da La Repubblica.it

Non solo Gloria Amore e anarchia, riecco Tozzi Ho pagato il non essere schierato

Repubblica — 04 maggio 2009   pagina 18   sezione: GENOVA

UMBERTO Tozzi torna a Genova, ospite la settimana prossima del Teatro Politeama con lo show che ha appena conquistato il Nuovo di Milano. «Una tappa che mi ha fatto ricordare gli anni Settanta quando vi sbarcai per cercar fortuna. Era la mecca, allora: Torino offriva poco, a noi musicisti dilettanti, e credo di avere fatto il solco lungo l’ autostrada, a furia di percorrerla. Non sono stati anni facili. Proprio in San Babila, per esempio, c’ era il primo bar che inventò l’ hamburger, ben prima dei fast food. Costava 500 lire e non sempre avevo i soldi per mangiarne uno. Rimediavo alla Crota Piemunteisa, lì accanto». Ma arrivò il successo… «Grazie a manager intelligentissimi come Alfredo Cerruti, della Cgd, che sapevano capire i cantanti, valorizzarli, farli crescere. E grazie a etichette come la Numero Uno, quella di Mogol e Battisti, a cui è legato un importante ricordo». Quale? «Le dico solo la data: 12 dicembre 1969. La Numero Uno era in galleria del Corso. Ero in sala incisione, sentii un botto pazzesco, usciie seppi dal fumoe dal caos che era scoppiata una bomba in piazza Fontana». Ha anche ricordi migliori di quell’ epoca? «Indubbiamente. Ad esempio la prima canzone di successo che ho scritto, assieme a Damiano Dattoli, proprio mentre ero turnista alla Numero Uno: "Un corpo e un’ anima", portata al successo da Wess e Dori Ghezzi. Non l’ ho mai cantata fino al mio ultimo disco, quello che porterò a Genova, "Non solo live", dove c’ è il meglio della mia carriera, più alcuni inediti come il singolo "Anche se tu non vuoi" e "Lullabye goodnight my angel" di Billy Joel, una canzone che fa da sempre parte del mio iPod». La sua carriera viene spesso identificata con tre canzoni: "Ti amo", "Tu" e "Gloria". Le dà fastidio? «Diciamo pure che ho sofferto come un cane per questi luoghi comuni: e dire che ho venduto 45 milioni di dischi in tutto il mondo in oltre 30 anni di carriera. Senza contare le contestazioni sciocche, tipo le femministe che mi attaccarono perché cantavo "fammi abbracciare una donna che stira cantando". Nell’ epoca dell’ impegno cantavo il disimpegno, l’ intimità, l’ amore. Non mi sono mai schierato politicamente con le mie canzoni, anche se ho le mie idee, piuttosto anarcoidi, e l’ ho pagata. Ma va bene così». E con queste tre canzoni che rapporto ha? Molti cantanti hanno un rapporto di odio-amore coi loro brani di culto. «Io ci resto affezionatissimo, non le rinnego affatto. E al Politeama, come sempre, le canterò uguali agli arrangiamenti dei dischi, perché bisogna far provare alla gente le stesse emozioni che ha provato sentendole allora, lo stesso impatto. Anche per questo sarà un concerto da sgolarsi, quindi chi viene si scaldi la voce per bene, sennò finirà col mal di gola». Politeama Genovese Via Bacigalupo 6 Venerdì 8 maggio, ore 21 Biglietti: 38 e 28 euro – LUIGI BOLOGNINI

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