Si può dare di più – Pronto … Chi Gioca? – 1987 – Prima Parte

Gianni Morandi, Umberto Tozzi, Enrico Ruggeri intervistati da Enrica Bonaccorti a Pronto … Chi Gioca? trasmissione del 9 Febbraio 1987

 

Festival di Sanremo: vota la canzone più amata di sempre

Festival di sanremo

Ti poniamo una domanda facile facile: per te qual è la canzone più bella tra tutte quelle che hanno partecipato al Festival di Sanremo? I detrattori del Festival sono tanti e anche noi nel nostro sito certo non ci siamo sottratti dal fare qualche critica (per lo più costruttiva, ma talvolta anche piuttosto corrosiva) alle ultime edizioni. Comunque, è innegabile che il Festival di Sanremo da noi sia una vera e propria istituzione e che molte delle canzoni che sono state presentate sul palco dell’Ariston (o prima ancora su quello del Casinò) abbiano fatto la storia della nostra musica.
Negli anni scorsi abbiamo fatto una sorta di preselezione con due diversi sondaggi tra i nostri lettori: nel 2016 abbiamo scelto di indicare la canzone preferita tra quelle che avevano vinto (per la cronaca, ebbe la meglio Uomini soli dei Pooh), nel 2017 invece si votava tra quelle che non avevano avuto questo privilegio, ma sono comunque diventate degli evergreen (in questo caso si piazzò prima Vita spericolata di Vasco Rossi).
Quest’anno vorremmo incoronare la canzone più bella di sempre, ovviamente secondo voi. Quindi abbiamo unito le 15 canzoni meglio classificate del primo sondaggio e le 15 del secondo e ora ve le riproponiamo. Per non influenzare nessuno, le abbiamo messe in ordine temporale, partendo da Nel blu dipinto di blu, che è del 1958. Ovviamente massima libertà di scelta. Noi faremo soltanto da notai e vi comunicheremo l’ordine finale. Per votare avete tempo fino alle ore 12 di giovedì 6 febbraio. Si possono scegliere 3 canzoni. Volendo, potete ripetere il voto ogni 24 ore.

La canzone di Sanremo preferita di tutti i tempi

clicca qui sotto per votare:

https://www.spettakolo.it/2018/02/04/festival-di-sanremo/

 

Anche Enrico Ruggeri lascia la Siae per approdare a Soundreef

  • – di Redazione Online

(Agf)

(Agf)

Il cantautore Enrico Ruggeri, vincitore di due edizioni del Festival di Sanremo e voce di Radio 24, lascia Siae (Società Italiana Autori Editori) per affidare a Soundreef la raccolta e gestione dei diritti d’autore. L’accordo con la società di Davide D’Atri è operativo dal primo gennaio di quest’anno.

«L’arrivo di Enrico Ruggeri – commenta d’Atri – è un grande onore per tutti noi. Lavorare con il suo repertorio ci rende contenti e orgogliosi del percorso
fatto e conferma i progressi della nostra azienda». «Le iscrizioni a Soundreef – conferma Francesco Danieli, amministratore delegato di Soundreef ltd – sono continuate in maniera esponenziale durante tutto il 2017 da un punto di vista
quantitativo ma anche qualitativo come dimostra l’iscrizione di un grandissimo artista come Enrico Ruggeri».

«Tutto è nato da un incontro con i ragazzi di Soundreef – dichiara Ruggeri – Ho trovato entusiasmo, combattiva attitudine alla sfida e voglia di comunicare progetti, qualità che da sempre cerco nelle persone con le quali lavoro. Non un “ente”, ma un gruppo di persone con un volto e una voce. Ecco perché ho
deciso di intraprendere con loro un percorso comune. Ringrazio la Siae per gli anni trascorsi assieme e inizio una nuova avventura, con l’intento (che sono certo sia comune a tutti) di tutelare il diritto d’autore, importantissima battaglia culturale».

