempi dell’Accademia di belle Arti di Venezia e dell’atelier alla fondazione Bevilacqua la Masa.
È un pittore dalle tematiche forti, con modalità che ricordano un espressionismo materico che carica di reale fisicità i visi e i corpi dei suoi personaggi. Attraverso un processo di stratificazione del colore, la superficie pittorica si trasforma in scultura, tra lo sfondo nero e il vetro della spessa cornice. Tra i gullivers ritratti dall’artista anche Joseph Beuys e Papa Giovanni Paolo II, i filosofi Noam Chomsky e Dario Fusaro.
Nel novembre del 2014 l’artista ha partecipato alla mostra Shit and Die curata da Maurizio Cattelan, Myriam Ben Salah e Marta Papini, presso Palazzo Cavour a Torino, in cui è invitato – insieme a Thomas Braida, Valerio Nicolai ed Emiliano Troco – a ritrarre ironicamente alcune celebrità cittadine come Umberto Tozzi e Marco Travaglio.
Principali esposizioni:
2014 – Shit and Die, Palazzo Cavour, Torino. 2011 – Collettiva giovani artisti, Fondazione Bevilacqua la Masa, Galleria di San Piazza San Marco, Venezia. 2010 – A+A International, Centro espositivo sloveno AplusA, Venezia.

by arte.it

Sanremo 2015, Antonio Conte: «Il segreto del successo? Mia moglie e mia figlia» Il ct della Nazionale ospite della quarta serata del Festival. «Contale a Conti», lo invita il conduttore. E lui, allora, le conta

 3 giorni fa | di Lavinia Farnese

Sanremo 2015, Antonio Conte: «Il segreto del successo? Mia moglie e mia figlia»
conte

A Vanity Fair prima di partire aveva detto che lui è uno che «non molla mai». E al Festival di Sanremo non si smentisce, scegliendo come «canzone del cuore» Si può dare di più di Gianni Morandi, Umberto Tozzi ed Enrico Ruggeri. «Quando si raggiunge la vetta di può ancora salire. Possiamo sempre migliorarci e regalare qualcosa di inaspettato e spero possa accadere questo per la mia Nazionale, che non lascerò».

Ma è alla moglie seduta nelle prime file della platea dell’Ariston, Elisabetta Muscarello, che dedica Se stiamo insieme di Riccardo Cocciante, secondo pezzo della sua playlist. E dice: «Io nel mio lavoro ci metto voglia e entusiasmo e cerco di non trascurare la moglie e la bimba, Vittoria. Mi sopportano ma è anche questo il segreto del mio successo».

by vanityfair.it

Sanremo: aspettando una canzone che non arriva e una memoria che non ritorna…

by artslife.comFestival-di-Sanremo-2015-Carlo-Conti[1]

