Dal Liceo Classico Galileo (FI)

ALLA SCUOLA
Umberto Tozzi, concerto live streaming da Monte Carlo

di fcosenza (Medie Superiori) scritto il 21.04.21

Sabato 10 aprile Umberto Tozzi era in concerto dallo Sporting di Monte Carlo (Salle des Étoiles), in diretta streaming sul suo sito ufficiale. Per la prima volta in 44 anni di carriera ha portato in scena uno show completamente acustico, per la regia di Roberto Cenci. I proventi sono devoluti in favore dei suoi musicisti e del suo staff tecnico, che da oltre un anno sono rimasti senza lavoro a causa della pandemia. Oltre alle canzoni che non possono mai mancare (“Ti amo”, “Tu”, “Gloria”, “Qualcosa qualcuno”, “Notte rosa”, “Gli altri siamo noi”), il cantautore torinese ha recuperato delle vecchie perle rimaste incastonate nei vari album e mai proposte dal vivo. Titoli che a molti non diranno niente, ma che noi tozziani doc consideriamo dei piccoli capolavori. A cominciare da “Gesù che prendi il tram”, che descrive la vita di un operaio, per poi passare alla recente e allegra “Come stai”, fino ad arrivare a “Gabbie”, una profonda riflessione sul tema delle carceri. C’erano anche altri notevoli successi: “A cosa servono le mani”, “Gente di mare”, “Donna amante mia”, “Dimentica dimentica”, “Lei”, “Eva”, “Tu sei di me” e “Si può dare di più”. Curioso come in scaletta mancasse “Stella stai”. Insieme all’artista c’erano Elisa Semprini al violino e ai cori, Daniele Leucci alle percussioni e Gianni “Yanez” Vancini al sassofono. A fine concerto, noi che avevamo acquistato il biglietto Vip siamo stati un’ora e un quarto in videochiamata su Google Meet con Umberto e Gianluca, suo figlio e manager. Eravamo in 57, quindi ognuno di noi aveva a disposizione pochi minuti per parlare con Umberto. Purtroppo la connessione da Monte Carlo era pessima, infatti Umberto usciva troppo spesso dalla chiamata… Ciò nonostante, anch’io ho avuto il mio momento di “Gloria” con lui: gli ho detto che sono un fan accanito del suo repertorio, gli ho mostrato i biglietti per il concerto “Raf Tozzi” a Firenze di fine anno e gli ho chiesto se si ricordasse “Nemico alcool”, un suo vecchio motivo. La serata è stata densa di emozioni, ho assistito al concerto del mio cantante preferito e ho avuto l’onore di chiacchierare con lui anche solo per un paio di minuti e di fargli presente tutta la mia ammirazione nei suoi confronti. Il concerto con Raf a Firenze è nell’aria… perché “nell’aria c’è polline di te”!

https://scuola.repubblica.it/toscana-firenze-lcgalileo/2021/04/21/umberto-tozzi-concerto-live-streaming-da-monte-carlo/

#gloriaumbertotozzi


lennaard.nl

2021 is off to a shaky start. When all else fails, just sing as loud as you can! Titanium by Sia and Gloria by Umberto Tozzi are my favorites in troubled times.

All my friends are dead – Recensione della nuova dark comedy di Netflix

Primo dell’anno, un giovane detective al suo primo caso aspetta in trepidazione il suo cinico e navigato collega. Dietro di lui la casa dove, qualche ora prima, si è consumato un autentico massacro. Disponibile su Netflix a partire dal 3 febbraio 2021, le premesse di all my friends are dead sono buone, e lo spettatore si trova catapultato in una tragicomica carneficina da ricostruire. La partenza è frizzanteaccattivante: la violenza viene subito messa in scena ma non disturba, poiché volutamente paradossale e saggiamente smorzata da un puntuale cinismo. Purtroppo, dopo il buon inizio, il film cambia repentinamente di registro, confezionando un pacchetto insipido, dal sapore inespresso. Vediamo perché.

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All my friends are dead, qualcosa è andato storto

Entrati nell’abitazione, si staglia di fronte agli occhi degli agenti uno scenario bizzarro, inverosimile ma altrettanto convincente: una banale festa nella sera di San Silvestro, divenuta un teatro di guerra. Cadaveri di ragazzi ovunque, morti nella maniera più disparata. C’è chi è stato freddato, chi è morto per asfissia, chi è sul pavimento fulminato, chi viene ritrovato impiccato con le luminarie di natale. Il tutto condito da pareti imbrattate di sangue, porte sfondate a colpi d’accetta e interiora che bisogna stare attenti a non calpestare. Una serata tranquilla, insomma.

