Venerdì, 30 Ottobre 2020 h. 20:30
Via Monte Ortigara 30, Milan, Italy

Gli eventi possono essere cancellati o rinviati a causa del coronavirus.
" per tutti quelli cresciuti a latte e Tozzi" by belaire e gnaro
Venerdì, 30 Ottobre 2020 h. 20:30
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C’è un luogo magico nel prestigioso quartiere londinese di South Kensington costruito e concepito per la musica: la Royal Albert Hall.https://tpc.googlesyndication.com/safeframe/1-0-37/html/container.html
Costruita in epoca vittoriana, la Royal Albert Hall nel corso degli anni ha ospitato una miriade di concerti di tutti i generi musicali, anche se il pop e il rock l’hanno sempre fatta da padroni.
La lista di stelle di prima grandezza che si sono esibite qui è lunghissima. Ve ne diciamo solo alcuni: Led Zeppelin, Queen, Dire Straits, Jimi Hendrix, Bob Dylan, BB King, Cream, Deep Purple, David Gilmour, Elton John solo per citarne alcuni. Inoltre la Royal Albert Hall di Londra può vantare di essere l’unico luogo in cui Beatles e Rolling Stones hanno suonato allo stesso concerto, nel 1963.
Eric Clapton ci ha suonato più di 200 volte, tanto da paragonare l’esperienza a “suonare in salotto”. La sua prima esibizione risale al dicembre del 1964, con gli Yardbirds, seguita poi da diversi concerti con i Cream e da solista. Il live numero 200 risale al 2015.
Nutrita anche la schiera di artisti italiani che hanno avuto l’opportunità di suonare alla Royal Albert Hall: Luciano Pavarotti, Tiziano Ferro, Umberto Tozzi, Il Volo, Ligabue, Laura Pausini, Claudio Baglioni e Zucchero Fornaciari, che vi ha suonato per ben sei volte dal 2004 ad oggi.
Il fascino di questa sala da concerti trae origine dalla sua storia e tradizione: nel 1851 il consorte della regina Vittoria, il principe Alberto, concepì la sua costruzione, ma non ebbe modo di vederla realizzata. Morì infatti nel 1861, dieci anni prima della sua inaugurazione. In principio il nome dell’edificio sarebbe stato Central Hall of Arts and Sciences, ma la Regina Vittoria optò per il nome attuale, in memoria del marito scomparso.
L’opera venne portata caparbiamente a compimento dagli ingegneri di corte, che presero spunto dall’architettura degli anfiteatri romani. La posa della prima pietra avvenne nel 1867, l’inaugurazione nel 1871, alla presenza della regina Vittoria.
Il progetto originale prevedeva una capienza di 30.000 posti, che vennero ridotti a 7000 per ragioni economiche. Oggi la capienza risulta ulteriormente ridotta (5500 posti) per motivi di sicurezza.
L’edificio è a pianta ovale e misura 82 metri per 71 e 41 in altezza ed è costruito con sei milioni di mattoni rossi, sormontati da una cupola inizialmente in ferro e vetro, poi in alluminio.
Il giorno dell’inaugurazione si scoprì che la copertura provocava una fastidiosa eco: fino al 1969 la musica, in pratica, si sentiva due volte. A questo problema si pose rimedio installando del materiale isolante che ne migliorò l’acustica, per l’imponente cifra di due milioni di sterline.
Il centro della scena è tutto dedicato al grande organo, che all’epoca della sua costruzione era il più grande d’Europa, con i suoi centoundici registri e le canne di 32 piedi reali.
Dal punto di vista economico, la Royal Albert Hall è mantenuta da una fondazione che si autofinanzia, senza alcun aiuto di Stato. Fino al 1985 chi lavorava alla Royal Albert Hall a Kensington era volontario e non veniva pagato, ricevendo in cambio biglietti gratuiti per gli eventi.
La sospensione degli eventi live a causa della pandemia di Covid-19 ha messo in serie difficoltà l’equilibrio finanziario della Hall.
