A grande richiesta in concerto Umberto Tozzi a Padova

 

Umberto Tozzi

Umberto Tozzi

venerdì 19 maggio 2017, ore 21:30
Gran Teatro GeoxPadova

by http://www.zedlive.com/biglietti-umberto-tozzi-padova/

 

Ivan Graziani, cofanetto a 20 anni morte

La vedova Anna, è la terza anima di Ivan

(ANSA) – ROMA, 25 GEN – “Questa antologia rappresenta la terza anima di Ivan: si è sempre parlato della sua anima rock e di quella melodica: ora con questo lavoro vogliamo raccontare quanto fosse complessa la sua personalità e quanto la sua musica fosse in anticipo sui tempi”. Anna Bischi Graziani, la vedova di Ivan e custode appassionata della sua eredità musicale, descrive così “Rock e ballate per quattro stagioni”, un triplo cofanetto che uscirà venerdì 27 gennaio, a vent’anni dalla prematura scomparsa, e che contiene, oltre a due cd antologici con il “best of” e diverse chicche, “Per sempre Ivan”, l’album pubblicato postumo e prodotto da Renato Zero a cui hanno collaborato anche Antonello Venditti, Biagio Antonacci, Umberto Tozzi, Alex Baroni, Filippo Graziani, undici tracce in tutto, scritte da Graziani. Un progetto da collezionisti, curato da Daniele Mignardi con Anna Graziani, con tutti i brani più famosi insieme a qualche rarità, prima tra tutte l’introvabile ‘Canzone senza inganni’, incisa con Ron e Goran Kuzminac.

Televisione “Una serata Bella…per te Bigazzi” su Rete 4

Andrà in onda questa sera, mercoledì 25 gennaio 2017, la replica dello speciale televisivo di Rete 4 intitolato “Una serata Bella…per te Bigazzi”. Un format già collaudato, ideato dalla cantante Marcella Bella e condotto da Alfonso Signorini e Rosita Celentano.

Dopo aver omaggiato Gianni Bella, Mogol, Gino Paoli, Luigi Tenco e Sergio Endrigo, lo spettacolo di questa sera interamente dedicato a Giancarlo Bigazzi, autore e paroliere scomparso cinque anni fa, che nell’arco della sua lunghissima carriera ha composto capolavori della musica leggera italiana, da “Montagne verdi” a “Rose rosse”, passando per “Cosa hai messo nel caffè”, “Non si può morire dentro”, “Gli altri siamo noi” e “Bella stronza”.

Tra gli ospiti della serata, tutti accompagnati dall’orchestra composta da venti elementi diretta dal Maestro Adriano Pennino, artisti del calibro di Umberto Tozzi, Gaetano Curreri degli Stadio, Anna Tatangelo, Marco Masini, Aleandro Baldi, Mario Tessuto, Deborah Iurato, Emma Morton, Simona Molinari, Francesco Gabbani ed Annalisa Scarrone. 

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UNA SERATA BELLA… PER TE BIGAZZI | Scaletta

  1. Gente di mare | Marcella Bella e Gaetano Curreri
  2. T’innamorerai | Annalisa Scarrone
  3. Se bruciasse la città | Deborah Iurato
  4. Gli uomini non cambiano | Marcella Bella
  5. Ci vorrebbe il mare | Marco Masini
  6. Io camminerò | Umberto Tozzi
  7. Donna amante mia | Umberto Tozzi
  8. Tu | Umberto Tozzi
  9. Ti amo | Umberto Tozzi
  10. Erba di casa mia | Anna Tatangelo
  11. Lisa dagli occhi blu | Mario Tessuno
  12. Fa chic | Marcella Bella
  13. Non succederà più | Annalisa Scarrone
  14. Un’apertura d’ali | Simona Molinari
  15. Ti pretendo | Francesco Gabbani
  16. Io domani | Marcella Bella
  17. Nessuno mai | Marcella Bella
  18. Montagne verdi | Marcella Bella
  19. Rio De Janeiro | Marcella Bella
  20. Non amarmi | Anna Tatangelo e Aleandro Baldi
  21. Eternità | Marcella Bella e Deborah Iurato
  22. Cosa resterà degli anni ’80 | Francesco Gabbani
  23. Self Control | Emma Morton
  24. E mi alzo sui pedali | Gaetano Curreri
  25. Luglio | Simona Molinari
  26. Gloria | Umberto Tozzi e Marcella Bella

“Una serata Bella…per te Bigazzi” su Rete 4 | Anticipazioni, Ospiti e Scaletta

Sanremo 1987, quando si poteva dare di più

Metti insieme una voce rassicurante come quella di Gianni Morandi, uno dei veri e incontrastati innovatori del pop italiano come Umberto Tozzi e un cantautore intelligente e fuori dai canonici schemi anni Settanta come Enrico Ruggeri. Affida al gruppetto di amici un brano che parte piano e poi accelera diventando un inno irresistibile, come Si può dare di più (“Perché il tempo va sulle nostre vite, rubando i minuti di un’eternità!”), scritto da Tozzi con Giancarlo Bigazzi e Raf. Decidi quindi di miscelare il tutto e di portarlo al Festival di Sanremo, o meglio della Canzone Italiana. Che cosa può accadere se non vincere?

