Chaque année, c’est pareil, ces bonnes vieilles chansons d’amour réapparaissent

Rédaction lifestyle Publié le mardi 14 février 2017 à 09h17 – Mis à jour le mardi 14 février 2017 à 09h20

Love & Sex Entre Barry White, Umberto Tozzi, Stevie Wonder et Laura Pausini, qu’allez-vous écouter ?

Ti amo tiiiii amooooo ti amo ti amo ! Cela vous dit quelque chose ? Bien sûr que cela vous parle ! Cette chanson d’Umberto Tozzi compte parmi les 18 chansons qui reviennent sur le devant de la scène chaque 14 février. On espère que c’est du second degré parce qu’il y a tellement d’autres magnifiques chansons qui parlent d’amour de nos jours avec de l’intensité et des rythmes envoûtants…. Mais en fait non : ces classiques plaisent autant qu’un bouquet de roses rouges acheté chez le fleuriste du coin.

Mais là n’est pas la question…

YouTube a cherché et a découvert 18 chansons qui sont toujours extrêmement populaires le 14 février.

Le chanteur soul américain Barry White a l’honneur de figurer deux fois dans la liste. Ses chansons « Can’t Get Enough of Your Love, Babe » et « You’re the First, the Last, My Everything » sont clairement des classiques pour la Saint-Valentin. Le guitariste argentin Axel place lui aussi deux titres dans le classement.

Ce n’est pas le français mais l’espagnol qui est la langue de l’amour, puisque 7 des 18 chansons sont en espagnol. Trois sont chantées en italien : outre Umberto Tozzi et Jovanotti, Laura Pausini figure dans le classement – et est la seule femme dans ce cas. Bryan Adams, Stevie Wonder et Elton John roucoulent eux aussi. Chaud chaud chaud ce soir…

Invariablement depuis 2012 ces vidéos connaissent une augmentation de plus de 50% dans les recherches sur YouTube, chaque année depuis 2012.


http://www.lalibre.be/lifestyle/love-sex/chaque-annee-c-est-pareil-ces-bonnes-vieilles-chansons-d-amour-reapparaissent-58a2bad0cd703b9815371657

Bertin Osborne canta Gloria

Dall’Album Va por Ellas

pubblicato il 18.11.2016

in vendita in tutti i migliori di dischi e in rete.

Letra de Gloria

Letra de canción de Gloria de Bertin Osborne lyrics

Gloria
faltas en el aire
falta tu presencia
cálida inocencia
faltas en mi boca
que sin querer te nombra
y escribiré mi historia
con la palabra GloriaPorque aquí a tu lado
la mañana se ilumina
la verdad y la mentira
se llaman Gloria
GloriaFaltas en el aire
faltas en el cielo
quémame en tu fuego
fúndeme en la nieve
que congela mi pecho
te espero Gloria GloriaCampo de sonrisas
agua en el desierto
corazón abierto
aventura de mi mente de mi mesa
y de mi lecho del jardín
de mi presente
http://www.coveralia.com/letras/gloria-bertin-osborne.php

 http://www.20minutos.es/noticia/2878467/0/bertin-osborne-honra-mujeres-su-nuevo-disco-va-por-ellas-que-presentara-murcia/

 

Totti porta il “derby” all’Ariston

La sua canzone sanremese preferita? “Quella di Povia, il piccione”, risponde. Uno sfottò all’Aquila della Lazio?

Totti porta il “derby” all’Ariston

È stata un grande successo l’apparizione di Francesco Totti durante la seconda serata del Festival di Sanremo, tanto che qualcuno su Twitter lo vorrebbe anche conduttore, un giorno (quando avrà smesso col calcio). Totti ha autografato palloni, li ha calciati con suo piede magico e ha colpito il pubblico delle prime file dell’Ariston, è stato ironico e spigliato e da bravo capitano della Roma ha anche trovato il modo per lanciare una frecciata ai rivali cittadini della Lazio, con la “complicità” di Povia.

Quando, come a tutti gli ospiti, Carlo Conti e Maria De Filippi hanno chiesto a Totti quale fosse la sua canzone sanremese preferita, il numero 10 giallorosso ha risposto: “Quella di Povia, il piccione”. Una scelta insolita: perché, tra tanti classici, proprio questa?