Enrico Ruggeri fondò il suo primo gruppo (Josafat) nel 1972, ad appena 15 anni. A seguito dell’ingresso nella band di Silvio Capeccia (1974) il gruppo cambiò nome in Champagne Molotov e nel 1977, dalla fusione con la band Trifoglio, in Decibel. Il primo vero successo del gruppo è stato il brano “Contessa”, che partecipa al Festival di Sanremo nel 1980. Successivamente Ruggeri inizia la carriera da solista e diventa anche uno degli autori più ricercati da numerose interpreti femminili, tra cui Fiorella Mannoia (“Quello che le donne non dicono”) e Loredana Bertè (”Il mare d’inverno”). Vince il Festival di Sanremo per la prima volta nel 1987 con il brano “Si può dare di più”, presentato insieme a Gianni Morandi e Umberto Tozzi. Nel 1993 bissa il successo, come solista, con il brano “Mistero”. A Radio 24, l’emittente del gruppo Sole 24 Ore, conduce il programma “Il falco e il gabbiano”. Quest’anno Ruggeri parteciperà alla competizione canora sanremese con il suo storico gruppo dei Decibel.

Soundreef opera in più di venti Paesi nel mondo e amministra il
repertorio di oltre 25mila autori ed editori, di cui 10mila in Italia, tra i quali Fedez, Gigi D’Alessio, Maurizio Fabrizio, Nesli e Fabio Rovazzi.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2018-01-05/anche-enrico-ruggeri-lascia-siae-approdare-soundreef-091223.shtml?uuid=AEwVHFcD&refresh_ce=1

 

Umberto Tozzi, canto se mi diverto

Esce 1/12 ’40 anni che Ti Amo in Arena’ dedicato live veronese

(ANSA) – MILANO, 27 NOV – Esce questo venerdì ’40 anni che Ti Amo in Arena’, il doppio cd live con dvd di Umberto Tozzi, dedicato al concerto all’Arena di Verona dello scorso 14 ottobre. La scaletta del nuovo prodotto discografico ricalca fedelmente quella del concerto-evento, con una lunga serie di duetti, da Al Bano a Fausto Leali, passando per Gianni Morandi, Raf, Enrico Ruggeri e anche Anastacia, che in Arena non aveva invece potuto esserci. “Oggi canto quello che mi diverte – ha detto Tozzi – e il live ha sempre avuto un ruolo importante, da quel mio storico concerto alla Royal Albert Hall fino all’Arena di Verona”.
http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/musica/2017/11/27/umberto-tozzi-canto-se-mi-diverto_a88caf5c-ad5a-4663-baa7-3186504ce6f9.html

Gianni Morandi con Umberto Tozzi all’Arena di Verona

“40 ANNI CHE TI AMO”: su Canale 5 l’imperdibile evento con cui Umberto Tozzi celebrerà la sua carriera

Martedì 19 settembre, in prima serata su Canale 5, andrà in onda “40 ANNI CHE TI AMO“, l’imperdibile evento con cui Umberto Tozzi celebrerà la sua carriera e i 40 anni di una delle sue canzoni più amate di sempre: “Ti Amo“. La regia è di Roberto Cenci.

La serata di grande musica si terrà nella prestigiosa cornice dell’Arena di Verona lunedì 18 settembre.

Sul palco tanti ospiti d’eccezione, tra cui Gianni Morandi, la popstar internazionale Anastacia – con cui Tozzi ha recentemente reinterpretato “Ti Amo” in una versione inedita -, Enrico Ruggeri, Marco Masini, Albano, Fausto Leali e Raf.

L’evento è prodotto da F&P Group, Momy Records, Concerto Music e Saludo.
RTL 102.5 è la radio media partner ufficiale dell’evento “40 Anni che Ti Amo”.

