Armonie dissidenti: Lucio Dalla

Dischi del passato, echi di arte e bravura evocati dalle voluttuose spirali di un vinile. Armonie Dissidenti ripropone e analizza perle del patrimonio musicale italiano ed internazionale: oggi suona la voce graffiante e le armonie uniche di Lucio Dalla, dall’omonimo album del 1979

di Andrea Foti – 28 settembre 2016

La plumbea cupezza di un decennio di insanabili contraddizioni, lacerato da contrapposti sogni di palingenesi socioculturale e artistica cullati all’ombra di una bieca violenza, non poteva non concludersi nel dolore e nella polvere di speranze infrante, disilluse dalla reazione fattiva e trionfante del Potere. E il 1979 italiano è forse l’anno dove meglio si estrinsecano le dinamiche folli e decadenti di una generazione indottrinata e sconfitta. Gli italiani assistono attoniti e quasi rassegnati alla ormai quotidiana danza della morte celebrata all’ora di pranzo dal Telegiornale. Nuove mattanze rosse e nere, omicidi “eccellenti” come quelli del Commissario Boris Giuliano e del giudice Cesare Terranova ad opera della rampante e spietata Cosa Nostra di Riina e soci, l’assassinio, celato dall’ormai usuale coltre di nebbia “statale”, dello scomodo direttore di OP Mino Pecorelli compongono la sciarada crudele e orrida che scoraggia e inquieta l’Italia che resiste cantata proprio in quell’anno fatale da Francesco De Gregori.

Al contempo però gli abitanti del Bel Paese possono assistere seduti sulle poltroncine dei cinematografi all’esordio di Carlo Verdone col delizioso Un Sacco Bello e alle cupe e disturbanti atmosfere del kolossal di F.F. Coppola Apocalypse Now, ridere con l’arguzia di Woody Allen e la genuina ruspanteria di Terrence Hill e Bud Spencer, ballare trascinati dal ritmo made USA dei Bee Gees, dei Sister Sledge e degli Earth Wind & Fire, andare un concerto dei Pooh, di Antonello Venditti o di Umberto Tozzi o anche attendere smaniosi l’imminente uscita sul finire dell’anno del masterpiece floydiano The Wall, meraviglioso e destabilizzante suggello d’un decennio complicato, cupo e potente. È all’interno di periodi di così stridente contraddittorietà che emerge il vero talento, la vera capacità di estrarre l’universale da piccole storie, piccoli squarci di vita.Chi mostra in questo 1979 di essere in possesso, senza ombra di dubbio, di queste qualità è il Comm. Domenico Sputo alias Avv. Alvaro Tritone alias il Ragno o più semplicemente Lucio Dalla. Con l’omonimo album e con Banana Republic (album live in collaborazione con Francesco de Gregori e frutto della fortunatissima tournée estiva dei due) per Dalla si aprono le porte dell’empireo musicale italiano dimostrando che no, Com’è profondo il mare (1977) – album che per la prima volta oltre la musica presentava anche i testi ad opera dell’artista felsineo – non era stato un successo frutto del caso o di favorevoli congiunzioni astrali.

Lucio Dalla è un album che trova il suo filo conduttore principale nella musica, composta senza eccessivi virtuosismi ma irrobustita da arrangiamenti funzionali e azzeccati riesce, tramite assoli essenziali ma incisivi (specialmente quelli di Portera), groove di basso travolgenti (Stella di Mare su tutti), pianoforte e batteria che dettano ora ritmi incalzanti ora delicati, a ergersi sempre qual perfetto contraltare e mai come semplice riempitivo agli evocativi testi del cantautore bolognese. Sicuramente il merito di questo connubio riuscito va, oltre che al suo principale artefice, anche ai suoi collaboratori particolarmente ispirati. In primo luogo brilla il sempre presente Ron che si destreggia tra chitarre, cori e piano – e firma anche le musiche di Cosa Sarà, unico pezzo non musicato da Dalla – e il nucleo storico degli Stadio – Ricky Portera (chitarra elettrica) Marco Nanni (basso) e Giovanni Pezzoli (batteria) – senza dimenticare l’orchestra d’archi del maestro Reverberi e l’incursione nella sopracitata Cosa sarà di Francesco de Gregori. Se la musica è quindi l’asse portante, il muro maestro della struttura del disco, i testi ne rappresentano certamente gli affreschi e le rifiniture di pregio; Dalla riesce infatti a tratteggiare con una grande sensibilità poetica immagini della vita reale, ansie e malinconie profonde che emergono al calar del giorno e al sorger della luna, città cupe, persone di piombo e visioni oniriche.

