Sanremo 2019, il racconto del Festival in foto

I protagonisti e gli ospiti

Foto Di Ettore Ferrari E Riccardo Antimiani

Spegnete la musica italiana

09.01.2019
L’esplosione della trap, l’urban, il nuovo indie di Calcutta e Thegiornalisti… Da chi fa canzoni pretendiamo di ascoltare roba che, al suo posto, non sapremmo scrivere. Quello che abbiamo ascoltato nel 2018, al contrario, ci è sembrato “smaller than life”, materia superficiale, offerta di un’asta al massimo ribasso

Avete mai sofferto di depersonalizzazione? Quando eravamo adolescenti, qualche volta capitava: ti sentivi estraneo al tuo corpo, magari non ti riconoscevi allo specchio, avvertivi come un senso di distacco da tutto ciò che ti accadeva intorno e, anche se eri sveglio, provavi la stessa sensazione di quando si sogna. Per almeno 25 anni non ci è più successo, poi rieccola la depersonalizzazione: di fronte alle acclamatissime uscite discografiche italiane del 2018, alla critica che si scappellava, al pubblico che ascoltava in streaming e si metteva in fila ai concerti, siamo rimasti impalati e impallati, confusi e infelici come se ci volessero chissà quali occhiali speciali per provare a capire la realtà che avevamo davanti, come se al mondo non ci fosse altra verità che quella cantata da Jimi Hendrix: «I don’t live today/ Maybe tomorrow/ Well, I just can’t say». E cioè: non apparteniamo al mondo di oggi, forse apparterremo a quello di domani ma chi è che può dirlo? Il nostro è più un auspicio che una certezza. Perché l’unica cosa che possiamo dire senza eccessivi giri di parole è che, nel 90 per cento dei casi, in ciò che ha prodotto l’industria musicale italiana non ci siamo ritrovati granché.

Dark Polo Gang

Ghali

È stato l’anno della consacrazione dell’universo urban (rap/hip hop/trap e affini). Questo, che ci piaccia o meno, è il nuovo mainstream. Le case discografiche che per anni avevano investito, tra tante incertezze, sulle scene in questione finalmente hanno cominciato a raccogliere i frutti della semina. È stato l’anno della trap, dello straordinario successo di Sfera Ebbasta, finito suo malgrado nel dibattito generalista a causa della tragedia di Corinaldo di cui – è bene ripeterlo ancora una volta – l’artista non è responsabile. Sempre che ci piaccia o meno, il suo Rockstar è il disco che ha dominato le classifiche del 2018. Avete presente? L’album in cui la trapstar di Cinisello Balsamo impugna una Gibson Flying V come quella che sempre l’Hendrix di cui sopra possedeva. La impugna all’incontrario e speriamo solo per vezzo iconoclasta. Potremmo parlarvi del culto dei soldi facili e della ricchezza a tutti i costi, dei messaggi sessisti e dell’esaltazione delle droghe non convenzionali come lo “sciroppo”, della differenza tra la trap americana e quella italiana, arrivata tipo con 20 anni di ritardo, del fatto che negli States torna il rap impegnato (vedi alla voce Childish Gambino), ma non lo faremo. Certo, la trap italiana non è solo Sfera Ebbasta, diranno molti: c’è anche Ghali, che sarebbe il più intellettuale della brigata e nel 2018 ci ha regalato il singolo politico (politico?) Cara Italia, la Dark Polo Gang (Trap Lovers), Achille Lauro (Pour l’Amour), Capo Plaza (20) e potremmo a lungo andare avanti con l’elenco di nomi e titoli, perché l’anno il 2018 è stato piuttosto generoso su questo versante. Cifra stilistica comune? Un maledettismo parecchio generico, idee piuttosto confuse su come va il mondo ma un disperato bisogno di comunicarle al mondo. Sarà che siamo vecchi, ma meglio della trap ci suonano sicuramente rap e hip hop tradizionalmente intesi: Playlist di Salmo forse è stato il miglior album ascrivibile al filone, probabilmente perché è un disco “suonato”, perché il ragazzo ha bello che varcato la soglia dei 30 anni e ha recuperato quella che potremmo definire una certa consapevolezza. Dice spesso cose intelligenti, anche se non sempre ci piace il modo in cui le dice.