Oltre ai concerti la Royal Albert Hall ha ospitato eventi di beneficenza, premiazioni, e perfino balli reali per incoronazione di monarchi. Ogni anno il Cirque du Soleil propone i suoi spettacoli a partire dal 2003. C’è spazio anche per lo sport: la Royal Albert Hall ospita un suggestivo torneo di tennis riservato a vecchie glorie della racchetta, l’ ATP Champions Tour Masters.
Salvatore Leo – Onda Musicale
Si è concluso il sondaggio lanciato dalle radio italiane che ha omaggiato i 45 anni della radio indipendente italiana.
APPROFONDISCI: Scheda artistaTour&ConcertiTesti

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Lo scorso 18 maggio un pool di 17 emittenti italiane – per festeggiare i 45 anni dalla nascita della prima radio libera nel nostro Paese – lanciò il format ‘I love my radio’ invitando gli ascoltatori a scegliere quale fosse, a parer loro, la canzone italiana più rappresentativa dal 1975 al 2019 compreso, indicando la canzone da un elenco di brani preselezionato, una per ogni anno a partire, per l’appunto, dal 1975.
Ieri sera è stato svelato il nome della canzone vincitrice, questa è “Albachiara” di Vasco Rossi. Il brano venne pubblicato dal cantautore emiliano sul lato B dell’album “Non siamo mica gli Americani” il 30 aprile 1979. Praticamente da sempre “Albachiara” è il brano che chiude i concerti di Vasco. Il Kom prese spunto per la sua composizione da una melodia composta dallo scomparso Massimo Riva, mentre il testo gli è stato ispirato da una ragazzina che vedeva passare dalla finestra di casa.
Il podio del maxi sondaggio è stato completato da “A te” di Jovanotti, che ha occupato la seconda posizione mentre al terzo posto si è posta “La donna cannone” di Francesco De Gregori.
A seguire l’elenco dei brani:
1975 Claudio Baglioni – Sabato Pomeriggio
1976 Riccardo Cocciante – Margherita
1977 Umberto Tozzi – Ti Amo
1978 Lucio Battisti – Una Donna Per Amico
1979 Vasco Rossi – Albachiara
1980 Gianni Togni – Luna
1981 Franco Battiato – Centro Di Gravità Permanente
1982 Loredana Bertè – Non Sono Una Signora
1983 Francesco De Gregori – La Donna Cannone
1984 Antonello Venditti – Notte Prima Degli Esami
1985 Eros Ramazzotti – Una Storia Importante
1986 Lucio Dalla – Caruso
1987 Zucchero – Senza Una Donna
1988 Massimo Ranieri – Perdere L’amore
1989 Raf – Ti Pretendo
1990 Pooh – Uomini Soli
1991 Pino Daniele – Quando
1992 Luca Carboni – Mare Mare
1993 Laura Pausini – La Solitudine
1994 883 – Come Mai
1995 Ligabue – Certe Notti
1996 Articolo 31 – Domani
1997 Nek – Laura Non C’è
1998 Biagio Antonacci – Quanto Tempo E Ancora
1999 Luna Pop – 50 Special
2000 Tiromancino – Due Destini
2001 Elisa – Luce (Tramonti A Nord Est)
2002 Daniele Silvestri – Salirò
2003 Giorgia – Gocce Di Memoria
2004 Tiziano Ferro – Sere Nere
2005 Negramaro – Estate
2006 Gianna Nannini – Sei Nell’anima
2007 Fabrizio Moro – Pensa
2008 Jovanotti – A Te
2009 Malika Ayane – Come Foglie
2010 Cremonini E Jovanotti – Mondo
2011 Fabri Fibra – Tranne Te
2012 Arisa – La Notte
2013 Marco Mengoni – L’essenziale
2014 Fedez Ft Francesca Michielin – Magnifico
2015 Baby K & Giusy Ferreri – Roma Bangkok
2016 Max Gazzè – Ti Sembra Normale
2017 Francesco Gabbani – Occidentali’s Karma
2018 Thegiornalisti – Questa Nostra Stupida Canzone D’amore
2019 Mahmood – Soldi
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MARCO MASINI
DA VENERDÌ 9 OTTOBRE IN RADIO
“La parte chiara”
contenuto nell’album
“MASINI +1, 30TH ANNIVERSARY”
Da venerdì 9 ottobre sarà in radio “LA PARTE CHIARA”, singolo che sarà accompagnato dal videoclip con la regia di Stefano Salvati.
