TERREMOTO

Vicino con tutto il cuore alle persone colpite dal terremoto di questa notte. Grazie a chi sta dando una mano. Un abbraccio forte

Umberto Tozzi Official

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L’attesa per il concerto a Formia e’ iniziata

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Umberto Tozzi in concerto ad Ascoli Piceno

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BUON COMPLEANNO, UMBERTO!!!

AUGURI UMBERTO

Umberto Tozzi in tour in Olanda


2 marzo A MAASTRICHT

Where :
Theater Vrijthof
Vrijthof 47
Maastricht,6211 LE, The Netherlands

When:
Sat 02 Mar, 2013

Time:
08:00 pm

Umberto Tozzi verkocht meer dan 32 miljoen platen en is zowel in Italië als in de rest van de wereld een absolute superster. Met hits als Gloria, Ti Amo en Gente Di Mare heeft hij een aantal onvergetelijke klassiekers op zijn repertoire. Ti Amo stond maar liefst zeven maanden op nummer 1 in de Italiaanse hitparade en met Gloria scoorde Tozzi een wereldhit. Gente Di Mare, het lied waarmee Umberto Tozzi en Raf deelnamen aan het Eurovisie Songfestival in Brussel in 1987, groeide uit tot een evergreen. Live slaagt Tozzi er telkens weer in om zijn onvergetelijke hits op een knappe en vooral frisse manier aan zijn publiek voor te schotelen, wat van zijn concerten echte pareltjes maakt.
Mede mogelijk gemaakt door Stichting Cultuur en Bedrijf Maastricht.

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Berlinale: i vincitori

A Berlino trionfano le storie di tutti i giorni.
E l’Orso d’Oro va a Călin Peter Netzer per Child’s Pose e a Paulina García per il toccante Gloria

“Il film è una immersione del regista e del pubblico nella vita della protagonista interpretata dall’attrice Paulina García. Non è un personaggio autocompiaciuto, ha molto chiaro in testa cosa le piace fare e cosa no. Non rinuncia a notti danzanti in locali frequentati da gente della sua età, luoghi in cui, nel corso del film, maturerà tanto incontri sessuali soddisfacenti come amori turbolenti e complicati. E nonostante tutto, nonostante i mal di testa, i “day after” problematici e le esperienze negative, continuerà a ballare, fino alla fine.

Si capisce, osservando Gloria che si muove per la città con grandi occhiali rossi, che dietro al film c’è un ottimo studio del personaggio che convince e ottiene come risultato immedesimare il pubblico, maschile o femminile, giovane o vecchio, in quello che succede sullo schermo. Perché in fin dei conti si tratta di una storia semplice, ma anche di una metafora di vita applicabile e valida per tutti.

Ci sono stati altri film a tema “sesso nella terza età”, ricordo per esempio l’acclamato (in Germania) “Settimo cielo”, di Andreas Dresen. Ma Gloria è molto di più. Ed è un film tanto sorprendente nel tema come audace nella scelta di presentare scene di sesso esplicito tra persone non più in forma fisicamente (ed è un eufemismo). Il risultato, ancora una volta, non è neorealista né crudele, come potrebbe girarlo l’austriaco Ulrich Seidl. Lelio riesce a girarlo in modo autentico e credibile, comunicando la passione, anche quando si tratta di sesso anale.

Il tutto è condito con una serie di musiche kitsch, che provocano l’allegria nel pubblico: un applauso scatta nel bel mezzo del film (è raro), e quando sull’ultima scena Gloria balla appunto su “Gloria” di Umberto Tozzi, l’intera sala si alza in piedi a cantare la stessa canzone. Patetico? Sì, un po’ sì, ma quando vi imbatterete in questa pellicola probabilmente vi ricrederete. Insomma esci dal cinema col sorriso sulle labbra e augurando alla protagonista, genialmente interpretata, altre avventure e altre passioni.”

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Gloria: in uscita il film cileno candidato al 63° Berlin International Film Festival.

Desclasificando a Gloria, el regreso del cine chileno a la competencia en Berlín

El 10 de febrero se presenta el cuarto filme de Sebastián Lelio en el reputado festival alemán.

por Pablo Marín 
El filme sigue la vida de Gloria, una mujer de 58 años, separada, que intenta rehacer su vida tras la partida de los hijos. foto: Sebastian Lelio
El filme sigue la vida de Gloria, una mujer de 58 años, separada, que intenta rehacer su vida tras la partida de los hijos. foto: Sebastian Lelio
“Duele, duele, tanto/Duele, duele/ Tu amor”. Una célebre canción de Frecuencia Mod, de indisimulada impronta sexual, oficia de banda sonora en el plano inaugural de Gloria. El cuarto largometraje de Sebastián Lelio arranca con la visión de una pista de baile poblada por gente de 50 para arriba. Y en la medida que nos acercamos a la barra del local, comienza a distinguirse el perfil de la protagonista, cuyo nombre sirve de título a la cinta: una mujer de 58 años, que en este plano y en otros que vendrán, será vista con un pisco sour en la mano. Cuestión de actitud.

