Umberto Tozzi: “A Taormina una festa con tanti ospiti”

“I miei successi? Ho avuto fortuna. Non pensavo neanche di fare il cantante”. Il 25 settembre al Teatro antico festeggia 70 anni e la carriera con Giuliano Sangiorgi (“presentiamo per la prima volta una cosa fatta insieme”), Albano, Nek, Raf, Marco Masini (e altre sorprese)

Di Ombretta Grasso 20 ago 2022

Le cantiamo tutti a squarciagola. A qualsiasi età. Sono quelle canzoni che si appiccicano alle orecchie e ci restano per sempre, pronte a tornare, insieme con un sorriso, nelle feste, nelle gite, in auto. Cosa resterà degli anni 80? Tanto. Canzoni come “Ti amo”, “Gloria”, “Tu”, “Stella stai”, “Nell’aria c’è”, “Notte rosa”, alcuni dei grandi successi di Umberto Tozzi, 70 anni appena compiuti e 80 milioni di dischi venduti. Torinese, mamma casalinga, papà guardia notturna, tante vite artistiche e hit intramontabili. Il suo primo grande successo è “Ti amo”, nel 1977, in quelle estati infinite con i jukebox e la chitarra per cantare in spiaggia, primo in classifica per mesi e otto milioni di copie vendute. Non si è più fermato passando da un Golden Globe alle tournée in tutto il mondo al duetto con Anastacia.
Tozzi festeggia ora la sua storia musicale con il tour “Gloria forever” al Teatro antico di Taormina il 25 settembre, un grande concerto con una sfilza di ospiti, Giuliano Sangiorgi, Albano, Nek, Raf, Marco Masini, che rendono l’appuntamento un vero evento.

«Sarà una grande festa, è la mia prima volta al Teatro antico, sarà un grandissimo spettacolo – racconta Umberto Tozzi – La scaletta? Ogni tanto inserisco delle cose che magari faccio poco, è un po’ come mi gira. Ci saranno diversi brani molto conosciuti del mio repertorio più altre cose che canto in acustico ma in questo caso soprattutto ci saranno degli ospiti che vengono a trovarmi sul palco. E forse arriveranno anche altri amici… – anticipa – È un piacere per me che questi grandi artisti vengano a cantare le mie canzoni. Un concerto simile fu nel 2018 all’arena di Verona per i 40 anni di “Ti amo”».
Come sono nati gli incontri con gli artisti?
«Hanno tutti una diversa estrazione musicale. Albano è un carissimo amico da tanti anni, lo ritengo uno dei più grandi interpreti che abbiamo in Italia. Mi piace molto cantare con altri artisti, nasco come musicista, sono abituato a dividere il palco. Non è frequente per gli italiani, ma il pubblico ama questo tipo di spettacolo».
E con Sangiorgi?
«Con Giuliano abbiamo fatto una cosa insieme che presenteremo per la prima volta a Taormina. Con Marco Masini siamo amici dall’88, ha suonato con me per due anni prima di cantare, abbiamo diviso insieme tanti momenti di vita e di lavoro. Con Raf abbiamo finito da poco il tour di cinque mesi insieme, è sempre bello ritrovarsi. Se lo prendi per quello che ti dà emozionalmente, questo mestiere è bellissimo. I live sono sempre meglio dei dischi, c’è la partecipazione del pubblico, è divertente stare tutti insieme».

Ha iniziato come musicista e autore, ha firmato “Un corpo e un’anima”, cantata da Dori Ghezzi e Wess, “Io camminerò” per Fausto Leali.
«Sono cantante per caso. Non ho mai ambito a farlo, nelle band  suonavo e cantavo, ma non era quello che pensavo. Ho cominciato a scrivere canzoni, poi ho incontrato Giancarlo Bigazzi, grande produttore e paroliere, che  mi ha detto “perché non le canti tu”. Ero abbastanza timido, non avevo la faccia tosta che invece hanno molti ragazzi di questa nuova generazione». 

Ma ha cominciato a cantare e firmare successi. Come si indovinano il ritmo, il ritornello, quel “ti-amo-ti”, facilissimo da ripetere?
«E’ la canzone più originale del mio repertorio, secondo me. Lasciamo stare “Gloria”,  successo internazionale, ma “Ti amo” a livello musicale, di impatto emozionale, è molto più forte».