Non ho mai capito perché guardiamo Sanremo. Ci restiamo attaccati persino quando appare il diversamente comico Alessandro Siani, l’imitatore fasullo di Massimo Troisi, «la quintessenza della banalità», come l’ha definito sul Fatto il più gentile dei suoi critici, Andrea Scanzi, una sorta di guitto triste adattissimo solo per i duetti con Elisabetta Canalis, che non staresti ad ascoltare neanche senza un cacchio da fare al bar. Non abbiamo cambiato canale neppure allora. Abbiamo aspettato una canzone che non arrivava, una battuta che non esisteva, una memoria che non ritornava. Siamo rimasti tutti lì. Ed è strano come nella sua finzione orrorifica Sanremo appartenga interamente alla nostra identità e non solo al nostro immaginario. Lo dicono i numeri. Nella prima serata lo share medio ha raggiunto il 49,34 per cento di televisioni accese su Raiuno, cioé praticamente una su due, 11 milioni e 767mila spettatori, con un’età media pure bassa per il pubblico di pensionati che è solito frequentare la rete Ammiraglia, 53 anni appena. Leggera flessione nella seconda serata, 41,67 di share e 10 milioni e 91mila spettatori, ma addirittura 8 punti e due milioni in più dell’anno scorso. Il segreto del successo? Non esiste. Basta rivedere le immagini di Al Bano e Romina, icone stanche di un’Italia dimenticata, gonfi e invecchiati, così patetici nell’inseguire la loro canzone della felicità mentre evitano, fra curve improvvise e smorfie malcelate, di incrociare gli sguardi. Non sono più marito e moglie, ma lo spettacolo può andare oltre la famiglia. Non conta quello che cantano, perché tutto è già dimenticato nel momento in cui si spegne la musica. Restano il volto rotondo di Al Bano, ispessito e immalinconito dal doppio mento, e il sorriso quasi sforzato di Romina. La verità è che è inutile cercare il segreto del successo. L’edizione del festival più vista della storia di Sanremo è quella del 1987, con picchi di ascolto davvero bulgari, del 68,71 per cento, tipo a Livorno quando andavano a votare comunista (il motivo per cui Allegri stava antipatico a Berlusconi: se è livornese, vuol dire che è di estrema sinistra). Quell’anno vinsero Gianni Morandi, Umberto Tozzi ed Enrico Ruggeri: cantavano «Si può dare di più». La seconda più vista è quella del 1995, 66,42 di share. Il meno visto è del 2008, 36,56, Giò Di Tonno e Lola Ponce che trionfano, ma la terza messa peggio è proprio l’edizione dell’anno scorso, con la Litizzetto e Fabio Fazio, 39,26 per cento, che detiene pure il triste primato di annoverare la serata finale con il più basso indice di ascolto di sempre: 43,51. C’è un motivo per tutto questo? Hanno detto che quell’ultimo festival era troppo radical chic, fatto su misura per il pubblico intellettualoide e sinistrorso che sulla terza rete non abbandona mai «Che tempo che fa», una nicchia di pubblico non allargabile. Vero, falso? Forse sì, forse no. La verità è che questo festival è molto più brutto, non solo di quello, ma probabilmente anche di tutti quelli prima, con le sue canzoni senza appeal e i suoi comici (comici?) del livello di Siani. Piace di più perchè Sanremo appartiene alla nostra famiglia, è dentro di noi, e non deve rompere equilibri o creare problemi, risse, polemiche troppo accese. Il suo presentatore quest’anno è perfetto, un modello di aziendalista senza mai uno scandalo, mai una lite, una minaccia di trasferimento, un’intervista velenosa. Sanremo racconta l’Italia. E hanno rimesso a posto il narratore. Ma se è vero che il festival di Sanremo racconta l’Italia, come ripetono tutti gli osservatori e gli storici della canzonetta, c’è ancora qualcos’altro che non riusciamo a capire. Dal punto di vista musicale, la manifestazione sembra tornata indietro ai primi anni Sessanta, cioé al periodo che precedeva l’avvento dei cantautori e della musica impegnata. Con una differenza essenziale, però, che alcuni di quei brani sono rimasti nella memoria collettiva, e persino nel nostro linguaggio, da «Non ho l’età» a «Una lacrima sul viso», fino a «Nessuno mi può giudicare». Quelli di adesso, faremo in fretta a dimenticarli. Dal punto di vista, come dire?, sociopolitico, invece, il festival confezionato dal normalizzatore di professione Carlo Conti sembra rimandarci agli scenografici anni Ottanta della Milano da bere, quando bisognava lasciar lavorare in pace il manovratore e pensare soltanto alla ricerca del tuo benessere. Erano anche i tempi di Berlusconi e della sua nuova televisione commerciale, nei giorni in cui l’Italia cominciava a riempire anche le camere da letto e le cucine di quegli schermi bombati nelle scatole nere che fino a poco prima se ne stavano quasi come iconoclastici trofei soltanto sui loro piedistalli in salotto. Ebbene, la verità è che non ci sono decenni più distanti dal nostro di questi due. Siamo nel mezzo della più grande crisi del dopoguerra, figli e fidanzati spaventati della decrescita, con una paura fottuta del nostro futuro, più poveri e più meschini, ahinoi, immagini spente e dolenti di tutto quello che eravamo riusciti a vedere prima di finire dentro a questo girone. E allora? Non so se sono luoghi comuni. Però stasera lo vedrò di nuovo, e non riesco a spiegare perché. Starò lì, sulla poltrona, aspettando una canzone che non arriva, una battuta che non esiste, e una memoria che non ritorna… –

Una canzone per Samantha, votate il brano che la sveglierà sulla iss

Sveglia l’astronauta che è in te
Una canzone per samantha, votate il brano che la sveglierà sulla iss aperto il nuovo sondaggio per dedicare una canzone all’astronauta italiana samantha cristoforetti.