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“Qualcosa è andato storto”È la frase con cui il detective anziano cassa in modo approssimativo le indagini davanti a questo scempio; e va bene così. Si capisce subito che il motore del film non sarà l’analitica ricostruzione dell’accaduto, ma la curiosità divertita di vedere come tutto questo sia potuto accadere, a prescindere da qualsiasi colpevole o movente. Questo approccio ironico e disilluso funziona molto, ed è un peccato constatare come le dinamiche tra gli agenti non siano state sfruttate maggiormente.https://www.youtube.com/embed/wbLEZBDJdak?feature=oembed

Una comicità stereotipata che non convince

Comincia il flashback e cominciano i guai, in tutti i sensi. Torniamo a 24 ore prima dell’accaduto, dove il padrone della villa sta facendo gli onori di casa con due invitati,  presentandoci con questo espediente tutti i protagonisti di questa commedia corale. Ogni macchietta è presente: ci sono i due amici nerd, ossessionati dal sesso che non riescono a fare; la milf di turno, accompagnata dal suo toy-boy illuso e innamorato; l’insospettabile (ma non troppo) ragazzo omosessuale; la coppia in crisi per problemi sotto le lenzuola; il playboy che dispensa consigli non richiesti; il giovane religioso in crisi mistica davanti ai bollori della pubertà.

L’unica figura veramente degna di nota, e questo proprio perché riesce a sganciarsi dal rigido stereotipo, è quella del giovane fattorino delle pizze. Un comprimario interessante, brillante studente universitario schiacciato dalla povertà e dal senso di responsabilità verso la madre malata di Alzheimer. Purtroppo i cliché non si limitano alla caratterizzazione dei personaggi, ma proseguono ed imperversano anche nei dialoghi, che risultano piatti e non divertono.

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Come nel più classico degli American pie, la vis comica ruota interamente intorno al sesso, ma lo fa in maniera scialba e prevedibile. Si passa da un luogo comune all’altro, dalla banale derisione dell’omosessualità a stucchevoli doppi sensi, con un risultato complessivo incolore e inespressivo. Quello che tiene a galla la pellicola nella parte centrale rimane unicamente il suo motore: il desiderio di scoprire la catena di sfortunati eventi che abbia portato al massacro finale, e con esso all’inizio promettente del film.

Una realizzazione tecnica degna di nota

Sebbene la scrittura di Jan Belcl sia tutt’altro che memorabile, un plauso deve essere fatto per quanto concerne la realizzazione tecnica. La regia è scorrevole, ritmata, cadenzata sapientemente con stacchi precisi e funzionali. La fotografia non osa, ma si ripara cautamente nel porto sicuro del teal & orange, ovvero nelle tonalità di arancio e blu che danno risalto ai volti dei protagonisti. È un’espediente moderno e vincente, e tale contemporaneità si ritrova nelle diverse influenze di cui il film è intriso. Il giovane regista strizza ripetutamente l’occhio a Tarantino,  e lo fa con garbo, rispettosamente. Basti pensare ai titoli di testa, dal taglio fumettistico e seducente, o alla rappresentazione comica della violenza, estrosa e mai disturbante. Molte inoltre le citazioni, più o meno esplicite, e di conseguenza meno o più riuscite.

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In ogni caso, la palma del migliore la guadagnano musica ed effetti sonori. Dalle atmosfere western dell’introduzione, alla cover di Gloria del nostro Umberto Tozzi durante i festeggiamenti, ai toni classici della Carmen per enfatizzare l’escalation di violenza. Le musiche sono sempre molto azzeccate e permettono allo spettatore di immedesimarsi. Come dicevamo, molto bene anche l’effettistica, in grado di regalare i più sinceri momenti di comicità. Un esempio? L’imponente motivo di organo e campane volto a sottolineare la caduta in tentazione del devoto protagonista, impotente davanti allo strapotere dei piaceri della carne.

Un finale interessante

Negli ultimi minuti ci viene proposto un finale alternativo, alla Sliding doors. Senza cedere ad alcuno spoiler, questa sequenza ha il pregio di dimostrare come la penna del regista abbia una profondità diversa, che può e deve essere coltivata, oltre a risollevare parzialmente le prestazioni attoriali, fino ad allora perlopiù dimenticabili. Interessante anche la scelta di aprire ad una ciclicità ed ineluttabilità dell’ evento, che ci lascia un sapore diverso in chiusura.

