Bologna-Milano sola andata: Mara Maionchi quel treno l’ha preso e ha iniziato il viaggio, lungo una vita, che l’ha portata fin qui. Il primo impiego in un’azienda di antiparassitari per il tabacco, poi segretaria della storica casa discografica Ariston, cacciatrice di talenti in erba e ora regina di ascolti del piccolo schermo.
Ha provato a raccontare la sua avventura in un libro che all’inizio non voleva scrivere e si intitola “Non ho l’età” (Rizzoli), come la casa discografica da lei creata insieme al marito Alberto Salerno e alle figlie Giulia e Camilla. Nella terza edizione di “X Factor”, il talent show di Raidue che l’ha catapultata nell’universo della popolarità, Mara Maionchi ha fatto subito parlare di sè per il suo sfogo colorito in difesa delle sue Yavanna. Una sfuriata, con tanto di lacrime, che in poche ore è diventata cliccatissima su Youtube.
Partiamo dal pianto per le Yavanna. Perchè una simile reazione?
«Quando lavori con un artista non rimani indifferente all’emotività e alla sua storia. Si crea un coinvolgimento che a volte, come quella sera, non riesci a trattenere».
E delle sue parolacce cosa dice?
«Ahi ahi ahi ahi… Pensavo che mi avrebbero cacciata già dalla prima puntata. Quando io soffro, non quando mi arrabbio, non so come mai mi esce la parolaccia. È come una specie di sfogo fisico per liberarmi dal peso che ho sul cuore».
Nel suo libro scrive di essere infastidita da chi non scommette su artisti originali. Le Yavanna a “X Factor” ne sono state la prova.
«Alla base di questo non rischiare c’è una motivazione economica: una volta si poteva fare una ricerca sull’artista che si voleva lanciare, si poteva investire su un paio di dischi prima di fare uscire il grande successo. Oggi questo non è più permesso: se il disco esce e non funziona l’artista va in crisi».
A “X Factor” si sente oscurata da Claudia Mori, il nuovo giudice?
«No. I miei rapporti con la Mori sono buoni. È una donna piacevole e molto più tenera di quanto pensassi. E bellissima. Io e Morgan abbiamo fatto tre edizioni insieme e quindi siamo più uniti, anche quando dobbiamo mandarci “affambagno”. Claudia rimane sempre un po’ fuori, per questo non riesco a entrare in confidenza».
Cosa ne pensa delle sue bizze? I pasti che si fa arrivare da Cova (la famosa pasticceria di Milano), il cartello dove chiede di evitare baci e abbracci a causa dell’influenza A…
«Per quanto riguarda i pasti di Cova sono molto contenta di questa sua ribellione, anche se, sia io che lei, se non “magnamo” è meglio. Del cartello abbiamo riso un po’ tutti, perché l’influenza è nell’aria, ovunque puoi prenderla».
E cosa ne pensa della sfuriata di Claudia nell’ultima puntata?
«La Mori non aveva torto. È stata una mancanza di attenzione far vedere una sua foto di quando era giovane e bellissima e mettere vicino una foto non delle meglio riuscite. Ma io l’avrei presa più sul ridere e avrei detto: “Ammazza che gnocca che ero”. Alla nostra età già sei fortunato se sei sano, sei hai una famiglia, dei figli. Lei, in più, è una donna appagata. E chissenefrega se non sei bella come una volta…».
Tra una cena con la Mori, Morgan o la Ventura, chi sceglie?
«La Ventura, mi diverto sicuramente di più».
Parteciperebbe come giurata a Sanemo?
«Mah, perché no? Sperando di non far danni».
E se la Ventura le offrisse “L’Isola dei famosi”?
«Magari. Sì, mi piacerebbe, ma ho 68 anni, non vorrei tornare con un bel paltoncino di legno. Però è divertente: il pettegolezzo è una delle cose che amo più al mondo».
Cosa non le piace della tv?
«Qualche volta la mancanza di verità o di spontaneità, però a me la tv piace. Ma non potremmo farne a meno. Se prendessimo i programmi tv senza pensare che ci insegnino le virtù del mondo, ci rideremmo un po’ più sopra».
In un’intervista a “Panorama”, Umberto Tozzi definisce i talent show «una roba da depressi». Un commento?
«Non capisco perché da depressi, se però mi vuole mandar due righe per spiegarmi il concetto, volentieri. Tozzi ha fatto tanti successi a livello nazionale e internazionale. Non voglio essere maligna e pensare che lo faccia perché c’è il suo disco in uscita…».
Ha dei rimpianti su qualche cantante che si è lasciata sfuggire?
«No. Non ho dispiacere dei miei sbagli perché li ho sempre fatti in buona fede. Sono un essere umano, non sempre recepisco».
Le viene in mente qualcuno in particolare?
«No. Purtroppo non ho mai sentito Vasco Rossi agli esordi: lì non avrei sbagliato di sicuro».
Il motto della sua vita?
«Avere culo. E tanto».
A “Striscia” hanno detto che si è fatta il botulino. È vero?
«Ecco: puntualizzo che il botulino non l’ho fatto perché credo che uno debba essere quello che è. E poi, se veramente avessi fatto delle punturine, denuncerei il medico per i risultati. Vaffan…».