Paulina García encarna a esa oficinista separada y madre de dos hijos, cuyas discretas e íntimas correrías son la médula de la película que el 10 de febrero, a las 16 horas, llevará de vuelta al cine chileno a la competencia oficial del Festival de Berlín. A 22 años de la exitosa presencia de La frontera, de Ricardo Larraín, Gloria propone seguir los pasos de una mujer para quien la vida está lejos de terminar.

Lelio, que desarrolló el guión junto a Gonzalo Maza, cuenta que Gloria surgió de una pregunta que se convirtió en un desafío. “Siempre me pareció que en esas mujeres chilenas que se acercan a los 60, que luchan contra un mundo que no las trata como merecen, que se resisten a echarse a morir, que cantan en el auto, que fuman, toman y bailan, había una película posible”, señala el director de La sagrada familia y Navidad. Tras un rodaje que tomó cinco semanas y una producción que se completó en un año, la posibilidad se hizo carne.

(…)La película, asimismo, ofrece en su propio título un par de guiños: por un lado, la canción homónima de Umberto Tozzi, que forma parte de un soundtrack donde también comparecen Juan Carlos Duque y Donna Summer; por otro, su título es el mismo de la película que en 1980 dirigió John Cassavetes, santo patrono de todo cineasta que presuma de independiente. Lelio concede lo de los guiños, siempre que se los considere a ambos.

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Corriere del Veneto: Tozzi, il concerto è una festa

LA RECENSIONE

Tozzi, il concerto è una festa

Delirio dei fan al Gran Teatro Geox soldout per il cantante che nel mondo ha venduto più di Vasco e Ligabue. Da “Notte Rosa” a “Gloria”, gli applausi dei fan

È vero, era l’unica data italiana della stagione. Vero pure che l’occasione era più che speciale, con ritrovo nazionale dei fan e la registrazione del primo dvd live. Ancora vero che nel mondo, guardando altri i colleghi italiani, ha venduto più di Vasco Rossi e Luciano Ligabue messi assieme. Ma certo la concentrazione del delirio festaiolo di sabato sera al concerto di Umberto Tozzi è una cosa da non vedere tutti i giorni (e in molti concerti). Il sold out del Gran Teatro Geox lo poteva far sospettare, ma lo spettacolo sia sul palco che in platea e tribuna, è stato inaspettato. Neppure le luci tenute più alte del normale per esigenze di registrazione video hanno inficiato la voglia dei fan di festeggiare un’epoca musicale che non c’è più: quella degli anni Ottanta del pop danzerino con l’anima d’autore, quella che ha permesso ad Umberto Tozzi di piazzare hit in tutto il mondo e vendere 70 milioni di dischi. La scaletta è costruita come un orologio svizzero, spacca il decimo di secondo, centrando il bersaglio del cuore dei fan.

Si parte con “Notte Rosa” che mette subito in evidenzai punti di forti della band di sette elementi (compreso Tozzi), un sound compatto con i piedi ben piantati negli anni Ottanta e qualche sfumatura originale di pop d’oltreoceano. Importante il palco, su due livelli e tempestato di videowall, e l’impianto luci da grande occasione. I suoi successi, Tozzi, li fa proprio tutti, sfruttando anche la possibilità del medley (uno con “Roma Nord”, “Se non avessi te” e “Gli innamorati”, l’altro con “Ciao Lulù”, “Qualcosa qualcuno” e “Brava”) sparando, jeans, camicia nera e Telecaster in braccio, una dietro l’altra, le megahit “Ti amo”, “Donna”, “Gli altri siamo noi”, “Io camminerò”, “Io muoio di te”, “Stella stai”, solo per ricordarne qualcuna. Troppo “demodé” e francamente poco funzionale al concerto, i dieci minuti centrali in cui i musicisti, con Tozzi uscito dal palco, danno mostra di sé attraverso assolo dei loro strumenti.

Spezza un po’ il ritmo anche il fatto di firmare sul palco alcuni autografi a quattro fan (altri quattro che hanno partecipato ad un concorso andranno a cena con lui). Segue un breve inserto acustico in cui il cantante torinese sottolinea la grande struttura melodica di “Donna amante mia” prima di esibirsi nella prima chicca della serata, contenuta nell’ultima fatica in studio “Yesterday, today”, la cover dei Beatles “Here, there and everywhere”. Altri brani inaspettati sono “Un corpo e un’anima”, che nel 1974 ha vinto Canzonissima interpretata da Wess e Dori Ghezzi, “Gente di mare” e “Si può dare di più”. L’altro spettacolo è tutto del pubblico, decine di striscioni e cartelli, coreografie studiate ad hoc con cuori giganti, fazzoletti bianchi sventolanti e abbracci collettivi. Il finale, dopo i ringraziamenti di Tozzi (anche alla famiglia presente in sala), è con gli anticipi di “Tu” e la canzone simbolo “Gloria”, in versione estesa, che sui saluti si trasforma in base dance. Inutile descrivere la gioia dionisiaca dei fan, in piedi e scatenati già da molte canzoni.

Francesco Verni

In vendita in tutti i negozi di dischi

UMBERTO TOZZI: 2 LP IN UN CD

Umberto Tozzi NON sarà ospite a “Domenica In”.

La partecipazione non era mai stata annunciata dal sito Ufficiale.