All my friends are dead è una commedia noir dai presupposti promettenti, ma che crolla a causa di una scrittura acerba e di una comicità stereotipata che non diverte. Le manca la delicatezza dei fratelli Coen (Lady Killers Burn after reading su tutti) o la spontaneità effervescente di Funeral party, tutti elementi necessari per compiere il salto di qualità in questo genere. Rimane una realizzazione tecnica encomiabile, specie per le musiche, e un po’ di amaro in bocca per non aver sfruttato a dovere diversi spunti che sarebbero stati vincenti. Peccato.

Potete trovare questo e altri film sfogliando l’ampio catalogo presente su Netflix

https://www.tomshw.it/culturapop/all-my-friends-are-dead-recensione/

Einaudi raccontato dai fans Russel Crowe e Joe Dempsie

(…) Se lo scettro di canzone “torinese” più conosciuta al mondo è forse ancora nelle mani sbarazzine di Gloria di Umberto Tozzi (e delle sue innumerevoli cover), non ci sono dubbi sul fatto che tra i musicisti contemporanei Einaudi sia il più amato e ascoltato a ogni latitudine. (…)

https://www.pressreader.com/italy/corriere-torino/20210128/281784221762503

Donald Trump usa ancora Gloria di Umberto Tozzi nonostante la diffida del cantante

Donald Trump continua a utilizzare “Gloria” anche per il suo addio alla base miliare di Andrews. Il tra poco ex Presidente degli Stati Uniti, infatti, tra le canzoni che ne hanno accompagnato l’uscita di scena a favore di Joe Biden ha continuato a usare la canzone dell’artista italiano, che nei giorni scorsi è stata al centro di una polemica.
NEWS 20 GENNAIO 2021 16:55di Redazione Music

Donald Trump continua a utilizzare “Gloria” anche per il suo addio alla base miliare di Andrews. Il tra poco ex Presidente degli Stati Uniti, infatti, tra le canzoni che ne hanno accompagnato l’uscita di scena a favore di Joe Biden ha continuato a usare la canzone dell’artista italiano, nella versione di Laura Branigan, che nei giorni scorsi è stata al centro di una polemica. Sia gli eredi della cantante inglese, che aveva riadattato la canzone per il mercato anglosassone, sia il cantante, avevano protestato e si erano dissociati dall’uso della canzone da parte dell’organizzazione di Trump che l’aveva utilizzata come sottofondo durante gli scontri di Washington che avrebbe portato centinaia di facinorosi a invadere il Congresso.

La polemica tra Tozzi e Trump

Sui social l’artista italiano aveva spiegato che ovviamente nessuno aveva chiesto il permesso di utilizzare quel brano e che ovviamente lui se ne discostava essendo da sempre un uomo di pace e non volendo legare per nulla al mondo le note del brano con un momento di violenza. In alcuni video, infatti si vedeva la famiglia Trump presa a guardare dai monitor quello che succedeva fuori al congresso, dove migliaia di persone pro Trump stavano marciando, con un pezzo che si era discostato per prendere possesso del Congresso: “Io sono notoriamente un artista e una persona che nel pubblico e nel privato ha sempre preferito l’amore alla violenza, nelle mie canzoni e anche in Gloria canto la bellezza della vita e per questo mi dissocio e sono pronto, in qualità di autore a difendere le origini e i principi di questa canzone” aveva scritto il cantante sui social, sia in italiano che in inglese.

Le canzoni usate da Trump oltre a Gloria
“Nessun abbiamo dato alcun permesso di utilizzare ‘Gloria’, né il suo endorsement, passato o presente, è stato concesso al Presidente Trump per conto di Laura o della sua legacy management company” avevano scritto gli eredi della cantante, ma ancora una volta, però, la canzone ha fatto da sottofondo a un momento che ha visto Donald e Melania Trump protagonisti. Oltre al brano dell’artista italiano sono state trasmesse altre due canzoni: ‘YMCA’ dei Village People, che aveva già accompagnato l’ex Presidente degli Usa durante la campagna elettorale, chiudendone tutti i comizi, sia la famosissima ‘My Way’ di Frank Sinatra che questa volta lo ha accompagnato a bordo dell’Air Force One.