“Ti amo” è stata inserita nella serie cult  “La Casa di Carta 4”, Martin Scorsese ha scelto “Gloria” per “The wolf of Wall Street”. 

«È stupendo, sì  – sorride – ma quando scrivi una canzone non pensi che poi possa avere una vita così lunga. C’è anche una buona dose di fortuna nelle carriere degli artisti, non basta il talento. Mi ritengo uno di quelli privilegiati sotto quest’aspetto».

Cosa pensa dei giovani cantanti, della musica  di oggi?
«Loro nascono in questo periodo storico e fanno quello che oggi sentono di fare, quello che ascoltano dal mondo. E’ un tipo di musica che a me personalmente non emoziona. Loro sentono la musica dal telefonino, non hanno idea dei suoni, non c’è personalità vocale, di scrittura, sono tutti un po’ uguali. All’epoca il mestiere era diverso: esisteva Lucio Battisti che faceva un suono e delle canzoni pazzesche, poi, chessò, c’era De Gregori, che era un altro genere ma scriveva cose irripetibili e così tanti altri. Per questo certa musica la risenti dopo 40 anni ed è ancora forte, c’era originalità». 
Ha vinto Sanremo con Morandi e Ruggeri con “Si può fare di più”, ci tornerebbe?  Morandi nella scorsa edizione è arrivato terzo. 
«Ma Morandi è unico, può fare tutto – ride – Può portare qualsiasi cosa sul palco, Gianni è straordinario. Io ci sono già stato, ho fatto il mio, basta, tornare non ha senso.  Ho avuto la fortuna di essere ospite di Amadeus due anni fa. Non c’era il pubblico ed era terrificante ma lui e Fiorello  hanno tenuto lo spettacolo a un livello molto alto».

Ha trovato la formula del successo?
«Non ci sono ricette – ride – c’è il talento, la spontaneità. Io ho avuto la fortuna di vivere un momento storico creativo irripetibile, iniziato negli anni 60, dai Beatles ai Supertramp ai Coldplay. La mia cultura musicale è andata verso quel tipo di ascolto. Quando ti metti al pianoforte o alla chitarra a creare qualcosa pensi a quello che hai imparato ascoltando questi grandi, poi viene fuori la tua personalità».

C’è una canzone che non ha avuto il successo che lei si aspettava?
«Sì, negli anni 90 feci un album del quale ero profondamente convinto e innamorato, “Il grido”, un album di grande insuccesso. Ma non importa, nella carriera di un artista non si fanno solo successi ma anche tante canzoni inutili. Per me rimane una delle produzioni più belle musicalmente, ne sono orgoglioso. Avevo con me grandi musicisti americani, gli arrangiamenti di Greg Mathieson, era un album che anche oggi, se lo metti su e lo ascolti, ha dei suoni pazzeschi. Nel concerto canto il singolo, “Il grido”».
Perché i suoi successi sono stati cantati da altri?
«Era molto difficile. In quel periodo lì, era il 79, della musica italiana si ricordava solo “Volare” di Modugno. Non c’era mercato. Ho avuto la fortuna di fare le cover in spagnolo, quattro “numeri uno” di fila con “Ti amo”, “Tu”, “Gloria” e “Stella stai”. È stato anche un caso che “Gloria” abbia passato l’oceano, la versione cantata da Laura Branigan fu un boom nel mondo… E’ andata benissimo lo stesso, dai».
Gloria forever, nei concerti cantano tutti con lei.
«Sì, ed è bello. La cosa più forte di questo mestiere è salire sul palco, perché hai il pubblico che ti gratifica di tutto quello che hai fatto».

http://www.lasicilia.it

CONCERTO RINVIATO

Il concerto di questa sera a Mont’Alfonso, per decisione della Protezione Civile, causa maltempo, è rinviato a domenica 21 agosto.

Umberto Tozzi in concerto con il tour “Gloria Forever”

Lo show questa sera alle 21.15 all’antica fortezza estense di Mont’Alfonso. Biglietti ancora disponibili online e acquistabili fino alle 19 sul posto

Il cantautore Umberto Tozzi durante un concerto
Il cantautore Umberto Tozzi durante un concerto

Settant’anni compiuti e un tour per celebrare la musica e la carriera di uno dei più grandi cantautori della musica italiana. “Gloria Forever” è il progetto live che questa sera porterà Umberto Tozzi alla fortezza di Mont’alfonso di Castelnuovo di Garfagnana, nell’ambito del festival “Mont’Alfonso sotto le stelle”. L’edizione di quest’anno, di “Mont’Alfonso sotto le stelle”, terminerà questa domenica con il concerto dell’Orchestra da Camera Fiorentina.

