«Carnevale, la metafora della mia vita»

Cristiano Malgioglio si è raccontato sul palco di piazza Guercino. Finalmente il sole e una domenica da incorniciare

22 febbraio 2016

 CENTO. «Il carnevale… è pazzia e colore. Il carnevale, è metafora della vita, della mia vita». Con il cantautore Cristiano Malgioglio sul palco, il Carnevale di Cento, finalmente baciato dal sole, ha raggiunto il momento più caldo e vibrante. Con la Mirko Casadei Beach Band, la splendida voce di Mara, il patron Ivano Manservisi e la madrina Jo Squillo, Malgioglio ha ripercorso sul palco di piazza Guercino, i tanti successi di cui è stato autore, da ‘Ancora ancora ancora’ cantata da Mina, a ‘Gelato al cioccolato’ di Pupo. «Già io sono un carnevale – si è autodefinito l’eclettico personaggio televisivo – la mia vita è un carnevale, perché continuamente si rinnova, passando dall’allegria alla tristezza, dalla gioia e alla malinconia. Il carnevale dà allegria, e oggi a Cento, c’è musica, si balla e si canta. Un momento di euforia, in cui la gente è felice, e dimentica le cose negative. Il carnevale serve anche a questo». Per due volte al carnevale di Rio de Janeiro, Malgioglio ha immaginato un inno al carnevale gemello: «Perché non fare l’inno del carnevale di Cento? Il tema, la festa. Un colpo di fulmine, un amore incontrato per caso. Sarebbe una bella idea…». Non solo la musica, è stata regina di questa quarta domenica di carnevale, ma anche la bellezza. Eletta sul palco di piazza Guercino, Miss Roberta Cento Carnevale d’Europa: è Giovanna Furletti, 17 anni, italo-brasiliana, residente a Milano, già modella e interior design. A coronare la nuova testimonial dell’intimo Roberta, il look maker Giovanni Ciacci. Già protagonista nel programma Detto Fatto, condotto da Caterina Balivo (Rai Due), ieri Ciacci è stato ospite a Cento «in una giornata magnifica e ad un evento strepitoso», nel ruolo di presidente di giuria per la tappa nazionale di Miss Roberta. A selezionare le 25 ragazze partecipanti, che hanno sfilato sul palco prima in maschera poi in intimo, anche il sindaco Piero Lodi, il presidente di Ente Territorio Filippo Parisini, Riccardo Manservisi (Manservisi Eventi), Alessandro Rodella e Marco Greco (Pompea) e Nicola Barbieri (Gruppo Barbieri) e Luigi Bravi (Orva). Tra la splendida sfilata dei carri, premiato sul palco, anche un’eccellenza made in Cento. Dal sindaco Piero Lodi una targa a riconoscimento al centese Raul Girotti, titolare della Over Studio Recording di Cento, studio di registrazione dove è stata incisa la canzone degli Stadio, vincitrice della edizione numero 66 del Festival di Sanremo: «Qui – ha annunciato il patron Manservisi – vengono ad incidere gli Stadio, Vasco Rossi, Laura Pausini, Samuele Bersani, Francesco Renga, Angelo Branduardi, Biagio Antonacci, Ornella Vanoni, Eros Ramazzotti, Umberto Tozzi, Noemi, Dolcenera e tanti tanti altri. Speriamo di avere ospite, la prossima e ultima domenica di carnevale – ha rilanciato il patron – Saverio Grandi, autore del brano ‘Un giorno mi dirai’, cantato degli Stadio». Incantati dalle bellissimicoreografie, un pubblico delle grandi occasioni. Circuito pieno, da piazzale Bonzagni a piazzale della Rocca. Per il sindaco Lodi «una giornata da incorniciare», come per Parisini (Ente territorio): «Un pubblico splendido e una giornata magnifica. Superati ad occhio, le presenze della prima domenica con circa 7-8mila persone sul percorso. Tanti complimenti alle società carnevalesche, e ai gruppi ospiti che hanno sfilato con loro. Con lo spettacolo offerto dai carri, l’abbondante gettito e le meravigliose coreografie, oggi hanno superato sé stesse. Ora dritti verso l’ultima grande domenica di Carnevale».

