Dan, dabadan, dabadan

 

Lugano: Ti amo

Mentre molte star uscite dai talent o da Sanremo (anche da entrambi, nella stessa stagione) annullano i propri live o nemmeno ne hanno, ai concerti di Umberto Tozzi si rischia di non entrare: sold-out più o meno ovunque in Italia, già 20 le date programmate in tutta Europa. È arrivata a Lugano, domenica scorsa, la festa dei 40 anni di “Ti amo”, canzone sempreverde che l’Umberto si gioca presto nella scaletta di questo tour, ringraziandola pubblicamente per avergli “permesso di fare questo mestiere”.

I fonici devono lavorare duro al Palacongressi, che non è la Royal Albert Hall (dove il piemontese incise l’omonimo live). L’acustica, però, è a puntino su “Le parole sono niente”, novità che l’estate probabilmente diffonderà – per usare parole del Nostro – come “polline di te”. L’autore è Eros Ramazzotti, dal marchio difabbrica evidente; Tozzi,dal canto suo, non fa nulla per nasconderlo e il risultato finale è gradevolissimo. Digressione. Se non proprio una torta di compleanno, a 36 anni dalla sua pubblicazione ci vorrebbe almeno un pasticcino anche per “Notte rosa”, cantata poco prima: quel “forse il pezzo era troppo avanti” confessatoci dal suo autore pochi giorni fa, è verità. Fine della digressione.

La band ha quel sound L.A. tanto caro all’artista, vuoi per il sax del bravo Gianni Vanni, vuoi per l’imprinting dei dischi (molti, da “Gloria” in poi) arrangiati dal californiano Greg Mathieson; vuoi, anche, per i molti session-men che in quei dischi suonano, non ultimo l’altrettanto californiano Lee Ritenour, virtuoso della chitarra in tour e album live del 1980. A spasso tra il ’76 di “Io camminerò” e il 2017 di “Tu per sempre tu” (d’apertura), il concerto diventa flash mob organizzato su “Stella stai” (le poltrone sono un optional), “Tu” (il ‘Dan, dabadan, dabadan’ è da stadio) e “Gloria”, che chiude i festeggiamenti (in gloria).

Constatazioni finali dell’inviato (senza più voce) a fine concerto. Il tour sacrifica alcune stelle minori: il vicino di poltrona chiede “Zingaro”, ma non c’è trippa per gatti, e di “Qualcosa qualcuno” e “Roma nord” ci sono solo porzioni nei medley. Il fatto è che arriva un momento, nella storia di chi la storia l’ha scritta, nel quale il live – più che concertotout court – diventa pura condivisione. “Anche io sono 40 anni che vi amo”, dice l’artista a inizio show. E quando più tardi, su “Gente di mare”, il pubblico diventa un’unica voce solista, l’Umberto lo asseconda: perché mai privarlo di un piacere così grande?

Beppe Donadio

By la regione.ch

 

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Umberto Tozzi – “Ti amo” tour

chitarre: Raffaele Chiatto

tastiere: Gianni D’Addese

basso: Marco Dirani

sax: Gianni Vanni

batteria: Riccardo Roma

Umberto Tozzi ritorna dal vivo con il tour “Ti amo” che lo porta sui palchi dei maggiori teatri delle principali città italiane. La tournée vede il cantautore celebrare “Ti Amo”, il suo più grande successo, affiancandolo a tutti quei brani che hanno reso celebre il suo nome in Italia e nel mondo, come “Gloria”, “Si può dare di più”, “Gli altri come noi” e “Gente di mare”, arrangiati e interpretati in una veste più moderna. Oltre alle hit storiche non mancano i nuovi brani contenuti nel disco “Ma che spettacolo!”, uscito nel 2015.

Gran Teatro Geox

Il Gran Teatro Geox è uno dei più importanti spazi live italiani. Un teatro dalla vocazione metropolitana, divenuto il punto di riferimento per gli eventi del Nord-Est Italia. Inaugurato nel 2009, progettato per accogliere il meglio dello spettacolo internazionale, dalla musica leggera al jazz, dal musical al family show, dalla danza al cabaret, il Teatro ha ottenuto un successo di pubblico inaspettato, grazie ad una programmazione di qualità e ad uno spazio in cui gli artisti possono esprimere al meglio il proprio talento.

