Salento e Giamaica, questione di sound

Italia e Giamaica si abbracciano in “Root of the music”, il nuovo album (il secondo), frutto della fortunata collaborazione tra il “Grammy” Richie Stephens e The Ska Nation, ensemble dei producer e cantanti salentini Rankin Lele Papa Leu.

Registrato tra l’Adriatic Sound Studio di Trepuzzi e il Pot of gold Studio di Kingston, il disco è disponibile in tutti gli store digitali distribuito da Vpal.

 

Richie Stephens

Con questo album Richie Stephens rende omaggio alla cultura della Giamaica, il suo paese natale, e all’Italia, che nell’ultimo periodo lo ha adottato artisticamente.

 

Nell’intro della title track, “Root of the Music“, Richie Stephens apre il discorso ponendo le basi per un divertente viaggio musicale tra reggae e ska.

Traccia dopo traccia, il vocalist offre solide e audaci prestazioni vocali in inglese e italiano, insieme alle incursioni di Rankin Lele e Papa Leu in stile dancehall (come in “You can’t run away”). Il tutto è abilmente supportato dalla Ska Nation Band, ensemble di affermati musicisti salentini, caratterizzato da un suono genuino e una grande musicalità.

I due classici, “’O Sole mio” e “Volare”, insieme all’intramontabile successo pop, “Ti amo” di Umberto Tozzi (fresca di celebrazione dei 40 anni), rivisti e rinfrescati da una ventata ska, sono i tre brani deputati a rappresentare tutta la passione e l’amore dell’artista giamaicano per il Belpaese.

Nel disco, ricco di celebri “ospitate”, spiccano le tracce “Country Bus” e “Joy”, che accoglie Toots Hibbert (mitica voce dei Toots & the Maytals), poi la hit “Bad Boys in Town”, realizzata in collaborazione con Bounty Killer.

Quindi il brano “No G.M.O.”, una vera e propria protesta “collettiva”, in cui intervengono in coro i maggiori esponenti della musica e della cultura reggae giamaicana, primo tra tutti Mutabaruka, poeta dub, personalità di rilievo del movimento rasta e portavoce del riscatto sociale del popolo nero sin dagli anni ‘70, che introduce Freddie Mc GregorCocoa Tea, Ninja Man, Louie Culture, Romain Virgo, Tammi T, Ed Robinson e Wanye J, giovanissimo (appena 12 anni) talento della scena giamaicana.

Papa Leu

Dopo aver partecipato, lo scorso 6 agosto, ai festeggiamenti per l’indipendenza nazionale della Giamaica, la band salentina sarà nell’isola caraibica per presentare ufficialmente il nuovo album il prossimo 13 ottobre, al Ranny Williams Entertainment Center a Kingston, durante la settimana di “Heritage Week”, rassegna ricca di eventi culturali in tutta l’isola.

 “Sono molto orgoglioso di questo album”,ha dichiarato Richie Stephens, “ specialmente perché contiene dei classici giamaicani e italiani. “‘O Sole Mio” è il simbolo dell’Italia nel mondo. Mi è sempre rimasta impressa la versione del mio cantante preferito, Luciano Pavarotti, e ho deciso di farne una cover! “Volare” è una canzone conosciuta nel mondo, oltre che da tutti i giamaicani: quando lo ascolti ti senti davvero “Nel Blu Dipinto di Blu”, e rappresenta il sogno di una società migliore. “Ti Amo” la conosco da quando ero ragazzo, anche se sono cresciuto credendo fosse un classico americano. Dopo aver scoperto che è un brano di Umberto Tozzi, mi è sembrato naturale interpretarla con Tammy T che è una grande vocalist e che è anche la nostra backing vocal nella Ska nation band.”

LA SKA NATION BAND

Richie Stephens (voce), Rankin Lele (voce), Papa Leu (voce e chitarra), Maestro Garofalo (tastiere), Ottie Lewis (tastiere), Fossa Drummer (batteria), Leo Klaus (basso), Morello Selecta (efx e machine), Luca Manno (sax e arrangiamenti) Gianluca Ria (tuba e trombone), Gaetano Carrozzo (trombone), Andrea Perrone e Giancarlo Dell’Anna (tromba), Tammy T (backing vocals).

http://www.ilgallo.it/attualita/salento-giamaica-questione-di-sound87/

 

Com’è sacra la scapricciata confessione del danzatore Dubois

A Contemporanea Festival Olivier Dubois ha presentato il suo spettacolo-confessione in cui il divertimento fa presto posto al rito sacro e misterioso del fare teatro. -Silvia Poletti  

Da vero entertainer Olivier Dubois accoglie il pubblico del suo one man show My Body of coming forth my day con consumata nonchalance. Una coppa di champagne in una mano, una sigaretta nell’altra, in elegante abito nero ( comprato al Cairo ma di fattura turca, spiega), invita a prendere posto in uno spazio spoglio, che si apre come un cabaret e finirà per tramutarsi -alla fine dello spettacolo- in una sorta di altare sacrificale.

