Umberto Tozzi su Radio Gold News

Sabato 8 marzo si esibirà ad Alessandria uno dei grandi protagonisti della musica italiana, Umberto Tozzi, con il suo tour teatrale yesterday… Today. Ieri e oggi. Il teatro è la location ideale per la musica melodica e raffinata del cantante torinese. Tozzi canterà al teatro Alessandrino i suoi più grandi successi con la sua fidata band.

Umberto Tozzi sarà nostro ospite oggi, (giovedi 27 febbraio) alle 12.20.

I biglietti del concerto sono in vendita presso:
Gruppo Anteprima, Piazza Garibaldi 40 Alessandria, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 15 (orario continuato), tel. 0131 250600; info@gruppoanteprima.com
Costo biglietti: poltronissima € 39 + prevendita € 6, poltrona € 35 + 5, galleria € 26 + 4.

Inizio Concerto Ore 21; Teatro Alessandrino, Via Verdi 12 Alessandria.

…clicca per leggere l’articolo…

Concerto di Umberto Tozzi a Torino

Le foto seguenti ci sono state gentilmente inviate dal fotografo Roberto Troisi.
Grazie Roberto, per averle condivise con noi!!

1927137_10203090630696697_846355433_n
1960400_10203090638016880_749576034_n

Una “Notte rosa” che finisce in “Gloria”

9 Febbraio

19:06 2014

Articolo scritto da
Lele Boccardo

Dopo cinque anni di assenza, Umberto Tozzi, torna a calcare i palcoscenicici italiani; naturalmente torna nella sua città natale ed i suoi concittadini rispondono da par loro all’invito: Teatro Colosseo sold out da parecchie settimane.

Il tour, per altro già portato on stage,in parecchie città europee alla fine del 2013, con un grosso successo di critica e di pubblico, è basato sull’ultimo disco dell’artista di Quartiere Pozzo Strada: “Yesterday, Today”, un doppio cd che comprende una manciata di nuove canzoni, arrangiate e prodotte da Greg Mathieson, già braccio destro di Umberto alla fine degli anni ’70, e tutti i suoi più grandi successi, riarrangiati e ricantati per l’occasione.

Devo dirvi che il concerto di ieri sera, è stato molto “Yesterday”, senza dubbio per la gioia del pubblico, e poco “Today” se si escludono tre inediti (che verranno inclusi nel cd/dvd live di imminente uscita), tra cui spicca un bellissimo brano, roccheggiante “Sei tu l’immenso amore mio”.

Pubblico molto variegato, tra l’altro: coppie di cinquantenni che ancora camminano mano nella mano, quarantenni in tiro che però si sciolgono nel sentire le canzoni più romantiche, ed un buon numero di teen agers, che probabilmente conoscono Umberto Tozzi grazie ai genitori, ma che sicuramente sanno apprezzare la musica scritta ed interpretata da un artista con la “A” maiuscola.

La scaletta del concerto è un sapiente cocktail, ben shaekerato, di canzoni lente e ritmate, che coinvolgono il pubblico fin dalla opening song: ”Notte rosa”che apre la prima parte dello spettacolo e che prosegue con diversi medley, di brani degli anni ’70 e 80’ per chiudersi con un set unplugged, davvero da brividi, dove Umberto, armato di chitarra acustica, propone “Donna amante Mia”, “Petit Marie” (cover del brano del grande artista francese Francis Cabrel) e “Io camminerò”, tanto da meritarsi la standing ovation del teatro.

La seconda parte del concerto è invece completamente “elettrica”: Fender Telecaster a tracolla, alla Bruce Springsteen, per intenderci, il “rosso” propone alcuni tra i suoi brani più roccheggianti, a partire da “Dimmi di no”, proseguendo con “Stella stai” e finendo con “Tu”, cantata in piedi da tutto il pubblico.

Immancabile il bis, “Gloria”, naturalmente, che chiude degnamente la serata.

Serata, due ore di musica, davvero volate via in un attimo; merito del front man, sicuramente, ma anche della band che lo accompagna, tosta davvero tra cui spiccano il batterista, Ricky Roma, una vera drums machine, e il sassofonista, Gianni Vancini, che con il suo ottone ha cesellato i suoni di tutto il concerto.

Una nota delicata davvero, prima di chiudere: le parole dedicate da Umberto alla sua città, sempre viva nei suoi ricordi, e soprattutto alla mamma, presente in teatro: parole dette dal figlio e non dall’artista.