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Tra «Gloria» e «Ti amo»: viaggio nella storia di Umberto Tozzi

Giovedì sera il cantante sarà a Brescia per il concerto celebrativo dei quarant’anni di «Ti amo»

Tempo Libero

15 mag 2017

18:25

Erano gli anni Novanta e Antonio Albanese, nei panni eccentrici di Epifanio, abbozzava spavaldo: «Voglio dirti due parole d’amore: la prima è “Ti”, la seconda “amo”». A sublimare – in parole e musica – l’accoppiata, ci aveva pensato nel 1977 il torinese Umberto Tozzi, allora 25enne di belle speranze con fluente chioma rossa a dominare lo sguardo azzurro. Con lui e con il paroliere Giancarlo Bigazzi, l’espressione «Ti amo» assunse veste nuova, conquistando un pubblico indifferenziato che la cantò senza sosta per molti anni. Sono passati quattro decenni, e Tozzi continua a sussurrare «Ti amo», insieme ad altri pezzi del suo vasto repertorio, che annovera una decina di hit di livello internazionale, 21 album, varie raccolte, e più in generale cifre impressionanti riconducibili al numero 80, come i milioni di dischi che ha venduto nel mondo.

Il tour europeo allestito per celebrare l’anniversario approda giovedì 18 maggio in città, al PalaBrescia di via San Zeno (alle 21; biglietti da 38 a 50 euro; informazioni allo 030/348888). Abbiamo sentito Tozzi a Montecarlo, in una pausa della tournée che sta registrando parecchi sold out.

Umberto, dal 1991 vive nel contesto «ovattato» del Principato di Monaco…
Quando si parla di Montecarlo alla tv italiana, i luoghi comuni si sprecano. All’inizio degli anni ’90, io scelsi di vivere qui con la mia famiglia, di crescere i miei figli in un ambiente tranquillo, non caotico. Non tornerei indietro, non saprei più vivere in una grande città come Torino, Roma, Milano o Bologna, i posti dove ho risieduto in passato. La realtà quotidiana, qui, è come quella di un borgo, si vive serenamente e c’è un gran senso di sicurezza: mi ritengo un privilegiato, e non cambierei questo posto con nessun altro.

Com’è l’Italia vista da lì?
Resta il bellissimo Paese di sempre. Anche se io, facendo il mestiere di musicista da oltre quarant’anni, l’Italia l’ho sovente vissuta con lo spirito del turista. Cosa che non è sempre un male, perché risaltano le cose positive. Oggi la frequento meno, ma il sentimento è intatto.

«Ti amo» lanciò in orbita la sua carriera. Sebbene probabilmente, sotto il profilo dei diritti e delle vendite, «Gloria» le abbia dato di più…
«Gloria» ha imboccato una strada tutta sua, con molte versioni e una diffusione all’estero che per una canzone italiana non avveniva dai tempi di Modugno. Ma l’originalità di «Ti amo», sul versante sonoro, resta insuperata, secondo me.

Come nacque?
Da un giro armonico di chitarra che ispirò in maniera naturale il resto dei suoni e le parole. Tutto il resto che si racconta è leggenda.

In una vita professionale ricca di successi, quali ricordi incornicia?
I concerti alla Royal Albert Hall di Londra e all’Olympia di Parigi. Quando entri in quelle sale al pomeriggio, per il soundcheck, respiri un’aria inebriante, che si trasforma in emozione pura.

C’è qualcosa che le manca?
Non mi hanno mai proposto di scrivere una colonna sonora per il cinema. Mi piacerebbe molto potermi cimentare con un film.

La scaletta del Tour “40 anni che ti amo” di Umberto Tozzi

Su gentile concessione di Matteo Paoli pubblichiamo la scaletta del “40 anni che ti amo tour” di Umberto Tozzi