Beatrice Barberini

by http://lanuovaferrara.gelocal.it/ferrara/cronaca/2016/02/22/news/carnevale-la-metafora-della-mia-vita-1.13007349?refresh_ce

Il pubblico in Italia è morto”: Riccardo Sinigallia e lo stato di salute del nostro pop

“Il pubblico in Italia è morto”: Riccardo Sinigallia e lo stato di salute del nostro pop

22/02/2016 di

Oltre al suo lavoro di autore e di cantautore, Riccardo Sinigallia è uno dei produttori più apprezzati d’Italia. Ha lavorato con Niccolò Fabi, Max Gazzè, i Tiromancino, Luca Carboni, Coez e molti altri. A breve partirà anche con un nuovo tour (il 5 marzo al Monk di Roma, qui tutte le altre date). Lo incontriamo nel suo studio per farci raccontare in anteprima “La fine dei vent’anni”, l’album solista di Francesco Motta, e si finisce a parlare dello stato di salute del pop italiano: cosa c’era una volta e cosa, invece, andrebbe valorizzato oggi (Calcutta e Iosonouncane in testa a tutti). E poi si parla di autori, di discografici, di direttori di radio e dell’italiano medio che, alla fine, tanto medio non è.

Partiamo dalla tua collaborazione con “La fine dei vent’anni”, il primo album solista di Francesco Motta. Conoscevi i suoi dischi con i Criminal Jokers? Dal vivo erano qualcosa di potente, una delle poche band davvero credibili pur cantando in inglese.
È stato uno degli aspetti che mi ha colpito di più: avevano questa forza, decisamente anglosassone, che non poteva lasciarti indifferente. Di solito, però, queste sono le cose che mi fanno allontanare subito da una band, sono un po’ come le tette al silicone. Per me la potenza, la visceralità, c’è solo se ti esprimi in italiano.

I testi sono molto importanti per te?
Per me il testo è il centro di una canzone. Purtroppo tutte le canzoni pop che escono adesso scimmiottano quelle che vengono da fuori, siamo totalmente succubi della musica che viene dall’Inghilterra e dagli Stati Uniti.

Io, invece, direi che il nostro pop è decisamente chiuso in se stesso: non mi pare ci sia un vero confronto con l’America e rimaniamo sempre in ritardo rispetto al loro mainstream.
Intendevo dire che all’estero la canzone viene scritta in relazione alla cultura e a luogo in cui si vive: in ogni canzone pop, c’è un testo pop che, a suo modo, significa qualcosa. In Italia non ci sono più i testi, ci sono dei suoni di parole. Facciamo questi surrogati allucinanti dove le parole non significano più niente. Si fa così (si siede al piano e suona, NdA), si trova una melodia che ricorda le hit straniere ma per farla funzionare non puoi cambiare la metrica e allora adatti le parole. Nascono per un’esigenza formale, non per una la necessità – autoriale o, quanto meno, umana – di esprimere qualcosa che ci riguarda. E non è sempre stato così, anni fa anche il pop più basilare aveva il suo senso: “Ti amo” di Umberto Tozzi, che certo non era tra le mie preferite dell’epoca, aveva un testo chiaro. Succedeva perché c’erano dei signori autori, come Bigazzi e tanti altri, e c’era del coraggio letterario.

Sono d’accordo sul fatto che molte delle canzoni del pop italiano di oggi non dicano niente. Stiamo assistendo però ad un ricambio di autori – Tommaso Paradiso, Dario Faini, Alessandro Raina, ecc – che potrebbe portare risultati interessanti. Certo le produzioni sono ancora pessime e non è mai chiaro se la colpa sia dei discografici, dei produttori o degli autori stessi che non si impongono.
Il solito concorso di colpe (ride). Non voglio dire che non ci sia qualità anche oggi ma è certamente mancato uno switch culturale che avrebbe dovuto portare determinati nomi come Francesco Motta o Iosonouncane – che per facilità chiamiamo indiea diventare il nuovo pop. Sei i primi dischi di Carboni uscissero oggi verrebbero considerati indie, idem per Dalla. Invece Carboni, Dalla, Battisti, Battiato, De Gregori erano considerati pop, erano dischi a loro modo difficili ma avevano comunque un largo pubblico. E ce l’avevamo grazie a discografici appassionati, fanatici della scrittura e della composizione. Tutta gente che avrà sicuramente fatto tanti sbagli ma che ha investito su di loro e gli ha affiancato degli autori con le contro-palle. Prendi Renato Zero insieme a Franca Evangelisti, hanno scritto canzoni fantastiche. Tutti i dischi di quel periodo possono piacere o meno ma avevano forte una motivazione di esistere.