È il 1987 e sul palco dell’Ariston addobbato al neon si canta ancora con le basi, sfondo di ricche batterie elettroniche che rimbombano ed effetti. Il trio (così ribattezzato per l’occasione) arriva come strafavorito e di fatto sbaraglia la concorrenza, precedendo l’abbonato al secondo gradino del podio Toto Cutugno (“Figli della moda, la pubblicità ci frega, poi ci veste tutti uguali”) e la coppia felice Al Bano e Romina Power, in dolce attesa (“Nostalgia canaglia, che ti prende proprio quando non vuoi. Ti ritrovi con un cuore di paglia e un incendio che non spegni mai”). Tre canzoni senza cuore e amore, ma con anche (appunto) nostalgia, in particolare per Morandi che deve combattere in serata finale con la notizia della scomparsa del ‘reuccio’ Claudio Villa, suo acerrimo rivale ai tempi di Canzonissima.

È un’edizione in tutto e per tutto ottantiana quella di cui stiamo parlando, con Pippo Baudo gran cerimoniere ad annunciare i voti via Totip e gongolare sul bis di Whitney Houston. Ma è anche un’edizione ricca di brani destinati a durare nel tempo, per tutti i gusti, che lancia e rilancia volti come quello di Fausto Leali che aggredendo Io amo (“Sbadiglia piano una finestra, tra le persiane un po’ di blu”) riporta in primo piano la sua voce roca su un vero classico firmato, tra gli altri, proprio da Cutugno. E ancora c’è Fiorella Mannoia che si emoziona e trova nella straordinaria Quello che le donne non dicono (autori l’accoppiata Ruggeri-Schiavone, “Abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia, è una mancata verità che prima o poi succederà”) il trampolino per il salto di qualità definitivo, e ci sono gli zampettii ironici intelligenti, tra giochi di parole e ritmo, di Sergio Caputo, con Il Garibaldi innamorato (“E attacca banda, e se è una samba, sia suonata da Dio… c’è il Garibaldi innamorato per le strade di Rio”).

Michele Zarrillo, dismessi i boccoli e fattasi crescere la barba, trova invece finalmente la vittoria tra le nuove proposte (La notte dei pensieri, “con me sai stai rischiando tutto quello che hai”) a sei anni da Su quel pianeta libero, anche se dovrà aspettare ancora ‘cinque giorni’ e sette anni per il vero grande successo commerciale, confrontandosi intanto nella sua categoria con alcuni veri e propri esordienti destinati anche loro a fare strada come Mariella Nava (Fai piano, “che vinca il silenzio”) e Paola Turci (Primo Tango, “Stella coi miei tacchi in faccia al cielo, col mio inutile ventaglio, questa gonna boreale che ricade verso Sud”), o precursori passeggeri degli Zero Assoluto (gli indimenticabili Chiari e Forti, Campi d’atterraggio).

Uno di quei Sanremo, quello del 1987, dove insomma tutto ha un senso, e che si fa ricordare fortunatamente non solo per la malandrina spallina di Patsy Kensit, ma anche per la cortese Il sognatore di Peppino Di Capri (“C’è chi mi dice che son folle o che sono fortunato perché chi sogna delusioni non ne ha”) o il post modernismo di Dal cuore in poi di Mango (“Polvere di sole cadrai vicino a me, non mi fa paura l’idea che ho di te”), nonché l’esistenzialismo raffinato di Destino di Rossana Casale (“Cerco ma non mi serve a molto si può esaurire il mondo e non trovarsi mai”) o Dimmi che cos’è de Le orme (“Mio Signore dove sei? Sono tante le paure per un uomo da buttare… in un mondo senza amore”).

A Sanremo nel 1987 lascia il segno anche Mario Castelnuovo (Madonna di Venere, “E suonavano per davvero le campane lì in mezzo al bosco da lassù il lago sembra il cielo…quel posto io lo conosco”), ma il miglior pezzo, quello da cinque stelle piene, è per noi Rosanna, di Nino Buonocore. Un grande classico musicalmente perfetto, così fuori dal tempo e dai tempi, che ci fa ancora oggi stare in pace con noi stessi: “Rosanna, con tutti i tuoi colori, dammi un arcobaleno di cose semplici”. Magari.