Via Twitter, è apparsa una possibile risposta. Nella scaletta dello show, infatti, era previsto che Totti rispondesse “Si può dare di più” di Umberto Tozzi, Gianni Morandi e Enrico Ruggeri. All’ultimo momento, però, Francesco ha cambiato la sua scelta e ha optato per Povia. L’ipotesi è che avesse voluto prendere in giro proprio i laziali, il cui simbolo è un’aquila, che negli sfottò dei rivali giallorossi però si trasforma in “piccione”.

http://www.105.net/news/music-biz/225657/totti-porta-il-derby-allariston.html

NUOVA DATA CONCERTO IN ITALIA: UMBERTO TOZZI A VERONA IL 15.05.2017

Umberto Tozzi a Verona – 40 anni che “Ti Amo”

 

Umberto Tozzi a Verona – 40 anni che “Ti Amo”

La tourneé vedrà Umberto Tozzi celebrare “Ti Amo”, il suo più grande successo, affiancandolo a tutti quei brani che hanno reso celebre il suo nome in Italia e nel mondo come “Gloria”, “Si può dare di più”, “Gli Altri siamo noi”, “Gente di Mare”, “Dimmi di No”, “Stella Stai”, “Il Grido” arrangiati e interpretati in una veste più moderna. Oltre alle hit storiche non mancheranno i nuovi brani contenuti nel disco “Ma che spettacolo!”, pubblicato a ottobre del 2015.

Umberto Tozzi sarà accompagnato sul palco da Raffaele Chiatto (chitarre), Gianni D’Addese (tastiere) Giambattista Giorgi (basso), Gianni Vancini (sax) e Riccardo Roma (batteria).

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by https://allevents.in/verona/umberto-tozzi-a-verona-40-anni-che-ti-amo/372852889757993#

 

Work in progress Umberto Tozzi 40 anni che ti amo

sound engineer Angelo Paracchini con Gianni D’Addese Giambattista Giorgi e Ricky Roma

L'immagine può contenere: 2 persone, persone sedute e spazio al chiuso
L'immagine può contenere: 1 persona, barba, primo piano e spazio al chiuso

Tocca alla voce U.T.

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Il Festival di Baudo era davvero più bello?

Due visioni e aspettative dal Festival diverse. I tempi cambiano ma polemiche e azzardi sono uguali