Anna e Marco è un piccolo gioiello, una fiaba dei nostri giorni che racconta di due giovani di periferia , dei loro sogni infranti, delle malinconie, del loro incontrarsi e dell’amore che forse potrà colmare i vuoti e le angosce che li accompagnano; testimone silenziosa ma concreta di tutto ciò è la Luna, simbolo sempre presente nell’universo poetico di Dalla. Milano è una lucida istantanea al ritmo di bossa nova della città meneghina e delle sue contraddizioni sempre in bilico tra Europa e Italia, capace di suscitare emozioni viscerali ma contrastanti  (“Milano sguardo maligno di Dio /zucchero e catrame/ Milano ogni volta che mi tocca di venire/ mi prendi allo stomaco/ mi fai morire”) ma in che fin dei conti rimane misteriosa. Tango è un invito alla semplicità, alla lentezza, alla capacità di godere i piccoli aspetti del quotidiano per riuscire forse tramite quelli a ottenere una chiave interpretativa più genuina del reale. Stella di Mare e Notte sono due struggenti elegie notturne. La prima con un crescendo rockeggiante mozzafiato trasmette le ansie di un innamorato che non si sente all’altezza dell’amata, la seconda è una ballata malinconica ma criptica e ricca forti immagini simboliche che lasciano il segno nel profondo. L’anno che verrà è il manifesto dalliano per eccellenza, arrangiamento e tessitura musicale ai limiti della perfezione, testo che racchiude tutte le ansie del presente (“Si esce poco la sera compreso quando è festa/ e c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra”) e preconizza il decennio successivo dominato dal disimpegno e dalla propaganda mediatica ma riesce nel finale a regalare uno sprazzo di speranza. L’ultima Luna è, infine, forse il testo più enigmatico di tutto l’album con un’atmosfera tra il farsesco e l’apocalittico in cui la Luna, ormai immancabile presenza, assiste a tutte le nostre miserie; i richiami che fornisce la canzone sono innumerevoli da immagini grottesche a scenari onirici, da un’idea di ciclicità all’insegna del numero sette, chissà forse ispirata dalla cosmogonia indù coi sette Manvantara o dalla ritualità del 7 nella dottrina teosofica (di cui Dalla sembra fosse un curioso lettore), a infine la chiusura che ricorda l’archetipo junghiano del Puer Aeternus o forse il surreale e immaginifico finale del kubrickiano 2001: Odissea nello Spazio.

In definitiva Lucio Dalla, insieme al precedente Com’è profondo il mare e al successivo Dalla rappresenta non solo l’apice compositivo della produzione musicale del bolognese ma anche una delle vette più alte del cantautorato italiano; uno di quegli album che -se dovessi ritirarmi su un’isola deserta – sicuramente porterei con me.

by http://www.lintellettualedissidente.it/musica/armonie-dissidenti-lucio-dalla/

VOTIAMO UMBERTO TOZZI SU RADIO KISSKISS

FESTEGGIA I 40 ANNI DI RADIO KISS KISS! VOTA LA CANZONE PIÙ BELLA DI OGNI ANNO

1.9.2016.40anni

Radio Kiss Kiss festeggia 40 ANNI DI EMOZIONI VISSUTE INSIEME!
Scegliamo di festeggiare in grande, scegliamo di festeggiare con TE! realizzando LA PRIMA COMPILATION SOCIAL nella storia della Radio