Gianni Morandi sempre in campo: “Ma oggi vedo tanti giovani forti”

A Torino con la Nazionale cantanti che ha fondato più di trent’anni fa. “Nella solidarietà come nella musica la nuova generazione è protagonista”

Gianni Morandi con la Nazionale italiana cantanti negli Anni Ottanta

Pubblicato il08/05/2017
Ultima modifica il 08/05/2017 alle ore 07:34
nadia ferrigo
torino

«Un giorno mi chiamò Mogol. Speravo volesse propormi una canzone, invece mi parlò solo di calcio, la sua nuova passione dopo la fine della collaborazione con Battisti. Mettemmo su una squadretta con Oscar Prudente, Umberto Tozzi, Andrea Mingardi. Giocavamo nei campi parrocchiali, ma lui pensava in grande, vedeva lontano: “Andremo negli stadi di serie A, atterreremo in elicottero”».

Da quella telefonata dei primi Anni Ottanta ne è passato del tempo, ma il fiato c’è ancora («Corro tra i 40 e i 45 chilometri ogni settimana», assicura) e Gianni Morandi sarà ancora una volta in campo con la Nazionale Cantanti il 30 maggio allo Juventus Stadium di Torino. Lui che c’era già nel 1975, quando la squadra che avrebbe generato l’idea della Nazionale cantanti, nata da un’invenzione di Mogol, schierò all’Arena Civica di Milano per la prima e unica volta Lucio Battisti: «Giulio (è il nome di Mogol, ndr) aveva radunato la musica italiana. E non solo: aspettavamo Pier Paolo Pasolini, ma il suo aereo fu bloccato dalla nebbia. Sarebbe morto poche settimane dopo».

 

Da fantasia a tradizione

La fantasia di Mogol si trasformò in fortunata tradizione nel 1987, quando fu fondata l’associazione che tuttora sostiene l’attività della squadra, e nel 1992, con la prima Partita del cuore: all’Olimpico di Roma, in diretta su Rai 1 con nove milioni di telespettatori e un tutto esaurito che valse oltre 300 milioni di lire alla ricerca sulle leucemie. Ora, con un bilancio di oltre 50 milioni di euro in beneficenza e un record da battere – 2.111.000 di euro nella Partita torinese del 2015 – l’appuntamento si ripete allo Juventus Stadium (e su Rai 1), contro i Campioni per la Ricerca: i ferraristi Vettel e Raikkonen, Andrea Agnelli difensore, Max Allegri centrocampista, sulle fasce Boban e Nedved.

«Dei fondatori siamo rimasti in pochi, ma abbiamo un sacco di giovani forti. Ermal Meta, Boosta, che è fortissimo. Appassionato. Moreno, troppo bravo. È bello giocare a calcio, ma se sai che puoi anche fare qualche cosa di buono diventa straordinario». Di giovani c’è bisogno nel calcio, come nella musica. «C’è una nuova generazione di cantautori italiani che mi piacciono, sono bravi. Levante. Francesco Motta, TheGiornalisti, Brunori Sas. Una generazione che non vuole rompere, ma anzi fa riferimento alla musica italiana. E questo è il bello. Potrei fare qualcosa con qualcuno di loro? Certo, però io ho settant’anni, Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti trenta. Insomma, staremo a vedere».

Ritorno alla fiction

Una chiacchierata con Morandi resta sempre sospesa tra i ricordi, belli e brutti, e il futuro. Va da Nino Taranto e Gino Bramieri («Grandi che si prestavano a recitare nei nostri musicarelli»), alla giovanissima Alma Noce, che ha approfittato della sua giornata torinese per un saluto. Ha lavorato con lui sul set de L’Isola di Pietro, mini fiction per Canale 5 in onda a novembre, lui dice che è bravissima («Grande energia, intensità»).

