Sanremo 2019: da Gigi e Anna a Raf e Tozzi, il totonomi

Tra ospiti e big anche Bocelli, Rovazzi, Emma, Bertè e D’Angelo

Bertè, D’Alessio, Tatangelo, Emma, Renga: mentre entra nel vivo il toto nomi per il prossimo Festival di Sanremo, il secondo targato Claudio Baglioni, c’è fibrillazione tra i fan dei cantanti che sulla rete commentano le possibili candidature dei loro beniamini.

I sostenitori di Gigi D’Alessio si chiedono se sarà all’Ariston e se con lui ci sarà un altro artista napoletano con il quale ultimamente fa comunella sul web, Nino D’Angelo, o la dolce metà Anna Tatangelo. Secondo quanto apprende l’ANSA, ci potrebbero essere tutti e tre ma in caselle distinte del complesso puzzle della kermesse. Se D’Alessio potrebbe tornare come ospite, se non in gara, D’Angelo dovrebbe essere in concorso in coppia con un misterioso artista, sempre partenopeo, con ogni probabilità della scuderia Sugar di Caterina Caselli. Non incontra conferme la voce di D’Alessio in coppia con Anna Tatangelo. Lei potrebbe correre da sola tra i big.

Tra i tanti nomi, si fanno quelli dell’ex Pooh Dodi Battaglia, di Ghali(poco probabile), di Shade (altro esponente della trap, per strizzare l’occhio ad un pubblico giovane) in coppia con Federica Carta, ma anche di Andrea Febo, coautore del pezzo “Non mi avete fatto niente” del duo Meta-Moro, vincitore dell’ultima edizione. In questo caso, come per altre auto candidature, si cercherebbe un cantante più noto da abbinare all’artista per giustificare, in duo o in trio, l’eventuale presenza tra i big, nel caso di una canzone considerata interessante dalla commissione artistica. Ci potrebbero essere, in quota rap, genere assente all’ultimo Festival, anche Rocco Hunt e Clementino. I Maneskin, ospiti dello show di Fiorello ‘Il Rosario della Sera’ su Radio Deejay, hanno detto di essere a disposizione di Baglioni.

In gara quest’anno è data per molto probabile la presenza di Loredana Bertè, reduce da un’estate di grande rilancio con il singolo-hit ‘Non ti dico no’, cantato insieme ai Boomdabash. La cantante, già in lizza per il Festival nella precedente edizione, non era stata ammessa alla gara, con uno strascico di polemiche ed accuse alla direzione artistica, ‘colpevole’ di averle proposto una canzone scritta da Biagio Antonacci che lei non sentiva nelle sue corde. Stavolta la sua presenza a Sanremo avrebbe ancora più senso (potrebbe avere una canzone firmata da Gaetano Curreri, leader degli Stadio) visto che al Festival, che a Mia Martini intitola ogni anno il Premio della Critica, si potrebbe parlare della fiction di Rai1 sulla vita di Mimì con Serena Rossi protagonista.

In gara tra i big, tra gli altri, potrebbero tornare anche altre voci femminili importanti, quelle di Arisa, Irene Grandi e Giusy Ferreri. Ragionando sui dischi in uscita, anche Marco Masini e Francesco Renga non sono da escludere. A proposito di ex vincitori del Festival, qualcuno si chiede che fine abbia fatto Francesco Gabbani, trionfatore tra i Giovani nel 2016 con ‘Amen’ e tra i big, l’anno successivo, con ‘Occidentali’s karma’.

C’è anche la possibilità di rivedere all’Ariston Simone Cristicchi che lo scorso anno, nella serata dei duetti, accompagnò verso la vittoria Ermal Meta e Fabrizio Moro. A proposito di vincitori, anche Ultimo, primo classificato tra i Giovani del primo Sanremo targato Baglioni, ha buone possibilità di tornare, stavolta tra i big. Iva Zanicchi si è detta pronta a gareggiare con una canzone scritta da Luis Bacalov prima di morire. Tra i tanti che a Sanremo devono molto ma mancano da anni c’è anche Massimo Di Cataldo, forte del successo su Rai1 di ‘Ora o mai più’ e ‘Tale e quale show’.

