UMBERTO TOZZI ON LINE

11/04/2010 – 23:23
UMBERTO TOZZI – umbertotozz@umbertotozzi.com
UMBERTO TOZZI ON LINE
Cari amici, eccomi a voi per questo appuntamento che cerchero’ di onorare essendo qui per voi ogni settimana. Ho pensato a lungo su quale potesse essere il punto di partenza per raccontare i miei dischi, l’inizio della mia fortunata storia .E allora , perche’non raccontare come e’successo che Umberto Tozzi si e’messo a cantare ? La cosa e’tutto sommato semplice. Ho cominciato a pensare di fare il cantante quando mi sono trovato, quasi inconsapevolmente, davanti ad un microfono in uno studio per realizzare i provini. Sino ad allora mi esibivo nei club, ero il cosiddetto “musicista di supporto”, ogni tanto mi capitava di affiancare la persona incaricata a fare da vocalist o di cantare io stesso, ma diciamo che lo facevo per “mia pure libidine”, non avendo mai pensato di diventare un cantante di mestiere. Giancarlo Bigazzi mi diede la possibilita’ di provinare, come dicevo, cose mie. La prima canzone che ne venne fuori fu “Mi manca” , che a quanto ricorda Massimo fu la prima ad essere in effetti suonata dalle radio, che all’epoca erano pero’libere di suonare quel che piu piaceva, differentemente dalla situazione di oggi che tutti ben conoscete. Subito dopo provinammo Donna Amante Mia, e via via tutti gli altri, mentre poco dopo l’uscita del disco Alfredo Cerruti, allora direttore artistico della Cgd (propulsore con Bigazzi peraltro degli Squallor) lo propose a Fausto Leali che ne fece una sua versione. Molti pensano che la mia versione di Io Camminero’fosse successiva a quella di Fausto, ma in realta’ il mio disco usci prima, puntando sul lancio della title track che dava il titolo all’album, per cui la vita della mia versione del pezzo dato a Leali si sviluppera’ successivamente solo a livello conoscitivo generale. Ripensando a questo mio primo disco, un po’come accade per tutte le “opere prime” degli artisti, devo dire che io e Bigazzi abbiamo cominciato a comporre con naturalezza, senza pensare di creare, come poi invece e’stato, uno stile nuovo, rivoluzionario o chissa cosa. Certo il mio orizzonte musicale di riferimento, e il fatto che il modo di scrivere i testi sfociasse in un risultato completamente diverso da quanto si suonava in quel momento musicale, portarono in realta’ ad un linguaggio musicale preciso. Posso anche dire in sincerita’ che il mio mondo musicale nascera’gradatamente dagli altri dischi, non certo da questo . “Il primo disco non si scorda mai” questo e’sicuro, ma e’altrettanto vero che Donna Amante Mia non e’assolutamente un lavoro nel quale io mi possa riconoscere. La linea di lavoro veramente mia nascera’ da Ti amo in poi, all’epoca l’idea musicale di me e Giancarlo era quella che avremmo sviluppato dopo; in quel momento non avevo ancora trovato la mia vera anima. Diciamo che non lo sentivo totalmente mio dal punto di vista della realizzazione, c’era uno staff di tutto rispetto , per carita’, a partire da Gianfranco Monaldi che ne fece gli arrangiamenti, per arrivare alla direzione artistico di Gianni Daldello. Ma proprio perche’ realizzato da “tante mani” , era un professionale lavoro di team, ma non una espressione della mia essenza. Del resto era il mio primo disco, non e’che potessi pretendere di darne la direzione precisa come poi accadra’ negli altri lavori, ma resta comunque un bel ricordo, compreso il pullover pelosissimo che comprai al mercatino e che misi nel servizio fotografico del disco, con l’aggiunta di quel cappello che Mauro Balletti, il fotografo, mi caccio’ scherzosamente in testa e che divenne parte integrante della foto che poi scegliemmo per comporre la copertina. Ciao ragazzi, aspetto i Vostri commenti e Vi aspetto "On line" la settimana prossima. Vostro Umberto.

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