Dopo 18 anni Morandi torna a fare l’attore per la tv. Tra musica, fiction e campi da calcio, c’è anche spazio per qualche No. «Quasi tutti i talent show mi hanno invitato, non ho mai accettato. Come si fa a giudicare così, su due piedi – racconta -. Non che i talent ai miei tempi non esistessero, anche Sanremo in un certo senso lo era, però non mi attrae farne parte». Così, scappa per il prossimo appuntamento. Al Museo del cinema c’è l’anteprima di Sognando Gianni Morandi , docu-film che racconta la passione di un gruppo di ragazzi con sindrome di Down per la sua musica e in particolare per la canzone Uno su mille . «Alla fine del film la cantiamo insieme. Mi hanno detto: però la cantiamo con tutta la voce che abbiamo! Fantastico, no?».

http://www.lastampa.it/2017/05/08/spettacoli/showbiz/gianni-morandi-sempre-in-campo-ma-oggi-vedo-tanti-giovani-forti-ZUEebmPq8eWW5nxmVVe1vO/pagina.html

Morandi e la nostalgia di Sanremo, su Fb spunta ‘Si può dare di più’

Morandi e la nostalgia di Sanremo, su Fb spunta 'Si può dare di più'

Gianni Morandi, Umberto Tozzi ed Enrico Ruggeri a Sanremo nel 1987 (fermo immagine dal video)

“7 febbraio. Stasera comincia Sanremo. Esattamente il 7 febbraio 1987, vincevo il mio primo ed unico Festival, insieme a Tozzi e Ruggeri”. E’ un post velato di nostalgia quello pubblicato da Gianni Morandi, sul proprio profilo Facebook, e che ripropone il video dell’esibizione a Sanremo 1987 assieme a Umberto Tozzi ed Enrico Ruggeri.

Quell’anno, il trio si aggiudicò la vittoria sulle note di ‘Si può dare di più‘, canzone nata dall’esperienza dei tre artisti nella Nazionale Cantanti.

“Fu molto emozionante, gioia per la vittoria e sincera commozione – scrive Morandi nella didascalia del post – perché proprio quella sera moriva un assoluto protagonista della canzone italiana e di tanti Festival di Sanremo, il grande Claudio Villa”.

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Sanremo 1987, quando si poteva dare di più

Metti insieme una voce rassicurante come quella di Gianni Morandi, uno dei veri e incontrastati innovatori del pop italiano come Umberto Tozzi e un cantautore intelligente e fuori dai canonici schemi anni Settanta come Enrico Ruggeri. Affida al gruppetto di amici un brano che parte piano e poi accelera diventando un inno irresistibile, come Si può dare di più (“Perché il tempo va sulle nostre vite, rubando i minuti di un’eternità!”), scritto da Tozzi con Giancarlo Bigazzi e Raf. Decidi quindi di miscelare il tutto e di portarlo al Festival di Sanremo, o meglio della Canzone Italiana. Che cosa può accadere se non vincere?

È il 1987 e sul palco dell’Ariston addobbato al neon si canta ancora con le basi, sfondo di ricche batterie elettroniche che rimbombano ed effetti. Il trio (così ribattezzato per l’occasione) arriva come strafavorito e di fatto sbaraglia la concorrenza, precedendo l’abbonato al secondo gradino del podio Toto Cutugno (“Figli della moda, la pubblicità ci frega, poi ci veste tutti uguali”) e la coppia felice Al Bano e Romina Power, in dolce attesa (“Nostalgia canaglia, che ti prende proprio quando non vuoi. Ti ritrovi con un cuore di paglia e un incendio che non spegni mai”). Tre canzoni senza cuore e amore, ma con anche (appunto) nostalgia, in particolare per Morandi che deve combattere in serata finale con la notizia della scomparsa del ‘reuccio’ Claudio Villa, suo acerrimo rivale ai tempi di Canzonissima.