Sul fronte dei super ospiti il nome più accreditato è quello di Andrea Bocelli, che potrebbe cantare insieme al figlio Matteo, ma si guarda con interesse anche ad Ed Sheeran, la superstar britannica che ha duettato con lo stesso Bocelli nell’album dei record ‘Sì’, che ha conquistato la prima posizione in classifica dei più venduti sia negli Stati Uniti che in Inghilterra, doppietta storica mai realizzata prima da un artista italiano.

Già ospiti del Baglioni & Friends dello scorso anno, potrebbero tornare all’Ariston anche Laura Pausini, prima cantante italiana a vincere il Latin Grammy Award nella categoria ‘Best Traditional Pop Vocal Album’, e Biagio Antonacci. I due avrebbero in programma un tour estivo insieme, organizzato da Friends&Partners di Ferdinando Salzano, che cura anche i live di Claudio Baglioni e dalla cui scuderia sono arrivati molti protagonisti della scorsa edizione del Festival. Un’altra coppia accreditata tra i possibili ospiti è quella Raf-Umberto Tozzi che, dopo il singolo a due voci ‘Come una danza’ e un doppio album insieme, partirà in tour proprio dopo il Festival.
Anche Emma Marrone, che ha più volte dichiarato di non avere intenzione di tornare in gara, esperienza già fatta conquistando il podio (è stata anche co-conduttrice del Festival con Carlo Conti, Arisa e Rocio Munoz Morales), sarebbe pronta al debutto da ospite. Stesso discorso per Marco Mengoni, vincitore a Sanremo nel 2013.
Tra i possibili ospiti anche Fedez, Eros Ramazzotti e Jovanottimentre è data quasi per certa anche a febbraio la presenza di Fabio Rovazzi, che a dicembre condurrà Sanremo Giovani in tandem con Pippo Baudo.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Sanremo 2019: cast, Big, indiscrezioni

di  | 26 ottobre 2018

Sanremo 2019: cast

Continuano le indiscrezioni in merito al cast della sessantanovesima edizione del Festival di Sanremo che andrà in scena dalla città dei fiori dal 5 al 9 febbraio prossimi. Tanti i pettegolezzi in merito agli artisti che saranno in gara nella categoria Big, l’unica presente quest’anno, visto che i vincitori di Sanremo Giovani a dicembre gareggeranno direttamente con i grandi nomi della musica italiana. Al momento l’unica ad aver confermato di essersi presentata per la gara è Loredana Bertè: dopo il rifiuto dello scorso anno, torna alla corte del direttore artistico Claudio Baglioni con un brano scritto appositamente per lei da Gaetano Curreri degli Stadio.

Sanremo 2019: cast, Big, indiscrezioni

Sanremo 2019: Big

Secondo quanto fa sapere All Music Italia per la casa discografica Sony dovrebbero presentarsi Deborah Iurato, Chiara Galiazzo, Giusy Ferreri, Anna Tatangelo in coppia con Gigi D’Alessio, Il Volo, Rocco Hunt, Baby K, Lorenzo Fragola, Enrico Nigiotti, Riki. Per la Universal dovrebbero esserci Federica Carta in coppia con Shade, Carmen Ferreri, gli Stadio, i Negrita, gli Ex Otago e Dolcenera. Per Warner invece sul palco del Teatro Artiston dovrebbero arrivare Loredana Bertè, Paola Turci, Thomas, Max Pezzali. Per le altre etichette indipendenti potremmo vedere Raphael Gualazzi, la neo accoppiata Raf e Umberto Tozzi, Arisa, Simona Molinari, il vincitore della passata edizione delle Nuove Proposte UltimoBianca Atzei, Gianluca Grignani, Zen Circus, Modà, Spagna, Fiordaliso, Mietta e Pupo.

Sanremo 2019: indiscrezioni

Nel frattempo continuano le indiscrezioni in merito alla gara delle Nuove Proposte dal 17 al 21 dicembreNon sarà un talent show. Le iscrizioni sono terminate qualche settimana fa e la commissione dovrà ascoltare circa 800-900 brani in breve tempo. Quali saranno i due artisti tra i 26 che si sfideranno poi su Rai 1 ad accedere alla gara vera e propria?

“Che Cosa Ci Siamo Fatti”, Briga riparte dal cantautorato

LEISURE

Leisure – 30/05/2018

“Che Cosa Ci Siamo Fatti”, Briga riparte dal cantautorato

Intervista all’artista romano che esce con un disco “Che Cosa Ci Siamo Fatti” dove si ispira ai grandi della canzone italiana. “Ma sul podio voglio restare da solo”, dice.

