dal TG COM DEL 18.03.2008

Tozzi senza peli sulla lingua

Su Raf, Mara Maionchi e Sanremo

Ha litigato con Mara Maionchi, è rimasto deluso da Sanremo 2005 e da Bonolis, da Raf ("non mi ha mai risposto") e anche dalla Nazionale Cantanti ("era ed è gestita come una multinazionale"). Non le manda certo a dire Umberto Tozzi che si confessa a Vanity Fair. Il cantautore ha pubblicato il doppio "Non solo live", il libro "Non solo io" e dal 1 aprile è in giro per l’Italia con un tour.

"Insieme a Raf avevamo già fatto ‘Gente di mare’. Gli ho detto che avremmo potuto scrivere altri bei pezzi e andare in tour, ma non mi ha mai risposto. Ci sono rimasto male. Il pubblico se vede due artisti che fanno una bella canzone, sincera, in cui credono, è contento. All’estero lo fanno, da noi sembra impossibile. Al massimo si fanno duetti come quelli di Zucchero con Sting o Joe Cocker, che si capiva da lontano che era lì per i soldi e basta. Questo vale anche per Eros Ramazzotti con Tina Turner e gli altri. Adesso tocca a Laura Pausini con James Blunt, bel pezzo, ma troppo business".

Tozzi ricorda anche gli inizi della carriera: "Ero e sono una persona libera. Per questo, nel mondo della musica, ho litigato un po’ con tutti. A partire da Mara Maionchi (…) lavorava per la Ricordi, casa discografica che per fare l’autore mi aveva offerto un contratto in esclusiva di cinque anni (…) Al momento della firma, però, ho scoperto una clausola diceva che quelle 500 mila lire, dovevo considerarle un anticipo sui diritti d’autore che avrei maturato (…) Un po’ diverso da quello che Mara mi aveva detto".

Un pensiero va anche all’ultimo Festival di Sanremo cui ha preso parte. Era l’edizione 2005: "Bonolis e Mazzi (il direttore artistico, ndr) hanno avuto poco rispetto per me. La mia canzone ‘Le parole’ è stata eliminata subito". Tozzi ha anche fatto parte della Nazionale Cantanti: "Chi vendeva più dischi, giocava, anche se era una schiappa. Gli altri via. Lo spogliatoio, poi, umanamente, è sempre stato brutto. Ho giocato per vent’anni con loro e spesso mi sono arrabbiato. Mogol decideva tutto, facendosi aiutare furbescamente da Gianni Morandi e dal suo viso amato da tutti".

Infine il cantautore confessa di credere nella reincarnazione: "Nella mia vita precedente sono stato un antico romano sbranato dai leoni e nella seconda un colonnello nazista: Alfred Steiger. Che è veramente esistito. Questa terza vita dovrei viverla fino a 72 anni. E me ne restano altre due. Chissà in quali panni capiterò".

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