Vota la canzone più bella di ogni anno!
ABBA o Battisti?
AC/DC o ROLLING STONES
Viva la Mamma o Ti pretendo?
Madonna o Whitney Houston?
ONE DIRECTION o JUSTIN BIEBER

Dal 1976 al 2015, divertiti a selezionare la canzone più rappresentativa dell’anno di appartenenza.
I brani più votati saranno racchiusi nella speciale compilation celebrativa dei “40 anni di Radio Kiss Kiss”.
Per la prima volta sarai proprio TU a comporre la compilation con la musica + bella!

Cosa aspetti?
Entra a far parte dei grandi festeggiamenti. Fai a gara con i tuoi amici, sfida il tuo intuito musicale, metti a confronto diverse generazioni e… gioca con Radio Kiss Kiss. Se hai ballato sulle note di Uptown Funk di Bruno Mars o se hai cantato a squarciagola Amore Disperato di Nada, non perdere tempo: VOTALE! Una selezione di più di 800 HITS ti aspetta per farti ripercorrere, assieme a noi, i momenti più emozionanti della tua vita.
Vota una canzone al giorno per ogni anno e tieni d’occhio la tua hit del cuore.

E se non ricordi la melodia della canzone…non disperare, abbiamo pensato anche a questo!

potrai ascoltare gli estratti delle canzoni che non ricordi e partire subito con il divertimento.
Puoi votare anche dalle nostre pagine Social e dirci, giorno per giorno, cosa salvi e cosa getti via di questi 40 anni!
Non perdere altro tempo, corri a votare perché con Radio Kiss Kiss il VERO PROTAGONISTA SEI TU!

http://www.kisskiss.it/news/3224-festeggia-i-40-anni-di-radio-kiss-kiss-vota-la-canzone-piu-bella-di-ogni-anno.html

Fausto Leali torna il 30 settembre duettando con Mina

Leali

Fausto Leali torna dal 30 settembre, in tutte le radio e su tutte le piattaforme digitali, con il singolo “A chi mi dice” interpretato in duetto con Mina. Il brano, portato al successo dai Blue e adattato in italiano da Tiziano Ferro, anticipa il nuovo album “Non solo Leali” in uscita il prossimo 21 ottobre. Il discoè prodotto da NAR International per Universal Music Italia.

Il nuovo progetto discografico contiene dieci brani interpretati da Leali insieme ad alcuni dei più grandi cantautori ed interpreti della canzone italiana e non solo, infatti oltre a Mina ci sono: Renzo Arbore, Claudio Baglioni, Alex Britti, Clementino, Francesco De Gregori, Tony Hadley, Massimo Ranieri, Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi.

Fausto Leali, grande interprete della canzone italiana, arriva al successo nel 1967 con il brano “A chi”. Nel ’68 partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo con “Deborah” e sarà presente per ben undici edizioni tra cui quella del 1989 dove vince con il brano “Ti lascerò” cantato insieme ad Anna Oxa. Leali ha collaborato con diversi autori della canzone italiana: da Mogol per l’album “Amore dolce, amore amaro, amore mio”, a Tozzi e Bigazzi per il brano “Io camminerò” e Toto Cutugno per “Io amo”… senza dimenticare Fasano e Berlincioni con “Mi manchi”. Nel 2014 dopo oltre cinquant’anni di carriera musicale e a cinquant’anni esatti dall’uscita del primo album pubblica la sua autobiografia “Notti piene di stelle” in cui racconta la sua straordinaria avventura.

https://www.facebook.com/faustolealiofficialpage

http://www.bsnews.it/notizia/46804/—Fausto-Leali-torna-il-30-settembre-duettando-con-Mina-

 

Fonte: Comunicato stampa gio 22 set 2016, ore 19.47

Schlagerbooom – Das Internationale Schlagerfest 2016

21.10.2016

Florian Silbereisen präsentiert die TV-Schlagershow des Jahres

 