L’inizio dello show è previsto per le 21.15 e i biglietti sono disponibili sul sito ufficiale montalfonsoestate.it, su ticketone.it e nei punti Box Office Toscana. A Castelnuovo di Garfagnana prevendite presso la Pro Loco di Castelnuovo di Garfagnana e Fidelity Tours. Biglietti disponibili anche il giorno dello spettacolo, dalle 19, presso la biglietteria della fortezza.

Da “Notte rosa” a “Ti amo”, da “Dimentica dimentica” a “Tu”, una scaletta formata da intramontabili hit tutte da riscoprire. “Gloria Forever” vedrà impegnato Umberto Tozzi per tutto il 2022. Nel corso dell’anno verrà infatti celebrato l’incredibile catalogo di un artista che ha fatto la storia della musica italiana. Umberto Tozzi nella sua carriera ha venduto nel mondo più di 80 milioni di dischi grazie a hit del calibro di: “Ti Amo” e “Gloria” che, interpretata da Laura Branigan nel 1984, portò il nome del cantante torinese oltre oceano. Con più di cinquant’anni di attività alle spalle, Tozzi ha pubblicato 20 album in studio e 6 live, ha vinto il Festivalbar nel 1977 con il brano “Ti Amo” e nel 1994 con il brano “Io muoio di te”, il Festival di Sanremo nel 1987 con “Si può dare di più” insieme a Gianni Morandi ed Enrico Ruggeri mentre con “Gente di Mare”, in duetto con Raf, si classifica terzo all’Eurofestival.

https://www.lanazione.it/lucca/cronaca/umberto-tozzi-in-concerto-con-il-tour-gloria-forever-1.7990044

 La Kermesse de la bière revient à Maubeuge avec un programme alléchant.

by: https://ville-maubeuge.fr/wp-content/uploads/2022/06/KBM2022.pdf

Made In Italy are gearing up to perform their set of 80s Italian disco classics at the upcoming Griffith Italian Festival

Vincent Dwyer

By Vincent Dwyer

Updated August 17 2022 – 9:03am, first published 9:00am

PLAY THE HITS: The Made In Italy septet will be performing several tracks from Italian 80s pop icons such as Umberto Tozzi. PHOTO: Contributed

Griffith will be awash in the sounds of the 1980s Sydney Italian discos as the Made In Italy show gets ready to take the stage at the upcoming Griffith Italian Festival.

The septet, which includes a drummer, bass player, guitarist, keyboardist and three singers, will be performing a mixed selection of 80s and 90s Italian club favourites for the Griffith crowd.

Band founder and bass player Tony Marinelli said he used to work with many of the band members at the reception halls of yesteryears where Italian music was standard fare at weddings.

Mr Marinelli said it was this experience, as well as the bands’ experiences frequenting the Italian discos of Haberfield and Birkenhead Point that inspired him to create Made In Italy.

“Our show entails those 80s and 90s pop stars,” he said. “You’ve got Umberto Tozzi, Pupo, Marcella Bella, and other really popular Italian artists of that era.”

Mr Marinelli said the Griffith crowd can expect a flashback to a time where Italian discos were as widespread as the shoulder pads.

“There were a few Italian discos around Sydney where all the young Italians used to congregate and that’s where these songs came to life,” he recalled.

“The mullets were amazing too.”

Mr Marinelli said Made In Italy will have the Griffith audience dancing along and remembering the good old days.

“We’re going to bring a heap of polished songs, ” he said. “The crowd are going to be singing, dancing, and they’re going to reminisce.”

Despite having never been to Griffith before, the bass player and band founder said the septet were looking forward to taking to the stage at Yellow Tail Park.

“It’s a good line-up and it’s a good fun show,” Mr Marinelli said. “We’re doing it the Italian way.”

