Anni 70. Dietro i testi di Umberto Tozzi, tra lavori strani, mani che lavorano piano e stelle di cartone, l’arte di Bigazzi

Umberto Tozzi

Noi che siamo cresciuti chiedendoci quale fosse il “lavoro strano” del protagonista di Tu (1978) di Umberto Tozzi (1952). Artista che, peraltro, ci aveva lasciati perplessi appena un anno prima, quando apriva “la porta a un guerriero di carta igienica” in Ti amo.

Slow hand

Va detto che, non pago, il nostro aveva rincarato la dose l’anno successivo, con Gloria, che mancava “ad una mano che lavora piano”. Circostanza in sé innocua, se non fosse stata combinata con il fare “stelle di cartone con te nuda sul divano”….

La responsabilità di Bigazzi

In realtà le criptiche strofe (rilevante è anche l’ambiguo testo di Mamma Maremma del 1979) sono da ascrivere allo storico compositore e paroliere di Umberto Tozzi, Giancarlo Bigazzi (1940-2012), noto anche con lo pseudonimo di Katamar.

La storia del grande paroliere

La storia artistica di Bigazzi è esemplare: giovanissimo, scrisse, per Riccardo Del Turco, Luglio (1968); per Caterina Caselli, Il carnevale (1968) e, per Mario Tessuto, Lisa dagli occhi blu (1969).

Umberto Tozzi

Favolosi 70

Negli anni settanta Bigazzi continuò a sfornare successi: Vent’anni ed Erba di casa mia (entrambe del 1970) per Massimo Ranieri, Montagne verdi (1972), Nessuno mai (1974), Un sorriso e poi perdonami (1972) per Marcella Bella e Non si può morire dentro (1976), Dolce uragano (1980), No (1978), Più ci penso (1974), Questo amore non si tocca (1981), Toc toc (1978) per il fratello Gianni Bella.

  • Sopra le righe

Contemporaneamente alla sua carriera di autore, nel 1971 Bigazzi creò, insieme al paroliere Daniele Pace (1935-1985) , al musicista Totò Savio (1937-2004) e ai discografici Alfredo Cerruti (1942-2020) ed Elio Gariboldi (1935-2010) il gruppo degli Squallor, che, nati come un progetto goliardico tra amici, per il successo ricevuto, avrebbero inciso album per 25 anni.

Il giardino dei semplici

Dal 1975 al 1978, Bigazzi avrebbe prodotto assieme a Savio il popolare complesso pop-rock de Il Giardino dei Semplici. Il nome della band fu concepito e proposto dallo stesso Bigazzi ai quattro componenti. Il gruppo è considerato un nome di punta del filone romantico della musica italiana e napoletana, e ha venduto 4 milioni di dischi.

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