(Iosonouncane, foto di Silvia Cesari)

Questa può essere una delle differenze più importanti tra oggi e il passato? Oggi l’artista fa quasi tutto da solo mentre prima era sempre affiancato da persone di grande talento?
Provocatoriamente ti direi che non vedo grosse differenze. Motta o Iosonouncane, stanno facendo un percorso simile a quello dei vari De André, De Gregori, Battiato e certamente non sono meno interessanti. Il fatto è che non hanno più un pubblico che li ascolta. Ci sono gli appassionati, tutti divisi nei loro microcircuiti, ma l’audience generalista è affidata a questo mostro, questa musica che resta in sottofondo senza lasciare segno. Calcutta ha il potenziale per lasciare un’impronta importante, cosa che qualunque delle canzoni di Sanremo di quest’anno non farà. Lo stesso vale per Iosonouncane.

Il suo è stato il disco dell’anno di Rockit, sinceramente speravo che avesse un po’ più di attenzione da parte del pubblico, come è successo a Le Luci Della Centrale Elettrica per intenderci.
È certamente una proposta più intellettuale rispetto a quella di Vasco Brondi. Lui mi sembra, e lo dico in accezione positiva, più adolescenziale. Brondi sa cogliere certi disagi e comunicare chiaramente delle idee precise. E poi è un bel ragazzo e questa, forse, è la cosa principale. Sono convinto che nella storia della musica italiana l’aspetto fisico sia sempre stato un fattore importante. Non per forza devi essere bello, puoi anche essere brutto come Lucio Dalla ma devi colpire l’attenzione, in primis esteticamente. C’è sempre un po’ questa cosa del fenomeno da baraccone: o sei bello, o sei particolare, o sei molto aggressivo nel comunicare. Un Nick Drake in Italia non sarebbe mai stato notato. Per me, da sempre, il paradigma è Nino Bonocore: ha scritto delle canzoni meravigliose ma non se l’è mai filato nessuno. E a me dispiace tantissimo perché mi sento molto Nino Bonocore (ride).

Cosa ti ha spinto a lavorare con Motta?
Di solito ci devono essere tre elementi: economico, musicale e umano. Per Francesco il primo è stato veramente minimo – ci ho proprio rimesso (ride) – ma era talmente forte quello umano… Siamo amici, i miei figli si sono innamorati di lui e della sua ragazza che è stupenda, carinissima. Un giorno mi ha fatto sentire quattro canzoni e ho capito che ne valeva veramente la pena.

Hai un metodo preciso quando lavori?
Quando decido di lavorare con qualcuno tutto è assolutamente relativo alla sua proposta espressiva. Di base parto dall’unione della musica nuda, l’accompagnamento, il ritmo e le parole.

Sei molto severo?
No, ma sono comunque molto esigente.

(Coez)

Ho chiesto un parere su di te a Coez, con cui hai lavorato nel 2013, e mi ha scritto: “Singallia, oltre ad essere un capo nella produzione, ha anche una grossa sensibilità per quello che riguarda la scrittura (e non è scontato che un produttore ne abbia). Ancora oggi quando sto troppo sullo stesso spezzo sento la sua voce che mi ripete “Silvà te ne devi annà mo”, vuol dire che devo far decollare il pezzo in un altro modo”. Mi spieghi meglio questo “te ne devi annà”?
È che a volte si sviluppano delle pigrizie di tipo formale. Parliamo sempre di pezzi tra i due e i cinque minuti e spesso succede che si finisca con il seguire sempre il medesimo “schemino”. La magia di una canzone c’è quando ha un grande impatto emotivo, sopratutto su chi la scrive: se lui non è il primo ad emozionarsi metto in pausa tutta l’architettura, l’arrangiamento, la post produzione e gli chiedo se è davvero convinto di quello che sta cantando. Per me una bella canzone la si arrangia da sola.

