da: la stampa.it

16/11/2009 (7:49) – POLEMICA

La Clerici chiama
il suo Eddy al Festival
Antonella Clerici con il compagno Eddy Martens
In gara anche un trio di napoletani «antilega»
MARINELLA VENEGONI
SANREMO
L’esplicito invito di stampo bossiano a favorire l’uso dei dialetti nelle canzoni in gara al 60° Sanremone, inserito nel regolamento che esce in questi giorni, si porta già dietro una curiosa novità che ci fa piombare nel Festival, anche se mancano tre mesi giusti. Per la kermesse che debutterà il 16 febbraio 2010, si parla di un supertrio Made in Napoli: Pino Daniele, Gigi D’Alessio e Massimo Ranieri. Trio già destinato a fracassare le ossa – nel televoto – a ogni timido tentativo di affermazione di comaschi o veneziani o sardi.

L’idea parte da lontano, dal Morandi/Ruggeri/Tozzi del 1989, che con Si può dare di più svincolò per sempre la popolarità di Gianni Morandi. Vent’anni dopo, tutto cambia perché nulla cambi. Nel Festival che ha sempre dato largo spazio al linguaggio napoletano, i tre numeri uno copriranno diversi segmenti di gusti: malgrado le non troppo brillanti ultime produzioni, Daniele resta campione di sperimentazione e contaminazione (all’Ariston potrebbe limitarsi a suonare); Ranieri copre egregiamente il côté classico, mentre D’Alessio sarà quello che accontenta i gusti più facili. Tra l’altro, la partecipazione di quest’ultimo in veste di protagonista di uno show del sabato sera su Raiuno, subito dopo il Festival, rende indispensabile proteggerlo dentro un trio, per scansare eventuali figuracce che non gioverebbero al lancio.

Al progetto si lavora da mesi, dopo che a sorpresa l’anno scorso Pino Daniele invitò al suo concerto in piazza del Plebiscito il D’Alessio, da cui fino ad allora lo separavano una montagna di sapide polemiche (anche a sfondo politico, essendo fino a quel punto il primo a sinistra, il secondo Pdl). Giggi si beccò allora senza fiatare i fischi della piazza: ma il trio significa per lui un riconoscimento artistico che finora era mancato: ciò che non poté lo spessore delle canzoni, può un programma tv come Sanremo. Intorno al Festival crescono dunque le prime voci, a lievitare l’attenzione intorno alla torta festivaliera finora ignorata dai media.

Sconcerto ha suscitato la scelta, in una edizione celebrativa come questa, di far condurre la gara ad Antonella Clerici, simpatica pagnottona antianoressia, estranea al mondo della musica se non per la partecipazione al Bonolis Uno. Anche qui tra l’altro (come già nella Prova del Cuoco, dov’era stato promosso autore non senza polemiche), la Biondissima si porterà dietro in veste di consulente il compagno Eddy Martens (padre della figlia Maelle, che compirà un anno durante il Sanremone) di 12 anni più giovane di lei, nordafricano e con un passato di animatore in villaggi turistici. Non mancheranno nuovamente le critiche e certo lei si difenderà come allora: «Eddy raccomandato? Certo, ma se lo merita perché ha talento. Chi mi critica lo fa per razzismo».

Protetto dall’ombrello del politically correct per il momento Eddy partecipa con piglio alle riunioni in corso per la kermesse, consolidando con la sua presenza il filone nepotistico che donne di successo hanno mutuato dalle abitudini maschili: Simona Ventura, portandosi l’ex marito Bettarini a Quelli che il Calcio, non ha fatto che imitare proprio la Clerici.

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