Il brano è contenuto nell’album “MASINI +1, 30TH ANNIVERSARY” (https://SMI.lnk.to/Masini_30Anniversary), perfetta celebrazione di 30 anni di musica di Marco Masini, un artista capace di raccontare il mondo senza retorica, con un linguaggio estremamente diretto ed espressivo unito a una sensibilità toccante ed empatica, che arriva dritta al cuore delle persone.
Nell’album sono contenuti, 15 grandi successi dell’artista reinterpretati con colleghi e amici e 4 brani inediti, tra cui il singolo presentato all’ultimo Festival di Sanremo, “Il confronto”.
Alcuni dei più importanti artisti del panorama musicale italiano hanno deciso di festeggiare con Marco la sua fantastica carriera, prestando le loro voci e duettando con lui nel disco: Eros Ramazzotti, Giuliano Sangiorgi, Ermal Meta, Umberto Tozzi, Ambra Angiolini, Luca Carboni, Francesco Renga, Modà, Nek, Gigi D’Alessio, Jovanotti, Annalisa, Bianca Atzei, Giusy Ferreri, Fabrizio Moro, Rita Bellanza.
Questa la tracklist di “MASINI +1, 30TH ANNIVERSARY” (Sony Legacy): Il confronto (inedito); La parte chiara (inedito), Non è così (inedito); Disperato – feat. Eros Ramazzotti; Ci vorrebbe il mare – feat. Giuliano Sangiorgi; Cenerentola innamorata – feat. Ermal Meta; Perché lo fai – feat. Umberto Tozzi; Ti vorrei – feat. Ambra Angiolini; Vaffanculo – feat. Luca Carboni; T’innamorerai – feat. Francesco Renga; Bella stronza – feat. Modà; Principessa – feat. Nek; Lasciaminonmilasciare – feat. Gigi D’Alessio; L’uomo volante – feat. Jovanotti; Io ti volevo – feat. Annalisa; Che giorno è – feat. Bianca Atzei; Spostato di un secondo – feat. Giusy Ferreri; Tu non esisti – feat. Fabrizio Moro; Fra la pace e l’inferno (inedito) – feat. Rita Bellanza.
Nel 1990 usciva nei negozi “Marco Masini”, l’omonimo primo album dell’artista toscano che nel corso degli anni ha pubblicato undici album in studio rimasti nel cuore degli italiani. Indimenticabili anche singoli come “T’innamorerai”, “Bella Stronza”, “Ci vorrebbe il mare”, “L’uomo volante”, “Raccontami di te” o, ancora, “Spostato di un secondo”, brano con cui ha partecipato al Festival di Sanremo nel 2017.
by: https://www.earone.it/news/marco_masini_la_parte_chiara_radio_date_09_10_2020_45222600/
ANSA) – ROMA, 02 OTT – Tornare a incontrare dal vivo il proprio pubblico, dopo questi lunghi mesi in cui il mondo intero è rimasto sospeso, e fare un piccolo passo per far ripartire la musica. Umberto Tozzi torna live a dicembre con dei concerti speciali intitolati “Songs” nei teatri di alcune delle principali città italiane, iniziando con 3 appuntamenti nella sua città, Torino, per poi arrivare anche a Bologna e Milano.

Songs” sarà anche un importante debutto per Umberto Tozzi: per la prima volta in 45 anni di carriera porterà in giro uno show completamente acustico. Il pubblico avrà la possibilità di ascoltare i suoi più grandi successi e alcune canzoni che non sono mai state eseguite in concerto, chicche del suo repertorio, recuperate per l’occasione, a cui verrà data una nuova veste acustica.
