The Italian Tenors – Gloria

Author: The Italian Tenors, 2014
Copyright holder: Electrola Gesellschaft m.b.H., UMG
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Grazie a Vito Di Giulio per averci informati di questa versione.

Haapsalu Itaalia Muusika Festival 2020

 

Haapsalu Itaalia Muusika Festivalil annab suurejoonelise vabaõhukontserdi legendaarne Umberto Tozzi Itaalia üks armastatuim laulja ja laulukirjutaja Umberto Tozzi esineb Haapsalus 6. juunil. Erikülalisena saabub kontserditurneega “Viva La Vita” Haapsallu Itaalia popooperi fenomen The Italian Tenors.

Umberto Tozzi rahvusvaheline edu saabus aastal 1974, mil tema sulest sündis laul “Un Corpo, Un Anima”. Sealt edasi sai tema karjäär vaid hoogu juurde tänu laulule “Ti Amo”, mis püsis Euroopa muusikaedetabelite esikohtadel rekordilised seitse kuud. Tozzi kuulsaimate hittide hulka kuuluvad laulud “Tu”, “Stella Stai”, “Gente di Mare” ja “Gloria”. Viimasest sai 1980. aastal kõige kuulsam Itaalia laul.
Oma karjääri jooksul on Umberto Tozzi müünud 70 miljonit plaati ja andnud kontserte täismajadele üle maailma. Armastatud Itaalia artisti sära ei ole vaibunud tänaseni, mehe viimasest turneest Itaalia vabaõhuareenidel võtsid osa kümned tuhanded Itaalia muusika ja Umberto Tozzi austajad.
The Italian Tenors triosse kuulub kolm Itaalia ooperilauljat Mirko Provini, Sabino Gaita ja Evans Tonon. Meeste repertuaar koosneb parimate Itaalia artistide lugude arranžeeringutest. Teiste seas saab täiesti uues kuues kuulda õhtu peaesineja Umberto Tozzi hittlugu “Gloria”.
Umberto Tozzi ja The Italian Tenors suurejooneline kontsert toimub Haapsalu Piiskopilinnuse hoovis 2020. aasta 6. juunil, mil kuurortlinnas Haapsalus toimub järjekordne Itaalia veinipidu. Veinipeo raames täitub Haapsalu, mida kutsutakse ka Põhjamaade Veneetsiaks, Itaalia maitsete, suurepäraste veinide ja muusikaga. Igal aastal külastavad üritust tuhanded Itaalia kultuuri austajad nii Eestist kui ka välismaalt. Kiirematele Itaalia muusika austajatele on pilet soodushinnaga 24 eurot, millele lisanduvad Piletilevi vahendustasud.

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The Italian Tenors, la musica italiana spopola in Australia

Evans Tonon, uno dei componenti del gruppo The Italian Tenors, ci racconta come la musica italiana sia amata nel mondo e come la Germania supporti i progetti musicali che arrivano dal Bel Paese.

The Italian Tenors: intervista a Evans Tonon
Evans Tonon.

Ho conosciuto Evans durante la registrazione di uno spot commerciale per un noto marchio italiano di birra. Abbiamo condiviso molti momenti di pausa tra una ripresa e l’altra, ci siamo divertiti ma soprattutto abbiamo condiviso le nostre passioni. Il tutto inizia quando eravamo nella sala trucco e parrucco ed Evans canticchiava. Mi giro verso di lui e gli chiedo “ti piace cantare?” e da lì iniziò il suo racconto. A distanza di qualche anno ho deciso di incontrarlo per farmi raccontare il percorso fatto e i suoi progetti futuri perché le persone oneste, quelle che si preparano, che studiano e soprattutto quelle che non smettono mai di crederci vanno premiate, a loro è doveroso dare visibilità.

L’ultima volta che ti ho visto eri sulla rete nazionale tedesca ZDF insieme ad altri due ragazzi italiani… cosa mi sono perso Evans?
In effetti nel 2012 ha preso vita quel progetto musicale di cui ti parlavo quel giorno mentre sorseggiavamo birra sul set ed è nato ufficialmente il gruppo The Italian Tenors.