Insomma, siamo usciti dal teatro, con la voglia di ritornarci, magari immediatamante: speriamo che non passino altri cinque anni nel frattempo.

Chiudo ringraziando Roberto Troisi (www.troisiphoto.com) per aver gentilmente offerto le bellissime foto di questo servizio.

Stay always tuned !!!

Lele Boccardo

clicca per leggere l’articolo su btorino.eu

Sanremo 2014, Scandurra: “Il Piemonte e Torino potevano dare di più sul palco”

Il popolare critico musicale commenta la prima serata del 64° Festival della Canzone Italiana. Il giudizio sulle performances di Luciana Littizzetto, Perturbazione e Frankie-hi nrg mc

Comunicato Stampa
“Il Piemonte e Torino potevano dare di più sul palco del Teatro Ariston”. Lapidario il giudizio di Maurizio Lorys Scandurra, il noto giornalista e critico musicale, scrittore, autore e conduttore radiotelevisivo, in questi giorni in trasferta nella Città dei Fiori per capitanare un cast d’opinionisti d’eccezione composto da Antonio Lubrano, Monia Russo, il crooner Matteo Brancaleoni, Mariella Nava, Silvia Mezzanotte (voce dei Matia Bazar), Tullio De Piscopo, Andrea Mingardi, Monia Russo, il noto hair stylist dei famosi Toni Matta e l’Avvocato Patrizia Polliotto.

“Le performances musicali dei rappresentanti sanremesi nati ai piedi della Mole, quali i Perturbazione e il rapper Frankie-hi nrg mc lasciano molto a desiderare entrambe sotto il profilo della qualità delle canzoni: melodie sintetiche, testi scontati e colmi all’inverosimile di luoghi comuni, e voci per nulla all’altezza di interpretazioni intense”, dichiara Scandurra.

“Lontani anni luce i tempi di grandi artisti piemontesi quali Valerio Liboni de I Nuovi Angeli, i Subsonica, Danilo Amerio, Gilda, Dino, Giorgio Faletti, Sergio “Moses” Moschetto, Ariel, Umberto Tozzi e le splendide canzoni scritte da quell’angelo indimenticato e irraggiungibile delle sette note italiane che è stato il paroliere e compositore Giancarlo Bigazzi. Tutti artisti che hanno lasciato un’impronta secca nel cemento della storia della musica italiana, un segno indelebile sul palco di Sanremo, nel cuore e nelle orecchie degli italiani di ieri, oggi e domani, perchè una bella canzone non ha tempo nè età. Resta per sempre”, aggiunge il noto giornalista musicale. Per poi concludere: “Peccato non poter dire lo stesso delle gag della Littizzetto, ca va sans dire! Per fortuna non sarà così: passeranno come l’acqua sotto i ponti, scontate come sono, per la Luciana piemonteisa che ha da sempre un occhio rivolto a un linguaggio televisivo più simile a quello comunemente classificato “da caserma”, e non di certo a quello tipico, elegante e prezioso da madama dei salotti bene della Torino borghese, colta e raffinata”.

leggi l’articolo su torinotoday.it

Caro Fabio con la Ferrari targata Rai devi correre

22/02/2014 06:07
CARTELLINO ROSSO
Caro Fabio con la Ferrari targata Rai devi correre
di Arturo Bandini

fabio fazio

Lo spauracchio dello spread è ormai un lontano ricordo e, forse per questo, la nascita del nuovo, ennesimo, Governo di pseudo tecnocrati, piegati al compromesso, non rappresenta poi un problema insormontabile, almeno non in questa settimana. Ladies and gentlemen, questa è la settimana di Sanremo.
Implacabile, il ricordo va agli acuti di Massimo Ranieri in «Perdere l’amore», ai Pooh e alla loro «Uomini soli» per arrivare a Roberto Vecchioni e la sua «Chiamami ancora amore», ma soprattutto, mai come quest’anno, ha risuonato nella mente dei telespettatori il ricordo di Gianni Morandi, Umberto Tozzi e Enrico Ruggeri nella loro «Si può dare di più».
Si chiude la settimana di un Festival in cui sicuramente si sarebbe potuto dare di più, almeno in termini di qualità, dinamicità, brillantezza, spettacolo e attenzione a problemi sociali che coinvolgono il nostro Paese. Su tutti, la crisi economica e del lavoro e la voglia di riabbracciare presto i nostri Marò, ormai lontani da casa da troppo tempo.
Questo «cartellino rosso», mio malgrado, va al conduttore Fabio Fazio che, seppur dotato di una bellissima Ferrari, ha deciso di camminare in retromarcia e, invece di sfruttare il più importante evento trasmesso dalla Rai nel corso dell’anno per fare Spettacolo e Servizio Pubblico, ha tenuto a dimostrare che lui, tutto sommato, non è così buono come dicono.
Arturo Bandini