Cantautore nel vecchio senso della parola, italiano fino al midollo, nella tradizione, contro le mode e i trend passeggeri. Mattia Bellegrandi in arte Briga è alla soglia dei 30 anni un uomo diverso, che si appresta l’anno prossimo a festeggiare i 10 anni di canzoni.

Classe 1989, emerso dal talent show di Maria De Filippi Amici nel 2015, ha pubblicato tre dischi partendo dall’urban per arrivare a questo quarto, di cui ci parla oggi, che ha uno stile molto diverso.

L’ex rapper ha effettuato con successo la transizione da fenomeno giovanile ad autore credibile dei suoi pezzi. Ora esce il disco “Che Cosa Ci Siamo Fatti”, un album pieno di chitarre e vocals intimisti, pop italiano “come lo sono Tiziano Ferro e Gianluca Grignani, io sono in quella lega lì”, dice orgoglioso presentando la sua creatura, frutto di anni di impegno.

ISPIRAZIONE – “Mi sono ispirato vocalmente, mi dicono gli altri, a Claudio Baglioni e Umberto Tozzi. Per me è un onore, sono artisti che ammiro. Ma non voglio assomigliare a nessuno, voglio essere su un podio che mi permette di essere da solo e riconoscibile”.

PAURA – “L’arte arriva dalla paura, dal rischio. Io me ne sono infischiato delle mode e degli arrangiamenti che vanno in radio in questo periodo. Questo disco nasce da un’esigenza, che è quella mia di raccontare la generazione di oggi e il disagio nella comunicazione. Fa paura, anche quando l’ho fatto ascoltare per la prima volta ai miei discografici. Ma è un rischio che va preso, bisognava farlo a questo punto della mia carriera”.

SUCCESSO – “Non sono entrato ad Amici per avere successo, ma perché speravo di poter imparare a comunicare, a dire quello che volevo a tante persone. Il fatto che sia un abile comunicatore lo so, mi pone a un livello superiore rispetto a tanta gente. Solo che con la vita che faccio, mi capita sempre più spesso di essere un ascoltatore disattento. Vorrei lavorare su questo, imparare ad ascoltare di più e a stancarmi di meno quando le persone che mi stanno attorno non catturano immediatamente la mia attenzione”.

VIDEO – ““Il video nasce da una mia idea che si sviluppa sotto la regia dei “Trilathera”. Per questo nuovo album ho scelto di stravolgere il mio stile musicale e di assecondare questo cambiamento su tutto il piano della comunicazione, anche e soprattutto a livello iconografico. Già dagli shooting effettuati con i quali ho deciso di lanciare il mio nuovo progetto discografico, emerge la volontà di rimarcare l’idea di concept-album, con la scelta di location suggestive ed evocative come un supermarket notturno, una piscina vuota o un vecchio tram degli anni 50. Per questo video mi sono proposto di non voler scrivere una vera e propria sceneggiatura, ma di lasciar spazio ad un susseguirsi di immagini confuse, altalenanti e sporche, come i miei stadi d’animo”.

“Che Cosa Ci Siamo Fatti”, Briga riparte dal cantautorato

Fausto Leali torna il 30 settembre duettando con Mina

Leali

Fausto Leali torna dal 30 settembre, in tutte le radio e su tutte le piattaforme digitali, con il singolo “A chi mi dice” interpretato in duetto con Mina. Il brano, portato al successo dai Blue e adattato in italiano da Tiziano Ferro, anticipa il nuovo album “Non solo Leali” in uscita il prossimo 21 ottobre. Il discoè prodotto da NAR International per Universal Music Italia.

Il nuovo progetto discografico contiene dieci brani interpretati da Leali insieme ad alcuni dei più grandi cantautori ed interpreti della canzone italiana e non solo, infatti oltre a Mina ci sono: Renzo Arbore, Claudio Baglioni, Alex Britti, Clementino, Francesco De Gregori, Tony Hadley, Massimo Ranieri, Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi.