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26 Agosto: nel 2004 moriva Laura Branigan

Oggi, ma nel 2004, a Southampton, moriva stroncata da un aneurisma cerebrale non diagnosticato, in casa sua, nel sonno, la cantante statunitense, ma di origine italiana, Laura Branigan, nata a New York, nel 1952. Aveva avvertito mal di testa nei giorni precedenti, ma non aveva dato troppa importanza al fastidio. Era stata una vera e propria icona musicale internazionale degli anni ’80, molto apprezzata dal pubblico del Belpaese, anche per il legame professionale con big del panorama tricolore. Aveva iniziato ad esibirsi a livello professionale nel 1979 ed era stata anche corista del jazzista canadese Leonard Cohen. Nella sua carriera discografica aveva inciso 20 singoli. Sue erano anche le colonne sonore di pellicole cinematografiche particolarmente rilevanti come Imagination, inserita nel film icona Flashdance, del 1983, canzone prodotta dall’italiano Giorgio Moroder, insieme all’americano di origine sudafricana Phil Ramone. Ma anche Hot Night, del 1984, infilata nella colonna sonora del lungometraggio cult Ghostbusters. Soprattutto la Branigan era stata consacrata dalla versione, in inglese, di Gloria, di Umberto Tozzi (nella foto, l’articolo di Peppe Delconte, del 14 aprile 1983, del settimanale Tv sorrisi e canzoni, con i due artisti, lei di 23 anni e lui di 31), rimasta nella “Billboard hot 100” per 36 settimane e inserita nella “Top 100 singoli” del 1983. Nel 1984, proprio dopo aver considerato gli apprezzamenti ricevuti per Gloria, aveva anche re-interpretato, sempre in inglese, Self control di Raf, Raffaele Riefoli, da Margherita di Savoia, in provincia di Barletta, trasformando anche in quel caso il pezzo del cantautore italiano in un altro successo planetario, rimasto per sei settimane in cima alle classifiche mondiali, con particolare riferimento alla classifica della Germania. Era stato Greg Mathieson, collaboratore di gran pregio del torinese Tozzi, a proporre Gloria al produttore a stelle e strisce Jack White, che aveva affidato, azzardando, il brano alla Branigan, scelta per la potenza della sua voce. Il testo era stato tradotto in inglese da Trevor Veitch e la musica era stata ri-arrangiata da Mathieson. Il risultato aveva prima scalato la classifica Usa, impresa proibitiva per autori italiani in quel tempo, e poi aveva conquistato il globo.

by: https://www.ilcentro.it/blog/26-agosto-1.2485093

Die 30 schönsten Italo-Schlager

14.08.2020
23:15 Uhr

rbb Fernsehen

Azzurro oder Volare? Felicità oder Gloria? Vamos a la playa oder Mamma Maria? Das rbb Fernsehen sucht den beliebtesten Italo-Schlager. Wer ist die Nummer 1?
“Die 30 schönsten Italo-Schlager” mit Stars wie Adriano Celentano, Milva, Alice, Toto Cutugno, Ricchi e Poveri, Vico Torriani und vielen anderen.

In der neuesten Folge der “30 Favoriten” sucht das rbb Fernsehen den beliebtesten Italo-Schlager. Zur Auswahl stehen 30 große Hits – vom lässigen Gassenhauer “Azzurro” bis zum Evergreen “Volare”, vom melancholischen Liebeslied “Adesso tu” bis zum Gute-Laune-Song “Mamma Maria”. Doch welcher Hit ist die Nummer 1?

Bis heute begeistern die Italo-Schlager Millionen Deutsche. Ob “Felicità” von Al Bano & Romina Power, “Marina” von Rocco Granata, “Gloria” von Umberto Tozzi oder die Romanze “Con te partirò” von Andrea Bocelli.

Im Ranking außerdem mit dabei: große Sommerhits wie “Vamos a la playa” von Righeira, Sehnsuchtsschlager wie “Zwei kleine Italiener” von Conny Froboess oder Verdis Rigoletto-Schlager “La donna e mobile”.

https://programm.ard.de/TV/rbbbrandenburg/die-30-sch-nsten-italo-schlager/eid_282053348007590

GLORIA: LA CANZONE PIU’ CANTATA AL MONDO

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DiMaio riempie il nostro agosto di vera…Gloria

MUSICA

Fabrizio Basso

di-maio

 

L’artista romano torna con un nuovo singolo, la cover del celebre brano di Umberto Tozzi che ritroveremo nel suo nuovo album 2Me in uscita dopo l’estate

Dopo l’uscita dell’inedito BiancoDiMaio rilegge un pezzo storico del panorama musicale italiano con le sue doti canore di tenore e sopranista, unendole al suono pop e contemporaneo con arrangiamenti orchestrali, contaminati da sonorità elettroniche. Il brano ha la supervisione artistica di Dario Faini (Dardust) e gli arrangiamenti del Maestro Carmelo Patti. Prodotta da Alfredo Music distribuito da INRI CLASSIC e Artist First, Gloria è una versione completamente rinnovata dell’originale del 1979. Ne ho parlato con

DiMaio, all’anagrafe Maurizio di Maio, che deve al Premio Oscar Luis Bacalov il coraggio di aver intrapreso la carriera di controtenore.