The 2022 Griffith Italian Festival will be held Saturday August 27 at Yellow Tail Park in Yoogali. Tickets can be purchased via the official event website.

by: https://www.areanews.com.au/story/7865202/were-doing-it-the-italian-way-made-in-italy-band-are-ready-for-griffith/?cs=9272

Il personaggio: Lele Sarallo e la notte romana di Vasco Rossi al Circo Massimo

Spazia tra radio, serate live e video comici sul web. Lo abbiamo avvicinato in una bella serata nella capitale e lui volentieri ci ha concesso l’intervista

Lele Sarallo

Raffaele Pongelli

16/08/2022 17:10

Il suo habitat naturale è lo spettacolo. È uno show man a tutto tondo. Spazia tra radio, serate live e video comici sul web. Insomma è una forza della natura. In una calda serata romana incontriamo Lele Sarallo.

Nelle scorse settimane ha aperto il concerto di Vasco Rossi al Circo Massimo di Roma.
«Mi devo ancora riprendere da un’emozione grande. Veramente indescrivibile. Non ce l’aspettavamo che ci scegliessero e non ci aspettavamo che il pubblico di Vasco rispondesse così alla grande al nostro show».

In cosa è consistito il suo spettacolo?
«Con Lory Voice e DJ Kubik abbiamo fatto un set di 20-25 minuti. Lory Voice, Lorena, è una tra le più grandi artiste che abbia conosciuto in questi anni. Lei è di Roma e abbiamo fatto un po’ coppia artistica anche in radio, a Radio Roma, e spesso facciamo le serate insieme. DJ Kubik è un dj bravissimo sulla dance e ha la particolarità di suonare col Cubo di Rubik in testa, proprio in omaggio agli anni ’90, sulla scia artistica di quel genere che si vede in tivù da parte di alcuni cantanti».

Come siete arrivati su quel palco?
«La settimana prima, noi tre abbiamo realizzato un evento di piazza a Turi, vicino Bari, e siamo piaciuti al manager di Kubik, che è Willy Marano e che è l’assistente personale di Vasco Rossi. Lui ci ha proposto di aprire il concerto di Vasco. Abbiamo detto subito sì!».

Ci racconta la giornata?
«È stato un giorno magico, da quando siamo arrivati fino alla fine. Tra i tanti, ti dico che abbiamo conosciuto la band di Vasco e in particolare il bassista Claudio Golinelli, uno dei suoi migliori amici. Poi abbiamo conosciuto Gaetano Curreri degli Stadio. Alle 19 è arrivato il nostro momento. Siamo entrati sul palco, dopo la stupenda presentazione di Diego Spagnoli, lo storico assistente di palco di Vasco. Eravamo i primi a esibirci. Si percepiva che pubblico aveva bisogno di una scossa, di una scarica. Appena entrati io ho urlato semplicemente ‘Ciao Roma!’. A quel punto le migliaia di persone presenti sono esplose in un boato! E lì il primo brivido. A quel punto finisce l’agitazione e parte l’adrenalina. Abbiamo fatto un percorso anni ’90-2000 con punte anni ’80, fatto di canzoni sia italiane che straniere, però rifatte da noi. Pensa abbiamo iniziato con Tu di Umberto Tozzi. Noi cantavamo insieme alla base e al pubblico. Lory è la vera cantante, io mi occupo più dell’intrattenimento. La performance è durata circa 25 minuti ma sembrava un’eternità, perché su quel palco è un’emozione troppo forte. Eravamo talmente carichi di adrenalina che avremmo potuto fare altre tre ore sul palco!».

Impegni per la prossima stagione?
«Sarò sempre in radio con Sarallo Famosi su Radio Roma con una grande novità, nella prossima stagione saremo anche visibili in televisione al canale 14 del digitale terrestre in tutto il Lazio, e poi ci saranno i vari eventi a cui parteciperò e i miei nuovi video comici sul web»

Un suo luogo del cuore?
«Forse sono due. Il primo la casa dove viveva mia nonna a Pontinia. Lì chiacchieravo con lei, venivano i parenti e gli amichetti. L’altro a Roma. Più che un luogo direi un quartiere, l’Eur, perché è stato il primo quartiere dove ho avuto successo nelle serate».