Fausto Leali, grande interprete della canzone italiana, arriva al successo nel 1967 con il brano “A chi”. Nel ’68 partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo con “Deborah” e sarà presente per ben undici edizioni tra cui quella del 1989 dove vince con il brano “Ti lascerò” cantato insieme ad Anna Oxa. Leali ha collaborato con diversi autori della canzone italiana: da Mogol per l’album “Amore dolce, amore amaro, amore mio”, a Tozzi e Bigazzi per il brano “Io camminerò” e Toto Cutugno per “Io amo”… senza dimenticare Fasano e Berlincioni con “Mi manchi”. Nel 2014 dopo oltre cinquant’anni di carriera musicale e a cinquant’anni esatti dall’uscita del primo album pubblica la sua autobiografia “Notti piene di stelle” in cui racconta la sua straordinaria avventura.

https://www.facebook.com/faustolealiofficialpage

http://www.bsnews.it/notizia/46804/—Fausto-Leali-torna-il-30-settembre-duettando-con-Mina-

 

Fonte: Comunicato stampa gio 22 set 2016, ore 19.47

Fausto Leali, nuovo album con Mina, De Gregori, Baglioni, Ranieri, Ruggeri, Tozzi, Britti e Arbore

Fausto Leali, nuovo album con Mina, De Gregori, Baglioni, Ranieri, Ruggeri, Tozzi, Britti e Arbore

Discograficamente fermo alla raccolta “Il meglio di Fausto Leali”, uscita nel 2013, il negro bianco della musica italiana consegnerà al mercato il prossimo autunno un nuovo album in studio le cui lavorazioni lo hanno visto condividere lo studio di registrazione insieme ad alcuni illustri colleghi: tra questi ci sono anche Mina, Francesco De Gregori, Claudio Baglioni, Massimo Ranieri, Enrico Ruggeri, Renzo Arbore, Umberto Tozzi e Alex Britti. Il disco, del quale non si conosce ancora il titolo, uscirà in ottobre per la Nar con distribuzione Universal: lo ha annunciato lo stesso Fausto Leali in concerto in Vallecamonica, come riferiscono alcuni quotidiani locali. Con questo album, Leali potrebbe festeggiare i suoi primi 55 anni di carriera (era il 1961 quando il cantante pubblicava per la Nuova Enigmistica Tascabile il 45 giri “Il mondo si Suzie Wong/Veleno dolce”), ma la voce di “Mi manchi” ha fatto sapere in un’intervista a Bresciaoggi che “non sarà una celebrazione”:

“Niente di nostalgico, per carità! Siamo al lavoro da un po’, è vero. Saremo sul mercato fra un paio di mesi. Uscirà in ottobre, credo a metà mese. L’etichetta, la Nar, si appoggia alla Universal, che non si limiterà a distribuire il disco: ha garantito subito una partecipazione viva e attiva al progetto”.

In merito al contenuto del disco, il cantante ha detto:

“Per ora, mantengo il riserbo. Preferisco così. Dico soltanto che abbiamo scelto e sceglieremo soltanto i brani che abbiamo realmente voglia di proporre. E aggiungo che nessuno degli artisti coinvolti ha storto il naso, all’idea di reinterpretare pezzi di terzi. Tutti ben disposti e aperti, tutti avanti insieme e di comune accordo. Secondo te? Cosa ne pensi? è sempre stato il mio approccio. Ma è stato anche il loro, perché io ero apertissimo a ogni suggerimento”.

Del duetto tra Fausto Leali e Mina si era parlato già la scorsa estate, quando ne aveva riferito il fan club ufficiale della tigre di Cremona. I due, lo ricordiamo, unirono le loro forze già nel 1986, registrando insieme “Via di qua”. Leali e Mina, per il nuovo album del cantante, non avrebbero inciso un inedito, ma un vecchio successo. Con Francesco De Gregori, invece, il cantante di Nuvolento potrebbe aver inciso il duetto sulle note di “A chi” già proposto dal vivo lo scorso anno all’Arena di Verona durante il concerto dedicato ai quarant’anni di “Rimmel”, al quale Leali aveva partecipato in veste di ospite.