Carlo Conti –

In 4 Festival di fila, record imbattuto di continuità sul palco dell’Ariston che lo stesso Carlo Conti ha più volte elegantemente ammesso con deferenza di voler rispettare, Pippo Baudo dal 1992 al 1996 ha cambiato la storia della musica italiana: con lui sono nati artisti come Andrea Bocelli, Nek, Irene Grandi, Giorgia, Laura Pausini, Gianluca Grignani, Gerardina Trovato, che hanno assicurato (e molti di loro assicurano ancora) lauti fatturati all’industria discografica.
Dei 3 Festival di Conti, invece, difficile ricordarsi un fenomeno che resterà nel tempo, capace di vendite altrettanto memorabili. Certo, sono cambiati i tempi, ma la qualità e il talento artistico si sono abbassati tragicamente. E questo non è certo imputabile al buon Carlo Conti.
Ma Pippo Baudo è un musicista, ottimo pianista, ha fiuto per le canzoni, tant’è che molti dei successi della musica italiana degli ultimi 40 anni sono transitati dai Suoi Sanremo.
Conti viene invece dalla radio, come Baudo è un ottimo conduttore televisivo, ma non dotato dello stesso intuito nel discernere le potenzialità dei brani che potrebbero rivelarsi un successo discografico intramontabile.
Il direttore artistico di un festival musicale dev’essere dunque un musicista (come nel caso di Pippo Baudo), così come il primario di un reparto ospedaliero dev’essere un medico: e credo che il paragone renda bene l’idea, pur con rispetto di tutti.
A tal proposito, veniamo al dunque. Il Festival di Sanremo fa sempre notizia, questo è fuor di dubbio. Ma, alla luce di ben 67 edizioni, è arrivato il momento di fare qualche doverosa riflessione. Ecco allora pronto un decalogo di spunti oggettivi su cui riflettere.
In ordine crescente, lasciando al finale le chicche migliori. In tre edizioni consecutive di Sanremo a firma Carlo Conti, ben 11 artisti – il 50% del cast attuale, dunque – appaiono più volte, e con ruoli diversi. Chi sono? Eccoli: Marco Masini (due volte in gara, e una come autore del brano La borsa di una donna di Noemi); Nesli (due volte in gara); Alessio Bernabei (tre volte in gara, di cui due da solista e una con i Dear Jack); Dear Jack (due volte in gara: una con Alessio Bernabei, e una con il nuovo vocalist Leitner Riflessi, proveniente da X Factor); Fabrizio Moro (due volte in gara: una come autore del brano Finalmente piove di Valerio Scanu, una come Big); Clementino (due volte in gara); Annalisa (due volte in gara); Lorenzo Fragola (due volte in gara); Albano (due volte al Festival: una come superospite, una come Big); Albano (una volta come super ospite, una in gara). Si salva solo Amara, una volta in gara e una come autrice del brano della Mannoia, in quanto è una giovane autrice e cantautrice  capace fuori dai meccanismi propri della discography-system.
Possibile che per Carlo Conti la musica italiana sia sempre tutta qui, e ruoti sempre attorno agli stessi nomi? Oltretutto, alcuni di questi non vendono un disco neanche a piangere, e spesso si tratta di ragazzotti e ragazzotte comuni, privi di vero talento.
Carlo Conti ha pubblicamente spesso lamentato a Sanremo 2017 la scarsità di rapper, pur avendone ben tre in gara: di cui uno, Raige, ignoto alle grandi platee televisive (non che l’altro, il partenopeo Clementino, lo sia di più, intendiamoci). Forse, il più famoso del trio sanremese è Nesly, già fratello di Fabri Fibra, il ‘padre’ dei rapper made in Italy.
Un chiarimento: il rap con la tradizione e la storia della musica italiana non ha nulla a che vedere. È un genere che non ci appartiene per nulla. E allora, perché non dare spazio a rotazione su ben tre Festival consecutivi anche al blues, al soul, al gospel, jazz e country? Purtroppo stili tutti assenti.
A Sanremo 2017 mancano i gruppi: possibile – anche solo sul versante propriamente statistico – che i New Trolls (più correttamente detti ‘Notte New Trolls’ per via di ragioni legali), i Dirotta su Cuba, i Tazenda, i Jalisse e molti altri gruppi che si sono presentati su un totale di ben 144 domande di ammissione pervenute alla Commissione del Festival avessero tutti brutte canzoni? Non lo credo per nulla. Evidentemente devono esserci ragioni che esulano dalla musica e che a noi poveretti del pubblico e della critica non è dato conoscere.
A Sanremo mancano le etichette indipendenti: circa il 50% degli artisti in gara sono legati alla Sony Music. Seguono, con quote ben inferiori, Universal Music e Warner Music. A Sanremo fra i Big assenti gli artisti della Sugar di Caterina Caselli: l’unica, vera major del disco made in Italy. È la prima volta che succede in vent’anni. Eppure di cantanti veri ne ha diversi in scuderia.
Ma c’è di più. Su 22 big in gara, ben sette provengono da talent show come X Factor, The Voice, Amici: il Big, per poter essere reputato tale, non è colui che ha successo in tv, bensì chi possiede un repertorio di successi discografici veri e duraturi negli anni. E questo non è certo il caso dei vari giovincelli, per lo più senz’arte né parte, che Conti da tre anni a oggi si ostina a portare al Festival.
A Sanremo manca la vera musica nazionalpopolare: quella che ha scritto pagine di evergreeen senza tempo e che domina piazze e teatri. Carlo Conti, evidentemente, ignora i vari Fausto Leali, Umberto Tozzi, Eugenio Finardi, Andrea Mingardi, Peppino di Capri, Mario Venuti, Luca Barbarossa, Aleandro Baldi tra i cantautori italiani.
Ma anche Gigi Finizio, Sal Da Vinci (la cui esclusione dal Festival ha scatenato le ire di Renato Zero, che ha collaborato suo nuovo album appena uscito) e Nino D’Angelo, per quanto concerne i cantautori propriamente partenopei.
O le grandi voci femminili come Antonella Ruggiero, Fiordaliso, Marina Rei, Spagna, Mariella Nava, Gerardina Trovato, Marcella Bella, Anna Oxa, Silvia Mezzanotte e Loredana Bertè, tanto per citarne alcune.
Chi sceglie, invece Conti? Di nuovo Bianca Atzei, che come una sorta di prezzemolo musicale impazza dappertutto pur non piacendo, e risultando persino invisa alle platee del web e della tv, stanche e stufe di tanta mediatica e ingiustificata imposizione.
Approfondiamo. E qui viene il bello: negli ultimi tre Festival di Conti, è facile rilevare alcune (chiamiamole così, per delicatezza) ‘coincidenze’, che esporrò quali dati di fatto oggettivi e da tutti autonomamente rilevabili, senza dare giudizi.
A Sanremo, con Conti, sono spesso presenti Big i cui concerti sono organizzati per lo più da un fortissimo player di mercato: Fepgroup (acronimo di Friends & Partners), nota agenzia milanese guidata da Ferdinando Salzano, la stessa che organizza il SuperTour Pieraccioni-Conti-Panariello.
E il media partner dei tour di questi artisti, indovinate un po’ chi è? Rtl 102.5 il cui presidente, Lorenzo Suraci, è anche titolare di un’etichetta indipendente di Bergamo, strapresente nei Sanremo ‘contiani’ che si chiama Baraonda Edizioni Musicali: etichetta per la quale incidono Bianca Atzei, The Kolors e Dear Jack (provenienti entrambi da Amici di Maria De Filippi).
Alla luce di quanto esposto, è possibile evincere come vi sia il forte rischio che il Festival possa diventare per alcuni cantanti ‘fortunati’ soltanto una tappa del piano marketing di quella che, di fatto, è un’evidente un intrigo di interessi più che una sana promozione della Musica Italiana.
Ecco spiegato, infine, perché qualcuno potrebbe oggettivamente pensare che i ‘Conti’ non tornano o tornano benissimo.