E una persona del cuore?
«Anche in questo caso sono due. Sicuramente mia madre, che ha sempre creduto in me, anche quando le cose andavano male. È stata lei che mi ha insegnato a ridere sempre e a rimboccarmi le maniche. Poi Gianluca Lucas Guidi, che è il regista del mio programma radiofonico, ma è soprattutto un fratello per me. Pure lui è cresciuto a Pontinia. Considera che senza di lui il programma non si potrebbe fare, perché, oltre a essere bravissimo, è l’unico con cui ho una sintonia al cento per cento».

by: https://www.ciociariaoggi.it/cultura-e-spettacoli/tempo-libero/219366/lele-sarallo-e-la-notte-romana-di-vasco-rossi-al-circo-massimo

Ciro Castaldo, da Mia Martini a Giancarlo Bigazzi: quando la logica di docente fa spazio al cuore di scrittore

SCRITTO DA ANDREA COSIMINI
 L’EVENTO
 16 AGOSTO 2022

I migliori incontri, nella vita, si fanno sempre un po’ per caso. Così capita che un giorno, seduti al tavolino di un elegante albergo a Lido di Camaiore, ci si imbatta, nel corso di un’intervista ‘contiana’ all’esperto di musica Giorgio Verdelli, in una persona che, a pelle, ispira tutta la nostra simpatia. Discreto, umile, riservato: tempo due minuti e scatta l’intesa.

Lui è Ciro Castaldo, nella vita insegna matematica e fisica, ma il suo cuore si divide tra la passione per i numeri e quella per le lettere. Per Edizioni Melagrana ha pubblicato tre libri a tema musicale, l’ultimo dei quali – dedicato al compianto maestro Giancarlo Bigazzi – è stato presentato anche in Versilia in occasione della rassegna Lido Cult.

Giancarlo Bigazzi – L’artigiano della canzone: questo il titolo scelto per la sua recente fatica letteraria che vanta, tra l’altro, due importanti contributi inediti come pre e post-fazione: il primo, a firma dell’immenso Massimo Ranieri; il secondo, dell’intramontabile Marco Masini. Un piacevole viaggio, tra aneddoti e sorprese, alla scoperta di uno dei più grandi autori che la musica italiana abbia annoverato.

Ciro Castaldo, docente e scrittore: come coniuga la logica dei numeri con l’apparente libertà della scrittura?

“Fin dall’adolescenza ho avuto il pallino dell’insegnamento. Sia alle superiori che all’università mi sono appassionato all’ambito scientifico – perché mi piaceva rendere semplice una cosa complicata – e, contemporaneamente, a quello umanistico – nutrendo vivo interesse per la lettura e la scrittura. Allo stesso esame di stato abbinai la matematica alla letteratura: un fatto che poteva anche apparire strano, ma non per me in quanto rappresentava la mia naturale inclinazione”.

E la musica?

“Dunque, la critica musicale è arrivata col tempo. Fin da piccolo ho coltivato una passione per i cantautori e gli interpreti della cosiddetta “musica d’autore”. Una su tutti: Mia Martini”.

Lei ha anche scritto un libro su Mia. Vuole parlarcene?

“Ho collaborato per anni con il suo fans club ufficiale, “Chez Mimì”, cominciando quando ancora la cantante era in vita. Poi, nel 1995, è avvenuta, purtroppo, la sua prematura scomparsa, che, ovviamente, ha lasciato tutti noi nello sgomento. Il club, comunque, ha deciso di andare avanti e di parlare dell’artista come se fosse ancora viva: promuovendo il suo percorso artistico ed umano attraverso interviste a collaboratori e colleghi che la stimavano. Nel giro di pochi mesi, così, mi sono ritrovato a contatto con personaggi del calibro di Enrico Ruggeri, Lucio Dalla, Mango, Eugenio Bennato ed altri”. 

Ed è così che è nato il libro?

“Sì. Nel 2019 ho voluto riunire tutte queste interviste che avevo realizzato per il fans club, aggiungendone altre scritte ex-novo, tra cui una al maestro Beppe Vessicchio ed una al musicista viareggino Giorgio Dolce. Ne è venuto fuori un libro, Martini cocktail, il cui titolo si può dire sia stato scelto dall’artista stessa perché una volta, in un’intervista, ebbe a dire che, se mai un giorno avesse dovuto scrivere la propria autobiografia, così l’avrebbe chiamata. Tra l’altro, il libro si conclude con un’intervista inedita alla cantante, realizzata (ma mai andata in onda) su Radio Kiss Kiss Napoli e rimasta chiusa nel cassetto per più di 20 anni”.