Baglioni potrebbe essere co-protagonista della registrazione del duetto su “Solo lei” che i due avevano portato sul palco di O’Scià (la manifestazione organizzata dal cantautore romano a Lampedusa fino a qualche anno fa) nel 2010, mentre insieme a Umberto Tozzi Leali potrebbe aver inciso “Io camminerò”, canzone scritta dallo stesso Tozzi e interpretata separatamente sia dallo stesso Leali nel 1976 (che la incise per l’album omonimo) che dal suo autore (la inserì nel suo primo album, “Donna amante mia”, pubblicato sempre nel 1976).

by http://www.rockol.it/news-661441/fausto-leali-nuovo-album-duetti-mina-de-gregori-baglioni

Addio Pino Daniele: un cuore aperto, fragile e troppo pieno di cose

” ‘a pucundria me scoppia ogne minuto ‘mpietto ” : Pino Daniele non c’è più. – See more at: http://www.corsoitalianews.it/pino-daniele-05012014/#sthash.zC51tP1K.dpuf

pino-daniele
Se n’è andato il nero a metà, quello che mentre l’America s’ha pigliat’ e megl’ post e chesta città, le strappava la rabbia del blues, la mescolava con l’energia del funky e dava ‘n faccia senza ce penza’. “Uagliù” come avrebbe detto con quella vocina che risaliva dal fondo di un omone col cuore di cristallo, uagliù, che brutto risveglio stamattina.

E il mare, e il mare sta semp’ llà tutt sporco e chino ‘e munnezz’… e stamattina non si può fare a meno di guardarlo il mare di Napoli e pensare che col cuore di Pino Daniele se n’è andato un pezzo fondamentale di quello di tutti i napoletani.Troppe canzoni, troppi ricordi, il ragazzone del centro storico spaccava con quella chitarra, sudava e sputava tutto il male della città madre strafottente, tanto bella da guardare, così amara da vivere.

Il suo primo gruppo si chiamava “Batracomiomachia” come la guerra tra rane e topi, parodia delle lotte tra gli eroi epici della Grecia classica; e di epica musicale italiana, non se ne abbia nessuno a male, Napoli ne ha saputo tantissimo: ne è un esempio quel miracolo degli Showmen, dal cui scioglimento presero forma la leggenda progressive degli Osanna e dall’altro lato i Napoli Centrale- guidati da quel personaggio formidabile e incazzoso che respingeva a colpi di insulti un surreale Lello Arena in “No grazie, il caffè mi rende nervoso”: James Senese. E poi ovviamente Pino Daniele, che- ormai suona come una leggenda bellissima- contattò proprio il sassofonista “ngazzate nire” : «Ciao, sono Giuseppe Daniele, mi piace la musica che fai, te vulesse incuntra’». Sodalizio generosissimo per gli appassionati di musica ai piedi della sirena addormentata, mentre nel resto d’Italia andavano per la maggiore Umberto Tozzi e Claudio Baglioni. Sul serio, eh.

Ma le incursioni musical-socio-antropologiche di Pinuccio e sodali, davano svariate piste ai canzonettieri dello stivale e qualcuno cominciava ad accorgersene.Agosto 1983, Zurigo, Esposizione Internazionale delle Telecomunicazioni e Hi-Fi. Sullo stesso palco dove tre anni prima si era esibito in diretta sulla tv svizzero-tedesca, Pino Daniele ritorna per un intero concerto, accompagnato in quasi tutti i brani da Toni Esposito alle percussioni e Tullio De Piscopo alla batteria.Quel concerto è una pietra miliare, ripreso dalla Rai e trasmesso a eterna memoria del genio e della sensibilità napoletani, con quel Pulcinella appesantito che si dà senza risparmiarsi, che si diverte a improvvisare e rivedere, sospendere e ripartire, supportato da musicisti fortissimi. E non si stancano, no, perché la rabbia è una vendetta smargiassa su quel palco, e ce n’è per tutti, co’ blues astregne e rient’ e sone mò.

Poi insomma, la discografia e le tappe della sua carriera, quelle basta andarsele a cercare su Wikipedia, ma emozionarsi, oggi, per la leggerezza dei lazzari felici, per tutto quello che hanno rappresentato Pino Daniele, i film di Massimo Troisi, Maradona e la favola napoletana degli anni ’80 divisi tra guerre di camorra e poesia- sì oggi si può dire anche poesia senza sfociare nella bieca retorica- emozionarsi oggi, raccogliersi e riempire il vuoto di musica, è non solo inevitabile, ma un tributo dovuto. Non è la vocazione del napoletano al martirio oggi, non è il dolore stupido per la morte di qualcuno che non si conosceva. E’ la storia di ognuno di noi, è la consolazione che tanti momenti hanno accompagnato la musica e la voce di Pino Daniele; le sigarette fumate lasciandosi cullare da una solitudine accogliente; i sogni di libertà; le storie; l’energia e un calore di sottofondo: tutto quanto ha saputo fare un cuore aperto, fragile e troppo pieno di cose.