Usciamo dal territorio urban e passiamo alla musica suonata. C’è il fenomeno indie, si sa, ma forse dovremmo parlare di “equivoco indie” perché l’espressione suona adesso parecchio equivoca. A uso dei profani: indie, diminutivo anglofono del termine “indipendente”, in origine indicava le produzioni concepite oltre i confini delle major, lontane cioè dall’ortodossia di pop e rock mainstream. Indie non era un genere, ma un contesto produttivo. Eppure ha finito con il diventare un genere, quando ci si è accorti che tutte quelle produzioni, oltre al low budget, avevano in comune approccio e, spesso e volentieri, suono poco allineato. Se a un ragazzo dei primi anni Novanta il proverbiale marziano a Roma avesse chiesto che cos’è l’indie italiano, magari il ragazzo in questione non avrebbe saputo rispondere. Ma in caso contrario, sarebbe partito tutto un rosario di Csi, Bluevertigo, Marlene Kuntz, Almamegretta e compagnia cantante. Roba con la «erre» maiuscola che nulla aveva a che fare, per esempio, con il cantautorato acqua e zucchero tendente al pop dei vari Raf, Umberto Tozzi e Luca Carboni.

Ironia della sorte: oggi praticamente tutti conoscono il termine indie, ma il termine indie ha cambiato significato. Se l’urban è il nuovo mainstream, con l’espressione indie si indicano artisti come Calcutta (Evergreen) e Thegiornalisti (Love) che propongono esattamente lo stesso cantautorato acqua e zucchero di cui sopra. Corollario del teorema: i vari Carboni, Raf e Tozzi sono tornati in pista per davvero e, se permettete, meglio i maestri che i discepoli. Chi è il poeta dell’attuale generazione indie? Motta, ci dicono, in virtù del pluripremiato ultimo album Vivere o morire. Per carità: il disco si fa ascoltare, ma siamo comunque lontani da ciò che di solito chiediamo alla musica che ci piace. O forse il problema è che chiediamo troppo alla musica che ci piace.

Sfera Ebbasta

Salmo

Riassumendo: la musica italiana ci ha rotto i cabbasisi, è bella e tutto quanto ma alla lunga rompe i cabbasisi. In nove casi su dieci. Perché, a scavare, trovi sempre qualche eccezione fuori dall’hype e, se non la trovi, ti piace pensare che la troverai, perché sei ottimista di natura. Qualcuno di voi probabilmente dirà che la musica italiana contemporanea è figlia di tempi di grande confusione e che, considerando la confusione di questi tempi, tutto sommato, dai, non sono male i dischi che si fanno di questi tempi. Sarà. Per noi l’arte deve avere, sempre e comunque, un pre-requisito: la vogliamo bigger than life, più grande della vita. Da chi fa musica pretendiamo di ascoltare canzoni che, al suo posto, non sapremmo scrivere. La musica italiana di oggi, al contrario, ci sembra smaller than life, materia superficiale, offerta di un’asta al massimo ribasso. Dadaismo? È un alibi. Minimalismo? È il chiavistello che apre la stalla dalla quale scappano gli autori mediocri. E la colpa, non ci stancheremo mai di dirlo, è anche di chi fa il nostro mestiere.

Dov’è finita la critica? Una volta era tutto un polarizzarsi. Che ti piacesse il pop (e leggevi Tutto e Cioè), il New Romantic (e leggevi Mattissimo o Paninaro), il rock classico (Mucchio e Buscadero), il Metal (quante riviste esistevano), più avanti il grunge (Rumore). Una volta ci si polarizzava addirittura con le fanzine e ce n’erano di bellissime. Oggi il gusto musicale tende a formarsi sui consigli di YouTube e Spotify. I giornalisti, ammesso che qualcuno s’interessi ancora a ciò che scrivono, fanno comunella con gli uffici stampa e spesso hai la sensazione che siano questi ultimi a scrivere sui giornali. Chi è che insegna ai ragazzini come si distingue l’arte dalla merda (non) d’artista?

https://24ilmagazine.ilsole24ore.com/2019/01/spegnete-la-musica-italiana/?refresh_ce=1

Oggi alle ore 16:30 su Radio Manila Piemonte

Mercoledì, ore 16.30
Vi aspettiamo!!!!!!!!!