Che collegamento c’è tra Mia Martini e la Versilia?

“Beh, diciamo che Mia Martini nasce ‘artisticamente’ in Versilia. Lei fu scoperta da Alberigo Crocetta – il talent scout di Patty Pravo – nel 1970 quando vennero organizzati concerti anche al “Piper” di Viareggio, dove Mia si esibiva accompagnata dal gruppo locale de “I Posteri” (tra cui, appunto, spiccava il chitarrista Giorgio Dolce)”.

Qualche aneddoto?

“Fu proprio in questa fase storica che Crocetta spinse Mimì Berté a cambiare nome perché quello, a suo avviso, non funzionava. Bisognava trovarne uno più internazionale. Così, scherzando, disse: “I prodotti italiani famosi nel mondo sono tre: gli spaghetti, il Martini e la pizza. Scegli un po’…” Mia poi, l’anno successivo (ovvero nel 1971), vinse – inaspettatamente – il primo festival d’avanguardia e nuove tendenze sotto la pineta di Viareggio. La stampa di allora la definì “la sacerdotessa hippie”, un po’ perché si vestiva con scialli, collane e gonne lunghe, e un po’ perché presentò una canzone al cui interno era presente il conflitto generazionale che poi fece epoca (il pezzo, per la cronaca, si chiamava Padre davvero…).

Di recente abbiamo avuto modo di scambiare due parole con Giorgio Verdelli a proposito di un altro grandissimo cantautore, ovvero Paolo Conte. Che rapporto c’era tra lui e Mimì?

“Le racconto due episodi. Il primo: nel 1985 bocciarono a Sanremo un brano scritto da Paolo Conte per Mia Martini. Si chiamava: Spaccami il cuore. La canzone era stata provinata da Caterina Caselli. Il maestro, di questo rifiuto, è venuto a conoscenza solo anni dopo. Il secondo: Roberto Galanti, discografico all’epoca di Mia Martini, portò la sua artista, un giorno, a casa di Paolo Conte. Il maestro andò alla porta, per accoglierla, e la presentò alla moglie come “la più grande interprete che c’era in Italia”. Poi si misero al piano, Conte accennò il brano, e Mia lo fece subito suo cantandolo seduta stante”.

E veniamo, finalmente, a Giancarlo Bigazzi e al suo ultimo libro. Leggendolo si capisce cosa c’è alle spalle di un brano di successo…

“Esatto. Dietro l’interprete che porta alla ribalta una canzone, in certi casi anche all’estero (vedi Gloria di Umberto Tozzi Self Control di Raf), c’è un lavoro fatto con grande spirito di abnegazione da parte di un personaggio importantissimo per la storia della musica italiana: Giancarlo Bigazzi. Oltre ad essere un grande autore, quest’ultimo è stato anche un formidabile produttore e talent scout“. 

In che senso?

Rose Rosse, Se bruciasse la città, Erba di casa mia, Vent’anni… Tutte queste canzoni sono state scritte da Giancarlo Bigazzi per Massimo Ranieri ed hanno decretato il suo successo. E ancora: Marcella Bella non era ancora Marcella Bella prima di interpretare Montagne Verdi, scritta – neanche a dirlo – dallo stesso Bigazzi. Lo stesso Marco Masini ha frequentato per oltre tre anni la casa di Bigazzi (la famosa ‘villa Cingallegra’ sulle colline di Settignano) prima che quest’ultimo scrivesse per lui il brano con il quale poi sbancò Sanremo: Disperato“.

Come lavorava Bigazzi quando scriveva per gli altri?

“Come un vero e proprio sarto della musica (non a caso il sottotitolo del libro: “l’artigiano della musica”). Lui costruiva a tavolino il brano e lo adattava all’interprete che secondo lui lo avrebbe portato al successo. Penso a Luglio di Riccardo Del Turco, o, addirittura, a Gli uomini non cambiano di Mia Martini che fu un’operazione fantastica – peraltro scritta, incredibilmente, da tre uomini. Il fatto strano è che Bigazzi non conosceva il pentagramma, ma componeva ad orecchio. Qualcuno, più che artigiano, lo ha definito “arti-genio”.