Queste le prime date del tour: 4 dicembre: Torino – Teatro Colosseo; 5 dicembre: Torino – Teatro Colosseo; 6 dicembre: Torino – Teatro Colosseo; 14 dicembre: Bologna – Europauditorium; 17 dicembre: Milano – Teatro Dal Verme. (ANSA).
Umberto Tozzi : torna dal vivo a dicembre con “Songs”, dei concerti speciali in acustico nei teatri di alcune delle principali città italiane!04 dicembre: Torino – Teatro Colosseo 05 dicembre: Torino – Teatro Colosseo 06 dicembre: Torino – Teatro Colosseo 14 dicembre: Bologna – Europauditorium 17 dicembre: Milano – Teatro Dal Verme
Biglietti in prevendita dalle ore 16:00 di lunedì 5 ottobre su TicketOne e nei punti vendita abituali dalle ore 11:00 di lunedì 12 ottobre

· Finalmente ci siamo, si torna a suonare!!! Siete mancati tantissimo , a Dicembre sarò in tour per la prima volta nella mia carriera in acustico …tra poco vi annunceremo le date ! #umbertotozzi#acustictour#songs#live#tourFriends and Partners – Concerti ed eventiMomy Records
-RDS 100% Grandi Successi
-Radio Deejay
-Radio Italia solomusicaitaliana
-Radio 105
-Radio KissKiss
-Rai Radio2
-Radio24
-R101
-Radio Subasio
-Radio Capital
-Radio Monte Carlo
-Radiofreccia
-Radionorba
-Radio Bruno
-Radio Zeta
Il 1977 è l’anno in cui si afferma Renato Zero con canzoni come “Mi vendo” e “Il cielo”.
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Articolo di Paolo Panzeri
Nella giornata di oggi Renato Fiacchini, meglio conosciuto con il nome d’arte di Renato Zero, festeggia i settanta anni e li festeggia come meglio non potrebbe. Proprio oggi, infatti, pubblica il primo capitolo di una trilogia intitolata ‘Zerosettanta’ (leggi qui la nostra recensione) che avrà le sue prossime appendici il 30 ottobre e il 30 novembre. Renato ha un ruolino di marcia artistico-lavorativo del tutto invidiabile, ha infatti, per cinque decenni, conquistato la posizione numero uno nella classifica di vendita. Tra i traguardi che lo attendono nel nuovo decennio, seppur, forse, di un’importanza relativa, anche quello di essere numero in sei decenni.Cd RENATO ZERO – Zerosettanta Vol.3 (Masterbook Box Con Alloggio per 3 Cd)19.99 EURAcquistalo suhttps://www.youtube.com/embed/orC7ZcWulXY?enablejsapi=1&origin=https%3A%2F%2Fwww.rockol.it&widgetid=1
La carriera discografica del cantautore romano ha inizio – intendendo con gli album – nel 1973 con “No! Mamma no!” seguito, l’anno successivo, da “Invenzioni”. La terza prova, “Trapezio” (leggi qui la recensione), è quella che, dopo anni di gavetta, gli spalanca le porte della notorietà. Nel 1977, con il suo quarto disco, “Zerofobia”, i tempi sono finalmente maturi per conoscere da vicino un successo che, da lì in poi, non lo ha più abbandonato. Canzoni quali “Il cielo”, “Mi vendo”, “Morire qui”, “Sgualdrina” che è la cover italiana di “Dreamer” della band inglese dei Supertramp, formano lo scheletro del disco e sono ancora oggi tra le canzoni più amate dai fan.https://www.youtube.com/embed/IKCIu7rb5eQ?enablejsapi=1&origin=https%3A%2F%2Fwww.rockol.it&widgetid=2https://www.youtube.com/embed/JnjnVvOB7X4?enablejsapi=1&origin=https%3A%2F%2Fwww.rockol.it&widgetid=4