Maurizio Scandurra

giornalista e esperto di comunicazione musicale

7 febbraio 2017

Morandi e la nostalgia di Sanremo, su Fb spunta ‘Si può dare di più’

Morandi e la nostalgia di Sanremo, su Fb spunta 'Si può dare di più'

Gianni Morandi, Umberto Tozzi ed Enrico Ruggeri a Sanremo nel 1987 (fermo immagine dal video)

“7 febbraio. Stasera comincia Sanremo. Esattamente il 7 febbraio 1987, vincevo il mio primo ed unico Festival, insieme a Tozzi e Ruggeri”. E’ un post velato di nostalgia quello pubblicato da Gianni Morandi, sul proprio profilo Facebook, e che ripropone il video dell’esibizione a Sanremo 1987 assieme a Umberto Tozzi ed Enrico Ruggeri.

Quell’anno, il trio si aggiudicò la vittoria sulle note di ‘Si può dare di più‘, canzone nata dall’esperienza dei tre artisti nella Nazionale Cantanti.

“Fu molto emozionante, gioia per la vittoria e sincera commozione – scrive Morandi nella didascalia del post – perché proprio quella sera moriva un assoluto protagonista della canzone italiana e di tanti Festival di Sanremo, il grande Claudio Villa”.

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La choucroute n’avait pas la même saveur partout – galerie

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Treizième soirée de Gala du FC Sion. Le chanteur Umberto Tozzi était à Martigny.

 vedi tutte le foto su:

Constantin protagonista alla serata di gala dei record

Pier Luigi Giganti

Di Pier Luigi Giganti febbraio 5, 2017 15:00

Come previsto, l’evento popolare del Sion ha fatto ancora una volta il botto.

Anno dopo anno cadono i record: la festa di gala del Sion ha accolto quest’anno al CERM di Martigny ben 7700 invitati, il più alto numero di sempre.

Christian Constantin è stato come al solito il mattatore della serata, spartendosi il palco con Yann Lambiel, Umberto Tozzi, la nuova mascotte della società vallesana Tourbi, Amandine (candidata di The Voice), Bastian Baker ed Élie Semoun.

Gli ospiti, che hanno pagato un biglietto salato per poter assistere all’evento, si sono visti servire una generosa porzione di choucroute royal. Secondo il numero uno della squadra vallesana sono state più di mille le persone che hanno operato per organizzare la serata.

Sarà ora capace il Sion sul campo, questo pomeriggio allo Stade de Suisse, di fare altrettanto bene.

by http://chalcio.com/constantin-protagonista-alla-serata-di-gala-dei-record/

NUOVA DATA CONCERTO: UMBERTO TOZZI 18 MAGGIO 2017 BRESCIA

Umberto Tozzi BRESCIA – Biglietti

Umberto Tozzi BRESCIA - Biglietti
gio, 18/05/17, 21.00 Palabanco
Via San Zeno, 168, 25124 BRESCIA

Umberto Tozzi torna dal vivo con il tour “40 anni che TI AMO”. Acquista il tuo biglietto!Maggiori informazioni sull’evento

Call Center TicketOne 892.101*LU-VE: 8-21, SA: 9-17,30, DO: chiuso
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