Perché è solo apparente la leggerezza di questo spettacolo,  sorta di gioco di società dove Olivier mette a disposizione del pubblico la memoria del suo corpo, che da metà anni 90 ha ‘introiettato’ il sapere e la lingua dei coreografi più disparati ( da Jan Fabre alla Sasha Walz, da Saporta a Preljocaj e-si scopre-addirittura Forsythe e Nureyev) ma che in verità nasconde ben altro. Dalle buste si estrae un titolo, da un altro un brano musicale – e Olivier chiede se vogliamo mantenere la musica originale del lavoro oppure modificarla ( io l’ho costretto a ballare un antico pezzo di Andy Degroat su un brano dei Doors). Il terzo spettatore che volta volta viene chiamato a scegliere cosa deve fare il nostro, è invece invitato a togliergli un capo di abbigliamento: procedimento che va avanti fino a lasciarlo, ovviamente, in mutande -ed è questa  la concessione più retriva all’ apparente atmosfera da villaggio-vacanza che l’artista francese dà alla sua performance/confessione. Del resto il gioco di alto/basso in cui coinvolge il pubblico, lo inserisce nel rituale cadenzato dalle buste e dalle confessioni che è disponibile a fare – un fischietto, passato di bocca in bocca, dà il segnale ogni volta a una domanda irriverente sulla sua vita di persona e di artista – fa pensare appunto ad una situazione pop, con punte trash. Tuttavia a ben guardare pian piano tutto va a confluire in una sorta di liturgia/rito in cui l’artista compie il proprio sacrificio per il pubblico.

Coreografo di poderosa visionarietà e spregiudicata inventiva, legato alla poetica del corpo nella sua possenza espressiva, Dubois è così consapevole del se-performante e così onesto nel darsi da mostrare con naturalezza infantile il fisico ormai pingue e le cangianti emozioni sul suo viso paffuto,non solo rievocando frammenti di coreografie ma anche emozioni da lui vissute in quel fare. In questa casuale collana di estratti cui piega il suo corpo, restituendo dove necessario rigore e pulizia di gesti, o enfasi e violenza viscerale ( passando nel nostro caso da una Saporta barocca alle grida di Jan Fabre) l’artista non mostra così solo i potenziali fisici e espressivi che il suo corpo ha incastonato in venti anni di carriera in una istrionesca e narcisistica esaltata autocelebrazione. Mostra piuttosto la forza assoluta del non detto, l’intensità di gesti che anche nella quotidianità potrebbero rivelarci molto di noi e degli altri: reclama rispetto, e ascolto delle emozioni anche minime, che non cogliamo, le fa riaffiorare dalla memoria – e attraverso di sé ce le fa rivivere:  basti pensare allo struggente lento su ‘Ti amo’ di Umberto Tozzi, ballato con una ragazza del pubblico, erotico, emozionante, avvolgente, sentimentale, intenso come il primo amore. Il tutto descritto dalla forza dell’abbraccio tra i due e dalla tensione dei corpi. E proprio questo ‘darsi totalmente ‘in pasto’ allo spettatore, mettendo a nudo non solo le carni ma soprattutto le pulsioni più intime, che fa trascendere il gioco di Olivier in un rito pagano contemporaneo dai furori dionisiaci, stemperati solo alla fine in un ballo da discoteca, in pellicciona e polvere d’oro, dove però la danza diventa definitivo contatto fisico con gli astanti, offerta della propria carne da percuotere o accarezzare, turbine dove mischiare i liquidi dei corpi come la collettiva vertigine dell’entusiasmo – in una manifestazione teatrale della Divina Follia.