Veranstaltungsort
Westfalenhalle 1Einlass
18:00Beginn
20:15 Uhr  UhrEnde
23:30 Uhr   UhrVeranstalter
MITTELDEUTSCHER RUNDFUNK – Anstalt des öffentlichen Rechts Fernsehdirektion

Veranstaltungsort Westfalenhalle 1
Einlass 18:00
Beginn 20:15 Uhr
Ende 23:30 Uhr
Veranstalter MITTELDEUTSCHER RUNDFUNK – Anstalt des öffentlichen Rechts Fernsehdirektion

SCHLAGERBOOOM – DAS INTERNATIONALE SCHLAGERFEST

Florian Silbereisen präsentiert die TV-Schlagershow des Jahres

So eine Show gab es noch nie! Florian Silbereisen feiert die neue „Lust auf Schlager“ mit dem größten Schlagerfest, das er jemals gefeiert hat: SCHLAGERBOOOM – DAS INTERNATIONALE SCHLAGERFEST! Der Showmaster lädt ein zur ganz großen Party in der Dortmunder Westfalenhalle – mit vielen Hits und vielen Stars wie Helene Fischer, Andreas Gabalier, DJ Ötzi, Al Bano und Romina Power, Mickie Krause, Jürgen Drews, Howard Carpendale, Vanessa Mai, Umberto Tozzi, KLUBBB3, Ross Antony und vielen anderen.

Bitte beachten, es handelt sich um eine FERNSEHAUFZEICHNUNG!

Einlass: 18.00 Uhr  –  EINLASS NUR BIS 19:45 Uhr !!!
Beginn:  20.15 Uhr

(Informationen nach Angaben des Veranstalters. Die Westfalenhallen Dortmund GmbH übernimmt keine Verantwortung für die Richtigkeit der Angaben.)

 

http://www.westfalenhallen.de/events/fuer-besucher/termine-events/news-detail/article/schlagerbooom-das-internationale-schlagerfest-2016-21-10-2016//year/2016/month/7.html

VeranstalterMITTELDEUTSCHER RUNDFUNK – Anstalt des öffentlichen Rechts Fernsehdirektion

Parrocchia by Guido Guglielminetti

Pubblichiamo un bellissimo articolo scritto da Guido Guglielminetti ed a noi suggerito da Fabrizio Carletto.

Parrocchia - Guido Guglielminetti

Parrocchia

Abitavo a Torino in corso Peschiera al 309, stiamo parlando più o meno del 1965/66.

Non era da molto tempo che ci eravamo trasferiti: mia madre, mia nonna ed io, e ancora non conoscevo nessuno, quindi mi stavo guardando intorno. Appena dietro casa c’era una parrocchia molto attiva, gestita evidentemente da un parroco intelligente e molto dinamico, infatti c’era al suo interno un bel giro di gruppi o meglio “complessi” come si diceva allora!

Ho incominciato a frequentare la parrocchia di Pozzo Strada, così si chiama il quartiere, perché a breve ci sarebbe stata una gara di “complessi”, quindi al pomeriggio andavo a spiare le prove.

Entrando nel cortile, sulla destra, c’era una stanza che il parroco aveva adibito a sala prove. Dalla finestra di questa stanza, cercando di non farmi vedere, spiavo i musicisti che provavano. Quando tornavo a casa, mettevo un disco nel giradischi che mia madre aveva comprato con “Selezione dal Reader’s Digest” e fingevo di suonare la chitarra, sognando di essere su un palco. Non lo sapevo ancora ma praticamente avevo inventato il playback, come tanti miei coetanei!

Io andavo lì ogni giorno sperando provassero e aspettavo. Chiaramente non provavano tutti i giorni, ma io aspettavo ugualmente. Poi li vedevo arrivare! Anzi per la verità prima li sentivo. Era tutto un ridere e scherzare e spingersi fra di loro, si vedeva che erano affiatati, che si divertivano. Avevano sempre due o tre ragazze al seguito il cui unico compito era guardarli con aria sognante quando suonavano, prendevano molto seriamente quel ruolo di groupies e guardavano con aria sognante i loro idoli anche quando non suonavano.

