UMBERTO TOZZI ON LINE – 5

09/05/2010 – 21:31
Umberto – umbertotozzi@umbertotozzi.com
UMBERTO TOZZI ON LINE
Cari amici, sono contento di essere arrivato a questa settimana a parlare di “Tozzi”, il disco del 1980 che conteneva il singolo “Stella Stai”. Si tratta di uno dei dischi che piu mi rappresentano, dal primo all’ultimo pezzo. A parte Luci ed Ombre, che rappresenta un episodio molto intimo e da una anomala struttura musicale, il resto del disco e’caratterizzato da una assoluta omogeneita’ tra tutti i titoli che ne fanno parte. Come scrivevo la scorsa settimana, in questo disco mi sono letteralmente “gasato” con pezzi piu ritmici rispetto alle mie precedenti produzioni. Stella stai rappresenta in pieno il mio “essere tozziano”, ma anche Dimmi di no, Fermati allo Stop, A cosa servono le Mani e Nemico Alcool, sono pezzi che hanno quell’anima bella che vorrei riuscire sempre ad avere, ma che non sempre emerge facilmente. Come Gloria anche per questo disco andai a Monaco di Baviera, so che per i miei fan questa mia produzione rappresenta ancor oggi una sorta di opera di riferimento. Fu divertente anche la realizzazione, mi ricordo che c’era un tecnico , Zeke Lund, che fumava canne dalla mattina alla sera, e questo mi rendeva molto preoccupato in vista del risultato finale del disco. Lui non parlava, stava seduto sul banco, e parlava solo con Greg: non ascoltava nessun altro, neanche me. Sembrava un killer, sempre sdraiato, registrava chissa come, pensavo io, ma alla fine il risultato ,devo dire, fu eccellente . In quel disco hanno suonati musicisti davvero forti, con i quali non potevi non ottenere grandi risultati. All’epoca era importante velocizzare e tramutare nei fatti l’idea che avevo, i computer allora non facevano tutto il lavoro di mastering che fanno oggi; pertanto gente come loro era una garanzia in quest’ottica. Devo dire che purtroppo non funziono’come avrei voluto il tour che ne segui’, da cui fu tratto il mio primo live “Umberto Tozzi in Concerto”. Le cose all’epoca erano difficili in quanto io , essendo un grande venditore di dischi, non ero considerato un artista da “live”. Io avevo successo e questo, per una certa parte di addetti ai lavori, era un fastidio da “far pagare” dando una scarsa considerazione sull’attivita’ live. All’epoca c’erano solo alcuni artisti che riuscivano in tal senso, io non avevo mai fatto concerti prima del 1980, perche’ pensavo che solo avendo un repertorio robusto fosse giusto interfacciarsi con un tour. Guardate un po’ che figure fanno quelli di oggi, fanno un tour al primo disco senza avere’ne repertorio ne esperienza. Fanno una loro canzone e dieci cover degli altri. Non mi pare una cosa seria…Beh , tornando al mio tour, diciamo che alla fine dei conti il successo del live fu relativo, e questo fu un vero peccato perche’quelli che l’anno visto se lo ricordano ancora, e questo significa che la qualita’ c’era .Peccato davvero! Per fortuna mi sono rifatto qualche anno dopo con il tour della Royal Albert Hall… di cui vi parlero’volentieri tra qualche settimana.

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