È un’edizione in tutto e per tutto ottantiana quella di cui stiamo parlando, con Pippo Baudo gran cerimoniere ad annunciare i voti via Totip e gongolare sul bis di Whitney Houston. Ma è anche un’edizione ricca di brani destinati a durare nel tempo, per tutti i gusti, che lancia e rilancia volti come quello di Fausto Leali che aggredendo Io amo (“Sbadiglia piano una finestra, tra le persiane un po’ di blu”) riporta in primo piano la sua voce roca su un vero classico firmato, tra gli altri, proprio da Cutugno. E ancora c’è Fiorella Mannoia che si emoziona e trova nella straordinaria Quello che le donne non dicono (autori l’accoppiata Ruggeri-Schiavone, “Abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia, è una mancata verità che prima o poi succederà”) il trampolino per il salto di qualità definitivo, e ci sono gli zampettii ironici intelligenti, tra giochi di parole e ritmo, di Sergio Caputo, con Il Garibaldi innamorato (“E attacca banda, e se è una samba, sia suonata da Dio… c’è il Garibaldi innamorato per le strade di Rio”).

Michele Zarrillo, dismessi i boccoli e fattasi crescere la barba, trova invece finalmente la vittoria tra le nuove proposte (La notte dei pensieri, “con me sai stai rischiando tutto quello che hai”) a sei anni da Su quel pianeta libero, anche se dovrà aspettare ancora ‘cinque giorni’ e sette anni per il vero grande successo commerciale, confrontandosi intanto nella sua categoria con alcuni veri e propri esordienti destinati anche loro a fare strada come Mariella Nava (Fai piano, “che vinca il silenzio”) e Paola Turci (Primo Tango, “Stella coi miei tacchi in faccia al cielo, col mio inutile ventaglio, questa gonna boreale che ricade verso Sud”), o precursori passeggeri degli Zero Assoluto (gli indimenticabili Chiari e Forti, Campi d’atterraggio).

Uno di quei Sanremo, quello del 1987, dove insomma tutto ha un senso, e che si fa ricordare fortunatamente non solo per la malandrina spallina di Patsy Kensit, ma anche per la cortese Il sognatore di Peppino Di Capri (“C’è chi mi dice che son folle o che sono fortunato perché chi sogna delusioni non ne ha”) o il post modernismo di Dal cuore in poi di Mango (“Polvere di sole cadrai vicino a me, non mi fa paura l’idea che ho di te”), nonché l’esistenzialismo raffinato di Destino di Rossana Casale (“Cerco ma non mi serve a molto si può esaurire il mondo e non trovarsi mai”) o Dimmi che cos’è de Le orme (“Mio Signore dove sei? Sono tante le paure per un uomo da buttare… in un mondo senza amore”).

A Sanremo nel 1987 lascia il segno anche Mario Castelnuovo (Madonna di Venere, “E suonavano per davvero le campane lì in mezzo al bosco da lassù il lago sembra il cielo…quel posto io lo conosco”), ma il miglior pezzo, quello da cinque stelle piene, è per noi Rosanna, di Nino Buonocore. Un grande classico musicalmente perfetto, così fuori dal tempo e dai tempi, che ci fa ancora oggi stare in pace con noi stessi: “Rosanna, con tutti i tuoi colori, dammi un arcobaleno di cose semplici”. Magari.

 

My song of the day

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“Si può dare di più” –Gianni Morandi, Enrico Ruggeriand Umberto TozziSan Remo 19871

Met het oog op San Remo die weer gehouden zal worden vanaf 7 februari 2017, zal ik hier Italiaanse songs neer gaan zetten.

Italiaanse artiesten die beroemd/bekend zijn geworden door San Remo zal ik hier dan ook neer gaan zetten.

Kennen jullie Umberto Tozzi? Zijn grootste hits ” Gloria en aller allergrootste hit ” Ti amo”1 Aan dit liedje heb ik zulke mooie herinneringen aan! Ik heb al redelijk wat cd’s van Umberto. Je bent er dol op, of niet 🙂

by https://yoo.rs/sylbibj/blog/my-song-for-the-day-1484035289.html