Il leader del gruppo, cantante e chitarrista, si chiamava Umberto “Roddy”: capelli lunghi, rossi, magrissimo, maglietta attillata e jeans sopra la caviglia con calzino rigorosamente bianco (Michael Jackson non ha inventato niente!!). Molto sicuro di sè e consapevole del proprio fascino un po’ effemminato, come usava allora, si muoveva proprio come una rockstar. Alla batteria c’era Sandro “Davy”: caschetto nero e sguardo tenebroso, il massimo del suo sorriso era un leggero quanto impercettibile sollevamento del lato sinistro del labbro superiore, quando proprio si stava sganasciando dalle risate! Magrissimo anche lui e naturalmente sempre con le bacchette in mano. Questi due erano i personaggi intorno ai quali ruotava tutto, poi si aggiungevano a volte altri, ma non erano certo del loro calibro! Perchè nel rock conta anche l’aspetto fisico, e loro due sembravano fatti apposta per stare su un palco!

Io naturalmente li emulavo in tutto: capelli lunghi, biondi, magrissimo, magliete attillate, jeans corti e calzino bianco, che a scuola fra l’altro mi aveva fatto guadagnare l’appellativo di: “Finocchio”. Per chiudere la cerniera dei jeans mi dovevo sdraiare sul letto, tanto erano attillati.

Un giorno mentre stavano suonando solamente loro due, perchè avevano cambiato l’ennesimo chitarrista, Umberto mi vide che stavo sbirciando dalla finestra e mi fece cenno di entrare. Volevo sprofondare! Primo perchè mi ero fatto beccare che stavo spiando, secondo perchè erano i miei idoli. In quel momento sarei scappato, ma il mio animo che comunque era da rocker me lo impedì, quindi entrai. Le groupies mi guardavano incuriosite come se fossi un essere alieno ammesso alla corte dei loro idoli, Umberto e Sandro invece erano simpaticissimi e mi sentii subito a mio agio. Umberto mi chiese se suonavo e io con la faccia tosta che mi ha sempre contraddistinto gli dissi che suonavo la chitarra. In realtà stavo imparando a suonare con una chitarra acustica che avevo trovato nel retro del negozio di mobili che aveva mio padre, da cui andavo a lavare le vetrine.

Umberto mi disse che ne avevano già parlato tra di loro, perchè mi avevano già notato, e che secondo loro io potevo essere l’elemento che stavano cercando. Non stavo più nella pelle, per me era come se si stesse realizzando un sogno, quella sera raccontai tutto a mia madre, che ne fu molto contenta perchè mi era complice in tutto, al contrario di mio padre che pensava fossi solo un perdigiorno, capellone, buono a nulla. Tanto io vivevo con mia madre!

L’indomani mattina mia madre mi portò in un negozio di strumenti musicali e mi comprò la mia prima chitarra elettrica: 49.000 Lire, me lo ricordo ancora e non lo dimenticherò mai, perchè per lei, separata e quindi unica fonte di reddito della nostra famiglia, fu un grande sacrificio! Sono contento comunque di aver messo a frutto i suoi sacrifici!

Incominciammo quindi le prove. Prevalentemente suonavamo pezzi dei Beatles e dei Rolling Stones. Eravamo sempre insieme come si confà ad un vero gruppo, quando non facevamo le prove in Parrocchia, andavamo ai giardinetti con due chitarre acustiche. Per l’occasione Sandro suonava la panchina e le groupies sognavano con la voce di Umberto.

Qualche concorso lo vincemmo anche, ma non è che dessimo eccessiva importanza alla cosa, eravamo gli idoli del nostro quartiere e questo già ci piaceva.

Ma a volte nei Concorsi si incontrano strani personaggi……..