Il 1977, l’anno in cui esplode – nel senso positivo del termine – Renato Zero è associato nel campo musicale alla affermazione del movimento punk in Gran Bretagna, mentre in casa nostra purtroppo si era nel pieno degli anni di piombo. E se oggi negli Stati Uniti si è in attesa di conoscere quale sarà, tra poco più di un mese, il prossimo presidente, nel 1977 si insediò alla Casa Bianca Jimmy Carter. A New York viene aperto il tempio della ‘disco music’, lo Studio 54, ed è indubbio che echi delle sonorità ‘disco’ si ritrovano anche in “Zerofobia”.https://www.youtube.com/embed/Ehss84QOGu0?enablejsapi=1&origin=https%3A%2F%2Fwww.rockol.it&widgetid=6
In Italia quell’anno Lucio Battisti pubblica l’album “Io tu noi tutti” con il singolo “Amarsi un po’/Sì viaggiare” che si distingue come il più venduto di tutti. Il cantautore napoletano Pino Daniele debutta con “Terra mia”, esce inoltre il settimo album di Lucio Dalla “Com’è profondo il mare”, Claudio Baglioni con “Solo”, ed è anche l’anno di “E’ nell’aria…ti amo” di Umberto Tozzi. C’erano anche i Pooh di “Rotolando respirando” e del singolo “Dammi solo un minuto” e “La pulce d’acqua” di Angelo Branduardi. Il disco più venduto nel nostro paese nel 1977 fu “Burattino senza fili”, concept ispirato al Pinocchio di Carlo Collodi, di Edoardo Bennato. Tra tutte queste uscite si fece onore “Zerofobia” che raggiunse, al suo massimo, il quinto posto della classifica di vendita. La via era tracciata, nel 1978 Renato Zero pubblicò “Zerolandia” ed allargò ulteriormente il numero dei suoi tifosi.https://www.youtube.com/embed/Wb5pqNIDcaM?enablejsapi=1&origin=https%3A%2F%2Fwww.rockol.it&widgetid=8
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| “Gloria, chiesa di campagna, acqua nel deserto, lascio aperto il cuore Scappa senza far rumore dal lavoro e dal mio letto Dai gradini di un altare, t’aspetto Gloria” ![]() Adamo mi parli del brano Gloria? Era l’estate del 1979 quando nelle radio italiane cominciò ad essere trasmesso questo brano che diverrà uno dei veri e propri successi internazionali di Umberto Tozzi. Scritta a quattro mani con Giancarlo Bigazzi, fu arrangiata da Greg Mathieson, già collaboratore dei Beatles. Fu un successo vero? Tratto dall’album omonimo il 45 giri con etichetta CGD ottenne sette dischi di platino e un disco d’oro per un totale di circa 700.000 copie in Italia. Ebbe un grosso riscontro internazionale raggiungendo le prime posizioni in Belgio, Francia, Spagna, Svizzera, Austria e Germania rendendo questa canzone una delle più conosciute nel mondo per un totale di 29 milioni di copie in tutto il mondo. Leggevo a proposito un aneddoto del critico di musica del Corriere della Sera Mario Luzzato Fegiz… Esatto, il giornalista raccontò che il grande direttore d’orchestra Von Karajan interruppe un’intervista per ascoltare Tozzi alla radio. Successivamente fu la London Symphony Orchestra a concedere a “Gloria” l’onore di una trasposizione sinfonica di grande effetto. Il testo? La canzone con un incedere ritmico travolgente è un fresco inno alla donna amata, con un testo giocato su libere associazioni “Gloria, chiesa di campagna Acqua nel deserto, lascio aperto il cuore Scappa senza far rumore dal lavoro e dal mio letto Dai gradini di un altare, t’aspetto Gloria” e la doppia valenza semantica del nome Gloria, inteso sia come sostantivo, sia come nome di donna: «…per me che senza gloria, con te nuda sul divano faccio stelle di cartone pensando a Gloria.» Cover? Gloria è stata oggetto di numerose rivisitazioni nel corso del tempo. Nel 1982 fu realizzata una celebre versione da Laura Branigan che raggiunse la seconda posizione nella Billboard Hot 100. Il brano fu cantato in inglese dalla Branigan, con