Riascolta Raf e Tozzi ospiti in “Proteina Zeta” con Raffaello Tonon e Luca Onestini.

ECCO LA NUOVA VIDEO INDIE MUSIC LIKE: IN TESTA ALLA CLASSIFICA DEI VIDEO INDIPENDENTI ULTIMO

26 novembre 2018

VideoIndieMusicLike è la classifica con i video più graditi e visitati on line, stilata sulla base degli artisti indipendenti presenti nella IML della settimana.

In testa alla classifica dei video indipendenti Ultimo, seguito da Thegiornalisti e Noizy e Ghali. In TOP 10 Calcutta, Gazzelle, Bocelli & Dua Lipa e poi Hip-hop e trap con Bada$$ B., Chadia Rodriguez, Nayt e Madman e Il Pagante.

In TOP 20 Vecchioni & Guccini, Raf & Tozzi, Malika Ayane, Ermal Meta, Jaspers, Le Vibrazioni, e poi il rap di Gemitaiz, Mondo Marcio, Noyz Narcos feat. Luchè e Capo Plaza e Low Low!

 N. 141 dell’ 29.11.2018

CLASSIFICA

  1. ULTIMO – Cascare nei tuoi occhi (Honiro)

  2. THEGIORNALISTI – New York (Carosello)

  3. NOIZY feat. GHALI – Parku I Lojrave (O.T.R. Records)

  4. ANDREA BOCELLI feat. DUA LIPA – If Only (Sugar)

  5. CHADIA RODRIGUEZ – Sister (Pastiglie) (Doner Music)

  6. NAYT feat. MADMAN – Fame (VNT1 Records)

  7. BADA$$ B. – Me Gusta (Autoprodotto)

  8. GAZZELLE – Sopra (Maciste Dischi)

  9. CALCUTTA – Kiwi (Bomba Dischi)

  10. IL PAGANTE – Radical Chic ( Believe)

  11. ERMAL META – 9 Primavere (Mescal)

  12. LE VIBRAZIONI – Pensami così (L’equilibrista)

  13. GEMITAIZ Chiamate Perse Tanta (Roba Label)

  14. JASPERS – Vodka e noccioline (Talking Cat)

  15. LOWLOW – Mare (Sugar)

  16. RAF e UMBERTO TOZZI Come una danza (Friends & Partners/Artist First) 

  17. MONDO MARCIO – DDR (Dio Del Rap) (Mondo Records)

  18. ROBERTO VECCHIONI feat. FRANCESCO GUCCINI Ti insegnerò a volare (DME)

  19. NOYZ NARCOS feat. LUCHÈ e CAPO PLAZA Casa Mia (Thaurus)

  20. MALIKA AYANE Sogni tra i capelli (Sugar)

RADIO1 MUSICA

In questa puntata, interviste a Francesco Bacci degli Ex-Otago, Elena Ledda, Simona Molinari, Raf e Umberto Tozzi. Si parla di Premio Andrea Parodi e Premio Bianca d’Aponte.
Francesco Bacci degli Ex-Otago racconta il grande concerto per Genova; Elena Ledda parla dell’edizione 2018 del Premio Andrea Parodi; Simona Molinari racconta i suoi nuovi progetti e l’impegno di Madrina del Premio Bianca d’Aponte; Raf e Umberto Tozzi parlano del loro nuovo disco insieme e del relativo tour.

Sanremo 2019: da Gigi e Anna a Raf e Tozzi, il totonomi

Tra ospiti e big anche Bocelli, Rovazzi, Emma, Bertè e D’Angelo

Bertè, D’Alessio, Tatangelo, Emma, Renga: mentre entra nel vivo il toto nomi per il prossimo Festival di Sanremo, il secondo targato Claudio Baglioni, c’è fibrillazione tra i fan dei cantanti che sulla rete commentano le possibili candidature dei loro beniamini.

