
by Raul Girotti su Fb
" per tutti quelli cresciuti a latte e Tozzi" by belaire e gnaro

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by Raul Girotti su Fb
25 gennaio 2017
Andrà in onda questa sera, mercoledì 25 gennaio 2017, la replica dello speciale televisivo di Rete 4 intitolato “Una serata Bella…per te Bigazzi”. Un format già collaudato, ideato dalla cantante Marcella Bella e condotto da Alfonso Signorini e Rosita Celentano.
Dopo aver omaggiato Gianni Bella, Mogol, Gino Paoli, Luigi Tenco e Sergio Endrigo, lo spettacolo di questa sera interamente dedicato a Giancarlo Bigazzi, autore e paroliere scomparso cinque anni fa, che nell’arco della sua lunghissima carriera ha composto capolavori della musica leggera italiana, da “Montagne verdi” a “Rose rosse”, passando per “Cosa hai messo nel caffè”, “Non si può morire dentro”, “Gli altri siamo noi” e “Bella stronza”.
Tra gli ospiti della serata, tutti accompagnati dall’orchestra composta da venti elementi diretta dal Maestro Adriano Pennino, artisti del calibro di Umberto Tozzi, Gaetano Curreri degli Stadio, Anna Tatangelo, Marco Masini, Aleandro Baldi, Mario Tessuto, Deborah Iurato, Emma Morton, Simona Molinari, Francesco Gabbani ed Annalisa Scarrone.

“Una serata Bella…per te Bigazzi” su Rete 4 | Anticipazioni, Ospiti e Scaletta
Metti insieme una voce rassicurante come quella di Gianni Morandi, uno dei veri e incontrastati innovatori del pop italiano come Umberto Tozzi e un cantautore intelligente e fuori dai canonici schemi anni Settanta come Enrico Ruggeri. Affida al gruppetto di amici un brano che parte piano e poi accelera diventando un inno irresistibile, come Si può dare di più (“Perché il tempo va sulle nostre vite, rubando i minuti di un’eternità!”), scritto da Tozzi con Giancarlo Bigazzi e Raf. Decidi quindi di miscelare il tutto e di portarlo al Festival di Sanremo, o meglio della Canzone Italiana. Che cosa può accadere se non vincere?
È il 1987 e sul palco dell’Ariston addobbato al neon si canta ancora con le basi, sfondo di ricche batterie elettroniche che rimbombano ed effetti. Il trio (così ribattezzato per l’occasione) arriva come strafavorito e di fatto sbaraglia la concorrenza, precedendo l’abbonato al secondo gradino del podio Toto Cutugno (“Figli della moda, la pubblicità ci frega, poi ci veste tutti uguali”) e la coppia felice Al Bano e Romina Power, in dolce attesa (“Nostalgia canaglia, che ti prende proprio quando non vuoi. Ti ritrovi con un cuore di paglia e un incendio che non spegni mai”). Tre canzoni senza cuore e amore, ma con anche (appunto) nostalgia, in particolare per Morandi che deve combattere in serata finale con la notizia della scomparsa del ‘reuccio’ Claudio Villa, suo acerrimo rivale ai tempi di Canzonissima.
È un’edizione in tutto e per tutto ottantiana quella di cui stiamo parlando, con Pippo Baudo gran cerimoniere ad annunciare i voti via Totip e gongolare sul bis di Whitney Houston. Ma è anche un’edizione ricca di brani destinati a durare nel tempo, per tutti i gusti, che lancia e rilancia volti come quello di Fausto Leali che aggredendo Io amo (“Sbadiglia piano una finestra, tra le persiane un po’ di blu”) riporta in primo piano la sua voce roca su un vero classico firmato, tra gli altri, proprio da Cutugno. E ancora c’è Fiorella Mannoia che si emoziona e trova nella straordinaria Quello che le donne non dicono (autori l’accoppiata Ruggeri-Schiavone, “Abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia, è una mancata verità che prima o poi succederà”) il trampolino per il salto di qualità definitivo, e ci sono gli zampettii ironici intelligenti, tra giochi di parole e ritmo, di Sergio Caputo, con Il Garibaldi innamorato (“E attacca banda, e se è una samba, sia suonata da Dio… c’è il Garibaldi innamorato per le strade di Rio”).
Michele Zarrillo, dismessi i boccoli e fattasi crescere la barba, trova invece finalmente la vittoria tra le nuove proposte (La notte dei pensieri, “con me sai stai rischiando tutto quello che hai”) a sei anni da Su quel pianeta libero, anche se dovrà aspettare ancora ‘cinque giorni’ e sette anni per il vero grande successo commerciale, confrontandosi intanto nella sua categoria con alcuni veri e propri esordienti destinati anche loro a fare strada come Mariella Nava (Fai piano, “che vinca il silenzio”) e Paola Turci (Primo Tango, “Stella coi miei tacchi in faccia al cielo, col mio inutile ventaglio, questa gonna boreale che ricade verso Sud”), o precursori passeggeri degli Zero Assoluto (gli indimenticabili Chiari e Forti, Campi d’atterraggio).
Uno di quei Sanremo, quello del 1987, dove insomma tutto ha un senso, e che si fa ricordare fortunatamente non solo per la malandrina spallina di Patsy Kensit, ma anche per la cortese Il sognatore di Peppino Di Capri (“C’è chi mi dice che son folle o che sono fortunato perché chi sogna delusioni non ne ha”) o il post modernismo di Dal cuore in poi di Mango (“Polvere di sole cadrai vicino a me, non mi fa paura l’idea che ho di te”), nonché l’esistenzialismo raffinato di Destino di Rossana Casale (“Cerco ma non mi serve a molto si può esaurire il mondo e non trovarsi mai”) o Dimmi che cos’è de Le orme (“Mio Signore dove sei? Sono tante le paure per un uomo da buttare… in un mondo senza amore”).
A Sanremo nel 1987 lascia il segno anche Mario Castelnuovo (Madonna di Venere, “E suonavano per davvero le campane lì in mezzo al bosco da lassù il lago sembra il cielo…quel posto io lo conosco”), ma il miglior pezzo, quello da cinque stelle piene, è per noi Rosanna, di Nino Buonocore. Un grande classico musicalmente perfetto, così fuori dal tempo e dai tempi, che ci fa ancora oggi stare in pace con noi stessi: “Rosanna, con tutti i tuoi colori, dammi un arcobaleno di cose semplici”. Magari.