Una canzone può diventare decisamente impegnativa a livello emotivo?
La canzone può smuovere tutto il sistema delle emozioni di un essere umano: dall’ansia più profonda, alla sofferenza, alla gioia, alla commozione, alla comprensione. Ieri ho risentito “Che male c’è”, una canzone che ho scritto e prodotto con Valerio Mastandrea dedicata ad Aldrovandi. Mi è parso di averla capita veramente solo ora, nonostante l’abbia scritta sei anni fa. E come se, per la prima volta, l’avessi ascoltata per davvero. Quando questa cosa succede è una roba di una bellezza unica. Scrivere una canzone sembra un atto semplice ma ti può portare alla psicoanalisi, all’autoanalisi, alla scoperta di cose di che non avresti mai pensato.

Tutto questo mondo che mi ha descritto così bene, quando è di qualcun altro e quindi sei tu a dover produrre e maneggiare le sue emozioni, come funziona?
È molto delicato va e trattato con cura. Per questo non ne faccio così tante di produzioni, richiedono un impegno sotto tanti punti di vista. Il conflitto emotivo ci può essere tra due persone diventa realmente una cosa grossa, dispendiosa e lunga. Poi però quando ce la si fa, quando ingrana, è molto bello. È una specie di innamoramento reciproco ed è molto stimolante.



(Francesco Motta nello studio di Riccardo, foto di Claudia Pajewski)

A prescindere dal vostro rapporto, con Motta ci sono stati dei punti critici mentre lavoravate?
Molti, sicuramente. Uno su tutti è che lui registra le parti a casa sua con un approccio decisamente puro e libero e spesso mi ha portato un insieme di tracce tutte scordate tra di loro. Ma questo generava una magia armonica storta che mi ha fatto innamorare dei suoi pezzi. Probabilmente qualcun altro avrebbe risuonato tutto accordando gli strumenti ma si sarebbe perso l’intero mondo di Francesco.

Sono canzoni molto ciniche, no?
No, per niente. Non lo definirei un disco solare ma direi che rappresenta bene il clima delle nostre città, Roma e Livorno.

“Roma stasera” è la più cattiva di tutte.
Lì c’è una frase mia e forse è la più cinica di tutte “mi bagni e poi mi lasci per terra”. Per me il cinismo è qualcosa che non lascia alcun tipo di comunicazione, è una mannaia dei sentimenti. Secondo me lui non è affatto cinico, Elio è cinico. Il cinismo ti porta ad indossare delle maschere per non dire cosa senti veramente, non mi sembra il caso di Francesco.

“Sei bella davvero” è forse la canzone che meno ti aspetteresti da Motta.
È colpa mia, c’è molto della mia musica in quel pezzo.

Il pregio migliore di Motta?
Il talento, questa sua enorme creatività. Lo considero uno dei migliori esempi della musica italiana di oggi.

Dal momento che le parole sono importanti, la frase più bella del disco qual è?
Ce ne sono diverse, forse “Sei bella davvero” è una delle più belle. È riferita ad un uomo: per me dire ad un uomo che si veste da donna “sei bella davvero” è una delle cose più incredibili e poetiche di sempre. Ma ce ne sono tante altre.

E questa vena alla Manu Chao chi ce l’ha messa?
Francesco, io lì non centro niente. “Mio padre era un comunista” era già così.

Però tu ce l’hai questa cosa delle chitarre in levare, no?
Mi piace mischiare l’elettronica con degli strumenti tradizionali. Un disco di elettronica pura difficilmente mi riesce a convincere. Allo stesso modo i cantautori minimalisti, chitarra e voce, mi annoiano tantissimo. I dischi che mi piacciono hanno sempre questi vari livelli, questi tanti scalini diversi, e non si capisce mai bene di che si tratta. Per quel che riguarda la chitarra, la mia mano destra mi va sempre in quel modo lì (ride). Per me è molto naturale e ho sfruttato questo mio modo di suonare perché lo ritengo una cosa molto mediterranea, molto nostrana. Il mio obiettivo è quella di fare musica italiana, utilizzo gli strumenti ed i suoni del mondo ma mi piace fare la canzoni italiane.