Raccontami meglio
Io e Sabino, uno dei tre componenti, avevamo lavorato in diverse produzioni operistiche al Teatro Regio di Torino e, quando avevo saputo che un produttore tedesco avrebbe volentieri sostenuto un progetto che coinvolgesse cantanti lirici nella reinterpretazione di famose canzoni italiane, decidemmo di proporci, insieme a Mirko (il terzo) che avevamo incontrato brevemente qualche mese prima a un’audizione. Sia Sabino che io avevamo sempre avuto il desiderio di usare la nostra formazione classica per andare al di là dell’opera in senso stretto. Sabino ha un’anima molto pop, anche con canzoni di sua composizione. Io sono invece particolarmente appassionato ai grandi standard della canzone degli anni ’50 e ’60 (sia italiana che americana).

Un progetto italiano con lo scopo di diffondere la nostra cultura musicale che però trova i fondi e il supporto in Germania?
Si, è così… The Italian Tenors nasce in Germania ed è distribuito da Universal Germany. Il primo album, uscito nella primavera del 2012 si chiamava That’s Amore, da uno dei brani che avevamo interpretato. La caratteristica che ci differenziava e tuttora ci differenzia da altri gruppi di tenori, è che la maggior parte dei nostri brani sono effettivamente molto pop, e apparentemente lontani dalla vena “lirica” che ci si aspetterebbe. Canzoni di Umberto Tozzi come Gloria, e Gente di mare, o Piccola e Fragile di Drupi, Bello e Impossibile della Nannini, Se Bastasse una canzone e Adesso Tu di Eros Ramazzotti, o Mamma Maria, vengono accostate a grandi classici come Parla più piano, Arrivederci Roma, Caruso, Con te partirò, già interpretate da celebri cantanti lirici. Da precisare che a dispetto del nome del gruppo io sono in realtà un baritono, cosa abbastanza necessaria a garantire una completezza di colori all’interno delle nostre interpretazioni. Nel 2014 è uscito il secondo album, intitolato Viva la Vita, sempre distribuito dalla Universal Germany.

So che avete avuto un grande successo all’estero, dove avete suonato fino ad oggi?
Dal 2012 ad oggi abbiamo cantato principalmente in Germania e in Svizzera, con qualche concerto in Austria, in Estonia, in Inghilterra e in Croazia. Abbiamo preso parte a decine di trasmissioni televisive, quasi tutte per la TV tedesca, partecipando a diversi programmi come ospiti insieme a Umberto Tozzi, a Drupi, e a vari artisti di altri paesi. A settembre siamo stati in Australia per una tournée di tre settimane che ha avuto un enorme successo nelle città di  Sydney, Melbourne, Canberra e Perth.

The Italian Tenors, la musica italiana spopola in Australia
The Italian Tenors.

Grande successo all’estero ma siete ancora poco conosciuti nel panorama musicale italiano, perché secondo te?
Per quanto riguarda l’Italia c’è anche da dire che è forse un paese in cui la commistione tra pop e lirica è stata vista con un certo sospetto. L’Italia è la patria del belcanto, dell’opera, e i melomani non amano vederla contaminata. I più giovani forse solo negli ultimi tempi si stanno incuriosendo di fronte all’offerta di musica moderna interpretata da chi ha una formazione classica. Quindi da un lato c’è un discorso pratico di gestione del progetto, che richiede tempi tecnici e lavoro di marketing, dall’altro un mercato che forse non è ancora così incuriosito. Altri artisti cosiddetti crossover, come Bocelli o il trio Il Volo, seppur noti, non riscontrano in Italia lo stesso successo che vivono altrove.

Trovi differenze tra la gestione della musica all’estero e in Italia?
Il discorso è un po’ quello della domanda sopra ma aggiungerei alle valutazioni il fatto che in Italia è molto forte l’identificazione di una canzone con il suo primo interprete. Questo ha sempre fatto storcere un po’ il naso di fronte a interpretazioni nuove di grandi classici. In America, per esempio, i grandi classici vengono reinterpretati in continuazione. La cover è nella natura delle cose, specialmente per quanto riguarda i grandi standard. In Italia temo ci sia una sorta di preconcetto nei confronti di chi fa cover. Forse meno oggi di ieri, ma un po’ c’è. Per gestire la musica, come per gestire qualsiasi prodotto artistico, credo ci voglia molta creatività. E in questo i paesi che notoriamente esprimono maggiore creatività, sono quelli che hanno anche maggior successo nel proporla e promuoverla. Il contenuto creativo (la musica) ha bisogno di un contenitore all’altezza di tale creatività (promozione).

(continua…)

Articolo di Sandro Marenco.

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