 

Umberto Tozzi sul palco del Palacongressi di Lugano

Il 14 maggio il Palazzo dei Congressi di Lugano ospiterà uno show del cantante italiano, impegnato nel tour “40 anni che Ti Amo”

LUGANO – Dopo aver venduto 80 milioni di copie in tutto il mondo, Umberto Tozzi ritorna dal vivo con il tour “40 anni che Ti Amo” che, dopo la prima data, il 14 aprile al Teatro Dal Verme di Milano, lo porterà a esibirsi sui palchi dei maggiori teatri delle città italiane ed europee.

La tourneé vedrà Tozzi celebrare “Ti amo”, il suo più grande successo, affiancandolo a tutti quei brani che lo hanno reso celebre in Italia e nel mondo, come “Gloria”, “Si può dare di più”, “Gli altri siamo noi”, “Gente di mare” e “Stella stai”, arrangiati e interpretati in chiave più moderna. Non mancheranno, nel contempo, le nuove canzoni contenute in “Ma che spettacolo”, il suo ultimo album, pubblicato nel 2015.

Sul palco Tozzi sarà accompagnato da Raffaele Chiatto (chitarre), Gianni D’Addese (tastiere), Marco Dirani (basso), Gianni Vanni (sax) e Riccardo Roma (batteria).

Prove suoni registrazione batteria con Ricky Roma per Umberto Tozzi

Ricky Roma registrazioni batteria per Umberto Tozzi presso Over Studio Recording di Cento (FE)

 

NUOVA DATA CONCERTO UMBERTO TOZZI

UMBERTO TOZZI (nuova data)
20 maggio 2017
BERGAMO – Teatro

UMBERTO TOZZI (nuova data)
20 maggio 2017
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Classifichette…51 (la bravura di Sanremo)

Eccoci qui amici del Nabikiblòb, tra una folata di vento e un’emergenza neve passando per qualche simpatica scossa di terremoto che ha allietato e movimentato la mia mattinata…devo fare qualcosa per non pensarci, quindi quale momento migliore per riprendere in mano la mia rubrica preferita collegandola al mio argomento preferito?

Mancano solo 19 giorni alla settimana più trash dell’anno, settimana in cui può succedere qualunque cosa ma noi (io, La Giulia e tutto il cucuzzaro del SanremoHorror) parleremo e penseremo solo ed esclusivamente al festival.

Quindi, come sempre, bando ai broccolamenti e andiamo a scovare quei momenti di storica BRAVURA, di voci e di canzoni diversamente belle, probabilmente dimenticate dai più, che nel corso degli anni e non sempre con risultati eccezionali, hanno contraddistinto la kermesse più amata e odiata dagli italiani…

(…)

3° POSTO

UMBERTO TOZZI- GLI ALTRI SIAMO NOI 1991

Correva l’anno 1991 e questa canzone è ancora tristemente attuale, anzi, forse stava avanti, nonostante i canoni classici della canzone Sanremese e l’orecchiabilità d’obbligo, per quel che mi riguarda forse uno dei brani più azzeccati di un bravissimo Umberto Tozzi…

 

PS. per i più “esperti” notare Danilo Amerio tra i coristi ❤

2° POSIZIONE

QUINTORIGO-ROSPO

Chi mi conosce bene lo sa, lo sa quanto ho amato i Quintorigo e quanto amo tuttora John De Leo, che considero una delle voci migliori del panorama nazionale.

Inutile che vi dica che questa performance (e la successiva apparizione dei Quintorigo l’anno successivo tra i big) all’epoca mi fece gridare al miracolo e allo scandalo contemporaneamente, perché loro arrivarono undicesimi e Alex Britti vinse…magari perché era già famoso?

1° POSTO

GLORIA- LE VOCI DI DENTRO 1995

L’anno scorso mi venne in mente di fare questa classifichetta…poi è successo che non riuscivo a ricordare il nome della cantante e il titolo della canzone…cose che capitano anche alle migliori memorie, come me 😉

Il fatto è che la melodia ce l’avevo ben presente, difficile invece ricordare il testo o canticchiarlo…ma me lo ricordo bene quel febbraio 1995, quando mi sono innamorata perdutamente di questa voce, che è scomparsa esattamente come apparì, una BRAVURA tutta maiuscola che ancora oggi ho ben impressa nella mente…basta, ve la faccio ascoltare che ho voglia di risentirla anche io (dopo un anno di ricerche me pare il minimo)

 

Bene, diciamo che anche stavolta il festival mi ha fatto passare un po’ l’ansia di questa terra tremolante…

un bacio e grazie dei fiori a tutti

la vostra

Nabiki ;*

by http://www.nabikiblob.com/classifichette-51-la-bravura-di-sanremo/