Dicono che sei uno che ci mette tantissimo a chiudere le tracce, è vero?
Si ma non è nulla di strano o di ossessivo. Il quadro ce l’hai sempre lì davanti e, ad un certo punto, capisci che è finito. Ogni canzone ha il diritto – una volta che è stata scelta, scritta e cantata – di essere portata al massimo delle sue possibilità. È la canzone stessa a dirmi che è conclusa. Ma non è che ci sia tutta questa follia dietro, è una cosa molto normale.

Quanto costi?
Per fare un disco, avendo già tutti i pezzi scritti, ci vogliono cinque mesi. Per come sono abituato a lavorare io, è il tempo minimo. Direi almeno 30.000 euro.

(…)

leggi l’intero articolo su rockit.it

Mentone: 28mila spettatori ed anche tanta polizia ieri ad una spettacolare ‘Fete du Citron’

Mentone: 28mila spettatori ed anche tanta polizia ieri ad una spettacolare ‘Fete du Citron’, le foto di Franco Magnetto

Almeno 28mila spettatori paganti, migliaia di altri curiosi e grande festa ieri a Mentone per la ‘Fete du Citron’. Dopo il successo del concerto di Umberto Tozzi, sabato sera al Palais de l’Europe’, ieri la cittadina della Costa Azzurra al confine con l’Italia è stata letteralmente presa d’assalto per seguire la sfilata, che è stata baciata da uno splendido sole primaverile.
Come capita in questo periodo, anche la parte dedicata alla sicurezza è stata particolarmente curata dalle autorità francesi. Mai come quest’anno si è visto un grandissimo spiegamento di forze di polizia. Controlli a tutti i varchi ed attenzione massima per il timore di qualche attentato. Fortunatamente tutto è filato liscio con il pubblico che ha assistito ad uno spettacolo straordinario, raccontato dalle foto scattate da Franco Magnetto.

by http://telenord.it/2016/02/22/mentone-28mila-spettatori-ed-anche-tanta-polizia-ieri-ad-una-spettacolare-fete-du-citron-le-foto-di-franco-magnetto/#

 

clicca qui sotto per vedere le foto:

http://www.sanremonews.it/2016/02/22/leggi-notizia/argomenti/monaco-e-costa-azzurra/articolo/mentone-28mila-spettatori-ed-anche-tanta-polizia-ieri-ad-una-spettacolare-fete-du-citron-le-foto.html

 

 

Mentone: grande successo ieri sera al Palais de l’Europe per il concerto di Umberto Tozzi (Foto e Video

domenica 21 febbraio 2016, 09:47

Da ‘Ti amo’ a ‘Tu’ ed a tanti altri successi, per due ore di concerto in cui Tozzi ha allietato e fatto divertire la platea.

Palais de l’Europe totalmente esaurito e pubblico in visibilio, ieri sera a Mentone per il concerto di Umberto Tozzi. Il cantautore torinese ha fatto cantare e ballare i fan francesi, ma anche molti italiani arrivati dalla nostra provincia, sulle note delle più belle canzoni che hanno fatto da colonna sonora tra gli anni ’70 e ’90.

Da ‘Ti amo’ a ‘Tu’ ed a tamti altri successi, per due ore di concerto in cui Tozzi ha allietato e fatto divertire la platea. Un appuntamento organizzato nella cittadina della Costa Azzurra in occasione delle giornate dedicate alla ‘Fete du Citron’.

Con il cuore 2012 – Intervista Umberto Tozzi

clicca qui sotto per vedere l’intervista:

sanfrancescopatronoditalia.it

Flash mob di via Cavour: “Grazie per il caloroso affetto” by Umberto Tozzi

Il cantante ringrazia tutti coloro che hanno preso parte al flash mob che, lo scorso 12 febbraio, ha animato via Cavour con una coreografia danzata sulle note del suo grande successo “Gloria

Flash mob di via Cavour: "Grazie per il caloroso affetto" by Umberto Tozzi

Sanremo. Umberto Tozzi ringrazia tutti coloro che hanno preso parte al flash mob che, lo scorso 12 febbraio, ha animato via Cavour con una coreografia danzata sulle note del suo grande successo “Gloria”.

Ecco cosa posta il cantante sulla sua pagina Facebook ufficiale:

Flash mob – Sanremo – Gloria – via Cavour – Grazie di cuore per il caloroso affetto!! Siete stupendi!!