leggi l’articolo su iltempo.it

IO DONNA Interviste: Umberto Tozzi

COSE DELLA VITA
Umberto Tozzi
Nella sua casa di Montecarlo ha tutte le chitarre comprate da ragazzo. Ascolta i Beatles e i Police “perché dopo non c’è stato più niente di creativo”: Adora i film con De Niro. Ma non vive nel passato. Anzi. Ora, per la nuova tournée, si è messo a dieta stretta
di Cristina Lacava – 20 febbraio 2014

braccialetto

Un braccialettino d’oro che mi ha regalato il dj Giancarlo Mandrioli nel ’76, ai tempi del mio album d’esordio Donna amante mia. Fu il primo a mandare il singolo in radio, credeva in me. Da allora l’ho sempre al polso.

pallone

In passato giocavo con costanza a calcio e a tennis. Poi ho avuto un problema alla schiena e da allora vado in piscina tutti i giorni e nuoto per un’ora.

de niro

Non vado al cinema da una vita perché sono pigro, preferisco vedere i film in casa. In genere non scelgo mai quelli recentissimi. Ho amato molto Claude Lelouch, tra gli attori sono rimasto legato a Robert De Niro, Al Pacino, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi

smoking

Amo lo stile informale, voglio stare comodo. In questo periodo indosso spesso giubbini e felpe dell’Aeronautica militare. Certo, se il principe Alberto di Monaco mi invita a un ricevimento, uso lo smoking.

libro

Non mi ricordo; non leggo molto e mai a letto. Passo dalla biografia dei Beatles alle opere del sensitivo Gustavo Rol.

divano

Abbastanza: piatti di carne, insalate. Non mangio mai pasta, né pane; ho perso 10 chili per affrontare in forma il nuovo tour intitolato Yesterday, Today che mi porta il 7 aprile a Roma, l’8 a Milano. Al ristorante sono un gran rompiscatole; chiedo sempre di parlare con lo chef. In passato ho esagerato con il cibo, ora sto molto attento.
In casa non guardo tanto la tv, se non una partita di calcio o qualche show. Preferisco giocare a tennis con l’iPad.
sul comodino ho un rosario che ho preso ad Assisi e una foto dei miei figli Gianluca, di 27 anni, e Natasha, 24.

montecarlo

Da 22 anni vivo a Montecarlo, è il posto più bello e rilassante del mondo. Sono nato a Torino, dove ho vissuto fino a 16 anni; poi mi sono trasferito a Roma, Bologna, Firenze. Ma solo a Montecarlo ho capito che non avrei mai più fatto gli scatoloni.

auto

Non mi interessano. Per me l’auto è solo un mezzo di trasporto. Preferisco quelle comode e grandi, dove butti dentro tutti i bagagli e parti.

beatles

In casa niente, qualche volta metto un cd in macchina. Per sentire la musica devo essere isolato e alzare al massimo il volume. A casa non posso farlo, visto che spesso ci sono i miei figli con gli amici. Nella musica il periodo che preferisco è quello che va dai Beatles ai Police. Dopo non c’è stato più niente di creativo. Tra gli italiani mi piace Lucio Battisti, qualcosa di Baglioni, Dalla e De Gregori.

chitarra

Vado a periodi, ma brucio in fretta gli “amori passeggeri”. Quello per la pittura è durato un annetto; dipingevo le mie chitarre (foto), avrò realizzato una quindicina di tele. Poi ho smesso, così, su due piedi.
Ho conservato le vecchie chitarre che ho comprato da ragazzo e ogni tanto le uso ancora, quando suono in casa. Non le porto in giro, sono strumenti delicati. Sono molto affezionato a una Martin D28 che ho comprato a New York negli anni Sessanta. La tengo all’aria; ha un suono importante e non posso rinchiuderla in una custodia…

clicca per leggere l’intervista su iodonna,it