I sostenitori di Gigi D’Alessio si chiedono se sarà all’Ariston e se con lui ci sarà un altro artista napoletano con il quale ultimamente fa comunella sul web, Nino D’Angelo, o la dolce metà Anna Tatangelo. Secondo quanto apprende l’ANSA, ci potrebbero essere tutti e tre ma in caselle distinte del complesso puzzle della kermesse. Se D’Alessio potrebbe tornare come ospite, se non in gara, D’Angelo dovrebbe essere in concorso in coppia con un misterioso artista, sempre partenopeo, con ogni probabilità della scuderia Sugar di Caterina Caselli. Non incontra conferme la voce di D’Alessio in coppia con Anna Tatangelo. Lei potrebbe correre da sola tra i big.

Tra i tanti nomi, si fanno quelli dell’ex Pooh Dodi Battaglia, di Ghali(poco probabile), di Shade (altro esponente della trap, per strizzare l’occhio ad un pubblico giovane) in coppia con Federica Carta, ma anche di Andrea Febo, coautore del pezzo “Non mi avete fatto niente” del duo Meta-Moro, vincitore dell’ultima edizione. In questo caso, come per altre auto candidature, si cercherebbe un cantante più noto da abbinare all’artista per giustificare, in duo o in trio, l’eventuale presenza tra i big, nel caso di una canzone considerata interessante dalla commissione artistica. Ci potrebbero essere, in quota rap, genere assente all’ultimo Festival, anche Rocco Hunt e Clementino. I Maneskin, ospiti dello show di Fiorello ‘Il Rosario della Sera’ su Radio Deejay, hanno detto di essere a disposizione di Baglioni.

In gara quest’anno è data per molto probabile la presenza di Loredana Bertè, reduce da un’estate di grande rilancio con il singolo-hit ‘Non ti dico no’, cantato insieme ai Boomdabash. La cantante, già in lizza per il Festival nella precedente edizione, non era stata ammessa alla gara, con uno strascico di polemiche ed accuse alla direzione artistica, ‘colpevole’ di averle proposto una canzone scritta da Biagio Antonacci che lei non sentiva nelle sue corde. Stavolta la sua presenza a Sanremo avrebbe ancora più senso (potrebbe avere una canzone firmata da Gaetano Curreri, leader degli Stadio) visto che al Festival, che a Mia Martini intitola ogni anno il Premio della Critica, si potrebbe parlare della fiction di Rai1 sulla vita di Mimì con Serena Rossi protagonista.

In gara tra i big, tra gli altri, potrebbero tornare anche altre voci femminili importanti, quelle di Arisa, Irene Grandi e Giusy Ferreri. Ragionando sui dischi in uscita, anche Marco Masini e Francesco Renga non sono da escludere. A proposito di ex vincitori del Festival, qualcuno si chiede che fine abbia fatto Francesco Gabbani, trionfatore tra i Giovani nel 2016 con ‘Amen’ e tra i big, l’anno successivo, con ‘Occidentali’s karma’.

C’è anche la possibilità di rivedere all’Ariston Simone Cristicchi che lo scorso anno, nella serata dei duetti, accompagnò verso la vittoria Ermal Meta e Fabrizio Moro. A proposito di vincitori, anche Ultimo, primo classificato tra i Giovani del primo Sanremo targato Baglioni, ha buone possibilità di tornare, stavolta tra i big. Iva Zanicchi si è detta pronta a gareggiare con una canzone scritta da Luis Bacalov prima di morire. Tra i tanti che a Sanremo devono molto ma mancano da anni c’è anche Massimo Di Cataldo, forte del successo su Rai1 di ‘Ora o mai più’ e ‘Tale e quale show’.

Sul fronte dei super ospiti il nome più accreditato è quello di Andrea Bocelli, che potrebbe cantare insieme al figlio Matteo, ma si guarda con interesse anche ad Ed Sheeran, la superstar britannica che ha duettato con lo stesso Bocelli nell’album dei record ‘Sì’, che ha conquistato la prima posizione in classifica dei più venduti sia negli Stati Uniti che in Inghilterra, doppietta storica mai realizzata prima da un artista italiano.