Il flash mob, promosso per di dire “Sì” alle unioni civili, è stato organizzato dai commercianti della via dello shopping sanremese, e improvvisato  da 240 ballerini provenienti dalle migliori scuole di danza della provincia di Imperia (Danza New Crazy dance, Sanremo asd ginnastica Riviera dei fiori, Sanremo dance in Motion, Dance Mania Sanremo, Professional Dance Bordighera, D&D Dance Arma di Taggia, Sporting Dance di Imperia, J & K Animation, Lambaerobica, CWK Macumba Fitness.

by http://www.riviera24.it/2016/02/flash-mob-di-via-cavour-grazie-per-il-caloroso-affetto-by-umberto-tozzi-216121/

ALLE 9 SU STUDIOVIVOSTEREO.COM DUELLO TOTO CUTUGNO vs UMBERTO TOZZI

ALLE 9 SU STUDIOVIVOSTEREO.COM DUELLO TOTO CUTUGNO vs UMBERTO TOZZI

ALLE 9 SU STUDIOVIVOSTEREO.COM DUELLO TOTO CUTUGNO vs UMBERTO TOZZI

A poche ore dal tripudio musicale del Festival di Sanremo, STUDIOVIVOSTEREO porta al varo un altro imperdibile appuntamento con protagonisti due grandi cantanti e autori del mondo delle sette note nostrano e che hanno saputo esportarlo con successo in tutto il mondo. Saranno TOTO CUTUGNO e UMBERTO TOZZI i due protagonisti de IL DUELLO stamattina dalle 9.00 alle 12.00 ed oltre ad avere la possibilità di riscoltare tutti in unavolta e senza alcuna interruzione tutti i loro più grandi successi, naturalmente a decretare il vincitore sarete come sempre voi tramite i voti che potrete far pervenire su Twitter ai seguenti hashtag #ilduello #totoVSumberto. Date le numerose bellissime canzoni incise da entrambi in tutti questi anni, la giornata promette bene assicurandoci davvero un altro fantastico appuntamento con la grande musica pop italiana.

dalle 9.00 e domenica alle 10.00. Impossibile prendere altri impegni!

 

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Gloria (Umberto Tozzi 1978) Sapo y el Sello en THE FOX´S CAVE

Sapo y el Sello De Bilbao  

Pubblicato il 14 feb 2016

Gloria (Umberto Tozzi 1978) Sapo y el Sello en THE FOX´S CAVE
(Santuchu).
(13/febrero/2016)

 

 

Flashmob rosa a Sanremo al ritmo di “Gloria” di Umberto Tozzi (Video Manrico Gatti)

by http://www.lastampa.it/2016/02/12/multimedia/edizioni/imperia/flashmob-rosa-a-sanremo-al-ritmo-di-gloria-di-umberto-tozzi-video-manrico-gatti-61JlxNR5E3G4Ly5Ap1DDKO/pagina.html

The Hooters, Andy Borg und Umberto Tozzi in Bad Krozingen

Open Air im Park

The Hooters, Andy Borg und Umberto Tozzi in Bad Krozingen

Von “Johnny B” bis “Adios amor”: Am 16. Juli startet die Bad Krozinger Kur und Bäder GmbH mit dem Open Air im Park in ihre 17. Festivalsaison. Wer ist mit von der Partie?

  1. und Umberto Tozzi zum Open Air. Foto: privat

  2. Seit 36 Jahren stehen The Hooters gemeinsam auf der Bühne und kommen genauso wie Foto: Kur und bäder

  3. Schlagerstar Andy Borg Foto: privat

    Seit 36 Jahren stehen The Hooters gemeinsam auf der Bühne und kommen genauso wie Foto: Kur und bäder

Zum ersten Mal werden in diesem Jahr die US-amerikanische Rockband The Hooters, der italienische Musiker Umberto Tozzi sowie Schlagerstar Andy Borg auf der Bühne im Kurpark stehen. Mit dabei sind auch wieder Justus Frantz und die Philharmonie der Nationen sowie das Glenn Miller Orchestra.