Chi sono oggi gli autori italiani che le interessano di più? 

“Mi piacciono molto le performance e i testi di Achille Lauro, apprezzo molto il rock dei Maneskin (Damiano è un grande animale da palcoscenico, come Mahmood), così come mi interessa la penna di Franco126 e credo che Ariete (cantautrice bravissima) farà molta strada…”

Si dice che dietro un grande uomo ci sia sempre una grande donna: quanto deve Bigazzi alla sua dolce metà, ovvero la moglie Gianna Albina?

Gianna gli ha fatto da moglie, da madre e da segretaria. Era lei che accoglieva gli artisti, rispondeva al telefono, portava i provini a Giancarlo. Molti artisti passavano prima da lei – che, in qualche modo, faceva da filtro – per poi arrivare al marito.

Tra due giorni il grande Umberto Tozzi sarà ospite in Garfagnana. Vuole dirci quanto deve quest’ultimo a Giancarlo Bigazzi?

“I sodalizi artistici più importanti per Bigazzi sono stati proprio quelli con Tozzi e Masini. Specialmente con il primo si è instaurato un rapporto di profonda amicizia col tempo. Giancarlo ha scritto con Umberto, oltre alla già citata Gloria, brani iconici come Ti Amo, Eva, Donna amante mia, Io camminerò, Qualcosa Qualcuno, Notte Rosa… Ecco, una cosa che non tutti sanno è che Tozzi, inizialmente, non voleva cantare; voleva solo affinare le sue doti di autore. Fu proprio Bigazzi a spronarlo a provare la carta di interprete. E, col senno di poi, possiamo dire che ci avesse visto lungo…”

Parliamo del rapporto tra Bigazzi e il cinema

“A tal proposito ho intervistato il produttore cinematografico Claudio Bonivento, che sollecitò Bigazzi a collaborare col grande schermo, e Marco Risi, che è stato il regista di due pellicole cult che hanno avuto la colonna sonora scritta da Giancarlo Bigazzi: Mery per sempre e Ragazzi fuori. Anni dopo, poi, Bigazzi chiese allo stesso Risi di curare la regia del videoclip Pensa di Fabrizio Moro negli ambienti palermitani dove è stato girato il film. Infine Bigazzi ha messo la firma anche sulla colonna sonora di Mediterraneo, il capolavoro di Gabriele Salvatores che vinse l’oscar come miglior film straniero, e su …E mi alzo sui pedali, la fiction televisiva sul ciclista Marco Pantani”.

Capitolo Squallor: quanto ha inciso questo gruppo nel panorama culturale italiano?

“Giancarlo Bigazzi era il principale paroliere del gruppo. Un gruppo censuratissimo, eppure fortunatissimo nel mercato discografico. Geniali le copertine di Luciano Tallarini, alcune delle quali hanno fatto epoca: da Tromba a Pompa. Cos’erano gli Squallor per Bigazzi… Beh, essenzialmente, un modo per staccare la spina e divertirsi anche in maniera irriverente. Erano un po’ la trasposizione discografica del film Amici Miei di Mario Monicelli”. 

Giancarlo Bigazzi si è spento il 19 gennaio 2012 all’ospedale di Lido di Camaiore. Qual era il suo rapporto con la Versilia? 

“Gianna comprò la casa a Lido di Camaiore, proprio a due passi dall’ospedale dove Giancarlo era ricoverato, proprio per facilitargli questa sua lungo-degenza. La malattia, infatti, lo ha portato via in maniera moto lenta e graduale nel giro di 10 anni. Era un modo per farlo vivere in un clima mite, con vista mare, che gli ricordasse la serenità degli anni ’60 e ’70. Oggi è possibile ammirare una statua, nel Parco Bussoladomani, che la moglie ha voluto fortemente per ricordarlo. In termini artistici, Bigazzi è stato l’autore del brano Versilia per Mia Martini: un affresco della vita estiva sul litorale”.

Per concludere: qual è la canzone scritta da Bigazzi che più sente sua?