Visto a Prato, Sala Campolmi dell’Istituto Culturale Lazzerini per Contemporanea Festival il 27 settembre 2018

foto Ilaria Costanzo

Com’è sacra la scapricciata confessione del danzatore Dubois

 

Work In progress

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Stasera in TV

Sabato 29 settembre, alle ore 21:00 su Radio Italia e RadioItaliaTV, in onda dal Teatro Creberg di Bergamo la 2ª edizione del «Concerto delle Stelle» organizzato dall’Accademia di Guardia di Finanza e Radio Italia, con Benji & Fede, Alessio Bernabei,Dolcenera, Giusy Ferreri, Anna Tatangelo, Umberto Tozzi Official e Italia Live Orchestra, accompagnati dall’Orchestra Filarmonica Italiana e dalla Banda Musicale del Corpo della Guardia di Finanza. Presentano Mauro Marino e Manola Moslehi
Info: http://ow.ly/zCX130lZJP8

 

 

ASCOLTI TV: A TEMPTATION LA STAR E’ BETTARINI

  giovedì 27 settembre 2018 03:38

BATTUTO GIGI PROIETTI.AMADUES-GREGGIO/HUNZIKER ALLA PARI.

 “Sono cresciuta, credimi sono cresciuta”.Noi le crediamo sulla parola, non sappiamo Bettarini che la sfida a rimanere perché “ti volevo vedere come tu potevi crescere e io ho visto i primi video in cui tu parli di me, delle cose che non vanno, che non vuoi un babbo”.”Io ho pianto tutti i giorni – replica Nicoletta – perché mi manchi come l’aria.Mi fai stare troppo male”. La discussione – piatto fortissimo e unico dei questa stagione di Temptation Island Vip – sale di tono, Nicoletta ricomincia a piangere,si dispera,  a Bettarini gli gonfia la giugulare.Imbarazzante vederli sotto lo sguardo, attonito e contrito, della conduttrice, che è stata moglie del Bettarini ed è la madre dei suoi figli.Nicoletta sbotta “Stefano mi fai schifo, io sto soffrendo tanto”. Ci va giù pesante, dunque. Gli fa schifo ma lo ama.Eh, l’amore manda proprio fuori di testa.E glielo ripete quando lui le  chiede di guardarlo negli occhi:”no, mi fai schifo”. E giù insulti, buffone, cretino, “questo il comportamento di un uomo di 46 anni, tu devi crescere, non io”.A casa Bettarini si va fuori a pranzo e e cena , tutti giorni:”tu che mi fai mangiare, i sofficini?”.Questo è un colpo tremendo,la Nicoletta vacilla. E Bettarini affonda il coltello nella piaga :”io non posso parlar bene di te”.La Ventura dopo 20 minuti ancora non ha aperto bocca.E poi dice:”Nicoletta, ti ho dato questi consigli – sii forte – perché un po’ lo conosco”.Dopo tutto questo la domanda fatidica della Ventura.”Allora Nicoletta, vuoi uscire da sola o con Stefano?” Uno si aspetta chissà che  e lei”con Stefano”.E parte “Ti amo”, di Umberto Tozzi.Lui tiene tutti sulle spine, ci pensa e poi:”si voglio uscire con Nicoletta perché la amo, è tutta la mia vita, non potrei stare senza di lei nemmeno un’ora”.C’è anche la benedizione della sacerdotessa Ventura che sorride e fa cenni con la testa di approvare.Abbracci e baci,Simona è commossa:”siamo contenti”. Noi pure.Certo che non ci abbiamo proprio niente di meglio da fare.Temptation, in crescita negli ascolti, si è permesso il lusso di battere Gigi Proietti.Che è a una svolta nelle indagini sull’omicidio del commissario Enrico Vella.Pezzi di verità cominciano a incastrarsi e abbiamo appreso sul finire di puntata che il commissario si vedeva di nascosto con la donna di un boss della mafia.Perché?Nel frattempo Proietti trova anche il modo di risolvere un cold case.Incastra colui che ha ucciso una ricercatrice archeologa, 5 anni primi,  per il cui omicidio si trovava in carcere a scontare una pena di 22 anni, un collega della vittima, che era innocente e si era sempre proclamato innocente.Martedì finale di stagione.

In Access Time curioso pareggio fra Amadeus e la coppia Hunziker-Greggio divisi soltanto da  6 mila spettatori.