testo curato da Trevor Stanley Veitch, che otterrà anche il primo posto nella classifica dei singoli americana “Cash Box”. Risultato prestigioso, riuscito solo ad un altro italiano: Domenico Modugno con Nel blu dipinto di blu. Gloria è stata cantata in spagnolo dallo stesso Umberto Tozzi, mentre la cantante Sheila interpretò nel 1982 Glori Gloria, la versione francese. Lena Valaitis (1982) e Tanja Lasch (2011) interpretarono la versione in tedesco. Una versione in olandese fu cantata da Jo Vally nel 2012. Con testo in svedese di Ingela Forsman è stata interpretata, nel 1983, da Carola Häggkvist. Versioni strumentali del brano furono interpretate assieme alle loro orchestre da Paul Mauriat (1979) e da Franck Pourcel (1980). Nel 2013 Martin Scorsese la sceglie come sottofondo per una scena del suo film The Wolf of Wall Street. Umberto Tozzi era reduce già da altri successi… Come già in “Ti amo”, e “Tu”, il nome “Gloria” viene utilizzato come un suono, dà la cadenza al brano e lo trascina. E proprio come “Ti amo” rompeva la scansione (“Tiamoti – amo”), qui il suono viene proposto in due modi diversi: “Glo-ria, Glo-ri-a”. Chi era Umberto Tozzi al tempo? Il debutto da solista avvenne nel 1976, con l’album Donna amante mia, comprendente nove canzoni, tra cui il brano Io camminerò, che Tozzi aveva scritto qualche mese prima per Fausto Leali e l’omonimo brano Donna amante mia. Il vero successo arrivò l’anno dopo con la canzone Ti amo, brano che vinse il Festivalbar e rimase al primo posto dei singoli più venduti in Italia senza interruzioni dal 23 luglio al 22 ottobre dello stesso anno con otto milioni di dischi venduti in tutto il mondo. Nel 1978, uscì Tu, la canzone che dà il titolo al terzo album del cantautore torinese. Nel 1979 uscì appunto, Gloria, che, da subito, come detto occupò il primo posto nelle classifiche europee. ![]() TESTO Gloria Manchi tu nell’aria Manchi ad una mano Che lavora piano Manchi a questa bocca Che cibo più non tocca E sempre questa storia Che lei la chiamo Gloria Gloria sui tuoi fianchi la mattina nasce il sole Entra odio ed esce amore dal nome Gloria Gloria Manchi tu nell’aria Manchi come il sale Manchi più del sole Sciogli questa neve Che soffoca il mio petto T’aspetto Gloria Gloria (Gloria) Chiesa di campagna (Gloria) Acqua nel deserto (Gloria) Lascio aperto il cuore (Gloria) Scappa senza far rumore Dal lavoro del tuo letto Dai gradini di un altare Ti aspetto Gloria Ah ah ah ah ah Gloria Per chi accende il giorno E invece di dormire Con la memoria torna A un tuffo nei papaveri In una terra libera Per chi respira nebbia Per chi respira rabbia Per me che senza Gloria Con te nuda sul divano Faccio stelle di cartone Pensando a Gloria Gloria Manchi tu nell’aria Manchi come il sale Manchi più del sole Sciogli questa neve Che soffoca il mio petto T’aspetto Gloria Gloria (Gloria) Chiesa di campagna (Gloria) Acqua nel deserto (Gloria) Lascio aperto il cuore (Gloria) Scappa senza far rumore Dal lavoro del tuo letto Dai gradini di un altare Ti aspetto Gloria Compositori: Edmund K. Choi Testo di Gloria © Warner Chappell Music, Inc ![]() Gloria/Aria di lei Artista Umberto Tozzi Tipo album Singolo Pubblicazione 1979 Durata 4:04 Album di provenienza Gloria Genere Pop Etichetta CGD Produttore Umberto Tozzi Certificazioni originali Dischi di platino 7 Certificazioni FIMI (dal 2009) Dischi d’oro Italia Italia[1] (vendite: 25 000+) ![]() ![]() ![]() |