03/10/2015

Umberto Tozzi komt naar het Schlagerfestival

 

Diecimila persone alla Fiera di Casalguidi

Un’edizione fortunata la numero 131, col boom registrato in occasione del concerto di Umberto Tozzi

21 settembre 2016
CASALGUIDI. Oltre diecimila persone alla Fiera di Casalguidi, più di duemila per il concerto gratuito di Umberto Tozzi, circa duecento espositori sparsi per tutto il paese. Luci, colori, risate di bambini, viuzze gremite di famiglie. E poi l’odore inebriante della porchetta, quello dei bomboloni alla crema, il profumo delle noccioline tostate, la chiesa piena di luci e le innumerevoli mostre diverse tra loro e per tutti i gusti. E poi, il gran finale di ieri sera con gli attesi fuochi d’artificio. Questa è la Fiera di Casalguidi, un appuntamento che si rinnova ogni inizio autunno da ben 131 anni. È l’intero paese che prende vita, pronto ad accogliere gli avventori da ogni parte della città e non solo. Un evento che riesce ad unire e coinvolgere tutti: bambini, genitori, anziani, giovani coppie. Non importa se il tempo spesso non è di buon auspicio. «La gente alla Fiera viene comunque» conferma l’assessore Daniele Fedi. Inaugurato lo scorso 15 settembre dal sindaco del Comune di Serravalle Patrizio Mungai, l’evento ha accolto meeting, conferenze, serate musicali, spettacoli di danza e di falconeria. Tutti con il fiato sospeso per il concerto di Umberto Tozzi, lunedì scorso: con la sua camicetta chiara, un paio di jeans, chitarra elettrica e occhiali da sole ben calcati, ha incantato più di duemila persone, interpretando i brani più famosi del suo lungo repertorio e cantando per quasi due ore. Chi si affacciava dalle finestra delle case sulla piazza, chi alzava le mani al cielo, chi cantava sulle note di “Ti amo”, “Tu”, “Gente di mare” e molti altri brani storici, per finire con il famosissimo pezzo “Gloria”. Tra gli altri appuntamenti, quello con l’ospite d’onore Jonathan Bartoletti, il famoso fantino detto “Scompiglio”, il comico di Zelig Pino Campagna e la tradizionale Festa dell’uva della domenica con la caratteristica sfilata di carri allegorici e distribuzione di uva, vino e focaccia organizzata dal Comitato festeggiamenti Fiera di Casalguidi. «Un bilancio molto buono per questa 131ª edizione – afferma Daniele Fedi, assessore alle Fiere e Mercati del Comune di Serravalle – come ogni anno, la Fiera di Casalguidi si riconferma una delle attrattive migliori del nostro territorio in nome di una tradizione centenaria che si rinnova ogni volta e che, forse, è la più longeva. Enorme successo il sabato sera e la domenica, per la tradizionale Festa dell’uva: complessivamente possiamo parlare di oltre diecimila avventori». «Unica giornata un po’ meno proficua il venerdì per via del maltempo: questa è purtroppo l’unica incognita della manifestazione anche se la gente viene alla Fiera anche con il brutto tempo. Per il resto, mi sembra proprio che la sei giorni sia andata bene, forse più degli anni passati. Ad eccezione dello scorso anno che faceva caldissimo ancora a metà settembre. Espositori soddisfatti e contenti. Strade piene di gente, un continuo flusso anche in palestra. Fiore all’occhiello il concerto di Tozzi, mai vista piazza Gramsci così gremita».
Alessandra Tuci

NUOVA DATA CONCERTO 2017 ALL’ESTERO

Sunday 05 November 2017

Umberto Tozzi

Gewandhaus zu Leipzig, Leipzig, Germany
Umberto Tozzi live

Buy tickets

 
 http://www.songkick.com/concerts/28095884-umberto-tozzi-at-gewandhaus-zu-leipzig

Il concerto di Umberto Tozzi a Casalromano

 

by http://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/foto-e-video/2016/09/17/fotogalleria/il-concerto-di-umberto-tozzi-a-casalromano-1.14112899#7