Gran seguito per l’anticipo di campionato fra Inter e Fiorentina che è risultato essere il 3° programma più visto della serata nonostante fosse solo per abbonati Sky.

http://www.terninrete.it/Notizie-di-Terni/ascolti-tv-a-temptation-la-star-e-bettarini-484366

 

COSE DI FAMIGLIA: DOANA, IL NUOVO ALBUM, UN INVITO A RALLENTARE E AD ASCOLTARSI

Avatar di francy279SMS News Quotidiano

C’è bisogno di rallentare, fermarsi ed ascoltare, in questo tempo di frenesia, in cui tutto passa e va. Di questo racconta “Doana”, l’ultimo album di COSE DI FAMIGLIA, il duo composto dai fratelli Giacomo e Mauro Da Ros , che propone un sound “new folk” che si ispira a Mumford & Sons, Jack Savoretti e The lumineers ma con incursioni rock, funky e reggae. Il loro intreccio vocale invece ricorda Simon & Garfunkel, altra influenza importante per la loro musica.
10 tracce per un album che invita a  lasciare libero il pensiero dall’infinita quantità di informazioni, pressioni e frettolosi rapporti virtuali. Aiutati dal silenzio e dalla bellezza delle loro montagne (i Da Ros sono di Vittorio Veneto, in provincia di Treviso proprio ai piedi delle Prealpi), le “COSE DI FAMIGLIA” identificano nella natura la vera dimensione in cui sentirsi liberi e soprattutto autentici. Una soluzione che potrebbe apparire semplicistica …

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Premio Tenco 2018, Morgan: «È tutto quello che X Factor non potrà mai essere»

Il cantautore sarà alla manifestazione nelle vesti di “valletta anarchica”. E ha qualcosa da dire sui talent, su Asia Argento e sui suoi 6 album già pronti

È stata presentata stamattina a Milano la nuova edizione del Premio Tenco, la 42°, che si svolgerà a Sanremo il prossimo 18-19-20 ottobre.
Filo conduttore della manifestazione è “la migrazione”: «di uomini, di idee e della musica, per cogliere il fenomeno del cambiamento» dice lo storico presentatore Antonio Silva. E proprio per questo i vincitori di quest’anno sono personaggi che hanno esportato la musica e la cultura italiana all’estero. Zucchero, Adamo e il fondatore di Slow Food Carlo Petrini.

Tre giorni di manifestazione in cui si alterneranno sul palco oltre 24 artisti tra cui Elisa, Motta, Mirkoeilcane, Lo Stato Sociale, Willie Peyote. Poi masterclass per far conoscere i cantautori alle nuove generazioni: «continua la nostra battaglia per farli inserire all’interno dei programmi scolastici» precisa il produttore discografico Stefano Senardi.

Ma la vera star di questa edizione è Morgan, che per la prima volta parteciperà al Premio nelle vesti di co-conduttore. O di valletta anarchica, come preferisce definirsi lui stesso: «Era il mio sogno avere questo ruolo. Dieci anni fa ho fatto l’inviato Rai al Premio e ricordo bene quanto mi colpirono l’aspetto culturale e di protesta di questa manifestazione. Sanremo, in questi giorni di ottobre, è molto diversa da come si presenta a febbraio. Queste persone hanno conservato un sogno. E fanno musica».

Il suo scopo inoltre, è quello di far conoscere a più persone possibili un patrimonio artistico che rischia di venire dimenticato : «Sono rimasti pochissimi i cantautori della prima generazione ancora in vita. Bisogna fare vivere la loro musica, farli diventare nazionalpopolari. Il mio segreto è quello di imparare poco alla volta. Io di Gaber non so tutto, per questo vive per me».

Quando qualcuno gli chiede di X Factor, lui commenta così: «Il Premio Tenco è tutto quello che X Factor non potrà mai essere. I maestri e gli allievi passano insieme giorni incantati dove regna la musica. Questo è il vero talento. Se i talent fossero più intelligenti ci sarebbe musica più bella e il mercato sarebbe più florido. Invece, i prodotti sono scadenti e il mercato è depresso». Una situazione che secondo il cantautore è cambiata negli anni: «Nelle prime edizioni si lavorava bene. Ho portato in quel programma le canzoni di Tenco, Endrigo, Jannacci, Ultravox, Yes, Bob Dylan. Roba bella! Oggi sento solo i “successini” del momento, non c’è nessuno che abbia gusto musicale. In quei contesti non mi vogliono più perché penso alla musica, e dunque sono scomodo».

Smentita quindi in maniera assoluta la voce secondo la quale si sarebbe riproposto come giudice: «Nessuno mi ha chiamato, e io non ho chiamato nessuno. L’unico Sky a cui penso è Lucy in The Sky With Diamonds. E sulla decisione di X Factor di rimuovere Asia dal tavolo dei giudici precisa: «Di Asia non parlo, sono affari suoi. Ho rispetto delle persone a cui ho detto “ti amo”».

