UMBERTO TOZZI ON LINE – 13

       
UMBERTO TOZZI ON – LINE  
   
LUNEDì 12 LUGLIO – EQUIVOCANDO  
   
Cari ragazzi, rieccomi a Voi nella oramai consueta veste di “artista narratore” in quello che oramai è un appuntamento imperdibile, questa pagina settimanale nella quale vi racconto le produzioni musicali che hanno caratterizzato la mai discografia. Qualcuno ha commentato sul guestbook in queste ultime settimane che spesso risulto ipercritico nelle valutazioni dei miei lavori, e allora questa settimana darò l’occasione a molti di ricredersi, perché per me parlare di Equivocando significa parlare di un disco semplicemente fantastico, di una produzione veramente bella frutto della grande libertà espressiva e compositiva di cui ho profondamente goduto nel realizzarlo. Fu un grandissimo successo, ogni tanto quando ci ripenso dico “ho fatto davvero un capolavoro”, ancora mi emoziono a pensare a quanto emozione e magia musicale ha ispirato questo album. È un disco molto ritmico, con arrangiamenti e soluzioni armoniche molto forti, dirette, arrembanti. Ma fatta questa premessa vi dico che emozionalmente parlando il pezzo che mi da’maggiore enfasi è senz’altro “Il mio domani”. Guardate, “Il mio domani” è uno dei pochi pezzi con i quali ho stabilito una magia perché ogni volta che lo ascolto la sua intensità è talmente forte che ancor oggi ogni volta mi metto a piangere. Lo accosto come intensità emozionale a “Come in amore ci si fa male” che pur scritto successivamente, ha la stessa radice. la stessa sofferenza emotiva, la stessa sensazione di uno scavo profondissimo nella parte più intima della mia anima di artista e di uomo. Credo di poter dire che Il Mio Domani rappresenti uno dei punti compositivi più alti che io abbia raggiunto, e non certo per la notorietà popolare che questo pezzo, proprio per la sua essenzialità intimista, non avrebbe mai potuto avere, ma quanto invece per la profonda soddisfazione ed esternazione di sentimenti che mi hanno letteralmente attraversato nel momento “benedetto“ della creazione artistica. Mi vengono i brividi a pensarci, davvero… e vi assicuro che mi capita abbastanza raramente.. Beh, tornando a parlare del disco nella sua interezza, ci tengo a parlare di Equivocando, la title track del disco, che è uno dei pezzi più affascinanti che io abbia mai scritto in quanto si tratta di una canzone completamente fuori da ogni possibile schema. È uno di quei pezzi, per riprendere un concetto della scorsa settimana, che sarebbe bene far ascoltare a quelli che in Italia si dichiarano “rock”, pensando di essere originali e magari “alternativi”. Io dico che Equivocando è rock, come lo è Stella Stai, come Io muoio di te con cui vinsi il Festivalbar tutto bello vestito in tuta mimetica. Vi ricordate che bello che ero?? Beh, scusate, Gloria secondo voi non è un pezzo rock?? Gloria, amici miei, è Il Rock!! Mi sa che in Italia ci sono tanti, troppi artisti, che “Equivocando” credono di fare “rock” ed invece non fanno altro che ripetersi … sono quelli da top ten…quelli che passano alla radio ogni giorno…quelli che entrano nella top ten vendendo trecento copie, che magari spariscono dopo una stagione o due,… “ No no che no che no che non c’ero
Non c’eri – ma sì che c’eri
No no che no che no che non c’ero
Non c’eri ma allora dimmi dov’eri???”
Hasta luego
Umberto