LUGANO – Dopo aver venduto 80 milioni di copie in tutto il mondo, Umberto Tozzi ritorna dal vivo con il tour “40 anni che Ti Amo” che, dopo la prima data, il 14 aprile al Teatro Dal Verme di Milano, lo porterà a esibirsi sui palchi dei maggiori teatri delle città italiane ed europee.
La tourneé vedrà Tozzi celebrare “Ti amo”, il suo più grande successo, affiancandolo a tutti quei brani che lo hanno reso celebre in Italia e nel mondo, come “Gloria”, “Si può dare di più”, “Gli altri siamo noi”, “Gente di mare” e “Stella stai”, arrangiati e interpretati in chiave più moderna. Non mancheranno, nel contempo, le nuove canzoni contenute in “Ma che spettacolo”, il suo ultimo album, pubblicato nel 2015.
Sul palco Tozzi sarà accompagnato da Raffaele Chiatto (chitarre), Gianni D’Addese (tastiere), Marco Dirani (basso), Gianni Vanni (sax) e Riccardo Roma (batteria).
Ricky Roma registrazioni batteria per Umberto Tozzi presso Over Studio Recording di Cento (FE)
UMBERTO TOZZI (nuova data)
20 maggio 2017
BERGAMO – Teatro

by http://www.pictaram.club/share/BPiBNe4gsr2
Eccoci qui amici del Nabikiblòb, tra una folata di vento e un’emergenza neve passando per qualche simpatica scossa di terremoto che ha allietato e movimentato la mia mattinata…devo fare qualcosa per non pensarci, quindi quale momento migliore per riprendere in mano la mia rubrica preferita collegandola al mio argomento preferito?
Mancano solo 19 giorni alla settimana più trash dell’anno, settimana in cui può succedere qualunque cosa ma noi (io, La Giulia e tutto il cucuzzaro del SanremoHorror) parleremo e penseremo solo ed esclusivamente al festival.
Quindi, come sempre, bando ai broccolamenti e andiamo a scovare quei momenti di storica BRAVURA, di voci e di canzoni diversamente belle, probabilmente dimenticate dai più, che nel corso degli anni e non sempre con risultati eccezionali, hanno contraddistinto la kermesse più amata e odiata dagli italiani…
(…)
3° POSTO
UMBERTO TOZZI- GLI ALTRI SIAMO NOI 1991
Correva l’anno 1991 e questa canzone è ancora tristemente attuale, anzi, forse stava avanti, nonostante i canoni classici della canzone Sanremese e l’orecchiabilità d’obbligo, per quel che mi riguarda forse uno dei brani più azzeccati di un bravissimo Umberto Tozzi…
PS. per i più “esperti” notare Danilo Amerio tra i coristi ❤
2° POSIZIONE
QUINTORIGO-ROSPO
Chi mi conosce bene lo sa, lo sa quanto ho amato i Quintorigo e quanto amo tuttora John De Leo, che considero una delle voci migliori del panorama nazionale.
Inutile che vi dica che questa performance (e la successiva apparizione dei Quintorigo l’anno successivo tra i big) all’epoca mi fece gridare al miracolo e allo scandalo contemporaneamente, perché loro arrivarono undicesimi e Alex Britti vinse…magari perché era già famoso?
1° POSTO
GLORIA- LE VOCI DI DENTRO 1995
L’anno scorso mi venne in mente di fare questa classifichetta…poi è successo che non riuscivo a ricordare il nome della cantante e il titolo della canzone…cose che capitano anche alle migliori memorie, come me 
Il fatto è che la melodia ce l’avevo ben presente, difficile invece ricordare il testo o canticchiarlo…ma me lo ricordo bene quel febbraio 1995, quando mi sono innamorata perdutamente di questa voce, che è scomparsa esattamente come apparì, una BRAVURA tutta maiuscola che ancora oggi ho ben impressa nella mente…basta, ve la faccio ascoltare che ho voglia di risentirla anche io (dopo un anno di ricerche me pare il minimo)
Bene, diciamo che anche stavolta il festival mi ha fatto passare un po’ l’ansia di questa terra tremolante…
un bacio e grazie dei fiori a tutti
la vostra
Nabiki ;*
by http://www.nabikiblob.com/classifichette-51-la-bravura-di-sanremo/