Perché la scelta di Gloria? Perché non un altro inedito?
Con Dario Faini avevamo deciso di mettere comunque dentro all’album una cover italiana che abbracciasse la nostra italianità nel mondo. Abbiamo selezionato alcuni brani insieme a Carmelo Patti. Di Gloria ci ha convinto l’arrangiamento perché è particolare, dava al brano un vestito originale con una identità forte.
Quando è nata?
La cover viene dal periodo delicato, doveva uscire a maggio l’album e invece per quello che abbiamo vissuto (tutto sul coronavirus) arriverà dopo l’estate. Abbiamo scelto un brano forte ma non puntato su un altro inedito. E’ anche un abbraccio virtuale, leggero, allegro del quale avevamo tutti bisogno, un abbraccio virtuale alla nostra nazione. Un brano che tutti possono cantare.
Quanto l’essere tenore e sopranista incide nelle scelte?
Incide la particolarità vocale. La forza e l’idea forte del progetto che ci lega è anche l’idea di azzardare. Rompere un po’ gli schemi. Nel mio disco Debut c’erano arie di repertorio operistico e lirico accompagnate dall’idea di contaminare più mondi musicali. Ora l’abbinamento è orchestrazione ed elettronica, prima era classica ed elettronica.
Parliamo di Bianco, del video: perché la scelta del bianco e nero e chi sono le persone che applaudono? Ha un retrogusto nostalgico.

Il bianco e nero è una scelta soprattutto registica di Fabrizio Cestari. Le persone che appaiono sul finale rappresentano la parte più emozionale, sono homeless di una mensa dove ho cantato. Sono tutte reazioni emotive reali quelle che vedete in quella mensa di New York. E’ stato bravissimo il regista a rubare tutte le reazioni in maniera veloce.
La nostalgia di casa?
C’è eccome. A New York leggevo anche io la nostalgia, come fosse un grido lontano di un sentimento forte. Mi piaceva l’idea di essere a New York e lanciare questo grido d’amore alla mia nazione da un posto lontano.
Ti sei avvalso della consulenza di Dardust: come vi sienete incontrati?
Ci siamo conosciuti parecchi anni fa in un musical. All’epoca lui muoveva i primi passi come autore, poi è esploso. Il progetto è nato in un viaggio in Islanda, è stato un viaggio che ha segnato il nostro percorso. Per un giorno abbiamo affittato lo studio dei Sigur Ros. E’ un posto che ti marchia, lui suonava il piano, io studiavo da controtenore. Molti mi spingevano all’opera ma io nasco Pop e mi sentivo in dovere di osare. Quando gli ho espresso la mia intenzione di unire i mondi e fare nascere un mio progetto ha accolto con piacere l’idea.
Hai parlato con Umberto Tozzi? Sai ha sentito la tua Gloria?
No di persona, so che lo ha ascoltato e, credo, apprezzato perché ha mandato messaggi di consenso tramite like sui social. Il figlio ha contatto il mio manager dicendogli che era contento.
Cosa puoi anticipare dell’album?
Uscirà in autunno e si chiamerà 2Me per raccontare la mia doppia vocalità. Dieci brani, suddivisi in una parte inedita e l’altra più vicina a Debut con brani di repertorio. Registrato con 40 elementi di orchestra. Mi rappresenta al cento per cento.
Ti mancano i musical? C’è un ruolo che vorresti?
In parte mi manca quel mondo, mi manca il palco, calarmi in un ruolo. In futuro ne riparliam, ora è priorità è il disco. Sogno di poter interpretare Farinelli, se me lo proponessero accetterei subito.
Che estate sarà? Come la passerai?
Avevo una estate in tour con parecchie date: Austria, Svizzera, Parigi ma sono saltate. Sono contento lo stesso: il 19 canterò a Porto San Giorgio poi a settembre a Foggia e il 27 settembre a Roma. E’ un nuovo inizio.

by: https://tg24.sky.it/spettacolo/musica/2020/08/10/di-maio-gloria