Samantha

Venerdì mattina una delle più votate la sveglierà sulla stazione spaziale internazionale. questa volta la scelta è fra dieci successi che hanno vinto il festival di sanremo samantha cristoforetti nella iss (da twitter @astrosamantha) una canzone per samantha, sulla iss risuonano le note dei pink floyd risparmio energetico, anche samantha cristoforetti aderisce a “m’illumino di meno” marte, samantha cristoforetti: “ci saranno missioni esplorative, ma non domani” chi è samantha cristoforetti, la prima italiana nello spazio luci, tenebre, aurore boreali: la magia della terra di notte nelle foto degli astronauti (foto) spazio: immagini più belle catturate da hubble nei suoi 25 anni di attività meraviglioso mondo in 50 scatti. le foto straordinarie della terra vista dallo spazio un lampo nell’occhio del ciclone e mille altre meraviglie: la terra vista dalla iss iss: la stazione spaziale in tempo reale: ecco la mappa che mostra dove si trova 07 febbraio 2015 ad annunciarlo è stato lo stesso carlo conti: samantha cristoforetti interverrà in diretta dalla stazione spaziale internazionale durante il 65° festival di sanremo, in programma dal 10 al 14 febbraio. il sondaggio per scegliere la canzone che venerdì 13 sveglierà l’astronauta italiana in orbita non può dunque che essere a tema “sanremese”. si può votare fino a mercoledì e questa volta tutti i dieci brani candidati a volare nello spazio hanno vinto la kermesse canora più famosa d’italia. sondaggio aperto la consultazione online è aperta e si trova nella homepage di rainews.it. basta un click per inviare la vostra dedica musicale a samantha cristoforetti. come da regolamento, l’astronauta italiana sceglierà come sveglia una delle tre canzoni più votate. le canzoni tra cui votare i brani che abbiamo selezionato dall’albo d’oro del festival sono tutti collegabili in qualche modo, per il titolo o per il testo, all’esperienza che samantha cristoforetti sta vivendo nello spazio. nell’elenco figurano grandi classici e successi molto recenti. tutti, dopo essere passati per il palco di sanremo, sono entrati nella storia della musica italiana. in rigoroso ordine alfabetico, si tratta di “adesso tu” di eros ramazzotti (vincitore nel 1986), “angelo” di francesco renga (2005), “controvento” di arisa (2014), “e dirsi ciao” dei matia bazar (1978), “i giorni dell’arcobaleno” di nicola di bari (1972), “luce” di elisa (2001), “l’uomo volante” di marco masini (2004), “nel blu dipinto di blu” di domenico modugno (1958), “si può dare di più” di gianni morandi, enrico ruggeri e umberto tozzi (1987) e “vola colomba” di nilla pizzi (1952). la colonna sonora della missione “futura” il vincitore sarà l’undicesimo brano a risuonare nella iss nell’ambito dell’iniziativa “sveglia l’astronauta che è in te”, organizzata in collaborazione con l’esa, l’agenzia spaziale italiana e il sito ufficiale della missione “futura” avamposto42. il precedente è stato “the great gig in the sky” dei pink floyd. fino al rientro di samantha cristoforetti sulla terra, con il vostro aiuto, continueremo a scrivere la colonna sonora della sua avventura nello spazio. – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Una-canzone-per-Samantha-votate-il-brano-che-la-svegliera-sulla-ISS-ef3eb886-3f72-4ca2-a6bd-fefc9715ad56.html

clicca per votare “Si può dare di più”

concerto di Umberto Tozzi al Barcklays Teatro Nazionale di Milano il 2 Febbraio 2015

Un piccolo assaggio…. a breve altre foto grazie a Cristina Carenzo

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Umberto Tozzi infiamma il Teatro Nazionale di Milano, e dedica il concerto a Pino Daniele

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MILANO – Due febbraio 2015, è la quarta volta che ho la fortuna di assistere a un concerto di Umberto Tozzi. Lo seguo da quando ero adolescente e grata sono a molti suoi testi che mi hanno dato tanto. Ieri il suo concerto si è svolto al Teatro Nazionale di Milano. Teatro pieno di persone di tutte le età, entusiaste delle sue canzoni. Ed è stato dedicato dall’artista a Pino Daniele. A differenza di altri artisti che mi è capitato di vedere, Umberto non è un grande parlatore. Lui stesso dice che ha iniziato la sua carriera come musicista e fu solo dietro suggerimento di Giancarlo Bigazzi, che riuscì ad affrontare la carriera di cantante. Ma che ciò che …
sempre lo ha frenato è la timidezza di porsi di fronte al pubblico. Anche oggi, ha aggiunto, è ancora timido!

Tozzi ha una voce molto particolare, con tonalità uniche.