Morgan ha inoltre anticipato qualcosa in più sui suoi prossimi progetti: «Non è vero che Guccini non canta più. L’ho fatto cantare io, insieme ad altri 40 artisti, in un brano che si chiama Cantautore. Lo sentirete presto. In pratica ho chiamato tutti i cantautori che conosco, ma senza passare dai manager altrimenti non avrei combinato niente. Ci sono Gino Paoli, Calcutta, Enrico Ruggeri, Alice, Sergio Cammariere. Da alcuni ho ricevuto un “no”, tipo Venditti – che mi ha detto di non averci capito un cazzo – o Umberto Tozzi, che invece mi ha semplicemente detto che non gli piaceva l’idea. Ci saranno un sacco di versioni differenti di questo brano. Vorrei che le persone potessero scegliere sul mio sito quella che preferiscono sentire».

 L’ultima pubblicazione firmata Morgan è Italian Songbook Volume 2, del 2012: «Sono libero dagli obblighi di pubblicazione imposti dalle discografiche, e sono felice. Ho un sacco di roba pronta, almeno sei album. Si chiamano MS e ognuno ha un tema: ci sono Musica SocialeMusica SentimentaleMusica da Stadio – che piace molto a Calcutta – , Musica StranieraMusica Sinfonica e Musica Scritta. Li farò uscire online, sul mio sito. Io li pubblico e se li vuoi ti abboni. Potrei fare uscire ogni giorno un prodotto della mia creatività. Facendo in questo modo evito i banner, i cookie e tutte quelle pubblicità che hanno reso Internet un posto del cazzo. Io ragiono e produco così».

Per ora nessuna data certa, ma fa intendere che le prime cose potrebbero uscire subito dopo il Premio Tenco. Sempre che non si appassioni troppo al ruolo di valletta.

https://www.rollingstone.it/musica/news-musica/premio-tenco-2018-morgan-e-tutto-quello-che-x-factor-non-potra-mai-essere/429633/#Part2

Bergamo, un successo il “Concerto delle stelle”

Di Redazione24 settembre 2018

Bergamo, un successo il “Concerto delle stelle” (foto)

Umberto Tozzi al “Concerto delle stelle”

 

BERGAMO — E’ stato un successo il “Concerto delle stelle”, organizzato a Bergamo dall’Accademia della Guardia di Finanza, in collaborazione con Radio Italia solomusicaitaliana.

All’evento sono intervenuti Benji & Fede, Alessio Bernabei, Dolcenera, Giusy Ferreri, Anna Tatangelo, Umberto Tozzi, Nina Zilli e Italia Live Orchestra. Tutti gli artisti si sono esibiti accompagnati dall’Orchestra Filarmonica Italiana, insieme alla banda musicaledella Guardia di Finanza dirette, rispettivamente, da Bruno Santori e dal colonnello Leonardo Laserra Ingrosso. Una band composta da sottotenenti ha inoltre interpretato una versione di “Che fantastica storia è la vita” – la celebre canzone di Antonello Venditti – personalizzata nel testo con riferimenti alla loro scelta di entrare in Accademia.

Hanno condotto la serata gli speaker di Radio Italia Manola Moslehi e Mauro Marino, insieme ad alcuni Sottotenenti del 3° anno di Accademia, che durante lo spettacolo, hanno interagito con gli artisti illustrando la finalità solidale dell’evento e le esperienze del loro percorso formativo.

La manifestazione ha voluto celebrare, con la stelletta rappresentativa del grado di Sottotenente, la nomina ad ufficiale degli allievi del ruolo normale del 116° Corso – comparto ordinario «Dobrej IV» e del 15°
Corso – comparto aeronavale «Cigno».

L’evento, realizzato grazie all’apporto di numerosi sostenitori operanti nel territorio orobico, mira a raccogliere fondi a favore di Special Olympics Italia, associazione che favorisce lo svolgimento di un programma internazionale di allenamento sportivo e competizioni atletiche per le persone, ragazzi e adulti, con disabilità intellettiva e si inserisce nell’alveo delle iniziative solidali che l’Accademia promuove per sostenere, in modo tangibile, le numerose associazioni di volontariato del territorio bergamasco.

Con i fondi raccolti, la Onlus svilupperà sul territorio orobico il “Progetto Scuola”, ideato per favorire l’inclusione degli studenti con disabilità intellettiva coinvolgendoli in attività di gioco e sport già nella primissima infanzia con lo Young Athletes Program (per bambini da 2 a 7 anni).