Zwei Wochen lang, vom 16. Juli bis zum 3. August, möchte die Kur und Bäder GmbH Gästen aus Nah und Fern wieder ein abwechslungsreiches Musik- und Unterhaltungsprogramm in Bad Krozingen bieten. Der Gesamtetat für das Open Air im Park liegt bei 220 000 bis 230 000 Euro, wie Kurdirektor Rolf Rubsamen beim Pressegespräch zum Open Air im Park am Dienstag berichtete. Ein Teil des Geldes fließt in die Künstlergagen. Dazu zählt der Auftritt der US-Band The Hooters. Sie wird am Freitag, 29. Juli, ab 20 Uhr auf der Konzertbühne stehen. Fans können sich auf Hits wie “All You Zombies”, “Johnny B” und “500 Miles” freuen. Die amerikanische Band tauchte 1980 erstmals in der Musikszene von Philadelphia auf und wurde mit rasanter Geschwindigkeit bekannt. Drei Jahre später veröffentlichte sie ihr erstes Indie-Album, das aus dem Stand 100.000 Mal verkauft wurde. “The Hooters sind letztes Jahr bei ,Stimmen’ in Lörrach aufgetreten. Wir haben einen Späher hingeschickt und der war begeistert”, erzählt Rubsamen.

Eine Neuheit beim Open Air im Park ist auch der italienische Pop- und Rocksänger Umberto Tozzi. Er wird am Freitag, 22. Juli, ab 20 Uhr die Bühne entern. Zu seinen bekanntesten Hits zählen Ohrwürmer wie “Ti amo”, “Gloria” und “Tu”. Sein neuestes Album erschien 2015. “Besonders in der Schweiz sorgte Umberto Tozzi für viele Nummer-Eins-Hits. Wir erwarten uns also viele Schweizer Übernachtungsgäste”, so Rubsamen.

Schlager- und Volksmusikfans dürfen sich über den Auftritt von Andy Borg am Donnerstag, 21. Juli, freuen. Vielen ist Borg vor allem durch seine fast zehn Jahre als Gastgeber und Moderator des “Musikantenstadl” ein Begriff. In Bad Krozingen ist der Fernsehstar nun live zu sehen. An diesem Galaabend werden außerdem Reiner Kirsten und Verena Rose Ruder auf der Bühne stehen. Auch Kirsten hat seinen festen Platz in der volkstümlichen Schlagerszene. Genauso wie die aus Freiburg stammende Sängerin Verena Rose Ruder, die mit Helene Fischer- und Andrea-Berg-Songs glänzen möchte, wird er dem Publikum einheizen. Um 20 Uhr geht’s los.

Klassische Musik bieten am Dienstag, 26. Juli, ab 20 Uhr Justus Frantz und die Philharmonie der Nationen. Seit mehr als 30 Jahren ist Frantz international erfolgreicher Pianist und Dirigent. Er gastiert bereits zum 14. Mal beim Open Air im Park. Noch nicht ganz so oft war das Glenn Miller Orchestra in Bad Krozingen zu Gast. Es wird am Mittwoch, 3. August, ab 19.30 Uhr seinen Auftritt beim Open Air im Kurpark haben und verspricht Hits wie “Moonlight Serenade”, “Pennsylvania 6-5000” und “In The Mood”.

Was beim Open Air im Kurpark nicht fehlen darf, ist das traditionelle Lichterfest am Samstag, 16. Juli. Dann verwandelt sich der Kurpark durch mehr als 15 000 Kerzen und 1000 japanische Bambuslaternen in ein Lichtermeer. “Der Einkauf der Lichter kostet uns allein 12 000 bis 13 000 Euro. Insgesamt liegt das Fest bei rund 50 000 Euro”, so Kurdirektor Rubsamen. 8000 bis 10 000 Gäste werden zu dem Event erwartet. Am Sonntag, 17. Juli, ist zudem ein Unterhaltungs- und Familienprogramm mit Europa-Park-Kinderparty sowie Feuerwerk geplant. “2015 war ein super Jahr. Das erhoffen wir uns für dieses Jahr wieder”, so Rubsamen.

Vorverkauf beim BZ-Karten-Service (bz-ticket.de/karten oder Tel. 0761 – 496 88 88) und bei allen BZ-Geschäftsstellen.

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by http://www.badische-zeitung.de/rock-pop/the-hooters-andy-borg-und-umberto-tozzi-in-bad-krozingen–117300212.html