Simona Ciniglio

by corsoitalianews,it

– See more at: http://www.corsoitalianews.it/pino-daniele-05012014/#sthash.zC51tP1K.dpuf

il messaggero: video: i big della musica al funerale di Pino Daniele

Tozzi, Zero, Momus il 2014 si annuncia a tutta musica

Il cartellone del Palageorge annuncia Claudio Baglioni e Giorgia, mentre il Grande proporrà Anna Calvi Paolo Conte e Pat Metheny al Vittoriale di Gardone

renato zero

Grandi star italiane, appuntamenti internazionali e prime avvisaglie per una programmazione estiva densa di sorprese sia in città che sul Garda: così si preannuncia il cartellone bresciano dei concerti per il 2014, già ricco di eventi fino a giugno.
In ordine cronologico, il primo nome che troviamo in agenda è quello di Umberto Tozzi, che il 31 gennaio inaugurerà ufficialmente l’annata al Palabanco di Brescia con il recital «Yesterday Today», viaggio in una carriera quarantennale dai successi degli anni ’70 fino alle nuove composizioni. I biglietti sono già in prevendita e costano 31, 26 e 22 euro più quattro euro di diritti: si trovano nel circuito Ticketone o direttamente agli uffici del teatro (info: 030/348888).
La sera dopo, sarà la Fiera di Brescia ad ospitare il ritorno in palcoscenico di Renato Zero, che proprio dalla Leonessa ripartirà l’1 febbraio con l’ultima coda dell’«Amo Tour», già visto nel 2013 da oltre 300 mila spettatori. L’appuntamento bresciano è organizzato dal Cipiesse, (www.cipiesse-bs.it) biglietti a 74,75 euro (primo settore numerato), 69 (secondo settore numerato e tribuna laterale), 51,75 (terzo settore numerato e tribuna centrale bassa), e 34,50 (tribuna centrale alta).
Febbraio inizia all’insegna di un grande cult-artist del pop indipendente britannico come Momus: l’artista inglese, vero nome Nick Currie, attivo dagli anni ’80 e con una sterminata discografia alle spalle, si esibirà la notte del 15 febbraio ai Lio Bar di Brescia. Dieci giorni dopo, e per l’esattezza la sera del 25 febbraio, il teatro Grande ospiterà fra i suoi velluti Anna Calvi, fascinosa esponente del rock d’autore made in UK con radici italiane. Presenterà il suo secondo album, lo straordinario «One Breath», uno dei titoli più avvincenti dell’anno appena trascorso: biglietti a 22 e 18 euro, informazioni e prevendite su teatrogrande.it. Britannico di origini tricolori è anche Jack Savoretti, artista emergente della scena folk-rock britannica che il 15 marzo sarà con la sua band sul palco del teatro Ctm di Rezzato. Ma l’attesa è tutta concentrata sulla serata del 27, quando al Palageorge di Montichiari farà tappa il tour di Elisa. I biglietti (da 69 a 36,80 euro) sono in prevendita su zedlive.com
Aprile si apre sotto il segno di Rufus Wainwright, raffinatissimo cantautore pop e figlio d’arte con collaborazioni stellari e sette album alle spalle: si esibirà il 4 al teatro Grande, con biglietti a 28, 22, 17 euro. Il 18 sarà invece la volta di Claudio Baglioni, anche lui atteso al Palageorge di Montichiari per uno spettacolo multidisciplinare che occuperà tutta l’area centrale del palazzetto: tagliandi da 69 a 51,75 euro (zedlive.com). In maggio si rimane al Palageorge per l’appuntamento con Giorgia, fissato per il 4 (57,50, 46 e 27 euro i biglietti): ma il mese potrebbe riservare anche un paio di ulteriori appuntamenti top con Fiorella Mannoia e Francesco Renga. I due artisti rientrano nelle trattative aperte per i prossimi mesi dal Cipiesse, che già sta ragionando anche sull’estate cittadina: i primi nomi in ballottaggio per luglio potrebbero essere quelli di Joe Satriani e Jethro Tull, sui quali l’organizzazione di Santo Bertocchi sta pure attualmente trattando. Già definite invece le prime due star del festival Tener-A-Mente al Vittoriale di Gardone Riviera: si tratta di Paolo Conte e Pat Metheny, che si esibiranno nel teatro dannunziano rispettivamente il 21 e 22 giugno. Prevendite già aperte su anfiteatrodelvittoriale.it.