I più, quando si parla di lui, mi sanno solo dire: «Ah! Il cantante di Gloria, Tu e Ti amo».

Certo, sono dei successi mondiali, ma la sua discografia è ricca di testi più personali; alcuni sociali, come ad esempio “Se tu mi aiuterai” e “Gabbie”. Profondi, quali “Tu domani”, una preghiera a Dio che è un testo di pura e vibrante emozione.

Anche canzoni d’amore come “Un fiume dentro il mare”, “Lo stare insieme”, intense e ricche.

Personalmente sono affezionata a Gloria, non a caso la protagonista di un mio romanzo si chiama così! Ma come non parlare di “Dimentica dimentica” o di “Tu sei di me”?

Tozzi ha una carriera alle spalle ricca e importante, piena di soddisfazioni ottenute all’estero.

Ieri sera, quando ci si è potuti avvicinare al palco, solo una cosa avrei desiderato: stringergli la mano, senza dire nulla, senza aggiungere nulla. Solo provare l’emozione di gridare senza parole il mio “grazzzziè!”.

by cinquewnews.blogspot.it

di Miriam Ballerini

IN VENDITA SU GROUPON: Yesterday Today – Umberto Tozzi in concerto al Barclays Teatro Nazionale di Milano

€ 22

VALORE SCONTO RISPARMI
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In sintesi
Il noto cantautore torna con il suo tour in uno dei maggiori teatri d’Italia e in scaletta porta tutti i suoi più grandi successi

Condizioni
Data e orario: 02.02.2015, ore 21.00. Ritiro biglietti: a partire da un’ora prima l’inizio dello spettacolo
Dove: Barclays Teatro Nazionale Milano
Valido come ingresso per una persona, solo per l’opzione acquistata
Il posto viene assegnato dalla produzione, non è possibile sceglierlo
Posti vicini per più biglietti acquistati in un’unica transazione
Offerta non soggetta a diritto di recesso
Stampa e porta con te il coupon
Prezzo originale verificato il 19.01.2015 (info)

Opzioni
2 febbraio, ore 21 – biglietto in poltrona a 28 € invece di 40
2 febbraio, ore 21 – biglietto in galleria a 22 € invece di di 35
Yesterday Today
Ritiro biglietti: in biglietteria a partire da un’ora prima l’inizio dello spettacolo
Tutti i posti sono garantiti
Tipologia: poltrona, galleria
Il posto verrà assegnato dalla biglietteria (non è possibile sceglierlo)
Un concerto nel quale il cantante eseguirà tutti i grandi successi che gli hanno permesso di vendere oltre 50 milioni di dischi nel mondo ed essere, dopo Domenico Modugno, l’unico italiano ad aver avuto accesso alle charts americane. Un tour importante anche dal punto di vista scenografico, che si prefigge attraverso l’uso di immagini e tecnologie l’obiettivo di far “vivere” al pubblico un’esperienza emotivamente intensa, ripercorrendo le tappe fondamentali di una carriera unica e irripetibile.

Barclays Teatro Nazionale
Nel 2009 Stage Entertainment ha restituito alla città e al pubblico il Teatro Nazionale, uno dei più importanti teatri milanesi totalmente ristrutturato per essere a pieno titolo il tempio italiano del musical. Dal 2009 è iniziata una nuova e scintillante vita per questo patrimonio dell’intrattenimento milanese. L’ampliamento della torre scenica e del palco, l’acustica raffinata e potente e la visibilità eccellente da ogni posto, faranno sentire a proprio agio sia gli spettatori sia chi ha il compito finale di emozionare: gli artisti.

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1000 C0NCERTI CHE CI HANNO CAMBIATO LA VITA

1000 CONCERTI

Ovviamente non poteva mancare un concerto di Umberto Tozzi.
21.02.1988 LONDRA- Royal Albert Hall.
GLORIA BRITANNICA

Dall’autore di 1000 canzoni, i 1000 concerti che ci faranno rivivere i momenti più belli della storia del rock e del pop: per poter dire “io c’ero” oppure sognare di esserci stati. Un nuovo libro dove curiosare per ritrovare l’eco dei riti collettivi che hanno scandito la nostra vita e scoprirne le curiosità.

Autore:

Ezio Guaitamacchi (Milano 1957), giornalista musicale, ha collaborato e collabora con Radio Popolare, Lifegate Radio, numerose testate giornalistiche e programmi televisivi. Ha pubblicato vari libri, […]

Marchio: Rizzoli
Pagine: 944