“Nella mia nota d’autore di introduzione al libro scrivo che “la canzone diventa di chi la ascolta e la canta”. Una frase che ho preso in prestito da Gino Paoli. Ed è vera. Per quanto mi riguarda, che dire… Di recente ho avuto questa sensazione con Luglio di Riccardo Del Turco, un brano in cui mi sono riconosciuto molto”.

by: https://www.lagazzettadiviareggio.it/levento/ciro-castaldo-da-mia-martini-a-giancarlo-bigazzi-quando-la-logica-di-docente-fa-spazio-al-cuore-di-scrittore

Per sempre “Gloria”, giovedì il concerto di Umberto Tozzi a Mont’Alfonso

16 AGOSTO 2022 // La Martinella Di Firenze

Umberto Tozzi nella foto di SteBrovetto

L’autore, insieme a Giancarlo Bigazzi, di una delle canzoni più vendute di tutti i tempi festeggia 70 candeline con un tour che ne ripercorre la fortunatissima carriera

70 candeline spente da poco e un tour per celebrare la musica e la carriera di uno dei più grandi cantautori della musica italiana. “Gloria Forever” è il progetto live che giovedì 18 agosto porterà Umberto Tozzi alla Fortezza di Mont’alfonso di Castelnuovo di Garfagnana, nell’ambito del festival Mont’Alfonso sotto le stelle 2022. Da “Notte rosa” a “Ti amo”, da “Dimentica dimentica” a “Tu”, la scaletta inanellerà intramontabili hit e qualche brano meno noto, tutti da riscoprire. “Gloria Forever” vedrà impegnato Umberto Tozzi per tutto il 2022. Nel corso dell’anno verrà infatti celebrato l’incredibile catalogo di un artista che ha fatto la storia della musica italiana, vendendo oltre 80 milioni di copie ed esibendosi sui palchi di tutto il mondo.

Umberto Tozzi fotografato da Luca Brunetti

Nato a Torino il 4 marzo del 1952, Umberto Tozzi nella sua carriera ha venduto nel mondo più di 80 milioni di dischi. Inizia a farsi conoscere come autore scrivendo per Mina, Mia Martini, Fausto Leali, Riccardo Fogli, Marcella Bella, Wess e Dori Ghezzi (per cui firma “Un corpo e un’anima”, brano che vince Canzonissima del 1974), fino a quando non inizia la sua carriera solista e, in pochi anni, firma hit come “Ti Amo” e “Gloria” che, ripresa e interpretata da Laura Branigan nel 1984, porterà il suo nome  e quello di Giancarlo Bigazzi oltre oceano. In attività dal 1968, Umberto Tozzi ha pubblicato 20 album in studio e 6 live, ha vinto il Festivalbar nel 1977 con il brano “Ti Amo” e nel 1994 con il brano “Io muoio di te” e il Festival di Sanremo nel 1987 con “Si può dare di più” insieme a Gianni Morandi ed Enrico Ruggeri mentre con “Gente di Mare”, in duetto con Raf, si classifica terzo all’Eurofestival.

Inizio ore 21,15. I biglietti – da 28 a 52 euro, posti numerati – sono disponibili sul sito ufficiale www.montalfonsoestate.it, su www.ticketone.it (tel. 892.101) e nei punti Box Office Toscana (www.boxofficetoscana.it/punti-vendita – tel. 055.210804). A Castelnuovo di Garfagnana prevendite presso la Pro Loco di Castelnuovo di Garfagnana (piazza delle Erbe, tel. 0583 641007; orario giorni feriali 9.30/12.30 – 15.30/18; domenica e festivi chiuso) e Fidelity Tours (via Baccanelle 7/a – orario giorni feriali 9/13). Biglietti disponibili anche il giorno dello spettacolo, dalle ore 19, presso la biglietteria della Fortezza di Mont’Alfonso. Tutte le indicazioni su come raggiungere la fortezza sono disponibili sul sito ufficiale www.montalfonsoestate.it.

Il programma in antiche fortezze e parchi naturali delle Alpi Apuane e dell’Appennino Tosco-Emiliano, “Mont’Alfonso sotto le stelle” continua domenica 21 agosto con il concerto dell’Orchestra da Camera Fiorentina, in programma “Le quattro stagioni” di Antonio Vivaldi, maestro concertatore e violino solista Damiano Tognetti. Programma completo sul sito www.montalfonsoestate.it.

by:https://www.lamartinelladifirenze.it/per-sempre-gloria-giovedi-il-concerto-di-umberto-tozzi-a-montalfonso/