Claudio Andrizzi

…leggi l’articolo su bresciaoggi.it

Umberto Tozzi: “Vasco ha solo espresso il suo pensiero”

Incontro con il cantante italiano in occasione del concerto al Casinò di Campione d’Italiadi Sal Feo


CAMPIONE D’ITALIA – “Un periodo irripetibile dal punto di vista musicale”. Non poteva definirli diversamente Umberto Tozzi i suoi anni 80. Il cantante è stato protagonista della serata Rewind ’80 di venerdì al Casinò di Campione d’Italia. Un’occasione per presentare un repertorio che ha fatto la storia della canzone italiana, e non solo italiana se si pensa che bastano due soli titoli come “Gloria” e “Ti amo” per proiettare Tozzi nel firmamento della musica internazionale.

Cosa resterà degli anni 80?
“Un periodo in cui l’espressione musicale aveva grande considerazione. C’erano delle persone eccezionali che aiutavano noi giovani a credere nella musica e ci davano una mano se il primo tentativo non andava bene. Oggi queste possibilità purtroppo non ci sono”

Cosa bocciamo di quegli anni?
“Nulla. Sono stato un privilegiato perché ho avuto la fortuna di nascere artisticamente in anni in cui era possibile acquisire una cultura musicale internazionale. Tecnologicamente oggi siamo più avanti. In quegli anni invece poteva succedere che ti cascassero le chitarre, ma ero il bello di essere on the road. Era un periodo in cui contava la musica, oggi invece sono importanti le luci, gli effetti scenici, roba che nulla ha a che fare con la musica”.

Star in Francia, un po’ meno in Italia.  Come mai?
“Sin dall’inizio della mia carriera ho avuto le porte aperte del mercato straniero. Oggi l’80% del mio percorso musicale avviene all’estero, e mi sta bene così. In Italia chi segue la mia musica li incontro regolarmente nei miei concerti italiani. Non soffro la condizione di immigrato. Sono nato a Torino ma son sempre stato uno zingaro da quando avevo 15 anni. Non puo’ che riempirmi di gratificazione se la mia musica è apprezzata nel resto del mondo”.

Come mai i francesi ti amano così tanto?
“Si vede che sono forte. (ride). I francesi hanno buone orecchie per ascoltare la buona musica”.

A maggio esce il tuo nuovo cd “Today”. Com’è l’oggi di Umberto Tozzi?
“Il disco esce il 51 maggio. È un cd molto bello. Era da diversi anni che non facevo un album di inediti. L’album nasce da un periodo di grande ispirazione. Credo di aver scritto delle cose fantastiche e sono felice di affrontare questo  nuovo percorso artistico. E poi tutto sommato oggi canto molto meglio di prima”.

Hai sentito cosa ha detto Vasco su alcuni tuoi colleghi? Cosa ne pensi?
“Non leggo quello che Vasco Rossi scrive sul mondo. Vasco è  un grande artista e credo che abbia espresso il suo pensiero. Il pensiero va comunque in ogni caso interpretato in maniera serena. Ho visto l’intervista a Claudio  Baglioni fatta a Striscia la notizia, e devo dire che Claudio ha dimostrato di essere una persona molto intelligente, rispondendo in maniera eloquente a qualsiasi tipo di minaccia proveniente da Vasco”

Tra le nuove generazioni di cantanti nati nei talent show chi ti piace?
“Non credo che gli artisti della mia generazione avrebbero avuto fortuna nei talent show. Grazie al cielo  non esistevano altrimenti saremmo stati tutti bocciati. Sono convinto che gli artisti devono essere scoperti  nelle cantine, nelle strade. Questi  tipi di artisti esistono ancora. Non è vero quando si dice che le nuove generazioni non hanno talento. Credo piuttosto che ci sia parecchia disattenzione da parte dei produttori discografici, i quali preferiscono accomodarsi  sulla facile poltrona dei talent. Mi auguro che possa tornare un’epoca come quella che ho vissuto io , quella degli anni 70 e 80, e riavere grandi artisti capaci di scrivere canzoni che possano restare nella storia della canzone”.

…clicca per ascoltare l’intervista su tio.ch…