Già ospiti del Baglioni & Friends dello scorso anno, potrebbero tornare all’Ariston anche Laura Pausini, prima cantante italiana a vincere il Latin Grammy Award nella categoria ‘Best Traditional Pop Vocal Album’, e Biagio Antonacci. I due avrebbero in programma un tour estivo insieme, organizzato da Friends&Partners di Ferdinando Salzano, che cura anche i live di Claudio Baglioni e dalla cui scuderia sono arrivati molti protagonisti della scorsa edizione del Festival. Un’altra coppia accreditata tra i possibili ospiti è quella Raf-Umberto Tozzi che, dopo il singolo a due voci ‘Come una danza’ e un doppio album insieme, partirà in tour proprio dopo il Festival.
Anche Emma Marrone, che ha più volte dichiarato di non avere intenzione di tornare in gara, esperienza già fatta conquistando il podio (è stata anche co-conduttrice del Festival con Carlo Conti, Arisa e Rocio Munoz Morales), sarebbe pronta al debutto da ospite. Stesso discorso per Marco Mengoni, vincitore a Sanremo nel 2013.
Tra i possibili ospiti anche Fedez, Eros Ramazzotti e Jovanottimentre è data quasi per certa anche a febbraio la presenza di Fabio Rovazzi, che a dicembre condurrà Sanremo Giovani in tandem con Pippo Baudo.

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Sanremo 2019: Laura Pausini e Biagio Antonacci ospiti?

Sanremo 2019: Laura Pausini e Biagio Antonacci ospiti?

di  | 20 novembre 2018

Il Festival di Sanremo 2019 andrà in scena dalla città dei fiori, come sempre dal Teatro Ariston, con la conduzione del direttore artistico Claudio Baglioni per il secondo anno consecutivo. Tanti i pettegolezzi in merito agli artisti che saranno in gara nella categoria Big ed anche gli ospiti: tra gli special guest dopo l’indiscrezione di Eros Ramazzotti, Marco Mengoni, Fedez insieme alla moglie Chiara Ferragni, arrivano anche Laura Pausini e Biagio Antonacci in duetto. I due starebbero infatti preparando una bella sorpresa per tutti i fan.

Sanremo 2019: Laura Pausini e Biagio Antonacci ospiti?

Laura Pausini e Biagio Antonacci: tour in arrivo?

Secondo Il Corriere della Sera Laura Pausini e Biagio Antonacci potrebbero fare un tour in coppia negli Stadi nell’estate 2019. La loro amicizia e collaborazione dura da tanti anni, infatti lui ha firmato per lei diverse canzoni, da Lato destro del cuore a È a lei che devo amore, fino ad arrivare a due cavalli di battaglia nel repertorio dell’artista come Tra te e il mare e Vivimi. Senza dimenticare che il prossimo 7 dicembre la Pausini arriverà nei negozi e nei digital store con “Fatti sentire ancora” (Atlantic / Warner Music), la special edition dell’ultimo albumche ha debuttato nelle top ten delle classifiche internazionali, che conterrà proprio il duetto inedito con l’amico Antonacci sulle note del brano “Il coraggio di andare”.

 

Festival di Sanremo 2019: big in gara?

Nel frattempo per i Big dovremmo vedere per la casa discografica Sony dovrebbero presentarsi Deborah Iurato, Chiara Galiazzo, Giusy Ferreri, Anna Tatangelo in coppia con Gigi D’Alessio, Il Volo, Rocco Hunt, Baby K, Lorenzo Fragola, Enrico Nigiotti, Riki. Per la Universal dovrebbero esserci Federica Carta in coppia con Shade, Carmen Ferreri, gli Stadio, i Negrita, gli Ex Otago e Dolcenera. Per Warner invece sul palco del Teatro Artiston dovrebbero arrivare Loredana Bertè, Paola Turci, Thomas, Max Pezzali. Per le altre etichette indipendenti potremmo vedere Raphael Gualazzi, la neo accoppiata Raf e Umberto Tozzi, Arisa, Simona Molinari, il vincitore della passata edizione delle Nuove Proposte UltimoBianca Atzei, Gianluca Grignani, Zen Circus, Modà, Spagna, Fiordaliso, Mietta e Pupo.

 

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