Sanremo 2019 – Componi il cast

Sanremo2019 - SemifinaleUomini

Sanremo 2019, componi il cast: Semifinale Uomini – SONDAGGIO

Dopo aver terminato le qualificazioni, si prosegue con la seconda fase per eleggere il cast ideale del prossimo Festival, scelto dai lettori di RecensiamoMusica

Chi vorresti vedere in gara al prossimo Festival della canzone italiana? E’ questo il quesito che da settimane poniamo ai nostri visitatori. Eccoci giunti al giro di boa del nostro viaggio destinazione città dei fiori, con nuovi sondaggi volti a decretare il cast ideale di Sanremo 2019 eletto dal popolo del web. Attraverso il vostro insindacabile giudizio, dunque, scopriremo i nomi degli artisti che vorreste rivedere sul palco del Teatro Ariston il prossimo febbraio

In questo nuovo appuntamento, vi chiediamo di esprimere la vostra preferenza su quali artisti uomini, tra quelli che hanno già partecipato alla kermesse e hanno superato la prima fase di qualificazione di questo contest, vorreste rivedere in gara tra: Alan Sorrenti, Biagio Antonacci, Caparezza, Daniele Groff, Daniele Silvestri, Diodato, Enrico Nigiotti, Ermal Meta, Eros Ramazzotti, Fabrizio Moro, Francesco Gabbani, Francesco Renga, Gianluca Grignani, Jovanotti, Il Cile, Irama, Lorenzo Fragola, Luca Dirisio, Marco Carta, Marco Masini, Marco Mengoni, Massimo Di Cataldo, Max Gazzè, Michele Bravi, Neffa, Nek, Niccolò Fabi, Paolo Meneguzzi, Raf, Raige, Renato Zero, Red Canzian, Riccardo Sinigallia, Samuele Bersani, Sergio Cammariere, Scialpi, Tony Maiello, Ultimo, Umberto Tozzi, Valerio Scanu, Vasco Rossi e Zibba. Si potrà votare fino alla mezzanotte di sabato 29 settembre. Domenica prossima ci sarà la terza e ultima semifinale in cui si sfideranno gli outsider, ossia gruppi e debuttanti. Buona musica a tutti!

Quale ritorno maschile vorresti a Sanremo 2019? (si possono esprimere massimo 5 voti per utente, passano il turno i 15 artisti con più preferenze)

Clicca qui sotto per votare UMBERTO TOZZI.

Sanremo 2019, componi il cast: Semifinale Uomini – SONDAGGIO

 

Musikanten – I The Giornalisti hanno stancato

thegiornalisti

 23 Set.

di Enzo Bollani – Continua inesorabile l’ascesa dei The Giornalisti, stavolta un po’ tanto Umberto Tozzi, solitamente Vasco Rossi e talvolta Luca Carboni. Un pot pourri, per dirla alla Mike mentre intervista Vasco, di cose che esistevano già. Solo che, quelle che esistono già, suonano molto meglio.
So di non essere l’unico e nemmeno il primo, a parte quelli che, di costoro, devono parlarne bene per forza, ma vorrei capire perché debba subire così tanto cotanta saccenza, presunzione e sicumera, quando vado al bar nemmeno più a prendere un caffè, perché il timbro vocale mi irrita e finirei per prendere il dolcificante al posto dello zucchero.
Trovo la stessa utilità del dolcificante, in certi passaggi banali, cioè tutti. Avevo già scritto che dare della puttana alla felicità non fosse proprio il massimo, e che non fosse per nulla moderno.
Lo avevo detto all’inizio dell’estate, e lo confermo nel primo giorno d’autunno. E ancora mi domando, a voce alta: “Ma di chi sono amici, questi?” No perché la bella canzone d’altri tempi la imparavi in una volta, e mi sta bene che uno sia ruffiano e voglia continuare persino a dirsi Indie.
Ma c’è un limite a tutto. Allora, già che ci sei, chiama il singolo “New York New York”, e specifica che l’inciso è un mix di “Perdendo Anna”, di Umberto Tozzi e Giancarlo Bigazzi, e sticazzi. Visto che sono persino romani. Avrei un titolo per il disco: “Un plagio dopo l’altro”. Basta, mi sembra di essere la brutta copia di Michele Monina, con la differenza che però sono molto più bello. Quasi quasi, mi faccio uno shampoo.